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    BPER Banca, nel 2024 migliorano i rating di sostenibilità

    (Teleborsa) – Nel 2024 BPER Banca ha ottenuto un miglioramento del giudizio in merito alla propria gestione delle tematiche ambientali, sociali e di governance da parte di alcune delle principali agenzie di rating ESG internazionali, quali S&P Global Sustainable1, Moody’s Analytics e Sustainable Fitch. Questi riconoscimenti testimoniano la validità del percorso strategico intrapreso dalla Banca, che ha integrato obiettivi di sostenibilità nel proprio Piano industriale. BPER ha dimostrato una gestione efficace delle tematiche ESG attraverso l’implementazione, ad esempio, di un Piano per la riduzione dei consumi energetici, il supporto alla transizione ecologica di famiglie e imprese con un plafond dedicato di 7 miliardi di euro e un ruolo di partner strategico, il sostegno a iniziative di inclusione sociale nelle comunità locali in cui opera, la promozione della diversità e dell’inclusione all’interno dell’organizzazione e il continuo miglioramento delle pratiche di governance aziendale.”Gli upgrade nei principali rating ESG e l’inclusione nel FTSE4Good Index Series – ha dichiarato Simone Marcucci, chief financial officer di BPER Banca – premiano il nostro costante impegno e il lavoro svolto sempre con grande cura e responsabilità. Siamo fieri di vedere come il percorso intrapreso abbia beneficiato di tali riconoscimenti ed è nostra intenzione continuare in questa direzione”.I rating nel dettaglioS&P Global Sustainable1: nel 2024 BPER ha ottenuto 69 punti nel S&P Global Corporate Sustainability Assessment (CSA) riflettendo un miglioramento di 9 punti rispetto al 2023.Moody’s Analytics: nel 2024, la valutazione condotta da Moody’s Analytics su BPER è stata “Advanced” (range da “Weak” ad “Advanced”). Il punteggio ESG è migliorato da 59 a 63/100 a luglio 2024.Sustainable Fitch: nel 2024 BPER ha migliorato il proprio rating passando da 3 a 2 (range da 5 a 1, dove 1 è il migliore) e ottenendo uno score di 63.Nel 2024 l’agenzia Standard Ethics, rispetto all’anno precedente, ha assegnato un outlook positivo a BPER Banca, confermando il rating EE+.Viene riportato, infine, l’inserimento nell’indice FTSE4Good Index Series, creato dal fornitore globale di indici FTSE Russell, che misura la performance delle aziende che dimostrano solide pratiche ambientali, sociali e di governance (ESG). LEGGI TUTTO

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    Trenta ettari di nuovi boschi: il progetto Esg di Aspi per il clima e il territorio

    (Teleborsa) – Creare nuove foreste, per il clima e per la qualità della vita. Quasi 30 ettari di verde, pari alla superficie di 40 campi da calcio sono già stati piantati sulle pertinenze di Autostrade per l’Italia, per un totale di più di 10mila piante messe a dimora solo nel 2024, con un risparmio di CO2 pari a 180 tonnellate l’anno, secondo il principio del Net Zero. Sono le piantumazioni effettuate finora su base volontaria da Autostrade per l’Italia, che così porta avanti la sua azione in tema di sostenibilità. Nei prossimi anni – fa sapere Aspi in una nota – gli ettari totali coperti saranno 60 (quasi 86 campi da calcio), con 20mila piante messe a dimora e un risparmio di 360 tonnellate di CO2 su base annua. Queste nuove foreste sorgono in aree in disuso da almeno mezzo ettaro, come prescrive il Protocollo di Kyoto, che vengono così rigenerate.Forestazione vuol dire anche riqualificazione urbana. Il Gruppo Aspi ha aderito anche a un’altra iniziativa: cinquecento tra nuovi alberi e arbusti sono stati piantati in un’ex cava di un’area fortemente antropizzata: forniranno ossigeno e riparo dal caldo d’estate, assorbendo CO2. È accaduto alla fine del 2024 nella Piana del Novale (Nova Milanese, MB), nell’ambito della Campagna nazionale Foresta Italia, promossa da Rete Clima e con il sostegno di Tecne, cuore ingegneristico del Gruppo Autostrade per l’Italia che pone quest’azione all’interno della sua strategia Esg.Nell’area prescelta si è promossa una strategia innovativa creando una BioForest: cioè una foresta orientata alla tutela della biodiversità animale e vegetale, qui realizzata secondo la tecnica delle Tiny-Forest o Miyawaki Forest, che promuove la crescita rapida delle piante in un ecosistema particolarmente vitale e reattivo. L’area sarà curata da Rete Clima per tre anni, assicurando la crescita sana e robusta delle piante. L’ecosistema foresta fornisce diversi benefici. Non solo assorbe e immagazzina CO2, mitigando il cambiamento climatico: in contesti urbani ed extraurbani migliora la qualità dell’aria perché assorbe anche gli inquinanti; fornisce spazi ricreativi; riduce l’effetto isola di calore grazie sia all’ombreggiatura sia alla traspirazione e fotosintesi del fogliame; tutela la presenza di buon terreno permeabile all’acqua, sempre più scarso nelle città con effetti potenzialmente pericolosi; assicura continuità ecologica. E può diventare un vero e proprio hotspot di biodiversità, specialmente se progettata, realizzata e mantenuta ad hoc. A fine ottobre 2024, Tecne ha sottoscritto una collaborazione con Rete Clima, ente tecnico, realtà leader in Italia nello sviluppo di progetti Esg per le aziende, aderendo a Foresta Italia, la più grande azione nazionale di forestazione sostenuta da soggetti privati in Italia. Un’iniziativa in linea con diversi punti dell’Agenda 2030 dell’Onu.Questi progetti si inseriscono nella più ampia strategia di sostenibilità ambientale e sociale di Aspi, che ha tra i principali obiettivi anche la riduzione delle emissioni attraverso lo sviluppo di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, progetti di mobilità intelligente, l’implementazione di innovazioni tecniche per l’efficienza energetica, la sperimentazione, grazie ad Amplia e Tecne, di materiali a ridotte emissioni e un sempre più esteso utilizzo di energia rinnovabile sulla rete del Gruppo. Lo scorso settembre Autostrade per l’Italia ha inoltre pubblicato il suo “Climate Transition Plan” che definisce strategie, obiettivi e azioni concrete per ridurre le emissioni climalteranti e adattare le infrastrutture ai fenomeni climatici estremi. LEGGI TUTTO

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    ACEA, accordo con GSE per efficientamento energetico risorse idriche e rinnovabili

    (Teleborsa) – Favorire la diffusione della sostenibilità nei settori in cui ACEA e le Società del Gruppo operano attraverso interventi di efficientamento energetico e di integrazione delle fonti rinnovabili. Questo l’obiettivo alla base dell’accordo di collaborazione istituzionale firmato oggi da ACEA – società leader nel servizio idrico integrato, distribuzione di energia elettrica, illuminazione pubblica e artistica, trattamento e valorizzazione dei rifiuti, vendita di energia e gas, produzione di energia principalmente da fonti rinnovabili – e il Gestore dei Servizi Energetici GSE, società del Ministero dell’Economia che in Italia promuove lo sviluppo sostenibile.L’accordo intende, inoltre, favorire la realizzazione di nuovi investimenti per la promozione della sostenibilità e l’innovazione tecnologica nello sviluppo delle infrastrutture nella disponibilità di ACEA e delle società del Gruppo, valorizzare gli asset produttivi esistentimediante interventi di efficientamento energetico, idrico e di integrazione delle fonti rinnovabili, contribuendo in tal modo alla riduzione dei consumi anche attraverso l’utilizzo degli strumenti regolati e l’accesso ai meccanismi di incentivazione gestiti dal GSE. Il Protocollo, efficace dalla data della sua sottoscrizione, avrà la durata di tre anni.”Il Protocollo firmato oggi con il GSE – ha dichiarato Fabrizio Palermo, amministratore delegato e direttore generale di ACEA – conferma l’impegno del Gruppo verso la sostenibilità, già oggi pienamente integrata nel modello di business e nelle sue attività, oltread accelerare il percorso verso la transizione energetica. ACEA continua a promuovere sostenibilità, circolarità e competitività, investendo in modelli economici e produttivi per far sì che la crescita si traduca in sviluppo sostenibile”.”La firma di questo accordo con ACEA contribuirà allo sviluppo di un modello circolare nel quale il prosumer non si limita a prelevare energia, ma può anche autoprodurla, accumularla, scambiarla con la rete o condividerla con altre utenze – ha affermato PaoloArrigoni, presidente del GSE –. Il ruolo attivo del consumatore consapevole si realizza attraverso l’efficientamento energetico e il progressivo incremento del ricorso alle risorse energetiche rinnovabili, azioni che si mostrano sempre più necessarie anche per il raggiungimento di una sostenibilità economica. Inoltre, attraverso l’assistenza dedicata e la formazione rese disponibili dal GSE si potranno finalizzare più rapidamente investimenti per lo sviluppo di progetti innovativi e mantenere invariato nel tempo il valore degli interventi attuati”. LEGGI TUTTO

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    Erion WEEE: +2% RAEE domestici gestiti nel 2024

    (Teleborsa) – Nel 2024 Erion WEEE – Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestici – ha gestito su tutto il territorio nazionale circa 237mila tonnellate di RAEE, pari al peso di 657 Airbus A380, in crescita del 2% rispetto al 2023 (232mila tonnellate). I risultati si confermano in linea con la raccolta dei RAEE a livello nazionale e – seppur in miglioramento rispetto all’anno precedente – non aiutano a ridurre la distanza che separa l’Italia dai target fissati dall’Unione Europea. Per centrare l’obiettivo il nostro Paese dovrebbe, infatti, raccogliere circa 12 kg di rifiuti elettrici ed elettronici per abitante, mentre attualmente è fermo a 6 kg.Per quanto concerne il Consorzio – che gestisce il 65% dei RAEE Domestici in Italia – l’incremento della raccolta, seppur contenuto, riguarda soprattutto i RAEE del Raggruppamento R4 (piccoli dispositivi elettrici ed elettronici) con oltre 18mila tonnellate (+5% rispetto al 2023). Le ragioni di questa crescita sono riconducibili in larga misura alle importanti iniziative di sensibilizzazione promosse nell’anno appena trascorso da Erion WEEE su tutto il territorio italiano al fine di accrescere la conoscenza dei cittadini rispetto ai RAEE e favorire la raccolta differenziata e il corretto conferimento di questi rifiuti. Sale anche la raccolta dei RAEE più “pesanti”, ossia quelli che al loro interno contengono elevate quantità di materie prime recuperabili: il Raggruppamento R1 (freddo e clima) supera le 76mila tonnellate raccolte (+2%), mentre il Raggruppamento R2 (grandi elettrodomestici) totalizza più di 113mila tonnellate (con un incremento di oltre il 4%). La flessione riguarda invece il Raggruppamento R3 (tv e monitor), che prosegue nella sua parabola discendente – seguita alla crescita esponenziale del 2021 causata dal “bonus rottamazione tv” – segnando con circa 28mila tonnellate un -8% rispetto al 2023. In calo anche il Raggruppamento R5 (sorgenti luminose), che si attesta a 240 tonnellate (-6%).I risultati operativi di Erion WEEE – Nel 2024 il tasso di riciclo delle Materie Prime Seconde è stato pari all’ 88% del peso dei RAEE. In dettaglio, dalle circa 237mila tonnellate di RAEE Domestici gestiti, il Consorzio ha ricavato più di 130mila tonnellate di ferro (pari al peso di quasi 33 Tokyo Tower), circa 5.200 tonnellate di alluminio (equivalenti al peso di 330 milioni di lattine), 5.800 tonnellate di rame (come il peso del rivestimento di 65 Statue della Libertà) e 29.600 tonnellate di plastica (equivalenti al peso di 11.800.000 sedie da giardino).Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha inoltre contribuito in maniera significativa anche al contrasto al cambiamento climatico, evitando l’emissione in atmosfera di circa 1,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica – pari alla quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di oltre 1.800 kmq (esteso quasi come la Città Metropolitana di Genova) – e generando un risparmio di oltre 337 milioni di kWh – paragonabile ai consumi domestici annui di una città come Pescara (312.178 abitanti).Nonostante i numeri in leggera crescita, il 2024 rimane, a livello nazionale, un anno sprecato dal punto di vista della raccolta. “Dopo alcuni anni si è quantomeno invertito il trend negativo – dichiara Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE – ma non si è purtroppo registrato il salto necessario per una vera transizione all’economia circolare. È stato un anno in ‘stand-by’ e questo significa, ancora una volta, che l’Italia ha perso un’opportunità. Gli impianti di trattamento italiani che operano con il Erion WEEE hanno nuovamente dimostrato di essere in grado di recuperare circa il 90% dei materiali contenuti nei RAEE e questo significa che il processo è virtuoso, che abbiamo la possibilità reale di fare bene. Eppure, gli Enti Locali e i negozianti non riescono a raccogliere abbastanza: questo è il problema, perché non c’è recupero di materiali senza riciclo ma non c’è riciclo senza raccolta. Confidiamo che le recenti misure legislative possano rappresentare un nuovo punto di partenza, grazie alle semplificazioni, alle campagne di comunicazione e alla reale collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti: comuni, negozianti, cittadini e consorzi”.Gli ultimi mesi del 2024 hanno portato a importanti novità in tema di RAEE: come gli emendamenti contenuti nel Decreto Legge “Salva Infrazioni”, che prevedono semplificazioni burocratiche sulla raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici da parte dei negozianti, e istituiscono l’obbligo per i consorzi italiani di progettare, realizzare e finanziare annualmente programmi di comunicazione, informazione e sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza della raccolta differenziata dei RAEE. Nelle ultime settimane, a tali misure si è aggiunta l’introduzione del bonus elettrodomestici per l’acquisto di prodotti made in Europe di classe energetica non inferiore alla B: una misura che promette di contribuire a un corretto conferimento dei RAEE da parte dei consumatori.”Da parte nostra – prosegue Arienti – continueremo a lavorare con l’impegno di sempre per far sì che la parola RAEE diventi di uso comune e che, soprattutto, sempre più cittadini conoscano i servizi di conferimento gratuiti a loro disposizione per fare la cosa giusta. C’è ancora molta strada da fare, ma siamo fiduciosi”. LEGGI TUTTO

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    Generali, collocato green bond per 500 milioni di euro. Ordini per 2,1 miliardi

    (Teleborsa) – Assicurazioni Generali ha collocato un nuovo titolo Tier 2 denominato in Euro con scadenza 2035, emesso in formato “green”. I Nuovi Titoli sono emessi contestualmente all’offerta di riacquisto per cassa annunciata, con l’obiettivo di riacquistare un importo nominale aggregato di Titoli non superiore a 500.000.000 euro. L’offerta per il riacquisto terminerà alle ore 17.00 (CET) del 13 gennaio 2025.In fase di collocamento dei Nuovi Titoli, sono stati raccolti ordini pari a 2,1 miliardi di euro, oltre 4 volte l’offerta, da una base altamente diversificata di oltre 180 investitori istituzionali, compresa una presenza significativa di fondi con mandati Green/SRI. L’emissione ha suscitato un forte interesse da parte degli investitori internazionali, che hanno rappresentato oltre il 92% degli ordini collocati, confermando la solida reputazione del Gruppo sui mercati. Circa il 34% dei Titoli è stato assegnato alla Francia, il 31% al Regno Unito e Irlanda, il 10% alla Germania, seguita dall’Italia che ha preso circa l’8% e dal BeNeLux circa l’8%.”L’emissione del nostro ottavo green bond è un ulteriore passo nel percorso di sostenibilità del Gruppo – ha commentato il CFO Cristiano Borean – L’ottima accoglienza ricevuta dal mercato rappresenta una conferma di Generali come assicuratore, asset manager e investitore responsabile. L’operazione estende inoltre la vita media del nostro debito esterno, coerentemente con il nostro approccio proattivo nella gestione del profilo delle scadenze obbligazionarie”.Barclays, Crédit Agricole, HSBC, ING, Mediobanca, Morgan Stanley e UniCredit agiscono come Joint Lead Managers e Bookrunners. LEGGI TUTTO

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    Bilanci di sostenibilità: Ue verso la semplificazione

    (Teleborsa) – A ridosso delle festività, le imprese ricevono un regalo da parte della Commissione Europea: un documento che fornisce nuove direttive per tutte organizzazioni che dovranno pubblicare la propria rendicontazione di sostenibilità e mettersi al riparo da pratiche di greenwashing. Si tratta di indicazioni che aiutano le aziende a superare le difficoltà pratiche nell’adozione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e garantire che queste vengano rispettate in modo uniforme da tutti gli Stati Membri. ASACERT farà il punto, insieme a Tree Block, su queste ultime novità e sulle prospettive di applicazione delle nuove procedure all’evento “Bilancio di Sostenibilità: trasparenza e credibilità dei dati. Una sfida EcoDigital”, che si terrà il prossimo 14 gennaio alle 16:30 al Palazzo Bocconi – W Executive a Milano. Un evento organizzato dalla Fondazione UniVerde e dalla rete Ecodigital, in cui si parlerà dei bilanci di sostenibilità e di come sia necessario promuovere una rendicontazione più trasparente, uniforme e affidabile in tutta Europa.Proprio come sottolineato dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen, le attuali normative non sono omogenee per tutti i Paesi, e il susseguirsi di interventi legislativi negli anni ha dato vita a sovrapposizioni normative che complicano l’applicazione. Per questo motivo, la Commissione ha previsto che entro la metà del 2025 presenterà proposte per ridurre gli obblighi di rendicontazione almeno del 25% per rendere il quadro normativo semplificato ed uniforme, in particolare quello relativo alle PMI, pensato per alleggerire la burocrazia e garantire che tutte le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, possano conformarsi allo stesso sistema di rendicontazione.Proprio a partire dal 2025 si amplia, infatti, la platea delle imprese soggette all’obbligo di redigere i bilanci di sostenibilità: interesserà realtà con un numero di dipendenti superiore a 250 unità e/o con un fatturato pari a 40 milioni di fatturato e/o 20 milioni di attività totali.Seguiranno tutte le altre imprese.Principali disposizioni sulle normative e sugli obblighi di rendicontazioneIl documento della Commissione Europea affronta diversi aspetti cruciali su come le imprese dovranno conformarsi con una maggiore trasparenza sui rischi ESG (ambientali, sociali e di governance). Punto centrale riguarda gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), elaborati dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) e punto di riferimento per la rendicontazione di sostenibilità, che stabiliscono le regole per raccogliere e presentare i dati ESG. Gli standard sono adattati alle specificità di ciascun settore e delle diverse dimensioni aziendali. A questo riguardo saranno riportate risposte ai quesiti più frequenti. Tra le principali novità introdotte c’è anche l’obbligo di digitalizzare i report di sostenibilità. Questa misura ha lo scopo di rendere i dati più facilmente accessibili e compatibili con diversi sistemi informatici. La digitalizzazione consentirà anche una più rapida e precisa analisi da parte di investitori, enti di controllo e altri portatori di interesse. Grazie alla digitalizzazione sarà più semplice anche monitorare i progressi delle aziende e verificare la veridicità delle dichiarazioni di sostenibilità. Infine, il documento sottolinea l’importanza della certificazione della conformità per garantire l’affidabilità delle informazioni ESG. Sarà richiesto, infatti, un processo di certificazione condotto da revisori legali e/o enti accreditati come ASACERT. Questo processo non si limiterà a verificare la correttezza dei dati, ma includerà anche un controllo sulle procedure interne adottate dalle aziende per raccogliere le informazioni. Nello specifico, tale processo si pone l’obiettivo di verificare come vengono impiegate le risorse; l’impatto delle attività aziendali sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza e le iniziative promosse per garantire la parità di genere e il dialogo interno all’azienda. Un processo di validazione estremamente vantaggioso, oltre che necessario, per l’impresa in quanto garantisce la trasparenza e la correttezza dei dati pubblicati sulla base di standard globali condivisi e definiti, favorendo il miglioramento della reputazione aziendalee rafforzando i rapporti con i propri stakeholder garantendo efficacia e affidabilità nella propria attività di rendicontazione. LEGGI TUTTO

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    Intesa Sanpaolo, unica banca italiana negli indici di sostenibilità Dow Jones

    (Teleborsa) – Intesa Sanpaolo è stata inclusa anche quest’anno negli indici finanziari Dow Jones Sustainability World Index e Dow Jones Sustainability Europe Index, tra i più importanti indici borsistici di sostenibilità mondiali ed europei. È l’unica banca italiana presente negli indici e a poter vantare una presenza continuativa in tali indici negli ultimi 14 anni.Gli indici includono le migliori società rispettivamente a livello mondiale ed europeo, in oltre 60 settori di attività, selezionate sulla base della valutazione annuale condotta da S&P Global. A Intesa Sanpaolo è stato assegnato un punteggio complessivo pari a85 su 100, rispetto a una media del settore di 481.Nel 2024, sono state 25 le banche inserite nel Dow Jones Sustainability World Index e 8 nel Dow Jones Sustainability Europe Index.Il riconoscimento conferma Intesa Sanpaolo tra i gruppi più attivi al mondo per lo sviluppo sostenibile e riflette l’impegno del Gruppo ribadito nel Piano d’impresa 2022- 2025, che prevede un posizionamento ai vertici mondiali per impatto sociale e un grandefocus sul clima. LEGGI TUTTO

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    CONSOB, richiamo di attenzione sull’informativa sul clima fornita nei bilanci

    (Teleborsa) – CONSOB ha pubblicato un Richiamo di attenzione in materia di informativa sul clima da rendere in bilancio, in analogia con quanto effettuato da altre Autorità europee, alla luce degli elementi emersi dalle analisi condotte sul tema e in vista della prossima entrata in vigore degli obblighi sulla rendicontazione di sostenibilità.La tematica costituisce una priorità di vigilanza individuata dall’Esma, l’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, già dal 2021 ed è stata, recentemente, richiamata nel PublicStatement dell’Esma contenente le priorità di vigilanza per il 2024, nel quale si sottolinea l’importanza della coerenza tra informativa finanziaria e di sostenibilità in materia di rischi climatici. L’Esma invita gli emittenti (in particolare quelli operanti in settori più esposti ai fattori climatici) a specificare nei bilanci quali questioni climatiche, seppure trattate nella rendicontazione di sostenibilità, non hanno effetti finanziari chiedendo di spiegarne il motivo.In particolare, CONSOB ha svolto un approfondimento su un campione di emittenti appartenenti al FTSE MIB dal quale, pur prendendo atto di un processo di progressivo adeguamento dell’informativa finanziaria, ha rilevato il permanere di significative aree di miglioramento.A tal fine, l’Istituto ha individuato tre aree meritevoli di attenta considerazione da parte degli emittenti: agevolare gli investitori nell’individuazione delle informazioni sugli aspetti climatici; promuovere la coerenza tra informativa finanziaria e di sostenibilità; fornire un’informativa chiara sulle considerazioni effettuate in merito agli impatti dei fattori climatici. In particolare, CONSOB ha sollecitato gli emittenti nel considerare l’opportunità di riportare le informazioni sugli aspetti climatici in una specifica nota del bilancio, ovvero inserire specifici richiami alle note in cui queste ultime sono rappresentate.In aggiunta, alla luce delle informazioni che andranno fornite a partire dall’esercizio 2024 nelle rendicontazioni di sostenibilità e soprattutto dei nuovi principi ESRS (European Sustainability Reporting Standard) in merito all’eventuale piano di transizione adottato, CONSOB ha richiamato l’attenzione degli emittenti nel fornire in bilancio informazioni rilevanti che consentano agli investitori di apprezzare gli eventuali impatti sulle stime contabili delle azioni individuate all’interno di tali piani, rappresentando le valutazioni che hanno condotto a rilevare o meno impatti nel bilancio.Inoltre l’Autorità, nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta, ha potuto constatare che la descrizione nei bilanci sui principi contabili applicati è spesso generica e non sempre riflette le specificità degli emittenti. Pertanto, nel documento, ha richiamato l’attenzione degli emittenti nel riportare nei bilanci informazioni finanziarie rilevanti sui temi climatici adattate alle proprie caratteristiche, al fine di far apprezzare agli investitori le analisi svolte e le connesse incertezze.Infine nel Richiamo si sottolinea l’importanza che gli emittenti indichino gli impatti dei fattori climatici, laddove rilevanti e stimabili con affidabilità, sulla vita utile degli attivi iscritti in bilancio, sulle valutazioni delle perdite attese su crediti e sulla misurazione dei contratti assicurativi, e forniscano informazioni utili a far comprendere le considerazioni svolte e le cause di incertezza nelle stime.Il Richiamo di attenzione non introduce obblighi informativi nuovi ma sottolinea prescrizioni già in vigore. Ciò al fine di promuovere la trasparenza delle informazioni fornite, garantire la conformità delle stesse ai principi contabili internazionali e scoraggiare i fenomeni di greenwashing. LEGGI TUTTO