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    SACE, Frezza: “PMI accelerano su investimenti in sostenibilità e ripensano strategie internazionali”

    (Teleborsa) – “SACE è un grande osservatorio del tessuto imprenditoriale italiano. Quello che ci arriva dall’ascolto delle oltre 37 mila aziende che accompagniamo – di cui la quasi totalità PMI, con tante eccellenze del Made in Italy rappresentative delle nostre filiere – è il grande cambiamento che stanno vivendo, accelerando sugli investimenti in sostenibilità e ripensando le loro strategie internazionali in una logica agile e flessibile”. Così Antonio Frezza, chief marketing & Sales PMI di SACE, intervenendo all’evento “Le imprese alla sfida della transizione sostenibile: le alleanze per il cambiamento”, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023, organizzato da Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). “In questo percorso che le imprese stanno abbracciando per costruire resilienza e restare competitive, noi del Gruppo SACE – prosegue Frezza – siamo al loro fianco con la nostra ampia offerta di strumenti assicurativo-finanziari, sempre più digitalizzata e a portata di click, con i nostri servizi di accompagnamento gratuiti, come la formazione e i Business Matching, che organizziamo per far incontrate le nostre eccellenze di filiera con i grandi Buyer esteri, e con tante iniziative sul territorio, come una vera e propria open platform di prossimità fisica e digitale. Proprio due giorni fa si sono conclusi i nostri primi Free SACE Days, veri e propri giorni della prevenzione dai rischi, dedicati alle aziende italiane per cogliere tutte le opportunità offerte dal mercato. Dalla nostra piattaforma mysace.it – un marketplace verticale, che integra i servizi assicurativi-finanziari con un ventaglio di soluzioni a supporto del business – le aziende hanno potuto richiedere gratuitamente e in pochi semplici click i Pareri di Assicurabilità e la Valutazione Azienda, che sono due delle principali soluzioni che offriamo per proteggere le imprese dal rischio di credito e valutare l’affidabilità di una controparte italiana o estera. Un’iniziativa a cui hanno aderito circa 300 imprese, a fronte di quasi 700 richieste in 12 giorni, delle quali il 93% proveniente da PMI con una quota del 62% di nuovi clienti.E non finisce qui perché abbiamo avviato anche una partnership con Start Up Italia: il 27 giugno saremo main sponsor con l’Università Luiss Guido Carli di StartupItalia Open Summit, dal 2015 il più grande evento italiano dedicato all’innovazione che ogni anno fa tappa in diverse città d’Italia per raccontare l’evoluzione dell’intera filiera. Il SIOS23 Summer: INSIEME vedrà protagonisti tutti gli attori dell’ecosistema dell’innovazione, dalle startup alle PMI innovative, dalle istituzioni al mondo della formazione. E questo lo facciamo perché è nostra intenzione ascoltare le reali esigenze di una comunità che sta scrivendo il futuro del nostro Paese.Tutto questo in linea con il nostro piano industriale INSIEME2025 che si sviluppa lungo un percorso di crescita sostenibile, che porteremo avanti insieme alle aziende e a tutti i nostri partner e stakeholder”. LEGGI TUTTO

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    Ambiente, ENEA: “Nasce la gomma riciclata dagli scarti di pneumatici e di acciaieria”

    (Teleborsa) – Dalla combinazione di scarti di acciaieria e pneumatici a fine vita ricercatori di ENEA e Università di Brescia hanno ottenuto una gomma riciclata adatta per nuove produzioni industriali come tappetini per l’isolamento acustico o antivibranti. I risultati, pubblicati sulla rivista internazionale Journal of reinforced plastics and composites, sono frutto di una collaborazione per l’uso efficiente e la gestione sostenibile delle risorse attraverso il nuovo Laboratorio “Tecnologie per la sostenibilità” del Dipartimento ENEA di Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali, istituito presso l’Università degli Studi di Brescia (UNIBS).”Con questo lavoro gettiamo le basi per concretizzare un’azione di simbiosi industriale tra due settori tradizionalmente dissimili, ovvero l’acciaio e la gomma, in una Regione come la Lombardia, dove si trovano i maggiori produttori di acciaio da forno elettrico e, di conseguenza, ingenti quantità di scoria da valorizzare – spiega Marco La Monica, economista del Laboratorio ENEA di Valorizzazione delle risorse nei sistemi produttivi e territoriali –. Partendo da un’analisi del contesto territoriale e dei settori produttivi – continua – siamo stati in grado di individuare possibili flussi simbiotici tra aziende di settori diversi”.Un processo di lavorazione a freddo e senza l’aggiunta di additivi ha permesso finora di produrre sottili fogli di gomma (dello spessore di 1 millimetro) che presentano, dalle prime analisi al microscopio elettronico, caratteristiche di compattezza e coesione. “Per valutare le proprietà di questo nuovo materiale, – spiega Anna Gobetti, assegnista post-doc dell’Università di Brescia – abbiamo unito all’ingrediente base, la polvere di pneumatico, quantità via via crescenti di scorie di acciaio e abbiamo riscontrato una riduzione del coefficiente di attrito e un aumento della rigidezza. Inoltre, il contenuto di ossido di ferro (circa il 40% in peso) proveniente dalla scoria d’acciaio ha conferito alla gomma riciclata proprietà magnetiche e una maggiore conducibilità termica che la rende interessante per applicazioni dove serve dissipare il calore”.Ma i vantaggi non finiscono qui. Durante il processo di riciclo messo a punto da ENEA e UNIBS lo scarto di acciaio permette di scindere il legame chimico con lo zolfo presente nella gomma a fine vita tramite un’azione meccanica. Inoltre, si riscontra una riduzione del rilascio da parte delle scorie di acciaio di alcuni elementi potenzialmente tossici per l’uomo come, ad esempio, il cromo, il molibdeno e il vanadio, al di sotto dei limiti di legge. “I risultati ottenuti dall’applicazione della scoria come filler in matrici polimeriche sono incoraggianti: da una parte riusciamo a superare la problematica principale del riutilizzo della scoria, ossia il rilascio di metalli pesanti, dall’altra siamo in grado di formulare diverse tipologie di gomme in funzione dell’applicazione finale – aggiunge Gobetti –. Da anni – conclude – UNIBS è impegnata a recuperare la scoria nera da forno elettrico come filler nelle matrici polimeriche. Questa attività si è concentrata soprattutto su matrici termoplastiche e termoindurenti e ha portato, nel 2015, anche alla realizzazione di un brevetto di cui la professoressa Giovanna Cornacchia e il professor Giorgio Ramorino sono tra gli inventori. Da qui l’idea di sviluppare anche nuove matrici polimeriche come gli elastomeri nel dottorato congiunto con ENEA”.Ogni anno in Italia vengono utilizzate circa 435 mila tonnellate di pneumatici e solo il 20% viene rigenerato per nuovi utilizzi nel settore della mobilità. La quota rimanente, pari a circa 350 mila tonnellate, viene avviata ad altri impieghi come il recupero energetico nei cementifici e la produzione di energia (50%), il riciclo di materiale (25%), oppure viene dispersa (per il restante 25%) diventando così un pericolo per l’ambiente, oltre che uno spreco di risorse. Per quanto riguarda l’acciaio, l’Italia è il Paese leader in Europa con 20,4 milioni di tonnellate prodotte nel 2021 e le scorie nere ammontano a circa il 10-15% della produzione complessiva.”La gestione del fine vita degli pneumatici e delle scorie nere di acciaieria deve orientarsi in maniera crescente verso il recupero di materia, vista anche la gerarchia europea di gestione dei rifiuti e gli obiettivi del Piano di azione per l’economia circolare della UE. Per entrambi i materiali – conclude La Monica – esistono diverse possibili applicazioni per il recupero di materia a cui la ricerca ENEA e Università di Brescia ne aggiunge un’ulteriore, mettendo a sistema due filiere distinte e tradizionalmente non collegate con l’obiettivo di sviluppare forme altamente innovative e all’avanguardia di economia circolare per la sostenibilità ambientale ed economica del nostro Paese”. LEGGI TUTTO

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    Nexi, Standard Ethics conferma rating e Outlook “Positivo”

    (Teleborsa) – Standard Ethics ha confermato il Corporate Standard Ethics Rating (SER) “E” con Outlook “Positivo” a Nexi, società PayTech italiana che fa parte del FTSE MIB. Si tratta del terzo notch su nove (cioè nella fascia “Not Fully Sustainable”) della scala usata dall’agenzia di rating indipendente con sede a Londra e focalizzata sulla sostenibilità.Gli analisti evidenziano che nell’ultimo triennio la società ha apportato importanti modifiche all’azionariato combinate all’introduzione di patti di sindacato riguardanti una parte significativa del capitale sociale. A garanzia del mercato e degli azionisti di minoranza (sfera “G” dell’acronimo ESG), Nexi ha incrementato il livello di indipendenza del CdA ed introdotto la figura di un Lead Independent Director.La rendicontazione extra-finanziaria è in linea con le buone pratiche del settore; la disponibilità pubblica delle policy su alcuni dei principali temi ESG è apprezzata anche se “resta auspicabile l’utilizzo di chiari riferimenti alle indicazioni internazionali di ONU, OCSE e UE sulla Sostenibilità nella documentazione e negli strumenti di governo, incluso il Codice Etico”. LEGGI TUTTO

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    Earth Day Italia 2023 al via a Roma da domani: oltre 600 eventi dedicati all’ambiente e alla sostenibilità

    (Teleborsa) – Predono il via venerdì 21 aprile i festeggiamenti in occasione dell’Earth Day Italia 2023, la 53a Giornata Mondiale della Terra, la più importante manifestazione ambientale delle Nazioni Unite, che si celebra in tutto il mondo il 22 aprile. Torna dopo la pausa della pandemia il Villaggio per la Terra, in presenza dalla Terrazza del Pincio e dal Galoppatoio di Villa Borghese a Roma, con circa 600 eventi (dal 21 al 25 aprile), tra spettacoli, talk, stand e laboratori destinati ai più piccoli. Tra migliaia di ragazzi provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado, si svolgeranno tantissime iniziative, di seguito le principali di venerdì 21 aprile.Il Ruggito del Coniglio alla terrazza del Pincio – Dal Villaggio per la Terra, dalle ore 7.45 alle ore 10.30, si partirà con un appuntamento speciale de “Il Ruggito del Coniglio” di Rai Radio 2 con Marco Presta e Antonello Dose, in diretta radio e tv sul canale 202 del digitale terrestre, in collegamento dal palco della Terrazza del Pincio, dando spazio a temi sulle celebrazioni della Giornata Mondiale della Terra.L’esibizione dello street artist Moby Dick – Ogni giorno dalla Terrazza del Pincio si potrà assistere anche alle live degli street artist di fama internazionale che realizzeranno delle opere di natura ambientale. Il 21 e 22 aprile l’artista Moby Dick, che realizza opere su animali in estinzione e dà voce agli ultimi, in due giorni creerà il “Murales delle 5 P: Pace, Prosperità, Persone, Pianeta, Partnership”, un’opera di grandi dimensioni, su un pannello alto tre metri e lungo tre metri e mezzo. Mentre lo street artist internazionale Diego Poggioni si esibirà live con una sua opera il 23, 24 e 25 aprile. Il talk show di Impatta per la Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione – Al Villaggio per la Terra si celebrerà la Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione. Per l’occasione IMPATTA – il think tank italiano sull’innovability – organizza sulla splendida Terrazza del Pincio dei Talk Show di grande valore condotti da Annalisa Bruchi ed Edoardo Vigna. Tra i partecipanti si segnalano: Andrea Montanino, chief economist e direttore strategie settoriali e impatto di CDP; Roberta Angelilli, vice presidente Regione Lazio; Davide D’Arcangelo, founder Next4Production; Anna Gervasoni, direttore generale AIFI – Associazione Italiana del private equity, venture capital e private debt; Mattia Mor, CEO Emotion Network; Cristina Angelillo, presidente Innovup; Valeria Maria Fazio, vicepresidente Italia Camp, e molti altri. SpongeBob al Villaggio Bambini – All’interno del Villaggio un’intera area sarà dedicata a bambini e famiglie con attività e laboratori. Ad animare il Villaggio Bambini ci sarà il personaggio di SpongeBob, la spugna gialla più amata e protagonista dell’omonima serie tv in onda sui canali Nickelodeon, il brand di Paramount per bambini e ragazzi, con cui sarà possibile scattare una foto ricordo ed essere coinvolti in laboratori e attività educative sul tema della vita sott’acqua e di un futuro senza plastica. Spettacoli al Planetario – I ricercatori dell’INAF guideranno bambini e adulti tra le meraviglie del nostro cielo, riscoprendo quei corpi celesti che ormai le luci delle città non permettono di osservare e mostrando gli ultimi traguardi raggiunti dall’astrofisica moderna. La campionessa Valentina Vezzali al Villaggio Sportivo – Al Galoppatoio, oltre al Villaggio dei Bambini, della Scienza e della Biodiversità, un’area sarà dedicata al Villaggio Sportivo con oltre 30 discipline sportive curate da Federazioni, Associazioni e Gruppi Sportivi. Durante la giornata è attesa con le Fiamme Oro, Valentina Vezzali, ex campionessa olimpica e mondiale di scherma italiana. Musica e luci con RDS 100% grandi successi, radio ufficiale di Earth Day 2023 – La sera, a partire dalle ore 19.00, si terrà il Dj Set a cura di RDS 100% grandi successi radio ufficiale di Earth Day 2023, mentre l’artista Edoardo Dionea Cicconi presenterà la sua opera “AKR”, un’installazione pubblica monumentale che, per una notte dalla Terrazza del Pincio di Villa Borghese, accenderà sui cieli di Roma una “scultura di luce” che riproduce i veri colori dell’aurora boreale. Per l’occasione, si terranno anche esibizioni di Live con Studio Legale e Avanzi. LEGGI TUTTO

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    Ecomondo Messico, IEG: “Piattaforma di Green Economy nel Nord America”

    (Teleborsa) – Il Messico si prepara alla svolta green. Dal 26 al 28 aprile Ecomondo Mexico, organizzato da Italian Exhibition Group e Deutsche Messe, riunisce la community dell’economia circolare all’Expo di Guadalajara, capitale dello stato di Jalisco e seconda metropoli del Paese. Ecomondo Mexico, che ha per obiettivo il networking tra imprese, investitori e partner commerciali nazionali messicani e internazionali, si svolge in contemporanea all’Expo Guadalajara con Solar+Storage Mexico, manifestazione delle energie rinnovabili, anch’essa organizzata da Deutsche Messe e IEG con i partner Snec PV Power Expo e RE+ Events.”È sempre più diffusa la consapevolezza che la sostenibilità ambientale non è un’opzione. Tiene assieme tutti noi, a qualsiasi latitudine, verso l’obiettivo comune della salvaguardia del Pianeta. Fa perciò molto piacere – dichiara il presidente di Italian Exhibition Group Lorenzo Cagnoni – portare l’expertise di Ecomondo e contribuire allo sviluppo tecnologico della green economy in Messico, con uno sforzo collettivo che vede protagonisti IEG, ICE Agenzia e l’Ambasciata d’Italia a Città del Messico”.”Ecomondo Mexico si sposta a Guadalajara, metropoli baricentrica per l’economia domestica e importante nel perimetro dell’accordo commerciale NAFTA e ora USMCA. L’Amministrazione statunitense – aggiunge l’amministratore delegato di IEG Corrado Peraboni – sta imprimendo un’accelerazione green, che sarà da traino anche per il Messico: un’opportunità per le imprese italiane, che solo recentemente hanno iniziato a rivolgersi a questo mercato”.Sono 18 le imprese italiane che espongono a Ecomondo Mexico: 13 di queste nella collettiva del padiglione organizzato da ICE Agenzia. Assieme a queste, espositori canadesi, statunitensi ed europei completano la piattaforma industriale della manifestazione che si articola in cinque aree merceologiche: rifiuti e risorse, water e monitoring, bioenergie, eolico e mobilità sostenibile assieme alla smart city. Il Messico, con circa 130 milioni di abitanti è, secondo la Banca Mondiale, la seconda economia dell’America latina, e tra le 15 più grandi nel mondo. È il secondo mercato di sbocco dell’export italiano nelle Americhe, dopo gli USA. Il suo tasso di crescita è di oltre il 3 per cento nel 2022. Mentre sono circa 150 le imprese italiane, secondo la Farnesina, che hanno stabilimenti produttivi nel Paese. Per il periodo 2021-25, il Global Green Growth Institute sostiene il governo messicano con progetti per l’implementazione della green economy, la biodiversità, la gestione dei rifiuti, sino alla mobilità elettrica e alla finanza climatica.L’expertise di Ecomondo, nei suoi 25 anni di edizioni in Italia, ha uno dei suoi tratti peculiari nella qualità della proposta scientifica del calendario di convegni curati dal Comitato Tecnico Scientifico diretto da Fabio Fava dell’Università di Bologna. Ecomondo Mexico, sui temi del waste e del ciclo delle acque, si è rispettivamente avvalso dell’expertise dei componenti del CTS Marco Ricci e Francesco Fatone. Ecomondo Mexico propone a Guadalajara un calendario di convegni che da un lato, con un approccio globale, fa il punto sulle tecnologie green più recenti come il biochar. Dall’altro, nel padiglione di ICE Agenzia , punta a un bilaterale di buone prassi ed esperienze di gestione sia italiane che messicane sui temi della gestione dei rifiuti o delle sfide che la risorsa acqua oggi pone. LEGGI TUTTO

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    Enel Grids presenta Enel Box: la nuova soluzione per cabine elettriche più sostenibili

    (Teleborsa) – Enel Grids rivoluziona il design delle sue cabine secondarie rendendole ancora più sostenibili e armonizzate con l’ambiente urbano, e lo fa grazie ad Enel Box, il nuovo concept progettuale grazie al quale le cabine saranno realizzate con materiali a basso impatto ambientale e con un ridotto numero di componenti, minimizzando così l’impronta carbonica delle infrastrutture e agevolando la loro integrazione nel contesto cittadino, rurale e nelle aree storiche.”Per abilitare la transizione energetica e procedere spediti verso un futuro a zero emissioni abbiamo bisogno di reti di distribuzione sempre più sostenibili, resilienti e interattive – ha dichiarato Antonio Cammisecra, responsabile Enel Grids –. Proprio per realizzare quest’obiettivo il Gruppo ha adottato l’approccio Grid Futurability, collaborando con tutti gli stakeholder per ripensare i componenti chiave delle sue infrastrutture di rete in un ecosistema aperto e cooperativo. Le cabine secondarie sono una parte importante dei nostri investimenti futuri, e solo nell’anno scorso ne abbiamo realizzate in Italia una al giorno. La cabina del futuro sarà un’icona di intelligenza decentralizzata per accogliere al meglio la generazione rinnovabile, la flessibilità e tutti i nuovi bisogni legati alla elettrificazione dei consumi”.Il nuovo design delle cabine secondarie “Enel Box”, elaborato da Eugenio Bini, rientra nel più ampio percorso avviato da Enel Grids di ri-progettazione in chiave sostenibile delle infrastrutture elettriche essenziali, dedicate alla trasformazione dalla media alla bassa tensione, oltre che al controllo e alla protezione della rete. Le cabine attualmente sono 245mila in Italia e 148mila in Spagna. L’intento – spiega Enel in una nota – è renderle strumenti sempre più innovativi per aumentare esponenzialmente la quantità di energia immessa nella rete di distribuzione proveniente da fonti rinnovabili e implementare così l’elettrificazione dei consumi energetici. Un impegno coerente non solo con l’orientamento di Gruppo (il Piano Strategico 2023-2025 dedica alle reti il 40% dei 37 miliardi di investimenti complessivi previsti) ma anche con l’impianto del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: presentando vari progetti, infatti, soprattutto nella missione relativa alla “Rivoluzione verde e transizione ecologica” (M2), Enel ha vinto gare per quasi 4 miliardi di euro, di cui 3,5 saranno dedicati proprio al potenziamento e all’innovazione delle reti di distribuzione in ottica smart grids.Entro il 2023 sarà conclusa la fase di progettazione del design della cabina secondaria, mentre a partire dal 2024 prenderà il via l’installazione delle nuove infrastrutture elettriche di Enel Grids in Italia e successivamente in tutti i Paesi in cui opera. Oltre al nuovo design, le cabine elettriche conterranno tecnologia avanzata di digitalizzazione, potenti dispositivi con capacità computazionale decentralizzata e trasformatori più sostenibili in grado di gestire al meglio la generazione distribuita e flussi elettrici sempre più bidirezionali. Il concept progettuale è stato scelto a valle di una competizione aperta lanciata da Enel Grids sulla piattaforma di crowdsourcing Enel Open Innovability® a cui hanno partecipato professionisti e studi di progettazione internazionali in un’ottica di Open Innovation. L’obiettivo della sfida globale era l’elaborazione di nuovi sistemi di progettazione delle cabine basati sui principi della sostenibilità e su un approccio circular by design, per rendere gli elementi architettonici adattabili ai differenti contesti d’uso.Le proposte sono state valutate da una giuria di esperti composta da Paolo Cresci, head of Sustainable Development in ARUP; Alberto Iacovoni, coordinatore dei Master dell’Istituto Europeo di Design; Francesco Cascino, fondatore di Art Thinking; Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente Nazionale, Romano Giglioli, professore all’Università di Pisa – ENSIEL, Claudio Raviolo, architetto e partner dello Studio Citterio-Viel e Simona Maschi ceo and cofounder CIID, Copenhagen Institute of Interaction Design. La giuria ha premiato cinque proposte progettuali su 38 complessivamente esaminate, classificando al primo posto il concept elaborato da Eugenio Bini, “Enel Box”, per la sua “modularità, semplicità e flessibilità nella relazione ai diversi contesti”. LEGGI TUTTO

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    Codice appalti, Federbeton: “Difendere materie prime certificate CO2”

    (Teleborsa) – “L’esperienza dello scorso anno dovrebbe insegnarci che dipendere da altri Paesi in settori come quello delle materie prime è sempre un rischio, soprattutto in tempi di grande instabilità geopolitica come quelli che stiamo vivendo e che avremo purtroppo di fronte anche in futuro”. È quanto afferma il presidente di Federbeton, Roberto Callieri commentando il nuovo Codice degli Appalti apprezzando il primo passo verso la difesa dei materiali nazionali ed europei, ma sottolineando la necessità di norme concrete di attuazione. L’industria alla base della produzione di cemento in Italia sta affrontando un passaggio storico importante: all’impegno per la decarbonizzazione del settore, con una previsione di investimenti di 4,2 miliardi di euro, oltre a extra-costi operativi pari a circa 1,4 miliardi annui, si aggiunge la necessità di proteggere il proprio mercato dall’importazione da Paesi che non hanno gli stessi requisiti ambientali a cui è sottoposta la produzione italiana. In questo senso, si muove anche il testo approvato del Codice degli appalti con la misura di legittima tutela nei confronti dei materiali italiani ed europei. Mancano tuttavia riferimenti e pesi che la rendano ineludibile nella pratica degli appalti. “La preferenza, nello sviluppo delle opere pubbliche, per la provenienza italiana o europea dei materiali da costruzione rappresenta un passo fondamentale verso la tutela della competitività della nostra filiera, della sicurezza delle opere e della loro sostenibilità – commenta Callieri –. Confidiamo ora in un’azione decisa del Ministero delle Infrastrutture nell’ambito della definizione degli indirizzi citati nel Codice. Anche in vista dei progetti da realizzare grazie al PNRR, è necessario fissare criteri precisi in termini di provenienza dei materiali. Solo gli elevati standard qualitativi e ambientali italiani ed europei possono garantire affidabilità, sicurezza e durabilità delle opere. Il Governo ha ascoltato il nostro appello, ma il rischio non è ancora scongiurato. Il nostro è un comparto fondamentale per lo sviluppo socioeconomico del Paese poiché produce i materiali alla base della sicurezza delle costruzioni – aggiunge Callieri –. La perdita di competitività dell’industria nazionale del cemento metterebbe a rischio la sua stessa esistenza. Non avere un’industria italiana del cemento significherebbe dipendere dalle importazioni, con tutte le incognite sulle catene di fornitura a cui il conflitto in Ucraina ci ha improvvisamente messo di fronte e con grandi incertezze sugli standard di sicurezza e ambientali”. Fondamentale, dunque, garantire efficacia alle misure di promozione delle forniture di materiali provenienti da Paesi che applicano il Regolamento ETS (Emission Trading System) ovvero per i quali esista un obbligo di certificare le emissioni di CO2 attraverso norme precise e direttamente applicabili.Il settore italiano conta circa 2.700 imprese, pari a 34mila addetti su tutto il territorio nazionale producendo cemento e calcestruzzo frutto di ricerca e innovazione in sostenibilità e sicurezza, vantano un’alta qualità ambientale nel rispetto delle normative vigenti e dell’interesse del pianeta. LEGGI TUTTO

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    Eni protagonista in UK per lo sviluppo di progetti CCS

    (Teleborsa) – Eni, in qualità di operatore del trasporto e stoccaggio di anidride carbonica di HyNet North West, si posizione come operatore di primo piano per progetti Carbon Capture and Storage (CCS) in UK. Il Dipartimento per la Sicurezza Energetica e Net Zero (DESNZ) del Regno Unito – annuncia l’azienda in una nota – ha comunicato l’elenco dei progetti di cattura delle emissioni di CO2 che accederanno ai fondi, pari a 20 miliardi di sterline, stanziati per le iniziative in Track 1, previsti dal Governo per accelerare la decarbonizzazione del Paese: degli 8 progetti selezionati ben 5 appartengono al Consorzio HyNet North West (su 7 presentati), in cui Eni è operatore per le attività di Trasporto e Stoccaggio della CO2.Gli altri 3 progetti selezionati sono afferenti all’altro Hub CCS East Coast Cluster (su 14 presentati) in corrispondenza della costa orientale dell’Inghilterra.Con questa decisione il Regno Unito si conferma come uno dei Paesi leader per lo sviluppo della Carbon Capture and Storage (CCS). La CCS è un processo tecnologico che consente di evitare l’immissione in atmosfera di anidride carbonica proveniente da attività industriali edha un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dei settori “hard to abate”, per i quali non esistono ad oggi altre soluzioni altrettanto efficaci. Proprio per questo l’IPCC (gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite) nel recente rapporto del 2023ha definito la CCS come tecnologia imprescindibile per centrare gli obiettivi climatici globali. La IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia) stima che la CCS contribuirà ad abbattere il 10% del totale delle emissioni da ridurre nei prossimi 30 anni, arrivando ad un valore di 6,2 miliardi di tonnellate catturate nel 2050.La realizzazione dei 5 progetti selezionati nell’ambito del consorzio di HyNet, contribuirà alla decarbonizzazione delle attività di grandi aziende emettitrici del polo industriale dell’area nord ovest dell’Inghilterra, nei settori del cemento, “Waste to Energy” e produzione di idrogeno a bassa impronta carbonica. Il volume di CO2 che sarà catturato nell’ambito dei primi 5 progetti selezionati, pari a circa 3 milioni di tonnellate per anno, sarà poi raccolto, trasportato e stoccato in maniera permanente da Eni nei propri giacimenti di gas esauriti al largo della costa della baia di Liverpool, giacimenti che hanno una capacità di stoccaggio complessiva di circa 200 milioni di tonnellate.Il progetto HyNet trasformerà uno dei distretti industriali più energivori del Regno Unito nel primo cluster industriale a basse emissioni di anidride carbonica al mondo. L’avvio di HyNet è previsto per la metà del decennio in corso con una portata di iniezione di circa 4.5 milioni per anno nella prima fase per poi raggiungere circa 10 milioni di tonnellate per anno di CO2 a partire dal 2030. Il volume di CO2 evitata in atmosfera rappresenta una quota significativa rispetto all’obiettivo di riduzione delle emissioni industriali di 20-30 milioni associato alla CCS dal governo inglese ed inoltre il progetto contribuirà per il 40% all’obiettivo nazionale di produzione di 10GW di idrogeno a bassa impronta carbonica. Oltre ai benefici dal punto di vista ambientale, HyNet CCS promuoverà un nuovo impulso allo sviluppo della regione grazie agli investimenti per lo sviluppo dei progetti e alla creazione di nuovi posti di lavoro legati alla promozione di nuove filiere produttive. Dal punto di vista occupazionale il progetto consentirà la salvaguardia dei livelli attuali e allo stesso tempo favorirà la creazione di circa 56mila nuovi posti di lavoro nel periodo 2022-2030 nell’area di Liverpool Bay.Inoltre, Eni ha recentemente sottoposto alla North Sea Transition Authority (NSTA) la candidatura per una licenza di stoccaggio di anidride carbonica nel giacimento di gas depletato di Hewett, che interessa un’area situata nel Mare del Nord meridionale britannico ein cui la società prevede di sviluppare un ulteriore progetto CCS che contribuirà alla decarbonizzazione dell’area di Bacton e Thames Estuary nel Paese. Il giacimento a gas depletato e non più produttivo di Hewett è un sito ideale per immagazzinare in modopermanente la CO2 grazie ad una capacità di stoccaggio di oltre 300 milioni di tonnellate di CO2.”Eni – commenta l’azienda nella nota – è orgogliosa di supportare la strategia del Governo UK per contribuire alla decarbonizzazione dell’industria attraverso una tecnologia sicura e matura come la CCS che va ad aggiungersi ad altre iniziative importanti per la transizione energetica come, ad esempio, il progetto per la produzione di energia rinnovabile dal campo eolico offshore di Dogger Bank”. LEGGI TUTTO