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    USA, fiducia consumatori scende più delle attese a settembre

    (Teleborsa) – Cala più delle attese la fiducia dei consumatori americani. Il sondaggio del Conference Board degli Stati Uniti sul sentiment dei consumatori ha segnalato un decremento dell’indice a 94,2 punti, nel mese di settembre, rispetto ai 97,8 punti del mese di agosto (rivisto da un preliminare di 97,4 punti) e contro una discesa più contenuta fino a 96 punti attesa dal consensus. Nello stesso periodo l’indice sulla situazione presente scende di 7 punti e si porta a 125,4 punti, mentre l’indice sulle attese cala di 1,3 punti a 73,4 punti.Il sondaggio sulla fiducia dei consumatori è basato su un campione rappresentativo di 5.000 famiglie americane ed è condotto per il Conference Board dal NFO WorldGroup.(Foto: Julien Gaud / Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Immobiliare USA, prezzi case in frenata a luglio

    (Teleborsa) – Prezzi in frenata nell’immobiliare statunitense nel mese di luglio.L’indice FHFA elaborato dalla Federal Housing Finance Agency, che misura i prezzi delle abitazioni statunitensi, ha registrato un decremento mensile dello 0,1%, dopo la variazione negativa dello 0,2% registrata nel mese precedente e attesa dagli analisti. Su base annua l’indice, calcolato sui prezzi dichiarati degli immobili all’accensione del mutuo presso Fannie Mae e Freddie Mac, è salito del 2,3% meno del +2,7% del mese precedente.Quotazioni in frenata anche secondo quanto rilevato dall’indice S&P Case-Shiller, che misura l’andamento dei prezzi nelle principali venti aree metropolitane degli Stati Uniti, ha evidenziato un incremento su base annua dell’1,8% rispetto al +2,2% del mese precedente e al +1,7% atteso dal consensus.Su base mensile si registra un calo dello 0,1% contro il -0,2% di giugno.L’indice destagionalizzato ha riportato una discesa dello 0,3% su base mensile, rispetto alla variazione nulla del mese precedente. LEGGI TUTTO

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    Affitti, FIMAA Italia: “Per rivitalizzare mercato serve banca dati degli inquilini morosi”

    (Teleborsa) – Una banca dati in cui iscrivere gli inquilini morosi e misure di sostegno per i proprietari degli immobili che non riescono a incassare i canoni di locazione. Sono alcuni degli interventi che FIMAA-Italia propone di attuare per arginare l’emergenza delle locazioni nel medio-lungo termine. “In Italia – spiega Santino Taverna, Presidente Nazionale di FIMAA-Italia – la maggior parte dei conduttori paga regolarmente i canoni di locazione, a prezzo di grandi sacrifici. Il problema dei conduttori morosi tuttavia è reale, tanto che una fetta consistente di proprietari preferisce lasciare gli immobili sfitti, piuttosto che correre rischi”.”In Italia – sottolinea Taverna – su 35 milioni di abitazioni, circa 9 milioni e mezzo risultano non abitate. Anche sottraendo 3 milioni e mezzo di seconde case per utilizzo proprio, restano circa 6 milioni di immobili che i proprietari si preferiscono non locare. Il problema è che tutti questi proprietari di casa non si sentono sufficientemente tutelati, di conseguenza preferiscono rinunciare a un’entrata economica, piuttosto che correre il rischio di imbattersi in inquilini morosi”.La FIMAA-Italia propone quindi di costituire una banca dati in cui registrare gli inquilini morosi. “Quando devono erogare un mutuo – prosegue Taverna – gli istituti bancari si rivolgono al sistema di informazioni Eurisc di CRIF, una banca dati in cui sono segnalati i nominativi di chi non onora il rientro dei prestiti. Un sistema analogo, anche per le locazioni, potrebbe aiutare a fronteggiare un problema sociale che sta diventando preoccupante”.FIMAA-Italia propone inoltre di correggere tutte quelle incongruenze all’interno della normativa italiana che scoraggiano i proprietari. Chi loca un immobile a un inquilino che smette di versare l’affitto, ad esempio, è comunque tenuto a corrispondere le imposte sui canoni non percepiti, fintanto che non si consolida una procedura di sfratto. O ancora, nel caso in cui il conduttore non corrisponda le spese condominiali, sarà costretto a farsene carico il proprietario per evitare di incorrere nel rischio di ritrovarsi con l’immobile esecutato.”Sarebbe inoltre opportuno introdurre delle misure per sostenere il mercato delle locazioni – osserva il Presidente di FIMAA-Italia –. Ad esempio, chi concede un appartamento in locazione a categorie svantaggiate come studenti, giovani lavoratori e famiglie meno abbienti, dovrebbe godere di un’esenzione dell’IMU o di altre agevolazioni fiscali”.(Foto: Gino Crescoli / Pixabay) LEGGI TUTTO

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    Germania, inflazione settembre sale al +2,4% su anno

    (Teleborsa) – Risulta poco superiore alle attese l’inflazione tedesca a settembre 2025. Secondo la stima preliminare pubblicata da Destatis, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,2% su mese, in linea con il consensus e dopo il +0,1% del mese precedente. Su base annuale, la variazione dei prezzi è indicata al +2,4%, dopo il +2,2% del mese precedente e superiore al +2,3% del consensus.L’inflazione armonizzata ha registrato su mese una variazione pari a +0,2%, rispetto al +0,1% precedente e atteso. Su anno si registra un incremento del 2,4%, dopo il +2,1% del mese precedente e sopra al +2,2% del consensus. LEGGI TUTTO

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    Vertice a Copenaghen su Difesa europea e finanziamento Ucraina

    (Teleborsa) – Tornano al centro del dibattito il tema della Difesa e l’Ucraina, sul tavolo di un vertice informale dei Ventisette, convocato per mercoledì prossimo dalla presidenza di turno danese, a Copenaghen. L’indomani il dibattito sarà allargato alla Comunità Politica Europea. Un vertice che si svolge in un clima tesissimo, a causa delle ripetute violazioni dei droni russi sui cieli europei.”Non escludiamo che vi sia un collegamento con questi appuntamenti, considerando pure cosa ci sarà sul tavolo dei leader”, spiega una fonte europea riferendosi alle incursioni dei droni, che vengono visti come uno strumento di “pressione psicologica” sull’UE. Il confronto sarà perlopiù “politico” e tratterà il tema da un punto di vista più generale e giuridico, mentre i dettagli verranno poi approfonditi nei tavoli tecnici. “Abbiamo due temi principali sul tavolo del vertice informale a Copenaghen. Il primo, la difesa, il secondo, l’Ucraina. Sul primo, non ho bisogno di ricordarvi, ovviamente, l’importanza e la crescente urgenza con cui questo argomento viene affrontato, in particolare nel contesto delle recenti incursioni nello spazio aereo di alcuni paesi europei, incursioni di droni e persino di caccia. Questo è in linea e in sequenza con quanto iniziato a febbraio di quest’anno, con decisioni già prese”, afferma un alto funzionario Ue in vista del Consiglio europeo di mercoledì.Fra i temi in discussione ci sarà l’uso degli asset russi congelati per fornire un supporto finanziario all’Ucraina, per un valore di 140 miliardi di euro. L’obiettivo è arrivare ad un “solido impianto giuridico” per vanificare i dubbi degli Stati più cauti e della Banca Centrale Europea, che teme contraccolpi sull’euro. Ma lo stanziamento delle risorse per l’Ucraina appare cruciale in un momento in cui è forte la consapevolezza che la pace non è certo vicina.Il secondo tema in discussione riguarderà il tema più generale della Difesa europea ed il muro anti-drone, in attesa della roadmap della Commissione europea che sarà presentata al vertice di ottobre. L’UE conta di incoraggiare gli Stati membri più resistenti ad aderire almeno sui grandi progetti che necessitano di economie di scala, come ad esempio lo scudo missilistico europeo.Nel frattempo, mentre si attende il vertice europeo, è massima allerta a Copenaghen. Francia e Svezia hanno inviato forse speciali anti-drone in Danimarca per fornire un sostegno alle autorità locali e garantire la massima sicurezza del vertice. La Danimarca ha anche deciso di richiamare i riservisti. LEGGI TUTTO

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    Giappone, vendite al dettaglio agosto -1,1% m/m e -1,1% a/a

    (Teleborsa) – Calano contro le attese le vendite al dettaglio in Giappone. Secondo quanto reso noto dal Ministero del Commercio Internazionale e dell’Industria (METI), le vendite ad agosto, su base annua, sono scese dell’1,1% contro il +0,4% del mese precedente. Gli analisti si attendevano un +1,0%. Le vendite sono diminuite dell’1,1% anche su base mensile.Quanto alle vendite all’ingrosso, riportano un -2,0% su anno e un -0,8% su mese.Le vendite totali hanno evidenziato così un decremento dell’1,8% tendenziale e un calo dell’1,5% su mese.(Foto: Stefan Yang – stock.adobe.com (ex Fotolia.it)) LEGGI TUTTO

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    Giappone, produzione industriale agosto -1,2% m/m e -1,3% a/a

    (Teleborsa) – Cala oltre le attese la produzione industriale giapponese ad agosto 2025. Secondo il Ministero del Commercio Internazionale e dell’Industria giapponese (METI), l’indice della produzione industriale destagionalizzato ha registrato un decremento dell’1,2% su base mensile, dopo il -1,2% registrato a luglio. Le stime degli analisti erano per una discesa dello 0,7%.L’indice grezzo ha segnato un calo su base annuale dell’1,3%.Alla frenata della produzione contribuisce la caduta delle scorte (-1,0% su mese), mentre aumentano le consegne (+0,5%).La ratio delle scorte è pari a +2,5%. LEGGI TUTTO

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    Automotive, Urso: dossier strategico, neutralità tecnologica non rinviabile

    (Teleborsa) – Italia, Francia e Germania chiedono assieme alla Commissione europea “di agire e di farlo ora, per ridare fiducia e stabilità al sistema industriale europeo, a partire dalle industrie strategiche come la siderurgia e la chimica e, sul fronte dell’auto, di avanzare senza indugi su neutralità tecnologica, flessibilità e preferenza europea”. Lo afferma il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso dopo un trilaterale con i suoi omologhi dei due Paesi durante il Consiglio europeo sulla competitività. “L’industria europea non può più attendere. Servono certezze, subito, in primis per le imprese energivore e quelle del settore automotive – afferma Urso su X – che stanno oggi affrontando le sfide più complesse. Su questo ho trovato piena intesa con il ministro degli Affari Economici ed Energia della Germania, Katherina Reiche, e con il ministro dell’Industria e dell’Energia della Francia, Marc Ferracci, nel corso dell’incontro trilaterale avuto a Bruxelles, a margine del Consiglio Competitività”Sul dossier auto l’Italia ha posto fin dall’inizio, con forza e coerenza, la necessità di rivedere le regole del Grean deal. Da tre anni chiediamo all’Europa di agire, dall’inizio della legislatura. Un anno fa con un ‘non paper’ abbiamo chiesto di rimuovere l’ostacolo delle super-multe e di anticipare la revisione del regolamento CO2 a questo trimestre: entrambi obiettivi raggiunti. Ora però non è più tempo di discussioni o di rinvii: bisogna decidere subito e farlo con chiarezza”.Richiamando la centralità della filiera, Urso ha evidenziato che “il dossier delle auto è un dossier strategico perché l’industria automobilistica è la prima industria europea”, ricordando come il settore rappresenti un pilastro dell’economia, da cui dipendono milioni di posti di lavoro. Ha poi ribadito la necessità di un approccio pragmatico che dia risposte puntuali per auto, veicoli leggeri, pesanti e flotte aziendali. Urso ha quindi sottolineato che il futuro dell’auto europea passa da neutralità tecnologica e flessibilità: “Non possiamo passare dalla dipendenza energetica dalla Russia a una dipendenza tecnologica con altri paesi. Occorre garantire che le batterie elettriche siano prodotte in Europa, con tecnologia sotto il nostro controllo per assicurare la resilienza del nostro continente e difendere la libertà di impresa rispetto alle minacce che incombono”, ha affermato Urso. Numerosi gli interventi nel corso del Consiglio Competitività di oggi a sostegno delle posizioni italiane sull’industria dell’auto, “a dimostrazione dell’urgenza di decisioni rapide e concrete e della centralità di un approccio europeo fondato su neutralità tecnologica, flessibilità e autonomia strategica”.Sui dazi – “In molti comparti del made in Italy, in quelli dell’eccellenza, della qualità, il 15% non è insormontabile anche a fronte del fatto che, in molti casi, i nostri concorrenti diretti sul mercato americano hanno dazi molto più elevati di quelli che, eventualmente, noi dovremmo pagare e superare”. “Sono importanti – ha spiegato il Ministro – gli aspetti successivi a questo accordo di principio che la Commissione sta ancora concordando con gli Stati Uniti. Pensiamo all’esenzione che riguardano alcuni settori con parti importanti dalle nostre esportazioni. Solo alla fine di questo percorso potremo dare un giudizio completo”. Secondo Urso, ora occorre “resistere sul mercato americano e, nel contempo, cogliere le nuove opportunità che vi sono nei mercati in crescita e aperti e per i quali abbiamo chiesto alla Commissione di finalizzare, come è accaduto col Mercosur e recentemente con l’Indonesia, altri accordi di libero scambio che possono consentire alle nostre imprese di cogliere a pieno le nuove opportunità. Peraltro noi sappiamo che il nostro sistema imprenditoriale è capace di farlo”.”Finalmente prevale la ragione sulla necessità di revisionare in maniera radicale le regole del Green Deal e di farlo subito. Non c’è più tempo da perdere di fronte al collasso dell’industria dell’auto europea”. LEGGI TUTTO