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    Tetto contanti, flat tax, PNRR: ecco la ricetta Meloni

    (Teleborsa) – Dal tetto al contante al PNRR passando per il salario minimo: dopo l’ok della Camera, la Meloni ottiene la fiducia anche al Senato con 115 sì. 49 minuti di intervento, rispondendo punto a punto alle critiche e tracciando la sua ricetta per risollevare l’Italia dalla pesante “eredità” dei governi passati.Il Presidente del Consiglio parla davanti ai senatori con la voce che di tanto in tanto la abbandona, lei si scusa ma non si risparmia nel raccontare la sua idea di Paese dopo che si è fatta una “operazione verità” proprio grazie alle critiche in Aula che hanno fatto emergere la vera situazione in cui si trova il Paese e traccia la via da seguire. Dal tetto al contante, che non frena l’evasione e “penalizza i poveri” fino al salario minimo che non risolve il problema dei “bassi salari”. E poi la gestione del Covid, le scelte “senza basi” sposando la scienza quasi fosse “una religione”. Da oggi cambia tutto. All’Italia “senza visione”, che non trova soluzioni “efficaci” a tanti problemi promette risposte. Che non dovrà passare “dalla dipendenza dal gas russo a quella dalle materie prime cinesi”, che dovrà superare blocchi burocratici incomprensibili, far ripartire le trivelle nell’adriatico perché se il gas lo estraggono altri “non è che inquina di meno”. E trasformare il Sud “nell’hub energetico dell’Europa”, anche per evitare di dover correre a installare rigassificatori “con procedure di urgenza e gravosi impatti sui territori”. Meloni ha le idee chiare anche sulla pace – è stata criticata per l’assenza della parola nel discorso-manifesto di ieri – che non si ottiene né “con la resa di Kiev” né “con le bandiere arcobaleno” in piazza.Nel mirino il Movimento 5 Stelle, ma anche il Pd. Quando ricorda chi “brindava per l’abolizione della povertà” e quando spiega che il salario minimo rischia di essere uno “specchietto per le allodole” mentre la soluzione per contrastare il lavoro povero è l’estensione dei contratti collettivi”, oltre al taglio del cuneo 5 punti per alzare tutti gli stipendi. Quando passa al capitolo tasse, invece, chiama in causa direttamente i governi del Pd e l’ex ministro Pier Carlo Padoan. Era proprio lui, ricorda, a sostenere che non c’era correlazione tra livello del contante ed evasione. E delinea una delle prime mosse “concrete” del suo esecutivo, oltre a introdurre la “flat tax incrementale” (che di fatto è un premio “al merito” di chi si impegna per fare di più), anche quella di “rimettere mano al tetto al contante” , trovando il muro di Pd e M5s. Idea lanciata poco prima dalla Lega, che in questi primi giorni corre – non senza creare qualche irritazione in casa di Fdi – ad anticipare l’agenda.Infine, un appello alle opposizioni. “Noi abbiamo fatto sempre un’opposizione molto franca, credo che il dibattito sia il sale della democrazia. Credo che diverse volte si è potuto contare sul sostegno di FdI. Ci chiesero, quando votammo sulla riduzione dei parlamentari, “cosa vi aspettate in cambio?”. Niente, perchè la condividiamo. E questo coraggio e questa lealtà che posso chiedere all’opposizione, che si possa parlare nel merito, che non si facciano dibattito ideologici. Mi auguro che vogliate valutare i provvedimenti nel merito e valutare se votarli o meno”, conclude Meloni. LEGGI TUTTO

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    Londra, Truss passa il testimone: al via l'era Sunak

    (Teleborsa) – Dopo appena 50 giorni, Liz Truss ha rimesso formalmente il mandato di primo ministro – il più breve nell’intera storia del Regno Unito – nelle mani di Carlo III, in veste di capo dello Stato, e successivamente il sovrano ha ricevuto a Buckingham Palace il nuovo primo ministro Rishi Sunak, 42 anni, designato ieri con la nomina a leader del Partito Conservatore di maggioranza.Il passaggio di testimone rituale si è consumato a stretto giro, con le udienze separate della premier uscente e di quello entrante: primo capo di governo britannico d’origine indiana e primo insediato da Carlo dopo la successione a Elisabetta II, da oggi Sunak entra nel pieno delle funzioni per comporre la propria compagine e affrontare i contraccolpi della crisi come priorità assoluta.”Sono qui per affrontare una profonda crisi economica” e “voglio fin da subito porre rimedio agli errori commessi”, ha detto il neopremier britannico nel suo discorso di insediamento a Downing Street riferendosi alla gestione economica fallimentare che lo ha preceduto alla guida del Regno Unito. Secondo Sunak, “le intenzioni” di Truss di rilanciare la crescita “erano giuste”, e che “tuttavia errori ci sono stati” e vanno corretti con “competenza e professionalità”, per meritare “la fiducia del Paese”.Intanto, l’ex premier Tory britannico Boris Johnson suggella una ricucitura pubblica con il suo ex cancelliere dello Scacchiere, subentrato a Downing Street dopo il breve interregno di Liz Truss. In un tweet definisce “un giorno storico” quello dell’ascesa del primo capo di governo del Regno di origine indiana. E assicura di volerlo sostenere “in pieno e con tutto il cuore”.”Congratulazioni a Rishi Sunak, nominato Primo Ministro del Regno Unito. Non vedo l’ora di collaborare con lui e il suo gabinetto sulle sfide comuni, sostenendo i nostri valori condivisi di libertà e democrazia”. Lo scrive su Twitter la premier Giorgia Meloni nel giorno del primo discorso da Presidente del Consiglio alla Camera. LEGGI TUTTO

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    Kiev, riconquistati quattro insediamenti nel Donbass

    (Teleborsa) – Le forze armate ucraine hanno annunciato di aver respinto i russi in diversi villaggi del Nord-est e di aver riconquistato 4 insediamenti nel Donbass.”Oggi le forze di difesa hanno respinto gli attacchi nemici nelle aree degli insediamenti di Spirne, Soledar, Bakhmut, Andriivka, Maryinka e Pervomaiske”. E “le nostre truppe hanno spinto il nemico fuori dagli insediamenti di Karmazynivka, Myasozharivka e Nevske nella regione di Lugansk e Novosadove nella regione di Donetsk”, si legge nel messaggio dello stato maggiore riportato da Ukrinform. Si tratta nel primo recente annuncio di Kiev di successi territoriali nel Donbass.Intanto, Mosca fa sapere che solleverà alle Nazioni Unite la questione del presunto piano di Kiev di ricorrere alla bomba sporca. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.”Abbiamo avviato le necessarie iniziative per sollevare questa questione negli ambiti internazionali, in primo luogo all’ONU a New York, e oggi i nostri rappresentanti lo faranno sperando in una discussione informata e professionale sui problemi che toccheremo”, ha detto Lavrov rispondendo a una domanda dell’agenzia Tass durante una conferenza stampa tenuta dopo l’incontro con il segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione islamica.”Abbiamo informazioni, che abbiamo ricontrollato attraverso i canali appropriati, che questo non è un sospetto infondato, che ci sono seri motivi per ritenere che tali cose potrebbero essere pianificate”, ha aggiunto Lavrov.Oggi il vice rappresentante russo alle Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, ha annunciato l’invio di una lettera al Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, sulla questione. LEGGI TUTTO

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    Gran Bretagna, buona la terza? Sunak nuovo leader Tory e Premier

    (Teleborsa) – Sarà Rishi Sunaki il nuovo premier della Gran Bretagna. L’ex cancelliere dello scacchiere britannico ha assunto la carica di leader del partito conservatore, diventando in automatico il prossimo primo ministro del Paese. Lo ha annunciato Graham Brady, il presidente del Comitato 1922, l’organismo conservatore che si occupa di organizzare la scelta del successore di Liz Truss. Sunak è rimasto l’unico candidato a correre per la carica dopo che la leader della Camera dei Comuni, Penny Mordaunt, ha annunciato il ritiro della sua candidatura. La ministra, in difficoltà a raggiungere il maxi quorum di 100 endorsement fra i colleghi deputati che le avrebbe consentito di portare Sunak (capace di ottenere al contrario circa 200 nomination) al ballottaggio di fronte alla base militante degli iscritti, ha dichiarato in un messaggio che il Regno Unito e i Tories, al terzo cambio di leader in tre anni di legislatura dopo Boris Johnson e Liz Truss, si trovano di fronte a un tempo “senza precedenti”, impegnandosi a contribuire a riunire il partito dietro il nuovo battistrada e “lavorare insieme”: perché “c’è molto da lavorare” per far uscire il Paese dalla crisi.Sunak è nato a Southampton da genitori indiani: il padre era medico, mentre la madre era proprietaria di una farmacia. Dopo aver studiato in un istituto privato, ha frequentato l’Università di Oxford, dove ha studiato filosofia, politica ed economia e ha poi conseguito un master in economia aziendale presso Stanford, negli Stati Uniti.”Non ha il mandato da premier”. E’ l’accusa che i partiti d’opposizione britannici hanno mosso contro Rishi Sunak, da poco proclamato nuovo leader dei conservatori e in attesa di essere designato automaticamente primo ministro da re Carlo III una volta formalizzate le dimissioni dell’uscente Liz Truss.”I Tory hanno incoronato Rishi Sunak come primo ministro senza che nessuno abbia avuto la possibilità di votarlo – ha detto la vice leader del Labour Angela Rayner – invece abbiamo bisogno di elezioni in modo che i cittadini abbiano voce in capitolo sul futuro della Gran Bretagna”.All’appello per indire elezioni anticipate nel Regno Unito si è unito il leader dei libdem Ed Davey: “Ora vedremo più o meno lo stesso, i parlamentari conservatori che complottano e litigano tra loro ignorando completamente le enormi sfide che il Paese deve affrontare”. LEGGI TUTTO

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    Nuovo Governo, Landini: nessuna pregiudiziale, valuteremo scelte

    (Teleborsa) – Questo Governo ha una maggioranza nel Parlamento e c’è la possibilità di “fare quelle riforme che finora non sono state fatte”.Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, concludendo un’iniziativa su salute e welfare. “Vedremo il discorso programmatico e quali saranno le scelte nel rapporto con le parti sociali – ha detto – non abbiamo pregiudiziali e valuteremo nel merito, che per noi non è solo aspettare quello che ci dirà il Governo. Ma rilanciare le nostre proposte e piattaforme. Giudicheremo i provvedimenti e le azioni rispetto alle parti sociali e ai lavoratori”.Il leader della Cgil ha anche detto di trovare “sbagliato introdurre, quando parliamo di istruzione, di conoscenza, in un Paese che ha un livello di diseguaglianze come il nostro, la parola merito”.Secondo Landini, infatti, parlare di merito “rischia di essere uno schiaffo in faccia a tutti quelli che possono avere tanti meriti, ma che partono da una situazione di diseguaglianza assoluta. Bisogna mettere le persone nella condizione di dare il meglio di sé e, quindi, di avere le stesse possibilità”. LEGGI TUTTO

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    Governo, dal caro energia allo scostamento di bilancio: i nodi e le sfide sul tavolo

    (Teleborsa) – Anche senza “l’agenda Draghi”, le sfide e le priorità per il Governo non cambiano. E con la strada già segnata dalla guerra e dalla conseguente crisi energetica, lo spazio di manovra per il nuovo Esecutivo è limitato. Il governo Draghi lascia al nuovo esecutivo conti pubblici in ordine, con debito e deficit entrambi in calo nel 2022 rispetto allo scorso anno. Ma sull’andamento dell’economia le prospettive non sono rosee, così come sui tassi di interesse, già sotto pressione e previsti in deciso aumento l’anno prossimo. In tale scenario il compito più arduo è affidato al nuovo ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti a cui spetta la messa a punto di una Legge di bilancio il cui conto, in partenza, appare già salato. Per il prossimo inquilino di via XX Settembre il primo passo sarà la proroga fino a fine anno degli aiuti a famiglie e imprese in scadenza a novembre, che potrebbe tradursi in un emendamento al decreto aiuti ter (che inizia il 26 l’esame alla commissione speciale). Prima del vero banco di prova, rappresentato dalla manovra, ci sono da integrare la Nadef e il Dpb con il quadro programmatico, che fornirà un prima istantanea sulle risorse e le indicazioni di politica economica per la legge di bilancio.Conti alla mano i nuovi sostegni sul fronte caro-energia per mettere in sicurezza il primo trimestre dell’anno, da soli, secondo le stime, rischiano di assorbire circa 30 miliardi. Un aiuto concreto potrà arrivare dall’intesa raggiunta da Mario Draghi in Europa le cui decisioni, che saranno formalizzate nelle prossime settimane, “si tradurranno presto in bollette più basse”. Il prezzo del gas oggi è già sceso del 10%, segno – ha affermato Draghi – di una “componente speculativa molto rilevante” nella dinamica dei costi. Se confermato, il taglio di 2 punti del cuneo fiscale costerà all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni altri 4,5 miliardi. Nella voce uscite va inserito anche il rinnovo dei contratti della P.a., mentre nel capitolo entrate potrebbero esserci i 3-4 miliardi di fondi di coesione che l’Ue ha concesso di utilizzare per il caro energia e la possibile minor spesa derivante dalle modifiche al Reddito di cittadinanza o dalla rimodulazione del Superbonus.Sul tavolo anche il nodo delle pensioni. Oltre alla rivalutazione degli assegni, per una spesa di 8-10 miliardi, c’è anche la necessità di intervenire per evitare che nel 2023 scatti il ritorno alla legge Fornero e su questo ci sono allo studio diverse strade, in primis una Quota 41 con soglia d’età che consentirebbe di contenere anche di molto la spesa.Il nuovo governo dovrà, invece, usare prudenza sul fronte delle promesse elettorali, gran parte delle quali al momento appaiono insostenibili dal punto di vista economico anche a fronte di una ipotetica nuova rottamazione delle cartelle. Tra queste figura la Flat tax: la Lega spinge per una estensione fino a 100mila euro di fatturato ma il presidente di Confindustria Carlo Bonomi frena e invita alla cautela.Sul fronte politico la decisione con la “d” maiuscola riguarderà lo scostamento di bilancio. Il governo uscente ha evitato fino all’ultimo di ricorrervi ma sulla scia della realizzazione delle misure annunciate il governo Meloni potrebbe scegliere questa strada. La questione sembra dividere il centrodestra: Salvini insiste da mesi e Meloni continua a definirlo l’extrema ratio. Per Giorgetti, che non si dice “contrario”, rimane una eventuale opzione da considerare. LEGGI TUTTO

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    Consultazioni, colloquio lampo centrodestra. Meloni: “Idee chiare”

    (Teleborsa) – E’ durato appena 11 minuti il colloquio del centrodestra con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La delegazione composta dai capigruppo e dai presidenti di tutte le forze politiche della coalizione di centrodestra ha incontrato il Presidente Mattarella, ha convenuto con il presidente sulla necessità di dare a questa nazione un nuovo governo nel minore tempo possibile perchè le urgenze che abbiamo di fronte sono moltissime a livello nazionale, a livello internazionale”. Lo ha detto la leader di Fdi Giorgia Meloni al termine delle consultazioni.”Tutta la coalizione che si è, non a caso, presentata insieme questa mattina alle consultazioni ha dato una indicazione unanime come rappresentanza della maggioranza parlamentare, proponendo al presidente della repubblica l’indicazione della sottoscritta come persona incaricata di formare il nuovo governo. Noi attendiamo, ovviamente, ora le determinazioni del presidente della repubblica che ringraziamo per il suo magistero, in un momento così particolare della storia della Nazione e, ovviamente, già da ora annunciamo che siamo pronti, perchè vogliamo procedere nel minore tempo possibile”.Inizia adesso un “timing” obbligato: entro il pomeriggio dovrebbe arrivare una comunicato nel quale si annuncia la convocazione da parte del presidente Sergio Mattarella di Giorgia Meloni al Quirinale che avrà un nuovo colloquio con il Capo dello Stato sulle principali linee programmatiche e, nel caso, anche sulla lista dei ministri. Il premier incaricato infatti può accettare con o senza riserva. Una volta sciolta la riserva – stasera stessa o al più tardi domattina – il segretario generale del Quirinale ufficializzerà il conferimento dell’incarico e la Premier incaricata leggerà la lista dei ministri. LEGGI TUTTO

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    Consultazioni: ipotesi incarico lampo, domani al Colle parlerà solo Meloni

    (Teleborsa) – Con il passare delle ore si fa sempre più strada l’ipotesi di un incarico lampo per la formazione del nuovo governo. Forse già nella giornata di domani, venerdì 21 ottobre. A chiudere il primo giro di consultazioni, la delegazione del Pd guidata da Enrico Letta: “Faremo una opposizione rigorosa e ferma a partire dalle tre questioni che per noi sono principali: lavoro,diritti e ambiente. Su questi punti saremo vigili e non accetteremo arretramenti e ambiguità”, ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, al termine delle consultazioni dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, definendo “molto gravi” le parole pronunciate da Berlusconi. Poco prima, era toccato al Movimento Cinquestelle. “Ci aspettiamo un esecutivo a forte vocazione europeista, una connotazione e una trazione necessaria e indiscutibile, un esecutivo che abbia chiara la collocazione euroatlantica e che sia pronto ad affrontare la crisi in atto”. Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, al termine del colloquio con il capo dello Stato al quale “abbiamo espresso sconcerto per i contrasti tra le forze di centrodestra che si accingono a formare un governo. Siamo al di là di una dialettica accesa con uno scontro che immagino si comporrà con la formazione del nuovo esecutivo. Devono essere consapevoli che il Paese non può attendere ed attardarsi su scontri e conflitti. Bisogna metterli da parte e rispondere alle attese dei cittadini”. Conte ha anche auspicato che il prossimo governo “possa imprimere una svolta e essere protagonista” di una “soluzione diplomatica”. “Questo è un conflitto europeo e l’Ue si deve far sentire”.il primo ad essere ricevuto, questa mattina, era stato il Presidente del Senato Ignazio La Russa. A seguire il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Poi il Gruppo parlamentare Per le autonomie (SVP-Patt, Campobase e Sud Chiama Nord) del Senato e il Gruppo Misto. Quindi Verdi-Sinistra, Azione-Iv. LEGGI TUTTO