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    Finanza sostenibile, Consiglio dell’UE approva mandato negoziale su rating ESG

    (Teleborsa) – Il Consiglio dell’UE ha raggiunto oggi un accordo sul suo mandato negoziale su una proposta di regolamento sui rating ambientali, sociali e di governance (ESG), con l’obiettivo di rafforzare la fiducia degli investitori nei prodotti sostenibili.Le nuove regole – proposte dalla Commissione lo scorso giugno – mirano a rafforzare l’affidabilità e la comparabilità dei rating ESG migliorando la trasparenza e l’integrità delle operazioni dei fornitori di rating ESG, rendendo i rating più comparabili e prevenendo potenziali conflitti di interessi. Secondo le norme proposte, i fornitori di rating ESG dovranno essere autorizzati e vigilati dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e rispettare i requisiti di trasparenza, in particolare per quanto riguarda la loro metodologia e le fonti di informazione. I fornitori saranno soggetti a misure specifiche per prevenire e gestire i conflitti di interessi.Principali modifiche apportate dal ConsiglioNel suo mandato negoziale, il Consiglio ha chiarito le circostanze in cui i rating ESG rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento, fornendo ulteriori dettagli sulle esenzioni applicabili. Inoltre, in linea con la direttiva sul reporting sostenibile delle imprese, ha chiarito che i rating ESG comprendono fattori ambientali, sociali e relativi ai diritti umani o alla governance.I fornitori di rating ESG che desiderano operare nell’UE dovranno rispettare determinati requisiti, tra cui l’ottenimento di un’autorizzazione da parte dell’ESMA o, nel caso di fornitori di rating ESG stabiliti al di fuori dell’UE, una decisione equivalente, un endorsement dei loro rating ESG o un riconoscimento. Il Consiglio ha inoltre chiarito l’ambito di applicazione territoriale del regolamento, delineando cosa costituisce operare nell’UE, e fornito ulteriori chiarimenti sulle disposizioni applicabili nell’ambito del regime di omologazione.Il Consiglio ha inoltre introdotto un regime di registrazione più leggero, temporaneo e facoltativo di tre anni per i piccoli fornitori di rating ESG esistenti e per i nuovi piccoli operatori sui mercati. I piccoli fornitori di rating ESG che optano per il regime più leggero non dovranno pagare le commissioni di vigilanza dell’ESMA. Per quanto riguarda la separazione tra business e attività, il Consiglio ha introdotto la possibilità per i fornitori di rating ESG di non avere un’entità giuridica separata per determinate attività, a condizione che vi sia una chiara distinzione tra le attività e che pongano in atto misure per evitare conflitti di interessi. Tale deroga non sarebbe applicabile alle attività di consulenza o di revisione quando fornite a entità valutate.Prossimi passiIl Parlamento europeo ha approvato il suo mandato negoziale nella sessione plenaria tenutasi dall’11 al 14 dicembre 2023. L’accordo odierno sul mandato del Consiglio apre la strada ai negoziati interistituzionali che dovrebbero iniziare nel gennaio 2024. LEGGI TUTTO

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    Iveco “gold medal” nella sostenibilità da Ecovadis

    (Teleborsa) – Iveco Group raggiunge un importante risultato nel suo percorso di sostenibilità: al primo anno di partecipazione alla valutazione di sostenibilità EcoVadis, il Gruppo ha ottenuto la gold medal, classificandosi nel 5% delle migliori aziende partecipanti.EcoVadis è uno delle principali piattaforme per la valutazione della sostenibilità aziendale. EcoVadis applica la sua metodologia di valutazione basata su dati concreti per valutare più di 100.000 aziende di oltre 200 categorie industriali e determinare quanto efficacemente esse integrino i principi di sostenibilità nelle loro attività e nella gestione. La valutazione – si legge in una nota – si svolge su quattro aree principali: ambiente, pratiche lavorative e diritti umani, etica e acquisti sostenibili. LEGGI TUTTO

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    Iveco inclusa in indici Dow Jones Sustainability World ed Europe

    (Teleborsa) – Iveco Group è stato incluso negli indici di sostenibilità Dow Jones Sustainability (DJSI) World e Europe. Questo risultato si basa sulle prestazioni di Iveco Group rispetto ai rischi, alle opportunità e agli impatti Ambientali, Sociali e di Governance (ESG), e alla relativa gestione di ciascuno di essi.Classificato tra i leader globali della sostenibilità, Iveco Group è una delle sole 13 aziende su 89 valutate del settore Machinery and Electrical Equipment a essere stata inclusa nel nuovo DJSI World Index. Inoltre, nell’indice annuale DJSI Europe, Iveco Group è una delle 6 aziende ammesse su 33 valutate.”È motivo di orgoglio che Iveco Group sia stata selezionata per essere inclusa nei prestigiosi Dow Jones Sustainability Indices dopo il nostro primo anno come azienda indipendente – ha commentato il CEO Gerrit Marx – Questo riconoscimento riflette il nostro chiaro impegno verso pratiche commerciali etiche e la nostra determinazione a essere leader nel settore integrando le pratiche ESG in ogni aspetto della nostra attività. La sostenibilità è parte integrante della nostra strategia aziendale e del nostro successo a lungo termine e continueremo a dare il massimo per raggiungere l’eccellenza in questo campo mentre promuoviamo una società più sostenibile”. LEGGI TUTTO

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    Osservatorio ESG: ENAV tra le 7 aziende classificate con “ottimo”

    (Teleborsa) – Secondo l’Osservatorio ESG sulle imprese quotate in Piazza Affari, condotto da Plus24-Sole 24 Ore e dall’università Bicocca, sulla base di tre indicatori di prestazione, è stato riconosciuto un livello di performance “ottimo” a 7 aziende italiane. Tra queste figura ENAV che si posiziona al vertice della classifica relativa per il segmento MidCap di Borsa Italiana. “Questo risultato – commenta ENAV in una nota – riflette l’impegno del Gruppo ENAV in materia di sostenibilità e certifica la piena integrazione dei fattori ESG all’interno della governance e delle strategie aziendali. Un percorso avviato già da diversi anni e che, oltre i risultati già raggiunti, come la carbon neutrality con un abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre l’80%, vede il Gruppo ENAV supportare tutti gli attori del trasporto aereo verso una mobilità aerea sempre più sostenibile”. LEGGI TUTTO

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    Open innovation, CA Auto Bank e I3P presentano Digital Factory

    (Teleborsa) – CA Auto Bank, la banca della mobilità attiva in 19 Paesi, e I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino, lanciano Digital Factory, la nuova piattaforma di open innovation rivolta a startup e PMI italiane e internazionali. L’iniziativa ha l’obiettivo di ricercare le migliori soluzioni e tecnologie innovative per la trasformazione digitale della Banca. I progetti da presentare dovranno rientrare in uno o più dei seguenti ambiti: banking, digitalizzazione e intelligenza artificiale, mobilità e sostenibilità. Le società migliori saranno coinvolte in un percorso di sperimentazione sul campo, tramite lo sviluppo di un Proof-of-Concept (PoC) finalizzato a perfezionare i processi di innovazione già in corso in CA Auto Bank. LEGGI TUTTO

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    UE, investimenti di NextGenerationEU Green Bond riducono emissioni gas serra

    (Teleborsa) – La piena attuazione delle misure NextGenerationEU (NGEU) finanziate dai Green Bond NGEU può ridurre le emissioni di gas serra di 44 milioni di tonnellate all’anno, pari all’1,2% delle emissioni aggregate di gas serra dell’UE. Sono i risultati della prima quantificazione complessiva degli impatti climatici attesi dall’allocazione dei Green Bond NextGenerationEU, secondo un report diffuso oggi dalla Commissione UE.A più di due anni dall’emissione inaugurale dei Green Bond NGEU, il programma Green Bond ha immesso sul mercato quasi 50 miliardi di euro di Green Bond con rating elevato, con il potenziale per diventare il più grande programma di green bond al mondo. LEGGI TUTTO

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    Parità di genere, ESG Culture LAB: “L’effetto Meloni migliora la percezione delle istituzioni”

    (Teleborsa) – Il 97% degli italiani e delle italiane che ha sentito parlare di sostenibilità si riferisce spontaneamente all’ambiente, mentre la sostenibilità sociale emerge solo se sollecitata. Eppure, la presenza di una leader donna è il punto di forza riconosciuto alle istituzioni ed è considerata un passo importante verso la parità di genere. Un “effetto Meloni” che fa crescere di un +5% la valutazione sulla sostenibilità sociale delle istituzioni ma che non combacia con il coinvolgimento di chi lavora: il 33% non trova tempo per impegnarsi in prima persona mentre il 18% si dichiara indifferente. È quanto emerge dall’indagine annuale dell’ESG Culture LAB di Eikon Italia, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 1600 persone, tra i 18 e i 65 anni, e che ha rilevato la conoscenza e la percezione della sostenibilità e il coinvolgimento in 7 su 17 Obiettivi SDGs 2030. La ricerca ha esplorato il coinvolgimento nella sfera personale, il giudizio sulle Istituzioni, ma ha anche analizzato il sotto-campione delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti e il loro coinvolgimento nella sfera professionale e il giudizio sull’organizzazione di appartenenza. I risultati dell’indagine sono stati presentati oggi a Palazzo dell’Informazione, durante l’evento “Le nuove sfide della sostenibilità”, a cura di Eikon Italia Società Benefit in collaborazione con il Gruppo Adnkronos. L’evento ha visto anche la partecipazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, della Presidente Popolari Europeisti Riformatori ed ex Ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti, del Vice Presidente per il Capitale umano Confindustria Gianni Brugnoli, del Direttore Scientifico ASviS Enrico Giovannini, della Rettrice dell’Università La Sapienza Antonella Polimeni e della Presidente di Valore D Cristiana Scelza. All’evento sono intervenuti Banca Ifis, Eni, Gruppo Fs, Philip Morris Italia, Poste Italiane e Simest. Partner dell’iniziativa anche Edison.Per la maggior parte degli intervistati la sostenibilità è solo quella ambientale e, sebbene l’indagine mostri un orientamento individuale proattivo verso gli obiettivi della sostenibilità, è evidente come cittadini e cittadine ne abbiano una visione solo parziale. La word cloud associata alla sostenibilità ambientale, infatti, ricalca di fatto quella della sostenibilità in generale, tant’è che le parole associate spontaneamente a quest’ultima si riferiscono solo all’ambiente e ruotano intorno a quelle di riciclo ed energia. Più del 50% sa cos’è l’Agenda 2030, ma il 76% non conosce la sigla ESG. Se è vero che tutti sanno cosa sia la sostenibilità, poco più della metà (59%) ha sentito parlare di Agenda 2030 – prevalentemente in tv o radio (59%), social media (32%) e giornali (30%) e il 76% (3 su 4) non conosce la sigla ESG. Nell’identikit di chi ha sentito parlare di Agenda 2030 e ESG, emerge che gli uomini hanno sentito parlare dell’Agenda 2030 più delle donne (62% vs 56%) così come la classe 18-29 (68%), che però conosce meno gli obiettivi ESG (18% vs 25%). Per entrambi la conoscenza di questi temi è maggiore nei centri urbani, con oltre 240mila abitanti (65% vs il 57% nei centri più piccoli per Agenda 2030 e 33% vs 21% per gli ESG). Anche lo status lavorativo incide sulla conoscenza: chi è occupato, infatti, ha sentito di più parlare di ESG (28% vs il 16% di chi non è occupato) così come chi lavora nel pubblico ha una conoscenza maggiore dell’Agenda 2030 rispetto ai privati (66% vs 57%). Infine, chi lavora in organizzazioni più grandi (oltre 249 dipendenti) è più informato sia sull’Agenda 2030 (66% vs 41%) che sugli ESG (31% vs 14%) rispetto a chi lavora nelle micro aziende.L’obiettivo che riguarda il consumo responsabile e smaltimento dei rifiuti è quello che ottiene il coinvolgimento più alto in tre delle quattro sfere trattate, vale a dire in quella personale, in quella professionale e nel giudizio sulle organizzazioni. Il livello di coinvolgimento maggiore in questo ambito è senza dubbio nella sfera personale, per cui l’80% dichiara di impegnarsi e di essere focalizzato sul consumo responsabile e sullo smaltimento dei rifiuti. Il campione si percepisce molto coinvolto nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 che investono la vita quotidiana, considerando il proprio contributo importante e cercando di agire al meglio delle loro possibilità. Le persone sembrano dare priorità al consumo responsabile e allo smaltimento dei rifiuti, provando a riorganizzare in questa ottica la propria vita (soprattutto donne e over 50).È considerata importante anche la lotta al cambiamento climatico, connessa alla scelta del mezzo di trasporto, con l’uso di mezzi alternativi, quando possibile. Abbastanza positivo e stabile il giudizio sul coinvolgimento delle Istituzioni, che però presenta anche alcune criticità: metà del campione esprime giudizi positivi sulle iniziative per rendere più accessibili le fonti di energia rinnovabile, che, però, allo stesso tempo, vengono considerate ancora troppo delegate ai singoli. Anche sul tema dell’efficienza energetica la metà del campione ritiene che le Istituzioni riconoscano l’urgenza e stiano ricercando le soluzioni. Nel giudizio sul coinvolgimento delle organizzazioni in cui si lavora vi è, invece, una situazione polarizzata sul discorso delle energie rinnovabili: il 30% degli intervistati le considera focalizzate ma un altro 28% le ritiene indifferenti. Decisamente più positivo il giudizio sulla gestione dei rifiuti, che migliora con l’aumentare dell’età. La capacità di gestire i rifiuti è infatti un obiettivo perseguito, secondo il 66%, anche dalle organizzazioni per cui si lavora. Il campione esprime un giudizio più positivo, infine, rispetto al proprio coinvolgimento nella vita lavorativa, che registra valori nettamente più alti nella fascia over 50. Si raccontano molto coinvolti nel consumo responsabile: in prima linea nella riduzione degli sprechi e nella sperimentazione di nuove modalità di lavoro, il punto di forza (76%) è relativo al tema del consumo e produzione responsabili. Tra le priorità anche l’emergenza climatica.La sostenibilità non è solo quella ambientale, eppure per la maggior parte degli intervistati la parola sociale non viene legata alla sostenibilità in modo automatico. Le parole della sostenibilità sociale, infatti, emergono dal sondaggio solo se stimolate. La sostenibilità sociale, per gli intervistati, è associata prevalentemente ai temi dell’inclusione, dell’equità, dell’uguaglianza e della parità. Emerge poi il polo comunitario della collaborazione, della solidarietà e del sostegno e quello più personale del benessere e della salute. Significativi anche i valori collettivi di pace e sicurezza. La presenza del lemma “non so”, tuttavia, mostra la difficoltà ad identificare la sostenibilità con la dimensione sociale. In generale, le persone si percepiscono meno coinvolte rispetto agli obiettivi sociali sia nella vita quotidiana che in quella professionale e attribuiscono a organizzazioni e istituzioni i giudizi meno positivi su questi aspetti. La sostenibilità sociale genera anche posizioni e giudizi più polarizzati, con livelli più alti sia di focalizzazione che di indifferenza.Un giudizio negativo sulle istituzioni per quanto riguarda l’interesse per l’occupazione giovanile e un giudizio invece positivo sul tema della parità di genere. È l’effetto Meloni, cioè, il fatto di avere una leader donna, che però si scontra con il giudizio più negativo sulle opportunità di carriera nelle organizzazioni e con una difficoltà a mobilitarsi in chi lavora. C’è poi il nodo del work-life balance, punto critico nel giudizio sulle organizzazioni in cui si lavora, che fa il paio con una non troppo alta capacità di prendersi cura di sé a livello personale. Nel dettaglio, a livello personale, tra gli aspetti sociali è molto alto il coinvolgimento rispetto all’equa divisione dei compiti in famiglia, in relazione alla cura dei figli, anche se, soprattutto le donne, evidenziano uno sbilanciamento a loro sfavore, collegato alla disparità retributiva. Gli uomini più che le donne si raccontano più coinvolti nel curare la propria salute e il proprio benessere. Per quanto riguarda il giudizio sul coinvolgimento delle Istituzioni, troviamo due aspetti legati alla sostenibilità sociale: il primo, giudicato positivamente, è la presenza di una leader donna, considerata un passo importante verso la parità di genere. Uno dei giudizi più critici viene invece attribuito al tema dell’occupazione giovanile, dove si evidenzia l’atteggiamento di un Governo che delega il problema ai singoli o è del tutto indifferente per il 60% del campione. Più positivo (soprattutto per gli over 50), anche se in leggero peggioramento, il giudizio sulle organizzazioni in cui si lavora per cui emergono due tendenze principali: il 30% del campione le considera focalizzate mentre il 24% le percepisce indifferenti. Tra i dati più negativi spicca il work-life balance con una netta polarizzazione. La fascia 30-41 è la più critica, trovandosi, probabilmente ad affrontare una vita familiare più complicata. Mediamente positivo il giudizio sulle pari opportunità, con la conferma dei punti debolezza associati alla carriera e alla retribuzione. Il 36% delle donne giudica l’organizzazione indifferente, uno dei dati più negativi dell’intera indagine. Infine, nella sfera professionale, emerge una dicotomia di giudizio: il campione si dichiara più coinvolto nella valorizzazione dei giovani (uno dei dati più positivi della rilevazione) rispetto alle pari opportunità: il 33% non riesce ad impegnarsi in prima persona e il 18% si dichiara addirittura indifferente su quest’ultimo punto.2023 e 2022: un confronto – Come per il 2022, i valori più positivi si registrano nella sfera personale che si conferma stabile rispetto all’anno precedente. Anche la percezione delle istituzioni si presenta stabile rispetto allo scorso anno, ma resta comunque l’area più critica del sondaggio: il mancato peggioramento dell’area è infatti dovuto all’Effetto Meloni, ma i valori più negativi si concentrano in quest’area. Registra invece un lieve peggioramento sull’anno scorso (58% vs 62%) l’Organizational Engagement per il nodo legato al work life balance, ma il risultato è mitigato dal leggero miglioramento nelle pari opportunità di carriera. Infine, migliora l’area legata al mondo professionale: il coinvolgimento relativo all’impatto ambientale e alla valorizzazione dei giovani incide positivamente sul giudizio complessivo (65% vs 58%). LEGGI TUTTO