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    Giornata mondiale disabilità, Anief: “Nelle scuole italiane mancano 100 mila docenti di sostegno di ruolo”

    (Teleborsa) – “Volere migliorare le condizioni a scuola dei giovani con disabilità significa dovere assumere in ruolo almeno 100 mila insegnanti di sostegno, oltre che mettere in organico gli assistenti all’autonomia e ai servizi per la persona”. Lo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nella Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituita nel 1992 dall’ONU per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità e combattere ogni forma di discriminazione.”La nostra associazione sindacale – ricorda Pacifico – è stata dalla sua nascita particolarmente vicina alle esigenze degli alunni con disabilità, come dei loro insegnanti, spesso nemmeno specializzati nella didattica speciale: la verità è che è arrivato il momento di assumere in ruolo tutti gli insegnanti specializzati e trasformare i posti in deroga per più di un anno assegnati alle scuole in organico di diritto, così anche da garantire la continuità didattica. Per arrivare a questo risultato occorre quindi specializzare in fretta tutti i precari con 36 mesi di sevizio, assumere a seguire anch’essi nei ruoli e gli specializzati all’estero. Fino a quando questo non accadrà – conclude Pacifico – continueremo ad avere, come avviene oggi, il 50% dell’organico complessivo di sostegno utilizzato su posto in supplenza”.Per opporsi al diritto al sostegno negato, da diversi anni il giovane sindacato ha attivato l’iniziativa gratuita “Anief “Sostegno: non un’ora di meno!”, attraverso la quale dinanzi alla mancata soddisfazione del diritto al sostegno per gli alunni con disabilità, ci si oppone in sede giudiziaria: di recente, anche il Tribunale di Roma ha ribadito che negare le ore di sostegno è discriminazione. LEGGI TUTTO

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    Amara sorpresa per i docenti: scomparso il residuo del bonus Carta del Docente, Anief prepara una diffida legale

    (Teleborsa) – Gli insegnanti con contratto fino al 31 agosto, accedendo al proprio borsellino elettronico, hanno avuto ????’?????????? ????????????????: non solo non hanno ricevuto l’accredito del nuovo bonus Carta del Docente, ma ??` ?????????? ?????????????????? ???? ?????????????? del bonus di 500 euro non speso durante l’anno scolastico 2023/2024.???????????? ?????????????????????? ??` ??????????????????????. L’art. 6 del d.P.C.M. del 28 giugno 2016 stabilisce chiaramente che le somme non spese entro la fine dell’anno scolastico devono essere rese disponibili per l’anno successivo.Anief sta già preparando ?????? ?????????????? ???????????? per garantire ai docenti assunti fino al 31 agosto di ottenere sia il bonus di 500 euro per il nuovo anno scolastico che il residuo del bonus non speso nel 2023/2024.Se ci si trova in questa situazione e si vuole ricevere assistenza legale, è possibile ?????????????? ???? ???????????????????????? ???? ??????????. LEGGI TUTTO

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    ANIEF firma le sequenze contrattuali per il personale universitario: passi avanti per la stabilizzazione e i diritti

    (Teleborsa) – Qualche giorno fa, la delegazione ANIEF, guidata dal vicecapo dipartimento, Luigi Rotundo, ha autorizzato la firma per la chiusura delle sequenze contrattuali e le dichiarazioni a verbale per il personale delle Università, tra cui contrattisti di ricerca, CEL, tecnologi e personale delle Aziende Ospedaliere Universitarie (AOU).Il 9 ottobre 2024, presso la sede dell’ARAN, dopo un lungo negoziato, si è raggiunto un accordo per tutte le sequenze contrattuali del settore Università e AOU, come previsto dall’articolo 178 del CCNL Istruzione e Ricerca siglato il 18 gennaio 2024. Questo accordo riguarda le cosiddette “code contrattuali” per le diverse categorie di personale.Secondo il Dipartimento Università di ANIEF, questi mesi di intenso lavoro tra sindacati e ARAN hanno portato a un risultato importante, che costituirà la base per le future discussioni sul CCNL 2022-24 per il comparto “Istruzione e Ricerca”.ANIEF si dice parzialmente soddisfatta: sebbene siano stati introdotti miglioramenti per le condizioni lavorative di queste categorie, in un settore caratterizzato da precarietà, restano molti aspetti da affrontare. Durante l’incontro finale, ANIEF ha ribadito la necessità di rafforzare le tutele per i contrattisti di ricerca, una figura introdotta dalla Legge 79/2022, evitando al contempo l’inserimento di nuove figure precarie.È stato inoltre sottolineato il bisogno di ridurre il tempo tra la fine della formazione accademica e l’ingresso nel mondo del lavoro stabile, assicurando flessibilità agli atenei senza prolungare ulteriormente la precarietà.L’accordo ha portato anche a progressi per il personale delle AOU, migliorando le possibilità di avanzamento economico e restituendo ai Policlinici Universitari la gestione delle relazioni sindacali. Tuttavia, ANIEF ha evidenziato la necessità di un tavolo interministeriale (MUR-Ministero della Salute) per risolvere le problematiche strutturali delle AOU.Per il personale CEL, l’accordo prevede un aumento salariale, con l’auspicio di ulteriori sviluppi nelle prossime contrattazioni. Infine, per i tecnologi universitari a tempo indeterminato, sono stati definiti sia il profilo economico che quello giuridico, riconoscendo le loro competenze professionali e garantendo maggiori possibilità di crescita economica.ANIEF continuerà a lavorare per una contrattazione inclusiva e invita a seguire i futuri aggiornamenti. LEGGI TUTTO

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    Scuola: ANIEF lancia una Class Action per l’abuso dei contratti a termine

    (Teleborsa) – Grazie alle costanti segnalazioni del sindacato ANIEF, la Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Europea per l’abuso dei contratti a termine e la crescente precarietà che caratterizza il settore scolastico. Questa situazione rappresenta una grave violazione che colpisce migliaia di lavoratori della scuola, costretti da anni a firmare contratti temporanei privi di garanzie di stabilità lavorativa.In seguito a questo significativo passo, ANIEF ha avviato una Class Action gratuita rivolta a tutti i dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), sia docenti che personale ATA, che negli ultimi 10 anni hanno stipulato contratti a termine con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto, per un periodo complessivo superiore a 36 mesi.L’obiettivo del ricorso collettivo è di ottenere giustizia per i lavoratori precari della scuola, richiedendo il riconoscimento del diritto al risarcimento per i danni subiti. ANIEF si occuperà anche di predisporre una diffida formale per interrompere i termini di prescrizione del diritto al risarcimento, che potrebbe arrivare fino a 24 mensilità dell’ultima retribuzione.Dettagli della Class Action:Chi può aderire: tutti i dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito (docenti e personale ATA) che, negli ultimi 10 anni, abbiano accumulato contratti a termine per un totale superiore a 36 mesi, con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto.Ricorso collettivo: il ricorso sarà presentato al Tribunale di Roma come ricorso pilota, aprendo la strada a ulteriori azioni legali.Cosa offre ANIEF: ANIEF fornirà una diffida per interrompere i termini di prescrizione e garantire ai lavoratori il diritto al risarcimento dei danni subiti, fino a un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione.Modalità di adesione: l’adesione alla Class Action è completamente gratuita. LEGGI TUTTO

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    Mattarella: “La scuola pilastro della Repubblica, ora risorse adeguate”

    (Teleborsa) – Alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si è svolta, presso il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Cagliari, la XXIV edizione di “Tutti a Scuola”, la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico. L’evento – fa sapere il Quirinale in una nota – è stato animato da delegazioni di studenti provenienti da tutto il Paese e da personalità del mondo della musica, dello spettacolo, dello sport, della divulgazione scientifica, della cultura. Durante la manifestazione si sono esibiti alcuni Istituti che si sono distinti in attività creative e di approfondimento culturale nell’ultimo anno scolastico.”Talvolta, – ha detto Mattarella – questo nostro tempo dominato dall’assillo del presente, del qui e ora, rischia di far dimenticare che l’impegno educativo rappresenta un pilastro fondamentale della vita della Repubblica. Dalla qualità del sistema educativo dipende strettamente il futuro della nostra società. A esso vanno dedicate indispensabili risorse adeguate, e idee, cura, attenzioni. La scuola non è una bolla, un recinto, un mondo a parte. Ma un organismo che vive nella società e concorre al suo progresso”.”Non possiamo più chiudere gli occhi di fronte a tanti fatti di cronaca, a tanti episodi di varia gravità ma tutti intollerabili – ha sottolineato il presidente della Repubblica – Il disagio giovanile è una grande e urgente questione nazionale, che va affrontata con tutto l’impegno e i mezzi a disposizione. Senza indulgenze o lassismi, che sono peraltro diseducativi, ma senza nemmeno nutrire l’illusione che tutto possa essere risolto attraverso un’ottica esclusivamente securitaria”.”La coesione della società passa anche dai territori. Desidero sottolinearlo qui, nel capoluogo della Sardegna. Ridurre i divari, che dal territorio si proiettano sugli stessi diritti di cittadinanza, è anche questo un compito a cui ci richiama direttamente la Costituzione – ha affermato Mattarella –. La scuola, cioè l’apertura al mondo e al vivere sociale di bambini, adolescenti, giovani, va dotata delle strutture che favoriscano questo inserimento, comprendendo, oltre agli strumenti della didattica classica, la possibilità di avvicinarsi alla musica, alle arti, allo sport. Purtroppo molte scuole, e intere aree, risultano carenti di mezzi adeguati”.”Va utilizzata al meglio l’occasione offerta dal grande Piano di ripresa europeo, noto come PNRR, e che già ci aiuta a incrementare la sicurezza degli edifici scolastici. È necessario – ha aggiunto il presidente della Repubblica – proseguire su questo percorso virtuoso, facendo dell’Europa un investitore centrale nei settori strategici che aprono al futuro. La scuola è certamente uno di questi. E l’Europa è l’orizzonte della nostra scuola”.”Agli insegnanti, ai presidi, ai docenti, al personale di supporto si chiede molto; talvolta troppo. Anche a fronte di retribuzioni spesso non all’altezza di altri Paesi europei. Si tratta di un aspetto di grande rilievo che va affrontato concretamente – ha concluso il capo dello Stato –. Tutti loro hanno e devono sempre avere la consapevolezza e l’orgoglio di ricoprire un ruolo prezioso per la nostra società: quello di formare ed educare i cittadini che crescono. Dalla loro opera, spesso silenziosa e non conosciuta, dipende in gran parte il futuro della nostra Italia”. LEGGI TUTTO

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    Scuola riparte con migliaia di precari: sul numero è già polemica

    (Teleborsa) – Un nuovo anno scolastico è partito con vecchi e nuovi temi di dibattito. L’anno 2024/2025 porta con sé una serie di novità per quanto concerne gli ordini di studi: dal prolungamento degli istituti tecnici con il 4+2 al Liceo del Made ini Italy bocciato dal Consiglio di Stato. Per non parlare poi del ritorno del diario cartaceo in classe e del divieto assoluto di portare i cellulari in classe. Ci sono poi vecchi temi, che tornano ad ogni primo suono della campanella, in primis l’arruolamento di migliaia di precari tramite supplenze annuali e la mancata stabilizzazione dei precari di lungo corso, in contrasto con le prescrizioni dell’Unione Europea. Un tema noto che ogni anno torna in primo pipano con una vera e propria guerra di numeri. All’allarme lanciato dai sindacati, secondo cui quest’anno ci sarebbero ben 250 mila precari, un record assoluto, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha smentito nel corso di un Question Tome al Senato. “Le supplenze a cui dobbiamo ricorrere per coprire l’organico sono, infatti, pari a 165mila unità, – ha precisato – che si ridurranno a 155mila entro dicembre grazie alle assunzioni derivanti dai concorsi PNRR, che sono in via di chiusura”. “Quest’anno, dunque si registrerà già una prima diminuzione del numero dei precari, che lo scorso anno e negli anni immediatamente precedenti era pari a 160mila unità”, ha evidenziato il titolare del MIM, aggiungendo che “la maggior parte dei precari, poco più di 100mila” è rappresentata da “insegnanti di sostegno”, che vengono “chiamati sui cosiddetti posti in deroga” perché “privi di specializzazione” e dunque non passibili di essere assunti a tempo indeterminato, perché “la legge stabilisce che devono essere assunti in ruolo docenti specializzati nel sostegno”.Valditara ha poi spiegato che il motivo per cui non sono stati messi a disposizione tutti i 65mila posti disponibili è perché gli accordi presi con la Commissione europea impongono di “assumere 70mila docenti esclusivamente attraverso i nuovi concorsi PNRR” e quindi “qualsiasi altra stabilizzazione, qualsiasi altro meccanismo di assunzione non viene considerato ai fini della milestone europea” che scade nel 2026 e rischia di far perdere all’Italia l’ultima rata di 24 miliardi di euro. Il Ministro ha poi smentito anche l’altra notizia della bocciatura del Liceo del Made in Italy da parte del Consiglio di Stato, etichettandola come “fake news” e spiegando che il parere “è interlocutorio e non definitivo” e che “non ci sarà alcuno stop”. LEGGI TUTTO

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    Personale Ata, Anief: “Le nostre segreterie oberate, sì a una maggiore stabilizzazione e al ripristino dell’organico Pnrr”

    (Teleborsa) – “Non assumendo adeguatamente si precarizza la categoria: su 30mila posti sono state autorizzate soltanto 10mila assunzioni. Tra l’altro parliamo di un personale necessario per le nostre scuole. Oltretutto non ci sono notizie di finanziamenti per richiamare il personale Pnrr”. È quanto ha affermato il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico ai microfoni dell’agenzia di stampa Italia Stampa, commentando, in vista dell’inizio dell’anno scolastico, la carenza di personale ATA nelle scuole italiane. LEGGI TUTTO

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    Vandalismo Montespaccato, Valditara: l’intimidazione e la violenza non l’avranno vinta

    (Teleborsa) – “Ignoti hanno completamente devastatola sala polifunzionale dell’impianto ‘don Dino Puglisi’ del quartiere Montespaccato di Roma, centro di riferimento importante per tanti ragazzi e famiglie”. Lo denuncia su X il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, commentando gli atti di vandalismo perpetrati sulla struttura.”La mia solidarietà all’Asilo Savoia, che ne gestisce le tante attività – afferma il Ministro – e agli abitanti del quartiere, per questi vili atti di vandalismo e di intimidazione: lo Stato è con loro e farà la sua parte”.”Come Ministro assicuro la ripresa il prima possibile delle attività del centro polifunzionale: sport e cultura sono i migliori antidoti alla violenza”, assicura. LEGGI TUTTO