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    UE, contromisure da 95 miliardi di euro se colloqui con USA su dazi falliscono

    (Teleborsa) – La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica su un elenco di importazioni statunitensi che potrebbero essere soggette a contromisure UE, qualora i negoziati UE-USA in corso non portino a un esito reciprocamente vantaggioso e alla rimozione dei dazi statunitensi. L’elenco sottoposto a consultazione riguarda importazioni dagli Stati Uniti per un valore di 95 miliardi di euro, che coprono un’ampia gamma di prodotti industriali e agricoli. La Commissione sta inoltre consultando su possibili restrizioni su alcune esportazioni UE di rottami di acciaio e prodotti chimici verso gli Stati Uniti per un valore di 4,4 miliardi di euro. Questa consultazione è intesa ad affrontare sia i dazi universali statunitensi sia i dazi su automobili e componenti automobilistici, si legge in una nota dell’esecutivo UE.Il 2 aprile, il Presidente Trump ha annunciato l’introduzione dei cosiddetti dazi “reciproci”, che per i beni dell’UE sono stati fissati al 20%. Gli Stati Uniti hanno inoltre imposto un dazio del 25% su tutte le importazioni di veicoli e componenti per automobili. Questi dazi sono stati annunciati in aggiunta ai dazi del 25% sulle importazioni di acciaio, alluminio e prodotti derivati, proposti dagli Stati Uniti il ??10 febbraio 2025. Il 9 aprile, gli Stati Uniti hanno annunciato una sospensione di 90 giorni del dazio specifico dell’UE del 20%, lasciando in vigore un dazio del 10%. In risposta, il 14 aprile, l’UE ha sospeso per 90 giorni una serie di contromisure pianificate contro i dazi statunitensi sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’UE per lasciare spazio ai negoziati. Attualmente, 379 miliardi di euro di esportazioni dell’UE verso gli Stati Uniti (pari al 70% delle esportazioni dell’UE verso gli Stati Uniti) sono soggetti a nuovi dazi (compresi quelli sospesi) dall’insediamento della nuova amministrazione statunitense.La Commissione europea dice che i negoziati con gli USA “sono in corso sia a livello politico che tecnico”, ma intanto continua a preparare potenziali contromisure.Parallelamente, l’UE avvierà anche una controversia presso la World Trade Organization (WTO) contro gli Stati Uniti sui dazi doganali universali cosiddetti “reciproci” e sui dazi su automobili e componenti automobilistici, presentando formalmente una richiesta di consultazioni.Inoltre, la Commissione continua a “monitorare attentamente” il potenziale dirottamento delle esportazioni globali verso il mercato dell’UE, che potrebbe essere causato dai dazi statunitensi imposti ai paesi terzi.”I dazi stanno già avendo un impatto negativo sulle economie globali – ha detto la presidente Ursula von der Leyen – L’UE rimane pienamente impegnata a trovare soluzioni negoziate con gli Stati Uniti. Riteniamo che ci siano buoni accordi da raggiungere a vantaggio dei consumatori e delle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico. Allo stesso tempo, continuiamo a prepararci a tutte le possibilità e la consultazione avviata oggi ci aiuterà a orientarci in questo lavoro necessario”. LEGGI TUTTO

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    Lavoro, imprenditorialità giovanile in forte calo. Unioncamere: servono politiche e strumenti adeguati

    (Teleborsa) – Il mercato del lavoro in Italia sta cambiando: mentre la popolazionegiovanile è una risorsa sempre più preziosa (ma in calo), aumentano i giovani occupati alle dipendenze e si riducono le imprese di under 35, anche a causa delle difficoltà ad aprire una nuova attività (e delle crescenti competenze tecnologiche, manageriali e finanziarie oggi necessarie a un imprenditore). Lo ha segnalato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, intervenendo all’incontro promosso da Unioncamere e Almalaurea sui temi dell’orientamento, delle nuove imprese e del placement. Fra 2011 e 2024 l’Italia ha perso un milione di 18-34enni. Ciò ha determinato anche un calo del numero dei giovani propensi a fare impresa, con un a riduzione del 31% di imprese attive in questa fascia d’età e una progressiva contrazione delle nuove iscrizioni (il 34,6% del totale nel 2011 a fronte del 27,8% del 2024). Nel medesimo tempo è cresciuta l’occupazione e, dal 2015 al 2024, è aumentato di 640mila unità il numero di occupati dipendenti principalmente a tempo pieno di 15-34 anni.”Quasi l’80% dei neoimprenditori interpellati da Unioncamere segnala difficoltà nell’aprire una impresa, in particolare oltre un imprenditore su due si scontra con le procedure amministrative”, ha sottolineato Tripoli. “Ecco perché occorrono politiche e strumenti adeguati a sostenere l’imprenditorialità giovanile. Per questo Unioncamere ha messo a punto Sni, il Servizio nuove imprese, la piattaforma che presenta opportunità e strumenti per supportare tutti coloro, aspiranti e neoimprenditori, che scelgono la via dell’impresa”. Crescono invece le imprese più tecnologiche e si irrobustiscono le start-up innovative: tra 2016 e 2024 le start-up innovative sono passate da meno di 6mila a oltre 12mila (+111,6%).(Foto: Carrie Allen www.carrieallen.com on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    FED, tassi fermi (nonostante pressing Trump): crescono rischi inflazione e disoccupazione

    (Teleborsa) – Ancora in modalità “wait and see” la Fed che lascia invariato il costo del denaro con i tassi di interesse che restano fermi in una forchetta fra il 4,25% e il 4,50%. In particolare, la Banca centrale americana segnala preoccupazioni crescenti sull’economia che si trova ad affrontare crescenti rischi di aumento della disoccupazione e dell’inflazione anche in scia ai timori che i dazi di Donald Trump possano scatenare nuove pressioni. Sebbene le oscillazioni delle esportazioni nette abbiano influenzato i dati, gli indicatori recenti suggeriscono che l’attività economica ha continuato a espandersi a un ritmo sostenuto – si legge nello statement pubblicato al termine della riunione – Il tasso di disoccupazione si è stabilizzato a un livello basso negli ultimi mesi e le condizioni del mercato del lavoro rimangono solide. L’inflazione rimane piuttosto elevata”.”Nonostante l’incertezza, l’economia resta in una posizione solida”, ha detto Powell, sottolineando che alla Federal Reserve “riteniamo che la linea attuale ci metta in una buona posizione per rispondere tempestivamente a potenziali nuovi sviluppi”. In conferenza stampa Powell ha affermato che la banca centrale non intende tagliare preventivamente i tassi, poiché l’inflazione è ancora al di sopra dell’obiettivo, con previsioni di un ulteriore potenziale aumento dell’inflazione nel breve termine. “Non è una situazione in cui possiamo essere preventivi, perché in realtà non sappiamo quali saranno le risposte giuste ai dati finché non ne avremo di più”, ha affermato.“Per il momento la Fed rimane in una fase di attendista, aspettando che l’incertezza si dissipi. Gli ultimi dati sull’occupazione, migliori del previsto, hanno sostenuto la posizione attendista della Fed, e ora spetta al mercato del lavoro indebolirsi a sufficienza per consentire una ripresa del ciclo di allentamento monetario. Tuttavia, qualsiasi indebolimento del mercato del lavoro potrebbe richiedere diversi mesi per emergere chiaramente, e riteniamo che sia più probabile che la Fed mantenga i tassi invariati anche nel meeting del prossimo mese”, sottolinea Ashish Shah, CIO of Public Investing di Goldman Sachs Asset Management a commento della decisione della Fed.(Foto: Salvatore Cavalli) LEGGI TUTTO

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    Fastweb+Vodafone, margini in calo nel primo trimestre. Ricavi a 1,82 miliardi di euro

    (Teleborsa) – Fastweb+Vodafone ha chiuso il 1° trimestre 2025 (primi risultati integrati delle due aziende a valle dell’operazione di acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom tramite la sua controllata Fastweb) con ricavi totali pari a 1.818 milioni di euro (-0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024). L’EBITDA reported inclusivo dei costi di locazione (EBITDAaL) raggiunge quota 422 milioni di euro (-12,1% rispetto al Q1 2024) mentre i CAPEX reported ammontano a 382 milioni di euro (-19,9% rispetto al Q1 2024) e l’Operating Free Cash Flow (OpFCF) reported è pari a 40 milioni di euro, in crescita di 37 milioni rispetto al primo trimestre 2024.L’adjusted EBITDAaL è invece pari a 428 milioni di euro (-10,8% rispetto al Q1 2024), mentre i CAPEX adjusted si attestano a 371 milioni di euro (-13,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). L’adjusted Operating Free Cash Flow (OpFCF) raggiunge così quota 57 milioni di euro (+16,3% rispetto al Q1 2024), grazie all’efficientamento degli investimenti e al completamento di progetti strutturali.Viene sottolineato che il piano di integrazione è linea con le tempistiche previste, ma il 2025 sarà un anno di transizione in cui la nuova strategia verrà gradualmente implementata. Al 31 marzo 2025 i clienti mobili residenziali e business di Fastweb+Vodafone si attestano, in sostanziale stabilità rispetto al primo trimestre 2024, a 20 milioni 215 mila consolidando il posizionamento dell’azienda come leader sul mercato con una market share pari al 26%, mentre i clienti fissi residenziali e business raggiungono quota 5 milioni 849 mila in leggera flessione del 3,4%, pari a una market share del 31%.Nel segmento residenziale, caratterizzato da una pressione competitiva elevata, i ricavi complessivi si attestano a 854 milioni di euro, registrando una flessione del 2,6% su base annua. Prosegue il trend di contrazione dei ricavi da connettività, in linea con le dinamiche osservate negli ultimi esercizi, mentre i ricavi generati dai servizi beyond the core evidenziano una crescita, confermando il progressivo spostamento del mix verso soluzioni a maggiore valore aggiunto. I clienti mobili si attestano a 15 milioni 932 mila (-2,6% rispetto al Q1 2024) e i clienti fissi a 4 milioni 715 mila (-4,2% rispetto al Q1 2024). A fine marzo, a un anno dal lancio dell’offerta, i clienti residenziali che hanno sottoscritto Fastweb Energia sono 69mila, in aumento del 15% rispetto alla fine del 2024.In crescita la Business Unit Enterprise con ricavi complessivi a 800 milioni di euro (+2,7% rispetto al pari periodo del 2024). In deciso aumento, in particolare, a 202 milioni di euro (+9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) i ricavi da servizi a valore aggiunto derivanti dall’offerta di soluzioni basate sul Cloud, l’IoT, cybersecurity e Mobile Private Network (MPN).Il segmento Wholesale registra un deciso aumento, pari al 34,4%, del numero di linee a banda ultralarga fornite agli altri operatori nazionali che raggiunge quota 968 mila mentre sul mobile è in fase di accelerazione il passaggio dei clienti CoopVoce sulla rete di Vodafone Italia. I ricavi si assestano a 164 milioni, in flessione del 4,1% per via della focalizzazione su servizi core e la conseguente dismissione di alcune attività a bassa marginalità. LEGGI TUTTO

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    Germania, surplus bilancia commerciale sale a 21,1 miliardi a marzo

    (Teleborsa) – In aumento il surplus della bilancia commerciale tedesca. Nel mese di marzo 2025 si è registrato un surplus, corretto dagli effetti del calendario, pari a 21,1 miliardi di euro, rispetto all’attivo di 17,9 miliardi di febbraio. Il dato è superiore alle stime degli analisti che erano per un avanzo in salita fino a 19 miliardi.Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Federale di Statistica (Destatis), le esportazioni sono salite dell’1,1% su base mensile, dopo il +1,8% registrato a febbraio e contro il +1% atteso dal mercato, mentre le importazioni hanno registrato un decremento dell’1,4% contro il +0,4% del consensus e il +0,5% precedente.(Foto: CHUTTERSNAP on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Germania, produzione industriale rimbalza più delle attese a marzo

    (Teleborsa) – Sale più delle attese la produzione industriale tedesca a marzo 2025. Secondo l’Ufficio di statistica tedesco Destatis, la produzione industriale ha evidenziato un incremento mensile del 3%, dopo il -1,3% di febbraio. Le stime degli analisti erano per una crescita dello 0,9%. Su base annua si evidenzia un calo dello 0,2% dal -4,1% del mese precedente. Il dato che esclude l’energia e le costruzioni registra un incremento del 3,6% su base mensile. La produzione di energia è scesa dell’1,8%. LEGGI TUTTO

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    UE, surplus commerciale con Ucraina aumenta a 18,3 miliardi di euro nel 2024

    (Teleborsa) – L’Unione europea nel 2024 ha esportato 42,8 miliardi di euro di merci in Ucraina e ne ha importate 24,5 miliardi di euro, con un conseguente surplus commerciale di 18,3 miliardi di euro. Lo rende noto l’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea. Rispetto al 2023, si è registrato un aumento delle esportazioni e delle importazioni, rispettivamente, del 9,4% e del 7,0%.I principali prodotti esportati sono stati i combustibili minerali (6,8 miliardi di euro), i macchinari elettrici (4,3 miliardi di euro) e i macchinari (4,2 miliardi di euro). Rispetto al 2021, le esportazioni hanno registrato la crescita maggiore per i combustibili minerali (+4,1 miliardi di euro), poiché le precedenti importazioni di questi combustibili da Russia e Bielorussia sono diminuite e sono state in parte sostituite da importazioni dall’UE.I principali prodotti importati dall’Ucraina nel 2024 includevano prodotti agricoli come cereali, per un valore di 4,4 miliardi di euro, grassi e oli animali o vegetali (3,1 miliardi di euro) e semi oleosi e prodotti correlati (2,5 miliardi di euro). Rispetto al 2021, le importazioni di cereali sono aumentate di 2,7 miliardi di euro, quelle di grassi e oli animali o vegetali di 1,0 miliardi di euro e quelle di semi oleosi e prodotti correlati di 1,1 miliardi di euro.(Foto: Yehor Milohrodskyi su Unsplash) LEGGI TUTTO

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    OEM automobilistici europei, Fitch: profitti in calo con turbolenze su dazi

    (Teleborsa) – La generazione di free cash flow (FCF) e la redditività degli original equipment manufacturer (OEM) di automobili europeidiminuiranno nel 2025 a causa delle turbolenze di mercato causate dai dazi dell’amministrazione Trump. Lo afferma Fitch Ratings in un nuovo rapporto sul tema, spiegando che questo fa seguito a un calo di pari entità nel 2024, causato da oneri di ristrutturazione, minore produzione e difficili condizioni di mercato in Cina.I dazi del 25% su tutte le automobili importate e su alcuni ricambi auto, imposti il ??26 marzo, rimangono in vigore, nonostante altri dazi annunciati siano stati rinviati di 90 giorni. Quest’ultima misura rappresenta un rischio significativo al ribasso per le case automobilistiche che esportano veicoli prodotti in Giappone, Corea e Germania negli Stati Uniti. Fitch prevede che i bilanci rimarranno solidi, come riflesso dalle posizioni di cassa nette, in particolare tra gli emittenti investment grade. Tuttavia, le pressioni negative sui rating sono aumentate per gli emittenti i cui profili di credito sono già compromessi da oneri di ristrutturazione, riduzione dei livelli di produzione e difficili condizioni di mercato in Cina, riducendo il margine di valutazione.Fitch prevede che sia i fornitori che le case automobilistiche condivideranno l’onere dei dazi più elevati. Molti fornitori cercheranno di trasferire i costi dei dazi alle case automobilistiche, che dovranno assorbirne la maggior parte attraverso aumenti di prezzo. LEGGI TUTTO