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    ESPE, accordo per acquisire il 100% di Permatech per 1,5 milioni di euro

    (Teleborsa) – ESPE, società quotata su Euronext Growth Milan e attiva nel settore delle energie rinnovabili, ha firmato una lettera di intenti vincolante per l’acquisizione dell’intero capitale sociale di Permatech, società attiva nell’ottenimento di autorizzazioni propedeutiche alla realizzazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni. L’acquisizione è quindi finalizzata a internalizzare tale attività.Costituita nel 2008 e con sede a Resana (TV), Permatech è una leader nel settore degli sviluppi di progetti fotovoltaici, agrivoltaici e BESS (Battery Energy Storage System). Si distingue per l’offerta di servizi di progettazione, consulenza e diagnosi energetiche per il settore industriale, commerciale e civile. Il capitale sociale, pari a 10.000 euro, è detenuto attualmente dai soci storici Matteo Vecchiato per una quota pari all’80% e Giuseppe Vecchiato per la residua quota del 20%.Al 31 dicembre 2023 Permatech ha realizzato un fatturato pari a 2,3 milioni di euro e un Ebitda di 0,6 milioni di euro, pari a un Ebitda Margin del 27% a fronte di un indebitamento finanziario netto cash positive per 0,3 milioni di euro. La struttura organizzativa composta da persone altamente specializzate contava al 2023 un organico medio di 13 unità.Il prezzo è stato convenuto in 1,5 milioni di euro, da corrispondere in più tranche, di cui 0,1 milioni come parte eventuale condizionata al verificarsi di taluni eventi futuri.(Foto: Sungrow EMEA su Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Elettricità, Area: dal 1 luglio passaggio di 3,7 milioni di clienti non vulnerabili al Servizio a Tutele Graduali

    (Teleborsa) – Dal 1 luglio termina il servizio di Maggior Tutela per 3,7 milioni di clienti domestici non vulnerabili, che passeranno automaticamente al Servizio a Tutele Graduali con il fornitore selezionato tramite asta. Delle circa 30,2 milioni di utenze domestiche, 22,7 milioni sono oggi servite nel mercato libero, mentre 7,5 milioni sono rimaste o rientrate nella Maggior Tutela (3,8 milioni clienti vulnerabili che continueranno ad essere serviti in tutela e 3,7 milioni di non vulnerabili che passeranno al Servizio a Tutele Graduali).Le condizioni di fornitura del Servizio a Tutele graduali cui saranno trasferiti i clienti non vulnerabili oggi risultanti in Maggior Tutela dureranno poco meno di tre anni – fino al 31 marzo 2027– al termine dei quali, in mancanza di una scelta espressa, i clienti continueranno a essere riforniti dallo stesso venditore, ma sul mercato libero.Le condizioni economiche del Servizio a Tutele Graduali sono uguali in tutta Italia e includono la componente in quota fissa denominata “parametro gamma” pari a -72,65 euro/Pod/anno. Tale componente verrà aggiornata annualmente dall’Autorità in funzione del numero di clienti riforniti nel Servizio a Tutele Graduali. Le condizioni economiche relative alla Spesa per la materia energia comprendono anche una componente a copertura dei costi di approvvigionamento dell’energia pari alla media mensile dei valori a consuntivo del prezzo all’ingrosso (PUN ex post) e una componente a copertura dei costi del dispacciamento.Dalla somma del “parametro gamma” con la riduzione delle componenti di commercializzazione in Maggior Tutela, da 58 a 41 euro/Pod/anno, si arriva, sulla base degli elementi a oggi disponibili, a un valore per il Servizio a Tutele Graduali di circa -113 euro l’anno rispetto alla Maggior Tutela. L’Arera ricorda, a tal proposito, che i clienti domestici elettrici non vulnerabili già passati al mercatolibero hanno il diritto di rientrare nel servizio di Maggior Tutela fino al 30 giugno 2024, mentre i clienti domestici vulnerabili manterranno sempre il diritto di rientrare nel servizio di Maggior Tutela. Per farlo occorre rivolgersi all’esercente il servizio di Maggior Tutela del proprio Comune.In alternativa è possibile chiamare lo Sportello per il Consumatore al numero verde 800.166.654.Per i clienti vulnerabili – coloro che si trovano in una delle condizioni tra: più di 75 anni, percettore di bonus sociale, soggetto a disabilità (L.104/92), residente in un modulo abitativo di emergenza o isola minore non interconnessa – Arera continuerà ad aggiornare trimestralmente le condizioni economiche della Maggior Tutela fino all’espletamento delle aste previste dal Decreto-legge 181/23(c.d. Dl sicurezza energetica). Inoltre, in occasione del primo aggiornamento per i soli clienti vulnerabili, l’Autorità ha aggiornato il valore delle componenti di commercializzazione (Pcv e dispBT) per la Maggior Tutela, che passano da 58 euro/Pod/ anno a 41 euro/Pod/anno. Dall’odierno aggiornamento – il primo per i soli clienti vulnerabili – il calcolo sarà effettuato considerando per il “cliente tipo” consumi di 2mila kWh/anno, più rispondenti ai consumi effettivi di un “cliente medio”, e pubblicato sul sito dall’Autorità insieme con quello consueto calcolato su 2.700 kWh/anno2. L’aggiornamento per il prossimo trimestre luglio-settembre 2024, per la bolletta elettrica del cliente tipo segna quindi un +12%. Si è infatti arrestato il trend ribassista dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica, che ha caratterizzato l’ultimo trimestre del 2023 e l’inizio del 2024. Le stime del prezzo dell’energia (PUN) per il prossimo trimestre sono in aumento a circa 109 euro/MWh. In termini di effetti finali, la spesa per il cliente tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1 ottobre 2023 e il 30 settembre 2024) sarà di circa 514 euro, riavvicinandosi ai livelli precedenti alle crisi, segnando un -41,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 ottobre 2022- 30 settembre 2023). Nel dettaglio delle singole componenti in bolletta, il prezzo finale per cliente tipo (con consumi annui di energia elettrica pari a 2mila kWh) risulta così di 24,32 centesimi di euro al kWh, comprensivo di imposte, contro i 21,71 centesimi di euro al kWh del trimestre precedente. La variazione del +12% è sostanzialmente legata all’aumento complessivo della spesa per la materia energia (+23,8%). Restano invariate, invece, le tariffe di rete (Trasporto e gestione contatore) e gli oneri generali di sistema.”Siamo in presenza di un momento importante per l’evoluzione del mercato elettrico. L’autorità si è attivata per tempo per consentire un passaggio al mercato libero progressivo, rispettoso delle scelte dei consumatori e in grado di evitare incrementi dei costi legati alla transizione. È importante la collaborazione che il sistema bancario sta garantendo per assicurare la continuità anche sul tema dei sistemi di pagamento automatici delle bollette, ad ulteriore garanzia dei clienti – dichiara Stefano Besseghini, presidente Arera –. Dal 1 luglio il focus dell’autorità si concentrerà sul monitoraggio della evoluzione delle condizioni di mercato, per permettere ai consumatori di avere quella chiarezza delle condizioni che è prerequisito di qualunque scelta”.Secondo Assoutenti i rincari delle tariffe spingono gli utenti vulnerabili verso il Servizio a Tutele Graduali. “Le nuove tariffe della luce che scatteranno dal prossimo 1 luglio sul mercato tutelato – afferma Assoutenti, commentando il rincaro tariffario del +12% disposto da Arera per il prossimo trimestre – evidenziano ancora di più l’importanza della risoluzione approvata la scorsa notte e che consente ai 4,5 milioni di utenti vulnerabili di passare al nuovo regime delle Tutele Graduali. “Nonostante le tensioni sul fronte energetico e il pesante aumento deciso dall’Autorità, le tariffe della luce sul mercato tutelato risulteranno nel prossimo trimestre più basse del 5% rispetto allo stesso periodo del 2023, e addirittura inferiori del 45,4% sul 2022, con una minore spesa pari a -509 euro annui a famiglia rispetto a due anni fa – spiega il presidente onorario e responsabile energia di Assoutenti, Furio Truzzi –. È innegabile tuttavia che i nuovi aumenti delle tariffe devono spingere gli utenti vulnerabili a passare, dal prossimo 1 luglio, al Servizio a Tutele Graduali, sfruttando i risparmi offerti dal nuovo regime e la possibilità approvata ieri da Governo e Parlamento di migrare alle tutele graduali attraverso una semplice telefonata allo Sportello Consumatori di Arera. In tal senso chiediamo uno sforzo ulteriore per realizzare una campagna informativa a tappeto su tutto il territorio”.”L’aumento tariffario del +12% disposto oggi da Arera per le bollette della luce varrà solo per i 4,5 milioni di utenti vulnerabili (over75, diversamente abili e fragili economici) rimasti nel mercato tutelato, e rappresenta un aggravio di spesa, rispetto alle tariffe del precedente trimestre, pari a +65,5 euro su base annua (dall’1 luglio 2024 al 30 giugno 2025); la bolletta media della luce per chi resta nel mercato tutelato sarà così pari a 612 euro annui” afferma il Codacons, commentando l’aggiornamento di Arera. Il Servizio a Tutele Graduali garantirà – rileva il Codacons – un risparmio medio di 140 euro annui in bolletta rispetto al mercato tutelato. “Gli utenti non vulnerabili già passati al mercato libero dell’energia – ricorda il Codacons – possono approfittare di questi sconti tornando al regime di maggior tutela, ma solo se presenteranno la domanda entro il prossimo 30 giugno. È di oggi invece la notizia che, grazie ad una risoluzione approvata ieri, anche gli utenti vulnerabili avranno la possibilità di confluire nel più conveniente sistema delle tutele graduali a partire dal primo luglio, godendo così di evidenti benefici economici”. L’innalzamento del 12% del prezzo di riferimento della luce per il Servizio di Maggior Tutela a partire dal 1 luglio è – per Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori – una “pessima notizia, anche se il rialzo era atteso, considerati i rialzi nei mercati all’ingrosso e la stagionalità, ossia i maggiori consumi elettrici estivi dovuti all’accensione dei condizionatori. La buona notizia – prosegue Vignola – è che scende la quota di commercializzazione fissa annua da 58,40 a 41 euro. Una riduzione che peraltro potrebbe rimanere anche nei prossimi trimestri. “Ora lo sconto fisso annuo per chi il 1 luglio passerà al Servizio a Tutele Graduali (STG) scende da 131,40 euro a 113 euro rispetto al Servizio di Maggior Tutela, ma sia chiaro – sottolinea il vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori – che per i non vulnerabili che ora si trovano nel mercato libero, il grande vantaggio di rientrare nel mercato di tutela entro la mezzanotte di domenica 30 giugno resta immutato. Non è, infatti, l’STG a salire di prezzo ma è la tutela a diventare più conveniente. Il divario tra STG e libero, insomma, resta identico e molto redditizio, specie se si considera che attualmente il mercato libero non ha offerte più vantaggiose né della tutela né tanto meno del futuro Stg”. Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo cliente tipo che consuma 2mila kWh all’anno e ha una potenza impegnata pari a 3 kW, il +12% significa spendere 52 euro (52,20 euro) in più su base annua. La spesa totale nei prossimi dodici mesi (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1 luglio 2024 al 30 giugno 2025, nell’ipotesi di prezzi costanti), sale così a 486 euro, che sommati ai 1140 euro dell’utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, determinano una spesa complessiva pari a 1626 euro. Se il prezzo della luce sale oggi del 12% e, nel confronto con i tempi pre-crisi, ovvero luglio 2020, in base alla nuova serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo che consuma 2mila kWh all’anno, è oggi ancora superiore del 35,9%, la buona notizia è che rispetto al picco del luglio 2022 è oggi inferiore del 43,1%. Non si può fare, invece, il confronto con la vecchia spesa annua, non essendo più valida per il passato quella dell’anno scorrevole. 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    Snam, bandiera tricolore per la nave rigassificatrice Golar Tundra: diventa Italis LNG

    (Teleborsa) – Italis LNG e non più Golar Tundra. È questo il nuovo nome – approvato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – della nave rigassificatrice di Snam operativa dal luglio 2023 nel porto toscano di Piombino, che con l’iscrizione nel registro navale italiano batte anche la bandiera tricolore al posto della precedente, appartenente alle Isole Marshall. A seguito dell’invio di formale richiesta alla Capitaneria di Porto di Livorno, la Società FSRU Italia di Snam ha completato con successo l’iter di iscrizione della nave rigassificatrice nel registro navale italiano con l’obiettivo di adeguare la nave ai requisiti tecnici del regolamento nazionale. “L’inserimento della nave rigassificatrice di Piombino nel registro navale italiano è un altro passaggio importante per la nostra FSRU, di cui siamo particolarmente lieti. La Italis LNG, in poco meno di un anno di operatività, ha ricevuto 29 carichi di gas naturale liquefatto, provenienti da cinque Paesi diversi, per un totale di 2,6 miliardi di metri cubi di gas immessi nella rete nazionale, a ulteriore garanzia della sicurezza e della diversificazione delle fonti di energia per il nostro Paese”, ha affermato Stefano Venier, amministratore delegato di Snam. Con 23 miliardi di metri cubi complessivi di capacità di rigassificazione, il GNL – fa sapere Snam in una nota – fornisce oggi un contributo fondamentale per la sicurezza del sistema gas italiano. Il GNL, infatti, è arrivato a coprire un quarto degli approvvigionamenti nazionali del gas, e nei primi due mesi del 2024, ha superato il principale punto di ingresso via gasdotto, ovvero Mazara del Vallo, da dove proviene il gas in arrivo dall’Algeria. Le FSRU, consentendo di ricevere il GNL da diversi Paesi fornitori, rappresentano quindi un asset fondamentale per garantire flessibilità all’intero sistema energetico del Paese. Nell’ambito delle iniziative intraprese a partire dal 2022 per diversificare ulteriormente gli approvvigionamenti di gas del Paese in seguito alla crisi russo-ucraina, oltre alla Italis LNG, Snam ha anche acquisito il rigassificatore galleggiante BW Singapore, che entrerà in esercizio di fronte alle coste di Ravenna nei primi mesi del 2025. La capacità complessiva di rigassificazione del Paese salirà così a 28 miliardi di metri cubi, equamente distribuiti tra versante tirrenico e versante adriatico, per un volume complessivo che corrisponde a quello importato via gasdotto dalla Russia nel 2021. LEGGI TUTTO

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    Contributo solidarietà imprese energia, Consulta: “Incostituzionale inclusione accise”

    (Teleborsa) – Anche “nella materia tributaria e persino quando, in momenti particolari, siano implicate straordinarie e preminenti esigenze della collettività”, la Corte costituzionale “è chiamata comunque ad assicurare, nella valutazione del bilanciamento operato dal legislatore, quanto meno il rispetto di una soglia essenziale di non manifesta irragionevolezza, oltre la quale lo stesso dovere tributario finirebbeper smarrire la propria giustificazione in termini di solidarietà, risolvendosi invece nella prospettiva della mera soggezione al potere statale”. È quanto ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 111 depositata oggi, con la quale ha esaminato le questioni sollevate dalle Corti di giustizia tributaria di Milano e di Roma in riferimento al contributo straordinario di solidarietà istituitoper l’anno 2022 dall’art. 37 del decreto-legge n. 21 del 2022, dichiarando l’illegittimità del medesimo articolo ma solo nella parte in cui non esclude dalla base imponibile le accise versate allo Stato e indicate nelle fatture attive.Secondo la pronuncia “non appare arbitrario che il fortissimo aumento dei prezzi dei prodotti energetici nell’eccezionale situazione congiunturale” che si è verificata in conseguenza dell’invasione russa dell’Ucraina e lo specifico mercato in cui le imprese energetiche hanno operato siano stati identificati dal legislatore – al verificarsi di una serie di condizioni – come un indice rivelatore di ricchezza.La sentenza ha precisato che sarebbe stato certamente fisiologico fare riferimento ai dati dichiarati ai fini dell’imposta sui redditi delle società (IRES), dal momento che la maggiore ricchezza è facilmente riscontrabile in termini di surplus di utili conseguiti; al contrario l’aver mutuato le regole applicative di un’imposta indiretta come l’IVA non garantisce con altrettanta sicurezza il risultato di intercettare la maggiore ricchezza.Tuttavia, – rileva la Corte – erano in gioco circostanze straordinarie che hanno qualificato “in termini del tutto sui generis l’intervento normativo”. Da un lato, la situazione di crisi, che, se non fosse stata “affrontata rapidamente”, avrebbe potuto “avere gravi effetti negativi sull’inflazione, sulla liquidità degli operatori di mercato e sull’economia nel suo complesso”. D’altro, la circostanza che, in quel particolare contesto, i dati desumibili dai saldi IVA erano gli unici disponibili e, quindi, i soli che avrebbero potuto essere considerati dal legislatore per intervenire tempestivamente a finanziare, con una nuova e temporanea imposta, l’insieme di interventi urgenti, a sostegno di famigliee imprese, previsti dal d.l. n. 21 del 2022. Non vi era, pertanto, la possibilità di riferirsi ai più adeguati dati rilevanti ai fini dell’IRES, perché sarebbe stato necessario, per intercettare la maggiore forza economica dell’anno 2022 (in cui si è verificata la prima impennata dei prezzi), attendere che le imprese provvedessero a chiudere i bilanci societari: l’ammontare degli utili, pertanto, avrebbe potuto essere contabilizzato solo dopo la conclusione dell’anno di imposta in quel momento in corso, e quindi nel 2023.È solo tenendo conto del carattere del tutto particolare del contesto in cui è stato calato il temporaneo intervento impositivo che, quindi, – evidenzia la Corte – può eccezionalmente ritenersi non irragionevole lo strumento utilizzato dal legislatore, ovvero il riferimento ai dati relativi alla determinazione dell’imponibile dell’IVA, nonostante il loro oggettivo grado di approssimazione nell’intercettare la maggiore forza economica delle imprese energetiche. Resta però fermo che la straordinarietà del momento e la temporaneità dellaimposizione non possono essere ritenute una giustificazione per l’introduzione di qualsiasi forma di imposizione fiscale.Pertanto l’inclusione nella base imponibile delle accise versate allo Stato e indicate in fattura – che per alcuni soggetti “vanno ad aumentare, anche in misura considerevole, la base imponibile del contributo straordinario di solidarietà, senza che tale aumento possa in alcun modo dirsi rappresentativo di una maggiore ricchezza” –, compromette “radicalmente”, su questo aspetto, la ragionevolezzadella disposizione censurata. LEGGI TUTTO

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    Iren, ok da soci a bilancio 2023 e dividendo. Paola Girdinio entra in CdA

    (Teleborsa) – L’assemblea degli azionisti di Iren, multiservizi quotata su Euronext Milan, ha approvato il Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2023 e la distribuzione di un dividendo pari a 0,1188 euro; il dividendo sarà posto in pagamento a partire dal giorno 24 luglio 2024, contro stacco cedola il 22 luglio 2024 e record date il 23 luglio 2024.I soci hanno proceduto alla nomina, su proposta dell’azionista FSU S.r.l., di Paola Girdinio quale consigliere di amministrazione, in sostituzione di Paolo Signorini (licenziato per per giusta causa).Girdinio è attualmente Docente ordinario di Elettrotecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, di cui è stata Preside dal 2008 al 2012. Ha in precedenza ricoperto cariche nei Consigli di Amministrazione di Enel, Ansaldo STS, del Distret to ligure delle tecnologie marine, Banca Carige, della società D’Appolonia, di Fondazione Carige, di Banca Popolare di Bari. Ricopre attualmente gli incarichi di Consigliere di Amministrazione in Ansaldo Energia e in Ansaldo Nucleare, nonché di Presidente del Centro di Competenza sulla sicurezza e ottimizzazione delle infrastrutture strategiche 4.0. È presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Cyber Security, Resilienza e Business Continuity dei Sistemi Elettrici. LEGGI TUTTO

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    Eni, accordo con Hilcorp per cessione degli asset upstream in Alaska

    (Teleborsa) – Eni ha siglato un accordo vincolante con Hilcorp, una delle maggiori società private americane operanti in Alaska, per la vendita del 100% degli assets di Nikaitchuq e Oooguruk detenuti da Eni in Alaska. Il valore dell’operazione sarà comunicato al closing, soggetto all’autorizzazione delle autorità locali e regolatorie competenti.L’operazione è in linea con la strategia Eni di ottimizzazione delle attività upstream tramite un ribilanciamento del proprio portafoglio e la dismissione di asset non strategici, si legge in una nota.Nell’ambito del quadro finanziario di Eni, a sostegno della propria strategia distintiva orientata alla crescita, la società si è impegnata a realizzare un afflusso netto di portafoglio di 8 miliardi di euro, front-end loaded, nell’arco del Piano 2024-27. Si prevede che i proventi derivino da tre fonti principali: l’ottimizzazione del portafoglio Upstream, la diluizione dell’elevata partecipazione azionaria nelle scoperte esplorative e l’accesso a nuovi bacini di capitale attraverso la strategia satellitare della società per sostenere la crescita dei suoi business legati alla transizione, confermando al contempo i progressi nella creazione di valore. LEGGI TUTTO

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    ERG colloca quarto Green Bond per 500 milioni di euro

    (Teleborsa) – ERG, società quotata su Euronext Milan e attiva nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ha completato il collocamento di un prestito obbligazionario di importo pari a 500 milioni di euro della durata di 6 anni a tasso fisso, emesso nell’ambito del Programma di emissioni di prestiti obbligazionari, non convertibili e non subordinati, a medio lungo termine (EMTN Programme) da 3 miliardi di euro.L’emissione ha forma di Green Bond e i relativi proventi saranno destinati a progetti eolici, solari e di storage situati in Europa, nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America.Il prestito obbligazionario è rivolto esclusivamente a investitori istituzionali dell’Euromercato. L’emissione ha avuto ampio successo, ricevendo, al picco della domanda, richieste pari ad oltre 5 volte l’ammontare delle obbligazioni offerte, da parte di investitori di primario standing e rappresentativi di differenti aree geografiche; significativa la partecipazione di investitori green e sostenibili.Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro, riconoscono una cedola lorda annua al tasso fisso dello 4,125% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari al 99,521% del valore nominale.Nel 2019 ERG, anticipando le proprie esigenze di finanziamento, ha stipulato una copertura a termine (pre-hedging) per un importo di 250 milioni di Euro con un tasso dello 0,4%, a condizioni significativamente inferiori ai livelli attuali. L’emissione odierna beneficerà in modo significativo di questa strategia di copertura, riducendo il costo totale a circa il 3% annuo.”In un contesto di altissima volatilità in Europa, il successo registrato dal Green Bond collocato oggi con scadenza a sei anni dimostra la grande fiducia riposta dagli investitori internazionali in ERG, la sola corporate ad essersi affacciata oggi sul mercato obbligazionario europeo, dopo quasi 3 anni di assenza dallo stesso”, ha commentato il CFO Michele Pedemonte.Joint Bookrunner dell’operazione sono BNP Paribas, CaixaBank, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Santander, Société Générale, e UniCredit. LEGGI TUTTO

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    Enel completa cessione a Sosteneo del 49% di business BESS per 1,1 miliardi

    (Teleborsa) – Enel ha perfezionato la cessione a Sosteneo Energy Transition, per 1,1 miliardi di euro, della quota di minoranza pari al 49% del capitale sociale di Enel Libra Flexsys, società costituita per la realizzazione e la gestione di un portafoglio di progetti destinati ai servizi regolati di capacità, nello specifico: 23 progetti di stoccaggio di energia a batteria (Battery Energy Storage Systems, BESS) per una capacità totale pari a 1,7 GW; 3 progetti di rifacimento di impianti a gas a ciclo aperto (Open Cycle Gas Turbines, OCGT) per una capacità totale pari a 0,9 GW.L’operazione è in linea con il modello di partnership delineato nel Piano Strategico 2024-2026 del gruppo, con la finalità di mantenere il controllo degli asset strategici e massimizzare la produttività e i ritorni sul capitale investito, si legge in una nota.La vendita della quota genera complessivamente una riduzione dell’indebitamento finanziario netto consolidato di gruppo pari a circa 1,1 miliardi di euro, mentre non genera impatti sui risultati economici del gruppo in quanto Enel continua a mantenere il controllo di Enel Libra Flexsys e, pertanto, a consolidarla integralmente.Il perfezionamento della vendita fa seguito a quanto previsto nell’accordo di compravendita annunciato il 1° marzo 2024 in attuazione del quale Sosteneo Energy Transition ha versato per l’acquisto del 49% del capitale sociale di Enel Libra Flexsys un corrispettivo di circa 1,1 miliardi di euro, soggetto a un meccanismo di aggiustamento post-closing tipico per operazioni di questo genere. L’Enterprise Value riferito al 100% di Enel Libra Flexsys al completamento del ciclo di investimenti previsto dal progetto è stato valutato a circa 2,5 miliardi di euro.(Foto: Sungrow EMEA su Unsplash) LEGGI TUTTO