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    Energia, Cingolani: serve stessa alleanza globale vaccino

    (Teleborsa) – “Non dovremmo bloccare il libero mercato dell’energia ma abbiamo visto degli aumenti improvvisi assolutamente privi di senso. Oggi siamo arrivati ad un aumento del 700% del prezzo, che è stato tenuto per mesi dal mercato, ma non è giustificato perchè la quantità di gas nel mondo eè rimasta costante. Noi non siamo in un periodo di carenza di gas semplicemente è speculazione”.Lo ha detto il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo all’incontro “Dipendenza energetica e crescita economica” al Festival dell’economia a Torino, in risposta alle osservazioni di Michael Spence, premio Nobel per l’economia. “Non è accettabile che questo materiale, il gas – ha aggiunto – possa avere un aumento di sette ordini di grandezza per volatilità, speculazione, andamenti di mercato. Non è accettabile perchè con costi energetici di questo tipo la concorrenzialità in Europa è scesa, molte aziende hanno chiuso e molti utenti non riescono a pagare le bollette perchè sono aumentate di quattro, cinque, sei volte, anche se il consumo non è cambiato e anche se la quantità di gas prodotta dal pianeta e’ rimasta costante”. “Quindi nella situazione di emergenza è utile che lo Stato e l’Europa facciano qualcosa. Una delle cose che ha fatto l’Italia, ed e’ il risultato del Consiglio dei ministri di ieri, è di proporre un tetto massimo per il gas. Il tetto massimo è una misura temporanea, e questo dovrebbe agire come qualcosa che riduce il picco”.”La situazione dei prezzi energetici è inaspettatamente difficile – sottolinea Cingolani. L’Italia ha investito trenta miliardi in meno di un anno e direi che ogni paese d’Europa ha fatto in proporzione la stessa cosa. Queste sono misure di emergenza, hanno una durata limitata nel tempo e servono a mitigare l’impatto. Nel frattempo lo Stato, il governo devono lavorare con le aziende, devono lavorare per trovare soluzione a lungo termine. In particolare noi stiamo aspettando di vedere se le fluttuazioni folli del mercato rallenteranno e quindi se l’energia sarà economicamente più accettabile”. Cingolani ha anche sollecitato a creare “la stessa alleanza globale impiegata per trovare un vaccino, anche per l’energia”. “Ci è stato detto, durante la crisi del Covid, che per poter sviluppare un vaccino ci volevano 8 o 10 anni, ma abbiamo collaborato tutti insieme e nel giro di otto mesi abbiamo sviluppato un vaccino. L’energia è ancora più importante, la sopravvivenza del pianeta e’ ancora piu’ importante. La stessa alleanza globale dovrebbe funzionare per l’energia e io penso che la soluzione sia tecnologica. Otto mesi per il vaccino, otto anni per arrivare alla fusione nucleare per tutti. Questa sarebbe una sfida per tutto il pianeta, per ridurre le disuguaglianze globali, raddrizzare il mercato. Non dimentichiamo che l’energia è la materia prima piu’ importante”. LEGGI TUTTO

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    Snam acquista rigassificatore galleggiante da Golar per 350 milioni di dollari

    (Teleborsa) – Snam, società di infrastrutture energetiche quotata su Euronext Milan, ha firmato un contratto per l’acquisizione da Golar LNG Limited del 100% del capitale sociale di Golar LNG NB 13 Corporation, che possiede come unico asset la nave di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) “Golar Tundra”, per un corrispettivo di 350 milioni di dollari (circa 330 milioni di euro). L’acquisizione è finanziata da Snam con mezzi propri.La Golar Tundra può operare sia come nave metaniera per il trasporto del gas naturale liquefatto (LNG) sia come FSRU. La nave, costruita nel 2015, ha una capacità di stoccaggio di circa 170.000 metri cubi di gas naturale liquefatto e una capacità di rigassificazione continua di 5 miliardi di metri cubi l’anno. Snam spiega che la FSRU, al fine di garantire la massimizzazione dell’utilizzo della capacità di rigassificazione, sarà ubicata in una località del centro-nord Italia vicina ai punti di maggiore consumo di gas. La società prevede che la FSRU possa iniziare la propria attività nel corso della primavera del 2023, a valle della conclusione dell’iter autorizzativo e regolatorio e della realizzazione delle opere necessarie al collegamento alla rete di trasporto.”Con l’acquisto della Golar Tundra Snam compie un passo decisivo per favorire una maggiore sicurezza e diversificazione degli approvvigionamenti energetici dell’Italia, in linea con la propria missione – ha commentato l’AD Stefano Venier – Il ruolo della nuova FSRU a beneficio del paese sarà essenziale: da sola potrà contribuire a circa il 6,5% del fabbisogno nazionale, portando la capacità di rigassificazione italiana a oltre il 25% della domanda”.”Snam ha completato l’operazione con rapidità ed efficacia in un mercato caratterizzato da un elevato livello di competitività e scarsità dell’offerta e continua a lavorare alla ricerca di una seconda FSRU di dimensioni simili, sulla quale è attualmente in corso una negoziazione in esclusiva che si prevede possa concludersi entro fine giugno”, ha aggiunto Venier. LEGGI TUTTO

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    algoWatt, commesse da Iren per impianti fotovoltaici per autoconsumo

    (Teleborsa) – algoWatt, società greentech quotata su Euronext Milan, si è aggiudicata due commesse del valore complessivo di circa 440 mila euro relative alla realizzazione di impianti fotovoltaici utility scale della potenza complessiva di 1,05 MWp senza la fornitura dei pannelli. Committente degli interventi è IREN Smart Solutions, società del gruppo Iren che offre soluzioni integrate per l’efficienza energetica rivolte a condomini, imprese, pubblica amministrazione, enti no profit.”Le commesse acquisite rappresentano la dimostrazione concreta dell’esecuzione del nuovo piano industriale di algoWatt e delle leve strategiche che puntano a rilanciare le competenze high tech in ambito energie rinnovabili – ha commentato Idilio Ciuffarella, DG di algoWatt – Il piano prevede, infatti, di utilizzare la subsidiary TerniEnergia Progetti per le attività di co-sviluppo ed EPC per impianti utility scale inferiori ai 4MW. Queste nuove attività consentiranno di offrire una partnership completa ad IREN Smart Solutions, accanto alle forniture di servizi energetici e digitalizzazione”.Gli impianti saranno installati rispettivamente in località Rivara (To), per una capacità di 450 KWp a copertura di uno stabilimento industriale, e in Lombardia, a copertura di un impianto produttivo per una capacità complessiva di 600 KWp. La commessa prevede l’attività di fornitura chiavi in mano senza fornitura di moduli fotovoltaici per finalità di autoconsumo sul posto, con conseguente riduzione del prelievo di energia dalla rete e riduzione della dipendenza energetica dei due committenti. LEGGI TUTTO

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    Gazprom sospende forniture a Orsted e Shell per mancato pagamento in rubli

    (Teleborsa) – Gazprom, il colosso energetico russo controllato dal governo, ha dichiarato che sospenderà le forniture di gas alla principale compagnia energetica danese Orsted e a Shell Energy Europe (controllata della compagnia petrolifera britannica Shell) a causa del mancato pagamento del gas fornito ad aprile e del rifiuto di pagare in rubli.”Alla chiusura dell’attività del 31 maggio (la data di scadenza prevista nel contratto), Gazprom Export non ha ricevuto il pagamento per le forniture di gas in aprile da Orsted. A questo proposito, Gazprom Export ha notificato a Orsted la sospensione delle forniture di gas da 1 giugno 2022 e fino a quando i pagamenti non saranno effettuati secondo la procedura” prevista dall’ordine esecutivo del presidente russo, ha affermato Gazprom Export in una nota.Con riferimento alle forniture a Shell Energy Europe Limited nell’ambito del contratto per le consegne in Germania, ha dichiarato: “Alla chiusura delle attività del 31 maggio (la data di scadenza prevista nel contratto), Gazprom Export non ha ricevuto il pagamento per le forniture di gas ad aprile da Shell Energy Europe Limited”.La multinazionale britannica ha confermato di non avere intenzione di aprire un conto in rubli per pagare il gas russo. “Shell non ha accettato nuovi termini di pagamento stabiliti da Gazprom, inclusa la creazione di conti in rubli – si legge in una nota – Lavoreremo per continuare a fornire i nostri clienti in Europa attraverso il nostro portafoglio diversificato di fornitura di gas”. LEGGI TUTTO

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    Alerion interrompe la ricerca di un partner e alza stima EBITDA 2022

    (Teleborsa) – Alerion Clean Power, gruppo quotato su Europex Milan e attivo nella produzione di energia rinnovabile, rivede nuovamente al rialzo la guidance sull’EBITDA 2022. Ora si aspetta un EBITDA di 260 milioni di euro, rispetto ai 236 milioni di euro comunicati il 23 febbraio 2022 e ai 165 milioni di euro previsti nella guidance di novembre 2021. Il miglioramento, spiega la società, è dovuto al “significativo cambiamento del contesto di mercato intervenuto negli ultimi mesi, caratterizzato da una forte crescita dei prezzi di vendita dell’energia e da migliori prospettive di sviluppo del settore delle energie rinnovabili”. Viene sottolineato che la nuova previsione tiene anche conto dell’avvio di nuovi impianti eolici e fotovoltaici e del recepimento degli impatti attesi dal recente decreto Sostegni.Il nuovo scenario di mercato permette di ipotizzare un incremento significativo dei risultati economico finanziari nei prossimi anni e un conseguente rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria “anche in assenza di investimenti da parte di terzi”. Alerion ricorda che a novembre 2021 era stato avviato un processo di riorganizzazione strategica finalizzato alla individuazione di un partner industriale o finanziario che potesse assicurare alla società le risorse finanziarie necessarie per sostenere il programma di investimenti dei prossimi anni.Alerion evidenzia che “nonostante la ricezione di alcune manifestazioni di interesse da primari investitori internazionali, che hanno valutato significativamente le attività di Alerion e la sua capacità di crescita, la società ha deciso di perseguire in maniera autonoma l’implementazione dei programmi di investimento previsti nei prossimi anni, senza ricorrere, allo stato, al supporto di un partner industriale o finanziario”.(Foto: Zbynek Burival on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Embargo petrolio, Orban: “Non c'è accordo, servono garanzie per l'energia”

    (Teleborsa) – Il vertice europeo straordinario si è aperto con una nuova nuova fumata nera sull’embargo al petrolio russo. “Non c’è accordo al momento – ha fatto sapere il premier ungherese Viktor Orban arrivando al consiglio europeo –. Siamo pronti a sostenere il sesto pacchetto di sanzioni se ci saranno soluzioni per l’Ungheria”.Il possibile accordo prevedeva l’esenzione per l’oleodotto dell’Amicizia con l’applicazione di un embargo al petrolio proveniente via mare, sul quale l’azzeramento dell’import scatterebbe solo alla fine dell’anno. Per Orban l’esclusione del petrolio via oleodotto “è una buona soluzione” ma il premier ungherese ha sottolineato la necessità di avere “garanzie di poter ottenere il petrolio russo in altro modo se ci dovesse essere un incidente al condotto”. Sebbene siano state state gettate le basi per un compromesso sullo schema sanzionatorio da attuare contro Mosca, un’intesa appare ancora lontana. “Sul sesto pacchetto di sanzioni abbiamo lavorato duramente, si sono fatti passi avanti ma non siamo ancora alla meta: ho aspettative basse su un accordo nelle prossime 48 ore – ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen –. È importante mantenere la solidarietà e l’unità dell’Ue”. “Il Consiglio europeo – si legge nella bozza delle conclusioni del vertice circolata ieri diffusa dall’Ansa – invita la Commissione a esplorare con i partner internazionali le modalità per frenare l’aumento dei prezzi dell’energia, compresa la fattibilità dell’introduzione di tetti ai prezzi temporanei”. Nel testo viene invitata la Commissione “a proseguire rapidamente i lavori per l’ottimizzazione del funzionamento del mercato dell’energia elettrica”.Tra le possibili misure a breve termine da mettere in campo sull’energia nella bozza delle conclusioni figura il price cap. Sull’attuazione di un tetto ai prezzi temporaneo la Commissione con il RepowerEu si è detta disponibile a patto che la misura sia strettamente emergenziale e sia legata ad interruzioni delle forniture di gas russo. LEGGI TUTTO

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    Mobilità sostenibile, ENI sigla accordo strategico con XEV

    (Teleborsa) – Dopo il lancio del car sharing elettrico Enjoy a Torino, Eni e XEV hanno sottoscritto un accordo di cooperazione per esplorare ambiti di collaborazione che riguardano la ricerca e sviluppo di sistemi di mobilità sostenibile in grado di diminuire gli impatti ambientali dei veicoli, per lo sviluppo della tecnologia del battery swapping e anche per l’assemblaggio delle autovetture della casa automobilistica.L’accordo sottoscritto – spiega Eni in una nota – ha l’obiettivo di sviluppare congiuntamente il settore delle city car elettriche, in particolare per implementare la tecnologia del battery swapping di XEV ma anche per l’eventuale realizzazione dell’assemblaggio dei veicoli XEV, o parti di essi, nel territorio italiano e anche per la gestione del ciclo di vita delle batterie delle auto, dalla produzione al montaggio, manutenzione e fine vita tramite riciclo.Uno studio di fattibilità sarà dedicato a un progetto di natura industriale, che prevede la produzione da parte di Eni di parti dei veicoli, accessori e pneumatici attraverso l’utilizzo di materiali e processi dei siti industriali in Italia, anche da chimica da rinnovabili.”Sono particolarmente contento di questa partnership innovativa, che – spiega Giuseppe Ricci, direttore generale Energy Evolution di Eni – guarda al futuro delle nuove generazioni, alla transizione energetica e all’approccio multidisciplinare di Eni. È un futuro che in Eni sappiamo immaginare, e che ci piace costruire insieme a partner che sanno fare squadra con passione ed entusiasmo”. LEGGI TUTTO

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    Petrolio, prezzi consolidano rialzo. Brent a 117 usd/bar

    (Teleborsa) – Il petrolio consolida i rialzi della recente corsa. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del Mare del Nord, si stabilizza intorno a quota 117,20 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) cede lo 0,5% a circa 113,56 dollari. Il G7 dei ministri dell’Energia ha chiesto all’Opec di aumentare l’offerta per contrastare i rincari dei prezzi causati dalla guerra in Ucraina, ma soprattutto dalle sanzioni contro la Russia che gli stessi sette grandi hanno adottato. “Chiediamo ai produttori di petrolio e gas di agire in maniera responsabile e di rispondere all’aumento della tensione sui mercati internazionali, facendo rilevare che l’Opec ha un ruolo chiave da giudicare”, si legge nel comunicato diffuso al termine del vertice dei ministri di energia e clima del G7, secondo quanto riporta il Financial Times. LEGGI TUTTO