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    USA, a gennaio le offerte di posti di lavoro aumentano più delle attese

    (Teleborsa) – Il numero di offerte di lavoro negli Stati Uniti è salito a 7,74 milioni nell’ultimo giorno lavorativo di gennaio 2025, rispetto ai 7,51 milioni del mese precedente e ai 7,65 milioni attesi dagli analisti. È quanto rilevato dal Report JOLTS dell’U.S. Bureau of Labor Statistics americano, che misura le posizioni di lavoro aperte (Job Openings) e altre metriche del mercato del lavoro.Il tasso di posti vacanti, al 4,6 percento, è cambiato poco nel corso del mese. Il numero di posti vacanti è aumentato nel settore immobiliare e nell’affitto e leasing (+46.000).Sempre a gennaio, il numero e il tasso di assunzioni sono rimasti invariati a 5,4 milioni e al 3,4 percento, rispettivamente. Le assunzioni sono diminuite nel settore minerario e forestale (-6.000).Il numero e il tasso di separazioni totali a gennaio sono rimasti invariati a 5,3 milioni e al 3,3 percento, rispettivamente. Scendendo nei dettagli, il numero e il tasso di dimissioni sono rimasti invariati a 3,3 milioni e al 2,1 percento, rispettivamente. Le dimissioni sono aumentate nel settore edile (+53.000) e nel settore minerario e forestale (+6.000); il numero e il tasso di licenziamenti sono cambiati poco a 1,6 milioni e all’1,0 percento, rispettivamente. Licenziamenti e dimissioni sono diminuiti nel settore minerario e forestale (-8.000).(Foto: freedomtumz | 123RF) LEGGI TUTTO

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    Giorgetti all’Ecofin: “Italia farà la sua parte per la difesa ma occorre definire priorità”

    (Teleborsa) – “L’Italia farà la sua parte” per la creazione di una difesa europea, ma “prima occorre definire ciò che è necessario” in merito ai finanziamenti aggiuntivi della spesa pubblica, perché “sarebbe inaccettabile” finanziare “la difesa a scapito della spesa sanitaria e dei servizi pubblici”. E’ l’idea espressa oggi dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante la colazione di lavoro del Consiglio Ecofin in programma a Bruxelles.”Per questa ragione – ha sottolineato – ho proposto soluzioni a livello europeo che promuovessero azioni coordinate per migliorare la difesa”. Giorgetti ha poi ricordato che occorre anche “chiarire la portata e la durata della clausola di salvaguardia”, che sarà attivata per evitare che le regole di bilancio limitino a capacità di spesa aggiuntiva degli Stati membri, ed ha sottolineato che “la maggior parte degli investimenti nella difesa si estende su molti anni e il loro impatto sui conti pubblici può apparire solo a lungo termine”. Giorgetti ha poi affermato che occorre fare un distinguo fra le esigenze immediate di proteggere l’Ucraina e la strategia sulla sicurezza a lungo termine”, che implica la necessità di “fare un approfondimento sulla strategia, seguito da un piano di attuazione” e la possibilità di “convertire le industrie esistenti e sviluppare, allo stesso tempo, nuove capacità tecnologiche”. Lato finanziario, Giorgetti ha riproposto il tema, caro all’Italia, di creazione di un nuovo meccanismo europeo, l’European Security & Industrial Innovation Initiative” o “Eu-Sii”, finalizzato a potenziare il già esistente Invest EU nel settore della difesa. “In estrema sintesi – ha spiegato il Ministro – si tratta di un fondo di garanzia in varie tranche, che ottimizza l’utilizzo di risorse nazionali e europee con l’obiettivo di convogliare in modo più efficace i capitali privati” e cnsente di “mobilitare fino a 200 miliardi di investimenti, in linea con le migliori pratiche di Invest EU”.Fra gli altri temi del dibattito, Giorgetti ha confermato che l’Italia appoggia i pacchetti di semplificazioni normative “Omnibus”, ma ha chiesto interventi supplementari sul rinvio delle scadenze in termini di rendicontazione di sostenibilità e due diligence ambientale per le imprese ed ha rilanciato il tema del sostegno all’export e della LEGGI TUTTO

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    Fisco, parte servizio di riammissione per rottamazione cartelle

    (Teleborsa) – L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito internet il servizio per presentare domanda di riammissione alla rottamazione-quater. La riammissione, prevista dal Milleproroghe, riguarda i contribuenti che al 31 dicembre 2024 avevano piani di pagamento decaduti dalla definizione agevolata.La richiesta deve essere trasmessa in modalità telematica entro il 30 aprile 2025. LEGGI TUTTO

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    UE autorizza acquisizione di Keenfinity da parte di Triton

    (Teleborsa) – La Commissione europea ha approvato, ai sensi del Regolamento UE sulle concentrazioni, l’acquisizione del controllo esclusivo di Keenfinity, con sede in Germania, da parte di Triton Fund 6 GP SARL, con sede in Lussemburgo. L’operazione riguarda principalmente i settori dei sistemi di sicurezza e comunicazione per gli edifici.La Commissione ha concluso che la concentrazione proposta non solleverebbe problemi sotto il profilo della concorrenza, date le limitate posizioni di mercato delle società interessate derivanti dall’operazione proposta. L’operazione notificata è stata esaminata secondo la procedura semplificata di controllo delle concentrazioni. LEGGI TUTTO

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    UE autorizza joint venture tra Ingredion e Agrana

    (Teleborsa) – La Commissione europea ha approvato, ai sensi del Regolamento sulle concentrazioni dell’UE, la creazione di una joint venture tra Ingredion della Germania e Agrana dell’Austria. La transazione riguarda principalmente la produzione di amido.La Commissione ha concluso che la transazione notificata non solleverebbe preoccupazioni in materia di concorrenza, dato che la joint venture ha attività trascurabili nello Spazio economico europeo e la posizione di mercato combinata limitata delle società risultante dalla transazione proposta. La transazione notificata è stata esaminata ai sensi della procedura di revisione semplificata delle concentrazioni. LEGGI TUTTO

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    Difesa UE, Von der leyen: “Pace non è scontata. Momento di assicurarla con la forza”

    (Teleborsa) – Il tema del riarmo fa discutere l’Europa. L’intervento di Ursula von der Leyen alla planaria dell’Europarlamento ha riflessioni e contestazioni da parte di varie parti politiche, sia in merito all’opportunità di accrescere gli investimenti, sia rispetto alla concezione stessa di difesa e sicurezza. “La pace nella nostra Unione non può più essere data per scontata. Siamo di fronte ad una crisi della sicurezza europea”, ha affermato la Presidente della Commissione europea, aggiungendo “questo è il momento della pace attraverso la forza. È il momento di una difesa comune”. “Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà necessario più coraggio. E altre scelte difficili ci attendono”, ha sottolineato von der Leyen al dibattito su RearmUE, proseguendo “al Consiglio europeo ho visto un livello di consenso sulla difesa europea che non solo non ha precedenti, era del tutto impensabile solo poche settimane fa. C’è una nuova consapevolezza che dobbiamo pensare in modo diverso e agire di conseguenza”.Ricordando che il lungo periodo di pace ha spinto l’UE ad “abbassare la guardia” ed ridurre la spesa per la difesa da una media di oltre il 3% a meno della metà, Von der Leyen ha anticipato “vogliamo tirare fuori ogni singola leva finanziaria che abbiamo, per rafforzare e accelerare la nostra produzione di difesa”. La Presidente ha poi illustrato il piano per a difesa da 800 miliardi di euro, presentato la sorsa settimana, di cui ha riassunto anche i punti salienti: la clausola di salvaguardia, che consentirà agli Stati membri di mobilitare circa 650 miliardi di euro ed aumentare le spese per la difesa in misura pari all’1,5% del PIL, ed un nuovo strumento finanziario simile al SAFE, per l’erogazione di altri 150 miliardi sotto forma di prestiti”. “Questi prestiti – ha aggiunto – dovrebbero finanziare gli acquisti presso i produttori europei, per contribuire al rilancio della nostra industria della difesa”.Von der Leyen ha affermato che l’utilizzo dei fondi di coesione “è una possibilità” che si può offrire agli Stati membri su base “volontaria” e consente di usare i fondi non impegnati verso progetti legati alla difesa, ma la decisione finale spetterà al Parlamento e al Consiglio.”Permettetemi di aggiungere che he tutto ciò avrà ricadute positive anche per la nostra economia e la nostra competitività – ha concluso von der Leyen – Sono fiduciosa che, se liberiamo la nostra potenza industriale, possiamo ripristinare la deterrenza contro coloro che cercano di danneggiarci. È tempo di costruire un’Unione Europea di Difesa che garantisca la pace nel nostro continente attraverso l’unità e la forza”.Le affermazioni della Presidente hanno trovato pareri contrastanti al Parlamento Europeo. “Abbiamo bisogno di progetti comuni a livello Ue come difesa missilistica, anti droni o un sistema satellitare, non possiamo dipendere dagli Usa”, ha riconosciuto il capogruppo del Ppe, Manfred Weber, aggiungendo ” il compito della nostra generazione è creare un vera e propria unione della difesa e il Ppe è pronto a fare la sua parte”. Weber ha però obiettato che “è necessaria una legittimità ancora più democratica del processo e che “il Parlamento deve essere pienamente coinvolto. Bypassare il Parlamento con l’articolo 122 è un errore”. Per il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, occorrere lasciare liberi gli Stati di “investire nella pace” o nel campo sociale, ad esempio in salute ed alloggi. “La pace senza la difesa è un’illusione”, ha affermato Costa, ma la difesa “va oltre il riarmo” e comprende gli investimenti “nell’autonomia strategica, la riduzione delle dipendenze energetiche e la protezione delle frontiere”. LEGGI TUTTO

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    Eurogruppo, Dombrovskis: proposta sulla difesa a breve

    (Teleborsa) – Tra le molte opzioni all’esame dell’esecutivo comunitario per sostenere gli investimenti Ue nella difesa figura anche la “capacità di prestito” del Mes. Lo ha detto il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis spiegando – nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo – che il pacchetto della Commissione verrà presentato nell’arco di una “settimana o settimane”. “Stiamo proponendo una capacità di prestito aggiuntiva di 150 miliardi di euro garantita dal bilancio dell’Ue”, ha ricordato, una “flessibilità fiscale aggiuntiva” e anche una “revisione di medio termine della politica di coesione per utilizzare anche i fondi di coesione per rafforzare la sicurezza degli stati membri”. “Stiamo esaminando il ruolo che può svolgere la Banca europea per gli investimenti”, che sta lavorando al “suo piano d’azione per la sicurezza e la difesa”. “Stiamo esaminando cosa si può fare attraverso la mobilitazione con capitale privato. E non dovremmo dimenticare la capacità di prestito, che è presente nel Mes, poiché potrebbe essere utilizzata anche qui”.”La Commissione Ue non suggerisce di ricominciare a rivedere le nostre regole fiscali in questa fase”. “In primo luogo, abbiamo concluso questo lavoro meno di un anno fa e, in secondo luogo, richiederebbe tempo in ogni caso”. Per aumentare gli investimenti nella difesa “abbiamo bisogno di reagire ora. Per questo motivo proponiamo di utilizzare le possibilità già presenti nella nuova normativa fiscale, ovvero l’attivazione delle clausole nazionali di salvaguardia”.Capitolo dazi – “Sul commercio internazionale ho chiarito che le crescenti tensioni avranno un effetto profondamente negativo sull’economia globale. Quindi abbiamo espresso il nostro rammarico con gli Stati Uniti per i dazi potenziali sull’Unione europea, ma siamo anche pronti a reagire in maniera risoluta e proporzionale se fosse necessario”. LEGGI TUTTO

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    Vino: la fine del conflitto in Ucraina offrirebbe una ripresa del 20% delle esportazioni

    (Teleborsa) – La prospettiva di una pace duratura tra Ucraina e Russia potrebbe rappresentare un’importante opportunità per il settore vinicolo italiano, favorendo una significativa ripresa delle esportazioni verso questi mercati. Secondo i dati dell’Osservatorio EDOARDO FREDDI INTERNATIONAL sui trend dell’export di vini italiani nel mondo, la fine della guerra favorirebbe un incremento dell’export del 20% nel giro di pochi mesi. Prima del conflitto, nel 2021, l’Italia esportava vino in Russia per un valore di 345 milioni di euro, registrando un incremento del 18% rispetto all’anno precedente, mentre le esportazioni verso l’Ucraina ammontavano a 56 milioni di euro, con una crescita del 200% negli ultimi cinque anni. Durante il conflitto, nonostante le difficoltà logistiche e le sanzioni, le esportazioni di vino italiano verso la Russia hanno mostrato resilienza. Nel 2022, le esportazioni sono cresciute di circa il 15%, con i vini frizzanti che hanno rappresentato oltre la metà delle vendite. Tuttavia, l’Ucraina ha subito una contrazione delle importazioni di vino italiano, con una diminuzione del 35,5% nel 2022, attestandosi a 35,8 milioni di euro. Con la fine del conflitto, secondo EFI, prima realtà italiana di export management del settore vinicolo, la domanda tornerà a crescere rapidamente, consentendo all’Italia di riconquistare le quote di mercato perse e rafforzare la propria presenza nell’Europa orientale. Oltre a Russia e Ucraina, la stabilizzazione dell’area potrebbe generare un effetto positivo anche su mercati limitrofi che, negli ultimi anni, hanno dimostrato un forte potenziale di sviluppo. – Bielorussia: pur essendo un mercato più piccolo, ha registrato una crescita costante e secondo Osservatorio EDOARDO FREDDI INTERNATIONAL sui trend dell’export di vini italiani nel mondo potrebbe espandersi a un ritmo del 20-25% annuo. – Kazakistan: la sua economia in forte espansione ha portato a un incremento delle importazioni di vino italiano del 25% negli anni pre-conflitto. – Azerbaigian: emergente come destinazione per i vini di fascia premium, con un potenziale stimato tra 10 e 15 milioni di euro annui. Edoardo Freddi, ideatore dell’Osservatorio EDOARDO FREDDI INTERNATIONAL sui trend dell’export di vini italiani nel mondo, ha così commentato: “Tuttavia, la ripresa delle esportazioni non sarà immediata né priva di sfide. Le aziende italiane dovranno affrontare la ricostruzione delle reti di distribuzione, in parte smantellate a causa della guerra, e adattarsi a nuove normative doganali e sanitarie che potrebbero emergere nel periodo post-bellico. Inoltre, la concorrenza con produttori francesi e spagnoli sarà ancora più intensa, con una corsa generale alla riconquista delle quote di mercato. Per avere successo in questo scenario in evoluzione, le aziende vinicole italiane dovranno puntare su flessibilità nei formati, capacità di adattarsi ai gusti locali, e strategie di marketing digitale innovative per riconnettersi con i consumatori e rafforzare la propria posizione nei mercati chiave. Un approccio strategico e dinamico potrebbe trasformare la ripresa in una vera opportunità di crescita per il vino italiano a livello internazionale”. LEGGI TUTTO