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    EDF, produzione centrali nucleari impattata da siccità

    (Teleborsa) – Électricité de France (EDF), la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia in Francia, potrebbe essere costretta a ridurre la produzione di alcuni dei suoi reattori nucleari durante l’estate a causa delle siccità. Con un livello dei fiumi troppo basso, la società non dispone della quantità di acqua sufficiente per il raffreddamento dei reattori.”Ci aspettiamo alcuni tagli alla produzione” per rispettare le regole ambientali, poiché i meteorologi si aspettano “un’estate calda e secca”, ha affermato in una conferenza stampa Cecile Laugier, head of environment presso la divisione di produzione nucleare di EDF. “C’è un po’ meno acqua disponibile quest’anno”, soprattutto nel sud-est della Francia a causa di una siccità che imperversa dall’inizio dell’anno, ha spiegato.Data la loro posizione e i sistemi di raffreddamento, le centrali atomiche di Golfech, Blayais, Bugey, Tricastin e Saint-Alban sono le più soggette a essere influenzate dai limiti ambientali, ha affermato Laugier, secondo quanto riporta Bloomberg.(Foto: Hcazenave | Dreamstime.com) LEGGI TUTTO

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    Altea sigla accordo di co-sviluppo con Aer Soléir per sistemi di accumulo

    (Teleborsa) – Altea Green Power, azienda quotata su Euronext Growth Milan e attiva nello sviluppo e realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, ha siglato un accordo di co-sviluppo per sistemi di accumulo di energia elettrica “Storage” funzionali alle esigenze della rete elettrica nazionale con la società irlandese Aer Soléir (affiliata al fondo USA 547 Energy, che funge da piattaforma di investimento per Quantum Energy Partner). La potenza complessiva del progetto è di 510 Mw.L’accordo prevede la realizzazione di 4 impianti: tre in Puglia, uno in Piemonte. I siti, già nella disponibilità di Altea Green Power, sono stati ceduti ad Aer Soléir insieme alle attività di sviluppo già realizzate. Il valore della vendita è stato di circa 5,5 milioni di euro, con incasso previsto subito dopo il closing. Altea svolgerà, per conto di Aer Soléir, tutti gli adempimenti necessari al completamento dell’iter autorizzativo, che dovrebbe concludersi prudenzialmente entro 3/4 anni. Per questa attività aggiuntiva, sarà remunerata a stato avanzamento lavori per un importo previsto di circa sette volte il valore di vendita iniziale.L’accordo prevede per Altea un “Project EBITDA” in linea con l’EBITDA di Altea Green Power, pari al 35% al 31 dicembre 2021, con un importante contributo positivo di circa 5,5 milioni di euro sulla Posizione Finanziaria Netta del 2022. A livello consolidato l’accordo genererà una plusvalenza lorda di circa 0,8 milioni di euro.”Sono decisamente soddisfatto di questo importante accordo di co-sviluppo, che permetterà di sviluppare una potenza complessiva ragguardevole – ha commentato l’AD Giovanni Di Pascale – Lavorare con un colosso irlandese leader nello sviluppo di impianti di energia alternativa e storage darà un notevole impulso alla nostra crescita economica, ma anche in termini di know-how. Infine, l’importante marginalità del progetto ci consente di vedere in maniera più che fiduciosa le nostre performance economiche”. LEGGI TUTTO

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    USA, EIA: scorte petrolio settimanali in calo più delle attese

    (Teleborsa) – Sono scese più delle attese le scorte di greggio in USA nell’ultima settimana. L’EIA, la divisione del Dipartimento dell’Energia americano, ha confermato che gli stock di greggio, negli ultimi sette giorni al 24 giugno 2022, sono calati di circa 2,7 milioni di barili a 415,6 MBG, contro attese per una flessione di circa 0,5 milioni.Gli stock di distillati hanno registrato un aumento di 2,5 milioni a 112,4 MBG, contro attese per un aumento di 0,3 milioni, mentre le scorte di benzine hanno registrato un incremento di 2,6 milioni a quota 221,6 MBG (era atteso un calo di 0,5 milioni).Le riserve strategiche di petrolio sono calate a 497,9 MBG. LEGGI TUTTO

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    Energia, Terzo Settore: da ENEA un'app per l'efficientamento degli edifici

    (Teleborsa) – Valutare in modo semplice lo stato di salute del patrimonio edilizio del Terzo Settore, sia a livello energetico che di vulnerabilità strutturale. Questo l’obiettivo di SERVICE4Impact, l’applicazione messa a punto dall’Enea a supporto dei professionisti delle diagnosi energetiche nell’ambito del progetto europeo Social Energy Renovations (SER), che coinvolge 7 partner di 4 paesi UE.Nello specifico per le diagnosi energetiche, SERVICE4Impact consente di rilevare le caratteristiche strutturali e i consumi reali degli edifici, mettendoli a confronto con i valori di fabbisogno energetico di riferimento, sia per i consumi termici che elettrici. L’applicazione genera un report per individuare gli interventi di riqualificazione energetica da effettuare con la possibilità di pianificare investimenti su più tipologie di edifici.”Obiettivo del progetto – spiega Alessandro Fiorini ricercatore del Dipartimento Enea di Efficienza energetica e responsabile del progetto – è concepire uno strumento finanziario che consenta agli enti del Terzo Settore di realizzare ristrutturazioni sostenibili dei propri immobili e ai finanziatori di effettuare investimenti allineati con i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance), esercitando un forte impatto in termini di creazione di valore sociale”. L’app, lanciata in occasione dell’evento “Obiettivo Emissioni Zero”, non si limita – spiega l’Enea in una nota – a individuare possibili soluzioni di ammodernamento tecnologico degli edifici, ma è anche in grado di fornire indicazioni legate ai diversi gradi di rischio territoriale, ambientale e climatico necessarie per il successivo progetto strutturale.Disponibile per smartphone e tablet, è stata sviluppata da Logical Soft con il contributo dei ricercatori Enea del Dipartimento Efficienza energetica e del Laboratorio Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico, e la collaborazione di Fratello Sole, società consortile non a scopo di lucro impegnata nella promozione della sostenibilità nel Terzo Settore. LEGGI TUTTO

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    Motori termici al bando dal 2035: associazioni gas e oil lanciano allarme

    (Teleborsa) – “Accettare la proposta Europea di non consentire più la vendita di nuove autovetture e veicoli commerciali leggeri con motore endotermico, benchè utilizzabili con combustibili rinnovabili low-carbon e carbon-negative, significa stroncare il percorso d’investimento già intrapreso da anni” dalle filiere di petrolio, gas e combustibili fossili. E questa proposta Ue rischia di cancellare “oltre 100 mila posti di lavoro in Italia”.Questo l’allarme lanciato dalle associazioni del settore, Assogasmetano, Assopetroli-Assoenergia e Federmetano che in una nota congiunta in vista del Consiglio Ambiente di domani, si rivolgono al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai ministri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Reiterato dalle associazioni il grido d’allarme sollevato nei mesi scorsi in merito alle “drammatiche ripercussioni che le misure europee sulla messa al bando del motore endotermico al 2035 avranno sul sistema distributivo, economico, industriale e occupazionale del nostro Paese. Le scriventi associazioni del settore carburanti, fuels rinnovabili e low carbon, puntano il dito contro le misure europee sulla messa al bando del motore endotermico al 2035 (proposta della Commissione Ue di modifica del Regolamento 2019/631, pacchetto “Fit for 55″) e le ricadute che avranno sul sistema distributivo, economico, industriale e occupazionale del nostro Paese”.Le filiere industriali italiane automotive e carburanti, si legge, con le imprese della distribuzione, stanno portando avanti da tempo programmi e investimenti per contribuire in modo concreto e immediato alla lotta ai cambiamenti climatici e alla salvaguardia dell’ambiente, in un’ottica di economia circolare. Programmi e investimenti che consentono già oggi – con l’impiego di tecnologie fruibili, affidabili e già diffuse nel nostro Paese – di conciliare le esigenze di mobilità della popolazione (di ogni fascia di reddito) con il necessario abbattimento delle emissioni e che, se portati avanti, permetteranno di ottenere benefici su vasta scala, perchè miglioreranno e sosterranno soluzioni economicamente accessibili a tutti (cittadini e imprese) e immediatamente utilizzabili, grazie a un’infrastruttura capillare e idonea, senza forzature del sistema. Enorme è, rivendicano infatti le associazioni, il contributo in termini di abbattimento delle emissioni di CO2 ottenibile con l’uso di combustibili rinnovabili low-carbon e carbon-negative nei veicoli endotermici leggeri e pesanti. Questi devono essere considerati quindi una soluzione imprescindibile, assieme alla mobilità elettrica, per traguardare la decarbonizzazione dei trasporti in modo sostenibile anche sul piano economico, industriale, occupazionale e sociale. “Accettare la proposta Europea di non consentire più la vendita di nuove autovetture e veicoli commerciali leggeri con motore endotermico, benchè utilizzabili con combustibili rinnovabili low-carbon e carbon-negative, significa stroncare il percorso d’investimento già intrapreso da queste filiere negli ultimi anni. Un percorso – proseguono – alimentato dalle capacità imprenditoriali italiane, diretto a centrare obiettivi ambientali sempre piu’ sfidanti e mettere a disposizione di un’ampia utenza soluzioni ecocompatibili (es. tecnologie innovative applicate ai motori endotermici per avere veicoli piu’ ecologici, aumento della produzione di carburanti rinnovabili e di origine bio, aumento dei punti vendita di combustibili alternativi come il gas naturale compresso e liquefatto, che già erogano una consistente percentuale di prodotto 100% rinnovabile)”. Avallare la proposta Europea “implica rinunciare ai benefici ottenibili con queste tecnologie e impostare la mobilità del futuro essenzialmente su una sola tecnologia, con conseguenti incertezze dovute a una mancata diversificazione del rischio, affidandosi a soluzioni non ancora mature – in termini di veicoli e infrastrutture – ed esponendosi a una dipendenza da materie prime (terre rare, litio, ecc.) e tecnologie propri di altri paesi extraeuropei, principalmente asiatici, nel tentativo di convertire l’industria nazionale o europea per colmare un gap difficilmente recuperabile”.Ciò comporta pesanti conseguenze sul piano occupazionale, con la possibile perdita in Italia di oltre 100.000 posti di lavoro, di cui circa 73.000 nel solo settore automotive al 2040, dei quali 67.000 già nel periodo 2025-2030 (secondo il recente studio di CLEPA, associazione dei componentisti automotive europei, “PwC Strategy& – Electric Vehicle Transition Impact Assessment Report 2020 – 2040”). Il rischio che stiamo correndo e’ l’irreparabile compromissione dell’economia del Paese senza che gli agognati e condivisi obiettivi di decarbonizzazione siano realmente raggiunti.Per tutte queste ragioni, le Associazioni “chiedono al Governo di ribadire la posizione contraria del nostro Paese a tali misure e di rinegoziare una soluzione che lasci aperte piu’ vie percorribili per raggiungere i medesimi obiettivi di tutela dell’ambiente, difendendo l’eccellenza italiana ed evidenziando le debolezze e le inadeguatezze della proposta della Commissione”. LEGGI TUTTO

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    Comal valuta avvio linea di produzione pannelli fotovoltaici in Italia

    (Teleborsa) – Comal, società quotata su Euronext Growth Milan e attiva nel settore dell’impiantistica per la produzione di energia da fonte solare, ha avviato le prime attività per analizzare la fattibilità dell’avvio di una linea di produzione per realizzare pannelli fotovoltaici di ultima generazione in Italia. Pur non avendo, ad oggi, predisposto documenti di fattibilità o valutativi, né assunto impegni di alcun tipo, tra i siti industriali oggetto di valutazione da parte di Comal c’è l’area ex Blutec a Termini Imerese (in precedenza la fabbrica siciliana della Fiat).Comal non è l’unica azienda interessata all’area ex Blutec, in quanto della partita sono anche altre aziende italiane e multinazionali estere. Il progetto, che prevede il restyling dei capannoni, è stato illustrato nel corso di un evento organizzato dal Polo Meccatronica Valley nell’Incubatore di Termini Imerese.”Stiamo valutando la possibilità di produrre direttamente i pannelli fotovoltaici in Italia – ha commentato l’AD Alfredo Balletti – In questo contesto, lo stabilimento di Termini Imerese è stato preso in considerazione per gli spazi e la posizione logistica favorevoli sia al ricevimento dei materiali base, sia alla spedizione del prodotto finito”.La scelta di Comal di valutare l’avviamento di una linea di produzione interna dei moduli fotovoltaici è sostenuta da tre motivi strategici: il primo è quello di realizzare un prodotto totalmente Made in Italy riconoscibile sul mercato internazionale, il secondo obiettivo è quello di contenere i costi di produzione influenzati dalle fluttuazioni delle spese per i trasporti e dalle dogane. Infine, la produzione del pannello fotovoltaico in house renderebbe Comal autonoma e indipendente dai mercati internazionali. LEGGI TUTTO

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    Saipem, via libera Consob a prospetto su aumento da 2 miliardi

    (Teleborsa) – Via libera da parte della Consob alla pubblicazione del prospetto informativo sull’aumento di capitale da 2 miliardi di euro di Saipem. Lo annuncia la stessa società, con una nota, in cui viene ribadito che i diritti di opzione saranno esercitabili dal 27 giugno all’11 luglio 2022 e negoziabili fino al 5 luglio. LEGGI TUTTO

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    Gas, Ue determinata su price cap. Germania attiva piano emergenza

    (Teleborsa) – L’accenno ad un price cap sui prezzi del gas entra nell’ultima versione della bozza di conclusioni del Consiglio europeo, che si riunisce il 23 e 24 giugno a Bruxelles, per discutere di varie tematiche, fra cui la situazione energetica, l’ingresso dell’Ucraina nella Ue ed altre tematiche rilevanti. Richiamando le conclusioni del vertice di fine maggio, il Consiglio “invita la Commissione a perseguire nei suoi sforzi nell’assicurare le forniture energetiche a prezzi accessibili”. Il riferimento alle conclusioni di maggio è fondamentale perché in quelle si invitava la Commissione ad esplorare le opzioni per calmierare i prezzi, inclusa la fissazione di un tetto al prezzo del gas (price cap temporaneo).L’UE ha deciso di intensificare la cooperazione con la Norvegia per aumentare le forniture di gas nel breve e lungo termine con l’obiettivo di abbassare i prezzi e di riempire gli impianti di stoccaggio del gas almeno all’80% entro il primo novembre 2022 in nmodo da evitare eventuali shock di approvvigionamento. Nel frattempo, la Germania è stata costretta ad attivare un piano di emergenza sul gas che prevede tre step: allerta, allarme, emergenza. La decisione è stata assunta dal Ministero dell’Economia e del Clima Robert Habeck, il quale ha ricordato che il gas in Germania “è un bene scarso” ed occorre “ridurre l’uso già d’estate”, anche se “al momento l’approvvigionamento del gas è garantito”, perché “l’inverno arriva e dobbiamo riempire i depositi”. “Ci troviamo in uno scontro economico con la Russia e il gas viene usato come arma”, ha affermato Habeck aggiungendo “aervono tutte le misure politiche per fare in modo che ci sia abbastanza gas”.Il Cremlino ha tenuto però a precisare che le forniture di gas del Nord Stream sono state temporaneamente ridotte per problemi di manutenzione tecnologica ed ha assicurato che la Russia “rispetta rigorosamente i suoi impegni” di fornitura all’Ue. LEGGI TUTTO