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    Freni (MEF): ingresso in TIM di Poste è importante, qualsiasi cosa tocca diventa oro

    (Teleborsa) – Con riferimento all’azionariato di TIM, “il dialogo con Vivendi mi sembra avviato su una certa linea ormai. Vivendi non è mai stato un partner industriale in TIM”. Lo ha affermato Federico Freni, Sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), a margine dell’evento “I cinquant’anni della Consob: tra presente e futuro” in Bocconi.A una domande se Poste Italiane possa prendere il posto del gruppo francese, ha detto: “L’auspicio è che TIM possa prendere una strada tracciata e solida, come è giusto che ci sia per un operatore come TIM. Chi poi sarà parte di questa strada staremo a vedere. L’ingresso di Poste è certamente un ingresso importante, che da solidità all’asset, anche perchè nella storia recente qualsiasi cosa Poste tocca diventa oro, quindi siamo tutti felici”.”Poste può essere un partner importantissimo, a cavallo tra industriale e finanziario, con un management capacissimo che negli anni lo ha dimostrato”, ha sottolineato.Sulla possibile tranche di privatizzazione di Poste, “quando sarà il momento giusto ci sarà”, ha detto Freni. “La privatizzazione di MPS è stata fatta nei momenti giusti, per il mercato e le condizioni esterne – ha spiegato – Privatizzazione non vuol dire svendere o dismettere, ma razionalizzare la partecipazione cedendo piccoli slot a mercato nel momento più giusto per massimizzare l’entrata per lo Stato”. LEGGI TUTTO

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    Unidata si aggiudica tre contratti per la telelettura di reti idriche

    (Teleborsa) – Unidata, operatore di telecomunicazioni, Cloud e servizi IoT quotato su Euronext STAR Milan, si è aggiudicata da parte di SorgeAqua, ASA e Comune di Zeri tre contratti per l’affidamento della progettazione, realizzazione e gestione delle reti di telelettura basate su tecnologia LoRaWan. Tali progetti rispondono all’esigenza di ridurre le perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, digitalizzare e monitorare le reti stesse.Nello specifico, Unidata si è aggiudicata il contratto di SorgeAcqua in RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) che, oltre ad Unidata, vede la partecipazione di IDEA, IDEA Telecontrollo, Idragest, Easy Servizi, Datek 22, Idrostudi, So.Sel e Consorzio Innova Società Cooperativa. Anche l’appalto promosso dal Comune di Zeri è stato aggiudicato tramite un RTI, composto da Unidata, Geomar e Idrostudi.Il valore totale dell’aggiudicazione dei tre contratti destinato a Unidata, che ammonta a circa 1 milione di euro, prevede le attività di progettazione e realizzazione della rete IoT LoRaWan nelle rete idrica della città di Livorno, gestita da ASA, e del Comune di Zeri nella Regione Toscana e nelle reti dei comuni gestiti da Sorgeacqua nella regione Emilia Romagna LEGGI TUTTO

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    TIM, accordo con ADIO per aprire un hub tecnologico negli Emirati Arabi Uniti

    (Teleborsa) – TIM e Abu Dhabi Investment Office (ADIO) hanno siglato una partnership strategica con l’obiettivo di supportare l’espansione del Gruppo italiano nella regione. L’iniziativa mira a rafforzare l’espansione internazionale di TIM e la posizione di Abu Dhabi come hub globale per la connettività digitale avanzata e le tecnologie di nuova generazione. L’intesa è stata ufficializzata a Roma, in occasione dell’Italy-UAE Business Forum, alla presenza della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan. L’accordo è stato firmato, per conto di ADIO, da E. Rashed Abdulkarim Al Blooshi, Sottosegretario del Dipartimento di Sviluppo Economico di Abu Dhabi (ADDED), e da Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM.La partnership prevede che TIM offra le proprie competenze in materia di comunicazioni sicure, cloud e applicazioni Internet of Things (IoT). Nell’ambito del progetto, il Gruppo sta valutando l’opportunità di sviluppare soluzioni avanzate di comunicazione cibernetica e quantistica per reti pubbliche e private sicure e resilienti. TIM sta inoltre esplorando la possibilità di implementare tecnologie a banda larga e di telecomunicazione per supportare il lancio di progetti 5G e 6G in collaborazione con partner locali e internazionali.Uno dei punti chiave della potenziale espansione di TIM ad Abu Dhabi è la creazione di un Centro di Eccellenza dedicato all’IoT e all’AI. Sfruttando le competenze di TIM, il centro promuoverà l’innovazione su fronti come le smart cities e case e sistemi energetici intelligenti. L’azienda sta inoltre valutando la possibilità di creare un servizio di edge computing nell’Emirato. La sede di Abu Dhabi diventerebbe una base strategica per la supervisione delle operazioni in Medio Oriente, Nord Africa e India.”La collaborazione con ADIO ci permetterà potenzialmente di introdurre le nostre soluzioni digitali e di telecomunicazione più all’avanguardia, creando opportunità sia per le imprese che per i governi – ha detto l’AD Pietro Labriola – Abu Dhabi è la sede della connessione internet più veloce a livello globale e la sua posizione strategica, le infrastrutture avanzate e l’impegno per l’innovazione rendono il Paese la base ideale per la nostra possibile espansione nella regione e per la collaborazione con i nostri partner su progetti di sviluppo in aree geografiche di reciproco interesse”. LEGGI TUTTO

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    Open Fiber, a Monte San Biagio al via l’iniziativa “100% Fibra Vera”

    (Teleborsa) – Il Comune di Monte San Biagio, in provincia di Latina, è tra i primi in Italia a dire addio al rame per passare alla rete di nuova generazione. Il borgo laziale rientra infatti nei primi cinque centri, da Nord a Sud, selezionati per “100% Fibra Vera”, il programma di Open Fiber finalizzato a promuovere la dismissione del rame nell’infrastruttura di telecomunicazione.FIBRA FINO A CASA Open Fiber ha realizzato a Monte San Biagio una nuova rete in fibra ottica che oggi raggiunge 2.442 case, aziende, uffici pubblici e scuole. L’infrastruttura è stata costruita utilizzando la tecnologia FTTH (Fiber ToThe Home, con cavi posati direttamente negli edifici), l’unica capace di garantire velocità superiori a 1 Gigabit al secondo. Gli operatori partner di Open Fiber, insieme ai fornitori di servizi internet locali, stanno già offrendo connessioni ultraveloci: gli interessati possono controllare la copertura sul sito openfiber.it, contattare un provider e scegliere il piano tariffario più adatto per navigare senza limiti.PIANO BUL Si tratta di un intervento strategico per favorire la digitalizzazione del territorio senza incidere sulle finanze comunali. L’infrastruttura è stata finanziata con fondi regionali ed europei nell’ambito del Piano Banda Ultra Larga (BUL), coordinato da Infratel Italia, società controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto della Regione Lazio.100% FIBRA VERA Monte San Biagio è stato scelto da Open Fiber tra i comuni pilota per la copertura estesa della nuova rete in fibra e l’apertura dell’Amministrazione e della comunità locale all’innovazione tecnologica. Il progetto “100% Fibra Vera” prevede una collaborazione tra Comune e azienda per ridurre al minimo i tempi di attivazione degli utenti, favorendo così la transizione dalle vecchie reti in rame alle nuove reti in fibra.”L’adesione di Monte San Biagio al progetto ‘100% Fibra Vera’ segna un passaggio fondamentale per la modernizzazione del nostro territorio e per il futuro della nostra comunità. Siamo orgogliosi di essere tra i primi Comuni in Italia a implementare la transizione dalla rete in rame a un’infrastruttura interamente in fibra ottica, un investimento strategico che garantirà ai cittadini, alle imprese e agli enti pubblici connessioni ultra veloci e affidabili, favorendo al tempo stesso la digitalizzazione di servizi essenziali – commenta il sindaco di Monte San Biagio Federico Carnevale –. Questa trasformazione non è solo un salto tecnologico, ma anche un’opportunità concreta di crescita economica e sociale: una rete moderna e performante significa maggiore competitività per le attività produttive locali, più efficienza per la pubblica amministrazione e migliori servizi digitali per scuole e famiglie. Inoltre, il nostro Comune continua a dimostrarsi aperto all’innovazione e pronto a cogliere le sfide del futuro, mettendo al centro il benessere e le esigenze dei cittadini. Ringrazio Open Fiber per la collaborazione e per aver scelto Monte San Biagio come Comune pilota di questa importante iniziativa. Invito tutti i residenti ad approfittare di questa nuova infrastruttura, che rappresenta un valore aggiunto per il nostro territorio e un passo concreto verso un futuro sempre più connesso e digitale”.TRANSIZIONE ALLE RETI FTTH “Con questa iniziativa – afferma Paola Martinez, responsabile Affari istituzionali territoriali di Open Fiber – vogliamo contribuire al progressivo spegnimento delle reti in rame, dimostrando il ruolo cruciale della fibra ottica nello sviluppo delle comunità, soprattutto quelle lontane dai grandi centri urbani. La transizione verso le reti FTTH sta procedendo più lentamente del previsto: senza un intervento normativo mirato, lo spegnimento definitivo del rame rischia di avvenire ben oltre gli obiettivi di connettività Gigabit fissati dall’Italia e dall’UE, compromettendo gli sforzi e gli investimenti tecnologici del Paese per la trasformazione digitale ed ecologica”.OPEN FIBER LA SCELTA CHE TI PREMIA Tutti gli utenti residenziali di Monte San Biagio avranno un’ulteriore opportunità: chi attiverà una connessione ultraveloce attraverso gli operatori partner di Open Fiber entro il 30 giugno 2025, potrà infatti ricevere un voucher di 100 euro da convertire in un Buono Regalo Amazon.it, una gift card di MediaWorld o in un buono carburante. Il termine ultimo per la richiesta dei premi è fissato al 31 agosto 2025. LEGGI TUTTO

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    Poste acquisisce il 9,81% di TIM da CDP e cede il 3,78% in Nexi

    (Teleborsa) – Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane – società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – ha deliberato l’operazione di acquisizione del 9,81% circa delle azioni ordinarie di Telecom Italia (TIM) attualmente detenute da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), società che detiene il 35% del capitale di Poste Italiane ed è a sua volta controllata dal MEF.Al contempo il CdA ha deliberato la cessione dell’intera partecipazione detenuta da Poste Italiane in Nexi – pari al 3,78% circa del capitale sociale – a favore della stessa Cassa Depositi e Prestiti.Il corrispettivo per l’acquisto delle azioni di TIM sarà riconosciuto in parte mediante i proventi derivanti dal trasferimento da Poste Italiane a Cassa Depositi e Prestiti della partecipazione in Nexi e in parte mediante cassa disponibile.”L’acquisizione abilita l’evoluzione dei rapporti commerciali tra TIM e Poste Italiane – si legge nella nota di Poste – a tal riguardo è in fase avanzata la negoziazione per la fornitura di servizi per l’accesso di Postepay (società interamente controllata da Poste Italiane) all’infrastruttura di rete mobile di TIM. L’operazione rappresenta, nel suo complesso, per Poste Italiane un investimento di natura strategica, con la finalità di creare sinergie tra le aziende e favorire, con tutti gli attori interessati, il consolidamento del mercato delle telecomunicazioni in Italia”.CDP, aumentando la propria quota in Nexi dall’attuale 14,46% al 18,25% complessivo, rafforza “così il sostegno alla strategia industriale di un’azienda, protagonista in Europa nell’infrastruttura dei pagamenti digitali, che sin dalla sua nascita quattro anni fa ha avuto Cassa al suo fianco”, sottolinea la stessa CDP. LEGGI TUTTO

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    TIM, Labriola: non ho preferenze tra Iliad e Poste, ma consolidamento è fondamentale

    (Teleborsa) – “Da un punto di vista industriale, lo abbiamo già detto nel 2022 che per un consolidamento Iliad o Poste erano le sole possibilità. Sono passati tre anni, ma ora tutti lo stanno dicendo”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di TIM, Pietro Labriola, rispondendo alle domande degli analisti durante la presentazione dell’aggiornamento del piano.”Non abbiamo preferenze, non vogliamo commentare indiscrezioni ma rimanere concentrati sul portare risultati e eseguire il nostro piano”, ha aggiunto.”Abbiamo una maggiore visibilità su cosa fare in futuro, nel senso che se le nostre azioni sono al doppio dell’EBITDA conviene di più investire per puntare sul consolidamento del mercato acquistando un’azienda al prezzo giusto o sarebbe meglio riacquistare le nostre azioni?”, ha risposto a chi gli chiedeva perché TIM non prenda l’iniziativa e presenti un’offerta per Iliad in Italia. “Dobbiamo ricordare che noi vogliamo creare il massimo valore per i nostri azionisti e abbiamo iniziato tre anni fa a cercare di ripristinare la normalità per l’azienda, adesso siamo nei tempi e andremo a valutare eventuali opzionalità strategiche potrebbero creare un valore aggiunto per tutti gli azionisti rispetto ad altre opzioni in ballo – ha spiegato – Chiaramente il consolidamento del mercato italiano è fondamentale per sistemare l’attuale mercato”. LEGGI TUTTO

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    TIM riprende remunerazione ad azionisti in nuovo piano con leva “best in class”

    (Teleborsa) – TIM ha chiuso il 2024 con ricavi totali di Gruppo pari a 14,5 miliardi di euro, in crescita del 3,1% anno su anno (+1,5% nel domestico a 10,2 miliardi di euro, +6,8% in Brasile a 4,4 miliardi di euro); i ricavi da servizi di Gruppo sono in crescita del 3,4% anno su anno a 13,5 miliardi di euro (+2,0% nel domestico a 9,3 miliardi di euro, +6,6% in Brasile a 4,2 miliardi di euro).In forte crescita l’EBITDA di Gruppo, che aumenta dell’8,3% anno su anno a 4,3 miliardi di euro (+8,3% nel domestico a 2,2 miliardi di euro, +8,3% in Brasile a 2,2 miliardi di euro); in forte crescita anche l’EBITDA After Lease di Gruppo, che sale del 10,1% anno su anno a 3,7 miliardi di euro (+8,5% nel domestico a 2 miliardi di euro, +11,9% in Brasile a 1,7 miliardi di euro).TIM Consumer ha registrato ricavi totali in crescita (+0,6% anno su anno) a 6,1 miliardi di euro. TIM Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 3,3 miliardi di euro (+4,1% anno su anno). TIM Brasil ha registrato ricavi pari a 4,4 miliardi di euro (+6,8% anno su anno), e un EBITDA After Lease pari a 1,7 miliardi di euro (+11,9% anno su anno).L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease del Gruppo al 31 dicembre 2024 è sceso sotto 7,3 miliardi di euro, in calo di 0,8 miliardi di euro rispetto al valore immediatamente successivo al perfezionamento della cessione di NetCo, grazie alla generazione organica di cassa del secondo semestre e alla cessione della partecipazione residua in INWIT, perfezionata a novembre. Il Gruppo ha dunque raggiunto l’obiettivo di deleverage indicato, con un rapporto fra l’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease e l’EBITDA organico After Lease3 inferiore a 2x.Il Consiglio di Amministrazione ha approvato l’aggiornamento del piano strategico 2025-2027, che punta a posizionare il Gruppo come la migliore e più grande piattaforma digitale e telco in Italia e come il più efficiente operatore di TLC in Brasile. Grazie alla generazione di cassa prevista dal piano verrà ridotta ulteriormente la leva e verrà ripresa la remunerazione degli azionisti, mantenendo al contempo flessibilità finanziaria e una solida struttura del capitale.I target finanziari del Gruppo TIM sono: Ricavi di Gruppo in crescita di circa il 3% medio annuo nell’arco di piano (CAGR 2024-2027) da 13,7 miliardi di euro pro-forma nel 2024; EBITDA After Lease di Gruppo in crescita tra 6 e 7% medio annuo nell’arco di piano (CAGR 2024-2027) da 3,6 miliardi di euro pro-forma del 2024; Capex di Gruppo pari al 14% circa dei ricavi nel 2025 e in riduzione a circa il 13% nel 2027; Equity Free Cash Flow After Lease5 pari a circa 0,5 miliardi di euro nel 20256, a circa 0,9 miliardi di euro nel 2026 e a circa 1,1 miliardi di euro nel 2027, per un totale di circa 2,5 miliardi di euro cumulati in arco di piano; Riduzione organica dell’indebitamento di Gruppo, con un rapporto Debito netto After Lease/EBITDA After Lease inferiore a 1,9x nel 2025.Il Gruppo prevede, per il biennio 2026-2027, un indebitamento ancora in calo, con una leva potenziale pari a 1,1x. TIM potrà cogliere tutte le possibilità garantite dall’evoluzione della propria posizione finanziaria, confermando l’impegno a mantenere, alla fine del 2027, una leva inferiore a 1,7x, che rappresenta un livello ‘best in class’ fra i peers europei.TIM, per gli esercizi 2026 e 2027, punta a remunerare i propri azionisti con un importo pari a circa il 70% dell’Equity Free Cash Flow After Lease generato, al netto dei dividendi per le minoranze di TIM Brasil, per una remunerazione di circa 0,5 miliardi di euro nel 2027 e circa 0,6 miliardi di euro nel 2028. La società punta, inoltre, a riconoscere ai propri azionisti, nel corso del 2026, un’ulteriore remunerazione legata alla vendita di Sparkle8 e pari a circa il 50% dell’incasso (circa 0,35 miliardi di euro). La remunerazione degli azionisti sarà soggetta alla disponibilità di riserve distribuibili, all’approvazione del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea.”Il 2024 è stato un anno di grande trasformazione per il nostro Gruppo, segnato dal completamento della cessione di NetCo e dal rafforzamento della nostra posizione nei mercati di riferimento – ha dichiarato l’AD Pietro Labriola – Per il terzo anno consecutivo abbiamo centrato tutti gli obiettivi fissati, trasformando l’azienda in un Gruppo più solido e focalizzato. Abbiamo portato a compimento l’ultimo tassello del piano presentato nel 2022, approvando la vendita di Sparkle al MEF e Retelit. Anche grazie all’incasso relativo a questa offerta, puntiamo a ripristinare la remunerazione per gli azionisti dal 2026 e prevediamo, per il biennio successivo, un payout pari al 70% della cassa generata. Sul fronte degli obiettivi, il piano prevede una crescita media annua del 3% dei ricavi e tra il 6 e il 7% per i margini, sostenuta dal miglioramento delle attività domestiche e dall’espansione in Brasile. Siamo pronti a consolidare la nostra leadership, investendo sei miliardi di euro in tecnologia e innovazione per continuare a creare valore per tutti i nostri stakeholder”. LEGGI TUTTO

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    Unidata, ricavi 2024 in lieve crescita a 101,3 milioni di euro. EBITDA Adjusted +5%

    (Teleborsa) – Unidata, operatore di telecomunicazioni, Cloud e servizi IoT quotato su Euronext STAR Milan, ha chiuso il 2024 con ricavi totali consolidati pari a 101,3 milioni di euro, in lieve miglioramento rispetto al dato del 2023 (100,7 milioni di euro) e in linea con i dati previsionali già esaminati dal CdA e comunicati il 12 novembre 2024 (compresi tra 100 e 104 milioni di euro).L’EBITDA Adjusted, calcolato al netto di costi straordinari pari a circa 0,3 milioni, risulta pari a circa 27,4 milioni di euro, +5% rispetto al 2023, con un EBITDA Margin Adjusted pari al 27,0% in miglioramento rispetto al 25,9% del 2023 e posizionato nella parte alta della forchetta delle previsioni compresa tra il 26,4% e il 27,0%.Nel corso del 2024 sono stati effettuati investimenti complessivi per circa 13,8 milioni di euro, finanziati in larga parte dal circolante e suddivisi in circa 3,2 milioni in immobilizzazioni immateriali, circa 8,1 milioni in immobilizzazioni materiali, connessi principalmente all’area infrastruttura, e circa 2,5 milioni in immobilizzazioni finanziarie (partecipazione in Cliofiber, Unifiber e Unitirreno Holding).L’Indebitamento Finanziario Netto ai fini ESMA risulta pari a 43,9 milioni di euro, rispetto a 47,9 milioni al 31 dicembre 2023. L’Indebitamento Finanziario Netto, ai fini del calcolo dei covenants finanziari in essere, è pari a 41,5 milioni; in miglioramento rispetto ai dati previsionali precedentemente comunicati compresi tra 44 e 45 milioni di euro. LEGGI TUTTO