More stories

  • in

    Germania, prezzi alla produzione aprile -0,6% mese -0,9% anno

    (Teleborsa) – Diminuiscono più delle attese i prezzi alla produzione in Germania. Secondo l’Ufficio Federale di Statistica tedesco, i prezzi all’industria hanno registrato ad aprile 2025 un decremento annuo dello 0,9%, rispetto al -0,2% del mese precedente e al -0,6% atteso dagli analisti. Su base mensile, i prezzi hanno segnato una variazione negativa dello 0,6%, dopo il -0,7% di marzo, a fronte della variazione del -0,3% del consensus.I prezzi dell’energia sono scesi del 2,9% su base mensile e sono diminuiti del 6,4% a livello tendenziale. LEGGI TUTTO

  • in

    Ex ilva, Urso: avanti negoziati con Baku, adattiamo il piano

    (Teleborsa) – “Continuano le negoziazioni con gli azeri” sullo stabilimento ex Ilva di Taranto, “noi dobbiamo adattare il piano industriale a quanto è accaduto” nell’ultimo periodo nell’impianto. Lo ha detto il ministro Adolfo Urso, a margine del tavolo Taranto convocato al Mimit con le aziende e le istituzioni locali. Il ministro ha anche annunciato l’apertura dei tavoli con le imprese dell’indotto e con i sindacati per fonteggiare la nuova situazione e il calo di produzione. “Dobbiamo partire dal presupposto che con metà produzione c’è metà occupazione per un lungo periodo transitorio” ha detto il Ministro. “Soprattutto nella fase di transizione verso la realizzazione dei forni elettrici e dei relativi Dri che realizzeranno nell’indotto – ha aggiunto Urso -. Si parte dal gas e dalla nave rigassificatrice che dev’essere ancorata al porto di Taranto. Con un piano che richiederà diversi anni si potrà portare a compimento l’obiettivo degli impianti siderurgici pienamente green”. “Dobbiamo prendere atto del fatto che non è stato possibile realizzare in tempo congruo gli interventi per la salvaguardia dell’impianto – ha proseguito Urso – e sono passati ormai 12 giorni e alcune di quelle assicurazioni non sono state ancora concesse, dobbiamo partire dal presupposto che con metà produzione c’è metà occupazione per un lungo periodo transitorio”.”Quindi mi appresto a convocare il tavolo con le imprese dell’indotto che avranno evidentemente conseguenze significative – ha detto il ministro -, così come mercoledì ci incontreremo con i sindacati, con cui con l’estrema franchezza che è dovuta ci confronteremo su come alleviare le conseguenze su coloro che lavorano all’interno del sito siderurgico e su come preparare strumenti perché in tempo congruo si creino altre occasioni di lavoro come stiamo facendo appunto col tavolo Taranto”.”Quella dell’Ilva per noi è una produzione indispensabile. Noi abbiamo delle aziende che hanno contratti di 10 anni che utilizzano acciaio, quindi abbiamo bisogno che all’interno del nostro paese ci sia produzione di acciaio”. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini a margine dell’assemblea di Confindustria Moda. “Serve sostenere la posizione di poter da subito mettere al centro la riproduzione dell’acciaio nel nostro paese. Oggi rischiamo, già lo facciamo, di comprare acciaio da Cina o India. Credo che noi abbiamo una grande capacità però permettetemi di dire che quel sito deve essere anche aiutato e protetto questo è quello che vogliamo perché, capisco, ma abbiamo l’esigenza di avere le materie prime del nostro paese perché senza materie vuol dire che vogliamo non vogliamo l’industria in Italia. Credo che non sia la volontà di nessuno perché oggi l’industria è fondamentale, deve essere al centro”, ha aggiunto Orsini. LEGGI TUTTO

  • in

    PNRR, Foti: settima rata confermerà primato Italia con 140 miliardi

    (Teleborsa) – “Con il pagamento della settima rata, attualmente in fase di verifica finale da parte della Commissione europea sarà confermato il primato europeo dell’Italia nell’avanzamento del Piano, con 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione complessiva e, in termini di performance, si raggiungerà circa il 55% degli obiettivi programmati”. Lo ha affermato, riferisce una nota, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, nel corso della Cabina di regia PNRR, che si è svolta nel pomeriggio a Palazzo Chigi. Ad oggi, riferisce il comunicato, sono state rendicontate sette richieste di pagamento e sono stati emessi i corrispondenti finanziamenti per le prime sei rate del PNRR, che hanno consentito all’Italia di essere lo Stato Ue che ha ricevuto l’importo maggiore di finanziamento, pari a 122 miliardi di euro, corrispondente al 63% della dotazione complessiva del Piano.”I dati sulla spesa, in aggiornamento sulla piattaforma ReGiS e comunque sottostimati in quanto molti soggetti attuatori non hanno ancora provveduto alla rendicontazione, sono in continua crescita e sfiorano quota 70 miliardi di euro, ovvero circa il 58% delle risorse finora ricevute”. In riferimento alla piena attuazione del PNRR, il Ministro Foti ha informato che “sono tuttora in corso interlocuzioni con tutte le Amministrazioni titolari e con la Commissione europea, che si aggiungono al costante monitoraggio delle attività dei soggetti attuatori e dei piani di azione redatti dalle Prefetture a seguito delle sedute delle Cabine di coordinamento, in vista di un aggiustamento complessivo del Piano che seguirà alla proposta di revisione tecnica posta all’attenzione della Cabina di regia di oggi e del Parlamento nel corso di questa settimana” LEGGI TUTTO

  • in

    USA, traiettoria del debito difficile da stabilizzare con interessi in rapida crescita

    (Teleborsa) – Deficit fiscali persistentemente elevati, aumento della spesa per interessi e flessibilità di bilancio limitata sono i principali fattori che determinano la traiettoria ascendente del debito pubblico statunitense rispetto al PIL. Lo afferma Scope Ratings in un’analisi sul tema, a pochi giorni di distanza dal declassamento del rating del paese da parte di Moody’s. Lo scorso 9 maggio Scope ha confermato il rating AA degli Stati Uniti con un outlook negativo, nonostante la presenza di diversi punti di forza del credito. Tra questi, l’economia resiliente, i mercati dei capitali profondi e liquidi e il primato del dollaro come valuta di riserva globale.Viene fatto notare che il deficit pubblico statunitense si è ampliato al 7,3% del PIL lo scorso anno, ben al di sopra della media pre-pandemica di circa il 4,8% tra il 2015 e il 2019. Scope prevede che il deficit rimarrà elevato nel 2025, attestandosi intorno al 6,4% del PIL, con una media di circa il 7% nel periodo 2026-2030, trainato dall’aumento dei tassi di interesse e dal maggiore fabbisogno di finanziamenti per sostenere programmi di assistenza sociale come la Social Security, Medicare e i servizi pensionistici e di invalidità per i dipendenti pubblici e militari. La probabile proroga del Tax Cuts and Jobs Act del 2017, le ulteriori proposte di riduzione delle imposte, nonché l’aumento della spesa per la difesa e la sicurezza delle frontiere, aumenterà ulteriormente la pressione sulle finanze pubbliche.Il previsto aumento del rapporto debito/PIL degli Stati Uniti deriva dai persistenti deficit primari di bilancio e dagli elevati pagamenti netti per interessi, che dovrebbero attestarsi in media intorno al 12% delle entrate tra il 2025 e il 2030. Questo dato si confronta con circa il 7% per il Regno Unito, il 5% per Francia e Belgio e solo circa il 2,5% per la Germania. Poiché la scadenza media dei titoli del Tesoro è bassa, 5,9 anni, rispetto a una media di 7,2 anni per le economie avanzate, “i tassi di interesse più elevati incidono sulle dinamiche del debito in tempi relativamente rapidi”, si legge nel rapporto firmato da Eiko Sievert.Il fabbisogno lordo di finanziamento è elevato, attestandosi al 38% del PIL quest’anno e rimarrà tale, attestandosi in media al 34% del PIL nel periodo 2026-2030, il più alto tra tutti i debitori sovrani con rating Scope, ad eccezione del Giappone (A/Stabile).Secondo Scope, è improbabile che le proposte di riduzione dei finanziamenti discrezionali del Presidente Donald Trump per l’anno fiscale 2026, combinate con le maggiori entrate previste dai dazi, riducano significativamente il deficit di bilancio. Le proposte includono tagli significativi alla spesa discrezionale non destinata alla difesa, pari al 22,6%, pari a 163 miliardi di dollari. Tuttavia, con una spesa pubblica totale di 6,75 trilioni di dollari nel 2024, tali tagli rappresenterebbero solo lo 0,5% del PIL. Inoltre, le proposte di aumento della spesa per la difesa del 13% suggeriscono che la spesa discrezionale totale rimarrà sostanzialmente invariata. Inoltre, i nuovi dazi annunciati nell’aprile 2025 in occasione del “Liberation Day” potrebbero, secondo le stime della Wharton School dell’Università della Pennsylvania, generare circa 145 miliardi di dollari all’anno nel prossimo decennio (meno dello 0,5% del PIL).”Anche se si potessero individuare ulteriori risparmi riducendo le frodi e i pagamenti impropri, una riduzione significativa del deficit attraverso tagli alla spesa richiederebbe anche una riduzione delle spese obbligatorie – si legge nelle conclusioni – Tuttavia, i vincoli politici rendono tali misure improbabili. In assenza di tagli alla previdenza sociale, a Medicare o alla spesa per la difesa, stabilizzare la traiettoria del debito si rivelerà arduo senza nuove misure di aumento delle entrate, come aumenti fiscali su larga scala”. LEGGI TUTTO

  • in

    Pirelli e Luna Rossa, nuova partnership per la 38° edizione dell’America’s Cup

    (Teleborsa) – Pirelli, produttore italiano di pneumatici che fa parte del FTSE MIB, e Luna Rossa, team dell’omonima imbarcazione a vela che partecipa alle massime competizioni globali, hanno siglato una nuova partnership in vista della 38esima edizione dell’America’s Cup: dopo essere stata dal 2018 co-title sponsor, per la prossima campagna Pirelli diventa Official Sponsor e Technical Partner. Con questa nuova collaborazione Pirelli sceglie di rimanere al fianco di Luna Rossa, supportandola nello sviluppo di soluzioni tecnologiche, e contemporaneamente consente all’azienda di focalizzarsi sul motorsport, anche in vista dell’ingresso in MotoGP come fornitore ufficiale.Pirelli e Luna Rossa stanno già lavorando congiuntamente su diversi ambiti, a partire dalla virtualizzazione: messa a punto da Pirelli in Formula 1 e da tempo utilizzata anche per lo sviluppo dei prodotti stradali, è una metodologia che consente di ridurre i tempi di sviluppo, l’uso di prototipi fisici e l’impatto ambientale, così come di comprendere più a fondo i fenomeni fisici legati al funzionamento dei pneumatici. Nella partnership con Luna Rossa, inoltre, viene impiegata per prevedere il comportamento dei materiali progettati insieme sottoposti alle sollecitazioni tipiche della navigazione. Le altre aree di collaborazione tecnologica comprendono la modellizzazione e l’applicazione di sistemi di intelligenza artificiale e di data management oltre alla ricerca sui materiali innovativi, dove Pirelli ha un know-how consolidato e riconosciuto.”Siamo lieti di essere ancora una volta al fianco di Luna Rossa e lo faremo con la passione e la dedizione che hanno contraddistinto questa partnership fin dall’inizio. Crediamo molto in questo progetto, che rafforza il nostro brand e ci offre grande visibilità internazionale, consentendoci di veicolare valori comuni, come l’italianità, la sfida tecnologica, la competizione, il gioco di squadra e l’equilibrio tra potenza e controllo – ha dichiarato Marco Tronchetti Provera, Vice Presidente Esecutivo di Pirelli – Anche questa volta non mancherà il nostro contributo dal punto di vista della tecnologia e della ricerca. Seguiremo le sfide di questa edizione con l’emozione e il coinvolgimento di sempre. Soprattutto, lo faremo in una città straordinaria per bellezza, cultura e atmosfera come Napoli che, siamo certi, contribuirà a rendere questa edizione davvero speciale”.”Avere nuovamente Pirelli al nostro fianco ci fa molto piacere, la sua presenza rappresenta un importante attestato di fiducia nei confronti del team e del lavoro svolto sino a oggi – ha detto Max Sirena, Skipper e Team Director di Luna Rossa – Come Official Sponsor e Technical Partner avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo di questa campagna, portando in dote anni di esperienza e di know-how in vari ambiti legati all’innovazione tecnologica. Pirelli è un partner di lunga data con il quale condividiamo gli stessi valori sportivi ed etici e siamo felici di aver rinnovato la collaborazione”. LEGGI TUTTO

  • in

    Salone del Libro, dalla passione per il calcio alla politica: Landini presenta “Un’altra storia”

    (Teleborsa) – Dallo smantellamento di diritti e tutele, all’impoverimento del tessuto economico e produttivo, passando per l’allontanamento dalla partecipazione politica fino alla fuga verso altri paesi dei giovani, sempre più costretti alla precarietà:Maurizio Landini ha presentato la propria autobiografia al Salone del Libro di Torino “Un’altra storia” edito da Piemme, viaggio di una vita che incrocia gli ultimi decenni del nostro Paese. La giovinezza a San Polo d’Enza, la passione per il calcio, la parrocchia, il lavoro come metalmeccanico, la politica, le prime esperienze sindacali, l’impegno come Segretario generale della Cgil. “Questa non è solo la mia storia, è una storia collettiva”, dice Landini. Molti dei temi all’interno del libro sono strettamente legati al referendum dell’8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza, per i quali il segretario in queste settimane sta toccando per comizi e iniziative tante città italiane con l’obiettivo di raggiungere il quorum. LEGGI TUTTO

  • in

    INWIT Sustainability Day 2025: 1,3 miliardi sul PIL e 3.200 posti di lavoro

    (Teleborsa) – Sono 15,8 miliardi di euro i costi evitati agli operatori di telecomunicazioni mobili in Italia, tra il 2015 e il 2024, grazie al modello di condivisione, a seguito della separazione tra infrastrutture e servizi: un approccio che consente di ottimizzare le risorse, ridurre la duplicazione degli asset, abilitare l’innovazione tecnologica e contribuire in modo concreto allo sviluppo sostenibile e competitivo del Paese.Condividere infrastrutture consente di massimizzare l’utilizzo della capacità dell’infrastruttura esistente, evitandone la duplicazione, con importanti effetti economici, ma significa anche ridurre l’impatto ambientale e le esternalità negative, migliorando l’accessibilità e la capillarità dei servizi. Tra il 2015 e il 2024, la condivisione di torri di telecomunicazione mobili ha, infatti, consentito di risparmiare suolo e risorse materiali ed energetiche, limitando la costruzione di infrastrutture digitali aggiuntive e, con esse, di evitare l’emissione di oltre 2,5 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti a quelle di 1,7 milioni di voli intercontinentali Roma – New York.La conferma di questi importanti benefici economici per il settore telco, ai quali INWIT ha contribuito per circa il 50%, arriva dallo Studio “Il valore di INWIT per l’Italia”, condotto per INWIT da The European House Ambrosetti (TEHA Group), che misura gli impatti sui territori del primo tower operator e tra le principali digital infrastructure company in Italia. Lo studio è stato presentato oggi nel corso del Sustainability Day 2025, l’evento organizzato annualmente da INWIT per confrontarsi con i propri stakeholder sul ruolo delle infrastrutture digitali e condivise e del valore che queste generano per l’Italia.Secondo lo Studio, il modello di business di INWIT, basato su infrastrutture digitali mobili e multi-operatore, genera un impatto positivo sulla filiera e nel Paese. Tenendo conto dell’attivazione economica lungo l’intera filiera, l’azienda ha generato un impatto complessivo sul PIL italiano di circa 1,3 miliardi di euro nel solo 2024 ed un impatto cumulato nel periodo 2020-2024 pari a 5,3 miliardi di euro. Questa traiettoria di crescita è stata sostenuta da un impegno crescente in termini di investimenti, con un focus mirato sullo sviluppo della rete infrastrutturale, sulla digitalizzazione e sull’innovazione tecnologica. Tra il 2015 e il 2024, gli investimenti cumulati di INWIT in Italia hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro, con ulteriori 1,5 miliardi di euro previsti nel periodo 2025–2030, per un totale complessivo di circa 2,9 miliardi di euro nel periodo 2015-2030.Per quanto riguarda il contributo all’occupazione, nel 2024 INWIT ha sostenuto un totale di circa 3.200 posti di lavoro in Italia, con un moltiplicatore occupazionale pari a 9,7x: per ogni dipendente diretto, vengono attivati ulteriori 8,7 posti di lavoro lungo le filiere economiche collegate.L’incontro ha visto la partecipazione di Simona Branchetti, giornalista TG5, Laura Cavatorta, Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità SNAM, Oscar Cicchetti, Presidente INWIT, On. Tullio Ferrante, Sottosegretario di Stato-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Diego Galli, Direttore Generale INWIT, Federico Gori, Presidente ANCI Umbria e Sindaco Montecchio (TR), Gianni Letta, Presidente Associazione Civita, Monica Lucarelli, Assessora sviluppo economico e pari opportunità Roma Capitale, On. Federico Mollicone, Presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputati, Antonella Sberna, Vicepresidente Parlamento Europeo, Giulia Staderini, Presidente Comitato Sostenibilità INWIT, ed è stato moderato da Michelangelo Suigo, Direttore Relazioni esterne, comunicazione e sostenibilità di INWIT.”Lo studio TEHA evidenzia come il modello di business delle infrastrutture digitali e condivise impatti positivamente su PIL, occupazione e indotto, creando valore per la filiera telco e i territori. INWIT continua ad investire nella rete di infrastrutture multi-operatore che abilita la connettività e la trasformazione digitale del Paese”, ha detto Diego Galli, Direttore Generale INWIT.”Dall’applicazione del nostro approccio di misurazione dell’impatto multidimensionale ad INWIT, e al suo modello distintivo di separazione tra infrastrutture e servizi e condivisione delle torri, emerge un importante contributo all’economia del Paese e dei territori, agli investimenti, alla creazione di valore sociale e ambientale e alla capillarità dei servizi digitali, che abilita, tra gli altri, lo sviluppo, l’innovazione e la riduzione di diseguaglianze nel Paese”, ha dichiarato Emiliano Briante, Partner di TEHA Group.”Sono onorata di partecipare, come Presidente del Comitato Sostenibilità di INWIT, a questo evento; incontri come questo sono fondamentali per sottolineare l’importanza dell’integrazione della sostenibilità nel modello di business delle infrastrutture, tenendo conto degli interessi di tutti gli stakeholder rilevanti. In INWIT ho riscontrato particolare attenzione nel considerare, nello svolgimento dell’attività aziendale, gli impatti sociali e ambientali al pari di quelli economici”, ha commentato Giulia Staderini, Presidente Comitato Sostenibilità INWIT.”Questo studio e il percorso stesso di Inwit confermano come la sostenibilità sia un concetto multidimensionale, che trova realizzazione solo quando tutte le dimensioni dell’impresa – economiche, ambientali e sociali – risultano sostenibili. Se da un lato è dunque essenziale integrare pienamente la governance della sostenibilità nel modello e nelle strategie di business, dall’altro è sempre più evidente il ruolo dell’innovazione, tecnologica e digitale, come strumento indispensabile per una transizione efficace ma anche equa”, ha aggiunto Laura Cavatorta, Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità SNAM.”Le infrastrutture digitali rappresentano oggi una leva strategica per la crescita e la resilienza dei territori, soprattutto quelli più fragili o marginali. L’iniziativa promossa da INWIT restituisce con chiarezza l’importanza di una transizione tecnologica che sia anche sociale, inclusiva e sostenibile. Come Sindaco di un piccolo Comune e come Presidente di ANCI Umbria, accolgo con grande favore ogni momento di confronto che mette al centro i bisogni reali dei territori e le potenzialità del digitale per migliorarne la qualità della vita. La digitalizzazione non è un’opzione, ma una responsabilità collettiva: se ben governata, può garantire accesso ai servizi, attrattività e nuove opportunità per le comunità locali”, ha concluso Federico Gori, Presidente ANCI Umbria e Sindaco Montecchio (TR).(Foto: stockwerkfotodesign | 123RF) LEGGI TUTTO

  • in

    Dolomiti Energia, approvato nuovo piano: EBITDA a 600 milioni di euro nel 2030

    (Teleborsa) – Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Dolomiti Energia, multiservizi trentina che opera in tutta Italia, ha approvato il nuovo Piano Strategico 2025-2030, che prevede investimenti per 2,1 miliardi di euro. I due ambiti strategici alla base del Piano sono: l’integrazione lungo la filiera energetica dal produttore al cliente finale e le infrastrutture di rete per garantire la resilienza del sistema a servizio dei territori.Sul primo fronte, l’obiettivo al 2030 è una crescita costante della capacità installata che supererà i 2 GW, con investimenti per la decarbonizzazione pari a 1,3 miliardi di euro. La crescita della capacità installata è volta a diversificare le fonti sia dal punto di vista tecnologico che geografico focalizzata, in particolare su eolico e solare con 1 GW di pipeline in corso di sviluppo e in progettazione di cui 150MW in fase di costruzione. Inoltre, il Piano punta a raddoppiare la base clienti commodity al 2030 (1,3 milioni), superando il concetto tradizionale di fornitura. L’obiettivo è offrire un’esperienza completa e integrata: servizi a valore aggiunto, soluzioni digitali, prodotti innovativi e un’interazione continua, che consenta a ogni cliente di contribuire attivamente alla trasformazione del sistema energetico.Il secondo pilastro del Piano prevede investimenti per circa 800 milioni di euro nelle infrastrutture di rete e nei servizi ambientali, a sostegno della transizione energetica e della sostenibilità territoriale. A seguito di questi investimenti, il valore regolato degli asset è previsto in forte crescita (+60%).L’EBITDA è previsto in crescita costante, passando da circa 430 milioni di euro del 2024 (dato depurato dall’eccezionale idraulicità e da componenti straordinarie) a circa 600 milioni di euro nel 2030, con un tasso di crescita medio annuo del 6%. Il Piano presenta un profilo di rischio ben bilanciato, con circa il 45% dell’EBITDA 2030 generato da attività regolate o semi-regolate, caratterizzate da crescita costante e prevedibile. Il restante 55% deriva da attività a mercato come la generazione idroelettrica a bacino e la vendita di commodity a prezzo variabile che valorizzano la competitività strutturale del Gruppo, fondata su una base produttiva rinnovabile efficiente e sostenibile.La crescita mantiene al centro una solida struttura finanziaria, in grado di sostenere l’ambizione industriale nel rispetto di un rapporto PFN/EBITDA inferiore a 2 lungo l’arco di Piano con un forte impegno a mantenere i parametri per un rating solid investment grade.La politica dei dividendi prevista nel Piano si basa su un principio di crescita sostenibile, strettamente correlata alle performance economiche del Gruppo. È previsto un incremento annuo fino al 5% nel periodo di Piano, in linea con l’andamento dell’utile e nel pieno rispetto degli obiettivi di solidità finanziaria, in particolare del rapporto PFN/EBITDA.Il Piano prevede un importante rafforzamento dell’organico, con un incremento da circa 1.600 a oltre 2.000 dipendenti al 2030.”Il piano industriale che presentiamo oggi – ha commentato il CEO Stefano Granella – segna un punto di accelerazione rispetto al passato: si tratta di una vera e propria evoluzione nel nostro modo di operare e di creare valore. Abbiamo individuato due pilastri strategici su cui costruire il nostro futuro: l’integrazione di generazione e mercato e i servizi a rete e ambientali. Attraverso questi due assi portanti, intendiamo ridisegnare la nostra presenza di abilitatore della transizione ecologica per i nostri clienti in modo più sinergico, efficiente e sostenibile”.”Gli investimenti previsti, significativi e focalizzati sulle rinnovabili, ci consentiranno di innovare lungo tutta la filiera, aumentando la nostra capacità produttiva, promuovendo l’integrazione tra business e valorizzando il capitale umano dell’azienda – ha aggiunto – In parallelo, daremo forte impulso all’evoluzione dei nostri servizi a rete, integrandoli in un ecosistema digitale e sostenibile, interconnessi e in grado di rispondere in modo flessibile e proattivo alle esigenze del Paese e delle singole comunità che serviamo, un piano che continuerà a garantire solidità finanziaria al gruppo, un piano credibile anche in base alla capacità del gruppo di implementare velocemente azioni di crescita come già dimostrato nel 2024″. LEGGI TUTTO