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    Gas, indice IGI in ribasso a 34,68 €/MWh

    (Teleborsa) – Il valore dell’indice IGI (Italian Gas Index) per il 16 luglio è pari a 34,68 €/MWh, in ribasso rispetto al 15 luglio attestatosi a 35,32 €/MWh.L’indice, calcolato giornalmente dal Gestore dei Mercati Energetici – GME, fornisce uno strumento di interpretazione e valutazione delle dinamiche osservate sui mercati del gas in Italia e si propone come un riferimento trasparente e replicabile dagli operatori, per operazioni di hedging e/o per contratti di fornitura. LEGGI TUTTO

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    OPA Saras, adesioni allo 0,098%

    (Teleborsa) – Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto (OPA) obbligatoria totalitaria promossa su Saras, società quotata su Euronext Milan e attiva nel settore della raffinazione del petrolio e nella produzione di energia elettrica, risulta che oggi 15 luglio 2024 sono state presentate 503.075 richieste di adesione. Pertanto, complessivamente le richieste di adesione sono a quota 510.375, pari allo 0,098% dell’offerta.L’offerta è iniziata il 12 luglio 2024 e terminerà il 9 agosto 2024. Borsa Italiana ricorda che le azioni ordinarie Saras acquistate sul mercato nei giorni 8 e 9 agosto 2024 non potranno essere apportate in adesione all’offerta. LEGGI TUTTO

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    Engie, Fitch declassa rating a “BBB+” con outlook stabile

    (Teleborsa) – Fitch Ratings ha declassato il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) di Engie, colosso francese dell’energia, a “BBB+” da “A-“. L’outlook è stabile.Il declassamento riflette principalmente un previsto aumento della leva finanziaria di Engie nel medio termine oltre la sensibilità negativa di 4,0x e ad un livello più commisurato al nuovo rating. L’aumento della funds from operations (FFO) net leverage è trainato da un ampio piano di capex e dal trasferimento in contanti delle nuclear waste liabilities.L’outlook stabile riflette il margine di manovra di Engie all’interno del nuovo rating per accogliere possibili ulteriori investimenti derivanti dalla transizione energetica. Fitch continua a considerare il profilo aziendale di Engie robusto, con ampia scala e diversificazione e una quota significativa di EBITDA regolamentato, quasi regolamentato o contrattuale a supporto della prevedibilità del flusso di cassa. LEGGI TUTTO

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    Enel ben impostata dopo upgrade Jefferies e rialzo stime utile

    (Teleborsa) – Ben impostata Enel in Borsa, dove registra un progresso vicino all’1%, dopo il giudizio di Jefferies che ha indicato un Buy ed alzato il Target Price del 23% a 8 euro per azione, ritenendo che la società sia sottovalutata rispetto ai suoi peers come EDP e Iberdrola. Gli analisti di Jefferies hanno anche rivisto al rialzo del 4% le stime di utile per azione (EPS) per il periodo 2024-2026 di riflesso all’aumento della domanda di elettricità.Per i risultati del primo semestre attesi il 25 luglio, si stima una crescita dell’utile del 6% circa. Più in dettaglio Jefferies stima un EBITDA a 11,5 miliardi di euro (+7%) ed un utile netto di 3,5 miliardi di euro (+6%). In questo modi gli analisti ritengono che la società sia ben posizionata per raggiungere la fascia alta delle previsioni di EBITDA per l’intero esercizio di 22,8 miliardi di euro.Comparando l’andamento del titolo con il FTSE MIB, su base settimanale, si nota che il gruppo energetico mantiene forza relativa positiva in confronto con l’indice, dimostrando un maggior apprezzamento da parte degli investitori rispetto all’indice stesso (performance settimanale +3,07%, rispetto a +1,09% del principale indice della Borsa di Milano).Le implicazioni di breve periodo di Enel sottolineano l’evoluzione della fase positiva al test dell’area di resistenza 6,92 Euro. Possibile una discesa fino al bottom 6,795. Ci si attende un rafforzamento della curva al test di nuovi target 7,045. LEGGI TUTTO

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    USA, stoccaggi gas ultima settimana +65 BCF

    (Teleborsa) – Aumentano oltre attese gli stoccaggi settimanali di gas negli USA. Secondo l’Energy Information Administration (EIA), divisione del Dipartimento dell’Energia americano, gli stoccaggi di gas nella settimana terminata il 5 luglio 2024 sono risultati in crescita di 65 BCF (billion cubic feet).Il dato si rivela superiore al consensus (+56 BCF). La settimana prima si era registrato un incremento di 32 BCF.Le scorte totali si sono dunque portate a 3.198 miliardi di piedi cubici, risultando in aumento del 9,7% rispetto a un anno fa (quando erano pari a 2.916) e in crescita del 18,7% rispetto alla media degli ultimi cinque anni di 2.695 BCF. LEGGI TUTTO

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    Energia, fattura in calo del 43% nel 2023 con contrazione gas

    (Teleborsa) – Crolla la fattura energetica italiana grazie alla forte contrazione del gas. E’ quanto conferma l’Unem, in occasione della relazione annuale. Nel 2023, infatti, la fattura energetica si è ridotta a 66,5 miliardi di euro, quasi 48 miliardi in meno (-43%) rispetto ai 114,4 miliardi del del 2022, che rappresentava un picco storico. Un dato che incorpora la decisa flessione della componente gas, passata da 62 miliardi a 28,3 miliardi di euro. Più contenuto il calo della fattura petrolifera, che si attesta a 28,1 miliardi di euro, circa 4,5 miliardi in meno rispetto ai 32,5 miliardi del 2022, per effetto del calo delle quotazioni petrolifere più che di una minore domanda.In tale contesto, il petrolio è tornato ad essere la prima fonte di energia con un peso sul totale di oltre il 37%, scavalcando il gas naturale che ha mostrato un ulteriore calo di oltre il 10%. A sostenere i consumi di petrolio hanno contirebuito la mobilità stradale e quella aerea. Il 2023 è stato caratterizzato da una ulteriore flessione nella domanda di energia, determinata sia da fattori economici, come il calo della produzione industriale (-2,9%), sia da miglioramenti di efficienza e ragioni climatiche. I consumi energetici sono scesi a 145 Mtep, il 4% in meno rispetto al 2022. Per il 2024 si stima una fattura energetica si stima attorno ai 56 miliardi, cioè 10 miliardi in meno del 2023 quasi interamente dovuti alla componente gas.Secondo il Presidente dell’Unem Gianni Murano, si prevede un aumento delle auto elettriche al 2030 fino a 4 milioni di veicoli. “Verrebbe a mancare un milione di tonnellate di carburanti – avverte Murano – e circa 3,8 miliardi in meno di introiti dalle accise. Il governo dovrà far quadrare i conti e la scelta sarà quindi politica”. (Foto: © vchalup / 123RF) LEGGI TUTTO

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    Barclays ottimista sui servizi energetici europei, downgrade per Maire

    (Teleborsa) – Il panorama dei servizi energetici continua a migliorare. A livello globale, la maggior parte delle regioni continua a vedere miglioramenti nei carichi di lavoro, nei prezzi e nella sostenibilità degli asset. In effetti, l’unico blocco sul panorama sono gli Stati Uniti, dove la domanda rimane più debole delle attese. Di conseguenza, il settore europeo dei servizi energetici, con la sua esposizione prevalentemente non statunitense, ha registrato buone performance durante il trimestre. Lo osservano gli analisti di Barclays, che hanno anche attuato revisioni a giudizi e target price su una serie di titoli.Il settore europeo è cresciuto del 7% nel 2Q24, sovra-performando il settore energetico più ampio del 6% e il prezzo del petrolio del 9%. Il settore globale più ampio, tuttavia, dominato dagli Stati Uniti, è diminuito di circa il 5% nel 2Q24 evidenziando l’esposizione differenziata dei nomi europei. “È importante sottolineare che gli ordini sono aumentati durante il trimestre con circa 18 miliardi di dollari di awards annunciati, più del triplo rispetto al trimestre precedente, e ciò dovrebbe portare a continui commenti sulla forza e la longevità del ciclo”, si legge nella ricerca.Barclays ha colto l’occasione per ribilanciare le raccomandazioni, declassando Aker Solutions, Hunting, Maire e Subsea 7 a Equal weigh da Overweight e Wood a Underweight da Equal weight.Per quanto riguarda Maire, Barclays ha aumentato il prezzo obiettivo a 9,50 euro per azione (dai precedenti 8,30 euro), commentando che la società ha registrato un trimestre robusto, con un totale di ordini acquisiti per circa 2 miliardi di dollari e un book to bil che viene previsto essere superiore a 1x. Con un portafoglio ordini record in mano, l’attenzione sarà focalizzata sull’esecuzione e sul phasing dei contratti. Gli investitori esamineranno i commenti sulla pipeline delle offerte poiché la società prevede che l’attuale backlog sarà sostituito da nuovi premi con book to bill >1x nel FY24. Dal punto di vista degli utili, Barclays prevede ricavi per il 2Q24 di 1.408 milioni di euro, in aumento rispetto al primo trimestre poiché il backlog record del 2023 continua a scorrere.Per quanto riguarda Saipem, Barclays ha aumentato il prezzo obiettivo a 3,20 euro per azione (dai precedenti 2,90 euro), confermando la raccomandazione Overweight. Viene fatto notare che, nel corso del 2Q24, Saipem ha registrato un trimestre forte con aggiudicazioni per un totale di circa 5,7 miliardi di dollari, con un book to bill superiore a 1,5 volte. Con un backlog record già in mano, l’attenzione degli investitori sarà probabilmente focalizzata sull’esecuzione e sul phasing dei progetti. Gli analisti si aspettano domande sul progetto Thai Oil in cui un partner ha avuto ulteriori problemi durante il trimestre. Probabilmente ci saranno anche domande sullo stato della flotta di perforazione e su cosa succede ai tre impianti sospesi, due dei quali probabilmente restituiti ai proprietari. LEGGI TUTTO

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    Idrogeno, una “carta europea” per lo sviluppo della filiera

    (Teleborsa) – Una carta di cooperazione a livello europeo per promuovere l’uso dell’idrogeno e delle tecnologie connesse. Sprigionare il potenziale dell’idrogeno, fondamentale nel percorso verso la neutralità carbonica. Con questo obiettivo comune 24 associazioni idrogeno europee lo scorso 14 maggio in occasione del World Hydrogen Forum, organizzato da Hydrogen Europe hanno firmato la Cooperation Charter sull’idrogeno. Il documento si inserisce nel solco tracciato dall’UE con il Net-Zero Industry Act, parte del Green Deal e recentemente approvato dal Parlamento Europeo, che tra i diversi obiettivi vede quello di soddisfare entro il 2030 almeno il 40% del fabbisogno annuale dell’UE di tecnologie a emissioni zero. Oltre a Hydrogen Europe e ad H2IT,Associazione Italiana Idrogeno, il documento è stato siglato anche dagli omologhi di Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ucraina, Ungheria e UK.”La Cooperation Charter mette nero su bianco ciò che in Italia perseguiamo da tempo: un’azione sinergica con istituzioni, imprese, professionisti e ricercatori per affermare l’idrogeno quale vettore imprescindibile per la decarbonizzazione – ha dichiarato Alberto Dossi, presidente di H2IT –. La storia di questo comparto dimostra l’importanza della cooperazione a ogni livello, anche a livello internazionale. Ecco perché, con la firma dell’accordo, vogliamo essere tra i ‘padri fondatori’ di un’Europa alimentata anche dall’idrogeno, in cui dialogo e confronto tra le parti sono determinanti per creare innovazione. È solo attraverso la collaborazione e la sensibilizzazione di cittadini e decisori politici che l’idrogeno potrà incidere sul percorso verso la neutralità climatica. La carta rappresenta un tassello fondamentale per assicurare all’UE un futuro da leader della transizione energetica grazie ad una filiera idrogeno matura. L’iniziativa dell’Hydrogen Bank rappresenta certamente un’ottima notizia per la filiera e dimostra che l’UE crede realmente nel potenziale dell’idrogeno. Tuttavia, è essenziale che i criteri per la partecipazione alle aste permettano che i finanziamenti generino valore aggiunto in Europa.”Gli obiettivi del Cooperation Charter e il ruolo di H2IT Le associazioni firmatarie si impegnano a guidare e sostenere l’attuazione dell’agenda del Green Deal europeo, volta al raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050, promuovendo l’adozione delle tecnologie legate all’idrogeno. A tal fine, stimoleranno il supporto politico a livello nazionale, regionale ed europeo, essenziale per la creazione di un mercato più vasto per l’idrogeno pulito e lo sviluppo delle competenze necessarie. Verrà promossa, inoltre, l’effettiva integrazione della legislazione europea negli ordinamenti nazionali, favorendo così la nascita di un vero e proprio mercato europeo dell’idrogeno. L’impegno delle associazioni si tradurrà anche nell’organizzazione e partecipazione a eventi nazionali e internazionali, inclusa la European Hydrogen Week, l’iniziativa annuale più grande dedicata all’idrogeno. Verranno condivise le best practice allo scopo di agevolare la collaborazione con associazioni e controparti europee per affrontare le sfide comuni. In più, le associazioni punteranno a stabilire alleanze con le camere di commercio e altre organizzazioni sul territorio. Spazio anche alla comunicazione: attraverso social media e newsletter dedicate, le associazioni forniranno aggiornamenti regolari al pubblico e all’industria sullo sviluppo dei settori nazionali dell’idrogeno. La combinazione di azione e informazione sarà centrale per tracciare il percorso verso la transizione energetica e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.Hydrogen Bank: arriva la seconda asta. La lettera delle associazioni alla Commissione EuropeaLa strategia europea sull’idrogeno fa leva, inoltre, sull’Hydrogen Bank un programma di finanziamento e incentivi lanciato per accelerare lo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde in Europa. Il recente annuncio della Commissione Europa di una seconda asta per l’Hydrogen Bank è stata apprezzata dalle associazioni nazionali, che però attraverso una lettera hanno ribadito l’importanza di stabilire un criterio di prequalificazione per gli elettrolizzatori utilizzati nei progetti che parteciperanno alla seconda asta da 1,2 miliardi di euro. Nella prima asta attraverso l’Hydrogen Bank sono stati stanziati quasi 720 milioni di euro a 7 progetti vincitori per la produzione di idrogeno rinnovabile. La seconda asta dell’Hydrogen Bank, con un budget di 1,2 miliardi di euro, si svolgerà entro la fine del 2024. A questo proposito, le associazioni nazionali idrogeno hanno inoltrato alla Commissione Europa una lettera per spiegare la loro posizione.Alcune associazioni nazionali, tra cui H2IT, sottolineano la necessità di allineare l’Hydrogen Bank agli obiettivi del Green Deal Industrial Plan e del Net Zero Industry Act, sovvenzionando preferibilmente progetti che utilizzano elettrolizzatori prodotti nell’UE. Esse ritengono cruciale strutturare una catena di valore sostenibile e integrata per le tecnologie dell’idrogeno all’interno dell’UE, con gigafabbriche finanziate strategicamente, in grado di soddisfare la domanda interna entro il 2030 e creare occupazione qualificata e non delocalizzabile. Le associazioni propongono di introdurre un criterio di prequalificazione per partecipare al Hydrogen Bank, richiedendo che i progetti utilizzino elettrolizzatori assemblati nell’UE e nello Spazio economico europeo e con componenti chiave fabbricati in paesi che hanno firmato l’accordo sugli appalti pubblici (AAP). Secondo le associazioni, è essenziale dimostrare che la decarbonizzazione e la reindustrializzazione possono procedere insieme, portando un alto valore sociale all’interno dell’UE, e le regole del Hydrogen Bank sull’origine degli elettrolizzatori rappresentano una prima grande opportunità per raggiungere questo obiettivo. LEGGI TUTTO