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    Regno Unito, banca centrale lascia invariati tassi al 4,5%

    (Teleborsa) – Tassi di interesse fermi al 4,5% nel Regno Unito. Lo ha deciso oggi la Bank of England (BoE) centrando le aspettative degli analisti, dopo il taglio di un quarto di punto di febbraio. La decisione, ha spiegato il Monetary Policy Committee della banca centrale, presieduto dal governatore Andrew Bailey, riflette il rimbalzo recente dell’inflazione britannica, ben al di sopra della soglia target del 2%.Secondo quanto si apprende dal comunicato che annuncia la mossa della banca sui tassi, la decisione è stata assunta dal direttorio con una ampia maggioranza: 8 favorevoli a fronte di 1 componente che avrebbe preferito un nuovo taglio. LEGGI TUTTO

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    Unioncamere: corrono le imprese straniere

    (Teleborsa) – In un’Italia che negli ultimi dieci anni ha visto contrarsi il proprio tessuto imprenditoriale, le imprese a guida straniera vanno contro corrente e rafforzano le proprie radici. Oltre un terzo di queste, infatti, ha superato il traguardo dei 10 anni di attività, sostenendo la crescita di un movimento che alla fine del 2024 conta circa 670mila realtà: 140mila in più rispetto alla fine del 2014, pari ad una crescita percentuale superiore al 27% nel decennio. È quanto emerge dai dati Unioncamere-InfoCamere, aggiornati al 31 dicembre 2024, elaborati sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio. Alla forte dinamica delle imprese a guida straniera ha fatto eco, nel periodo considerato, una riduzione del 5,6% delle imprese autoctone, passate dai 5,5 milioni del 2014 ai 5,2 milioni attuali. I numeri raccontano una storia di integrazione economica di successo con oltre 246mila imprese straniere che hanno dimostrato capacità di inserirsi nei territori, costruendo rapporti duraturi con le comunità locali e accreditandosi sul mercato.Il commercio – secondo i dati – si conferma il settore prediletto, con 92.604 imprese straniere ultradecennali (37,5% del totale). Le costruzioni seguono con 54.240 imprese (22%), mentre ristorazione e alloggio rappresentano l’8,3% del totale con 20.393 attività. Significativa anche la presenza nel manifatturiero (17.086 imprese) e nei servizi alle imprese (11.673). Particolarmente rilevante il contributo all’artigianato italiano: quasi il 30% delle imprese straniere di lunga data opera in questo comparto, evidenziando un forte radicamento nelle tradizioni produttive locali.La Lombardia guida la classifica delle regioni con 44.069 imprese straniere di lungo corso (17,9%), seguita da Lazio (27.834) e Toscana (23.102). Completano la top five Campania (21.097) ed Emilia-Romagna (20.523), delineando una presenza distribuita che abbraccia Nord, Centro e Sud del Paese.Un dato che colpisce è la significativa presenza femminile: oltre 54.500 imprese straniere longeve sono guidate da donne (22,1%), confermando il ruolo cruciale dell’imprenditoria femminile straniera nell’economia italiana.Prendendo in esame le sole imprese individuali ultradecennali, l’analisi delle origini del titolare rivela una geografia variegata: Marocco (15,6%), Romania (10,5%) e Cina (9,3%) guidano la classifica dei paesi di provenienza, seguiti da Albania (7,1%), Bangladesh (5,7%), Svizzera (5,2%) e Senegal (4,8%). Questi dati evidenziano come le imprese straniere non rappresentino più un fenomeno transitorio, ma un elemento strutturale e dinamico della nostra economia. La loro capacità di consolidarsi e prosperare anche in periodi di contrazione generale dimostra un contributo fondamentale alla diversificazione e alla resilienza del sistema imprenditoriale italiano. LEGGI TUTTO

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    Eurozona, frena la produzione nelle costruzioni a gennaio

    (Teleborsa) – Frena il mercato delle costruzioni nella Zona Euro a gennaio. Secondo l’Eurostat, la produzione nel settore delle costruzioni è risultata in aumento dello 0,2% su base mensile, dopo il +0,4% registrato a dicembre.Nell’Europa dei 27, il settore ha riportato un decremento della produzione dello 0,2%, contro il +0,7% registrato il mese precedente. Rispetto ad un anno prima, la produzione registra una salita dello 0,4% nell’Eurozona e dello 0,7% nell’UE allargata. LEGGI TUTTO

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    CNEL, Mercato del Lavoro 2024: crescita occupazionale e disparità di genere

    (Teleborsa) – Nel 2024, il numero complessivo degli occupati in Italia ha raggiunto 23 milioni e 932 mila, con un incremento di 352 mila unità rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è in calo, soprattutto tra le donne, sebbene persista una significativa differenza di genere nei tassi di occupazione. Le donne italiane sono in media indietro di 16,8 punti percentuali rispetto agli uomini, mentre per le donne straniere la differenza sale a 26,5 punti. Questo è quanto emerge dal primo bollettino del CNEL sul mercato del lavoro, redatto in collaborazione con l’ISTAT per migliorare la diffusione delle statistiche ufficiali. La pubblicazione, che avrà cadenza trimestrale, segna l’inizio di un percorso in cui il CNEL metterà in evidenza dati su occupati, disoccupati e inattivi, per focalizzare aspetti rilevanti alla propria attività istituzionale.Nonostante il titolo di studio terziario migliori le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per le laureate, con una differenza di -6,9 punti percentuali rispetto agli uomini laureati, il bollettino sottolinea la necessità di politiche più efficaci per promuovere la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Queste politiche dovrebbero facilitare la conciliazione tra vita privata e professionale e garantire una parità retributiva effettiva.L’analisi territoriale evidenzia anche disparità tra le diverse aree del Paese. Il Mezzogiorno, pur registrando un miglioramento annuale (+1,1%), presenta tassi di occupazione tra i più bassi dell’Unione Europea. Il lavoro dipendente resta la forma prevalente, ma la percentuale di donne in part-time supera il 28%, rispetto al 7% degli uomini. Il contratto a tempo indeterminato riguarda oltre l’86% dei lavoratori dipendenti maschili, con uno scarto positivo di circa 3 punti percentuali in tutte le regioni, ad eccezione del Mezzogiorno, dove la differenza raggiunge i 4,3 punti.Le evidenze sui NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano a attività di formazione) mostrano segni di miglioramento, ma il numero complessivo rimane elevato. Nel 2024 sono 1,34 milioni, con una diminuzione del 4,8% rispetto al 2023. Per il 33,9% di questi giovani, che non cercano attivamente lavoro o non sono disposti a intraprenderlo, politiche attive più mirate potrebbero facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro.(Foto: Carrie Allen www.carrieallen.com on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Alphabet, comunicazioni dalla Commissione su violazioni delle norme Ue su servizi digitali

    (Teleborsa) – La Commissione europea ha inviato due comunicazioni a Alphabet, la casa madre di Google, riguardo presunte a violazioni delle nuove normative Ue sui servizidigitali (Dma o Digital Markets Act). La prima comunicazione riguarda “alcune caratteristiche e funzionalità” del sistema Google Search, che secondo Bruxelles favorirebbero i servizi della stessa società rispetto a quelli di aziende rivali “in questo modo non assicurando un trattamento paritetico, non discriminatorio e trasparente alle terze parti, come stabilito dal Dma”. Il secondo parere preliminare imputa ad Alphabet il fatto che la sua piattaforma Google Play non rispetta le normative dello stesso pacchetto dato che “agli sviluppatori di app viene impedito “di indirizzare liberamente i consumatori verso altri canali per ottenere offerte migliori”. Il gruppo Alphabet potrà esaminare le documentazioni presentate e rispondere alla Commissione europea. L’esecutivo comunitario aggiunge che se dovesse ritenere confermate le sue analisi potrà procedere ad adottare una decisione in merito a violazione delle normative.(Foto: Pawel Czerwinski su Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Apple, ordinanza Ue su interoperabilità dispositivi

    (Teleborsa) – La Commissione europea ha adottato due decisioni riguardo a obblighi a carico di Apple sull’interoperabilità dei suoi dispositivi, sulla base delle nuove normativecomunitarie sui servizi digitali (Dma o Digital Markets Act). Il primo obbligo riguarda nove elementi sulla connettività del sistema operativo iOS, utilizzati prevalentemente per collegare smartwatch, cuffie o televisioni a iPhone o iPad (gli smartphone e i tablet di Apple). Questi obblighi garantiranno agli sviluppatori e a terze parti “un migliore accesso ai sistemi che consentono di mostrare notifiche o di effettuare trasferimenti di dati”. In questo modo “i dispositivi collegati di ogni marchio funzioneranno meglio con gli iPhone”, afferma l’organismo comunitario con un comunicato.Il secondo obbligo, dice sempre la commissione Ue, migliora trasparenza efficacia dei processi di Apple per gli sviluppatori interessati a ottenere l’interoperabilità con iPhone e iPad. Questo include l’accesso a documentazioni tecniche al momento non disponibili a terze parti e comunicazioni sugli aggiornamenti, che rendano anche più prevedibili gli stessi in merito sempre all’interoperabilità LEGGI TUTTO

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    Ucraina, Europa ed Euro digitale: Meloni alla Camera in vista del Consiglio Ue

    (Teleborsa) – Ucraina, Europa e Euro digitale. Sono alcuni dei punti toccati dalla presidente del Consiglio GiorgiaMeloni in replica alla Camera dopo il dibattito in vista del Consiglio europeo. Meloni ha ricordato che ieri c’è “stata una lunga conversazione tra il presidente Donald Trump e il presidente Vladimir Putin: tra i punti discussi c’è l’ipotesi di un parziale cessate il fuoco limitato alle infrastrutture strategiche”. Per la presidente del Consiglio si tratta di “un primissimo spiraglio che va nel senso di quanto concordato a monte tra Trump e Zelensky” a Gedda.Grandi polemiche hanno generato le critiche rivolta da Meloni al Manifesto di Ventotene, considerato il documento fondativo dell’Unione europea. La presidente del consiglio ha citato il documento “a beneficio di chi ci guarda da casa e per chi non dovesse averlo mai letto”, leggendone alcuni passi che fanno riferimento all’auspicata “rivoluzione europea” e al “partito rivoluzionari” sostenuti dai suoi redattori. “Non so se questa è la vostra Europa ma certamente non è la mia”, ha dichiarato la presidente Meloni scatenando le proteste delle opposizioni. La seduta a quel punto è stata sospesa e alla ripresa le opposizioni hanno chiesto le scuse della presidente.Meloni ha parlato anche di Euro Digitale affermando di non essere contraria “purché non sia sostitutivo, ad esempio la Svezia che puntava a fare sparire il contante recentemente ha consigliato ai cittadini di mantenere una parte della propria ricchezza in contanti perché nei tempi degli attacchi hacker bisogna sapere i rischi a cui si va incontro”. Nel caso di moneta digitale “privata” ci sono dei costi mentre “100 euro in contati valgono sempre 100 euro. L’euro digitale risolverebbe questo problema”, ha aggiunto.Difesa comune europea, Ucraina, dazi, unione del risparmio e degli investimenti, Medio Oriente e Siria sono stati anche i temi al centro della tradizionale colazione di lavoro al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui hanno preso parte la stessa Giorgia Meloni e una delegazione di ministri in vista del Consiglio europeo. Nel pranzo al Quirinale, si apprende da fonti ministeriali, non c’è stato un incontro a due tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio come spesso accade in analoghe situazioni. LEGGI TUTTO

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    Giansanti, Confagricoltura: “Le parole pronunciate oggi dal Premier Meloni ci fanno ben sperare”

    (Teleborsa) – Confagricoltura plaude all’intervento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull’accordo Mercosur, che sottolinea la necessità di garantire reciprocità negli scambi commerciali affinché siano equi.”Da subito Confagricoltura si è opposta all’attuale formulazione dell’accordo. Senza garanzie di reciprocità, infatti, le carni bovine, il pollame, il riso, il mais e lo zucchero italiani, già messi a dura prova dalle produzioni ucraine a dazio zero, subirebbero l’impatto disastroso delle importazioni dal Sud America. Le parole pronunciate oggi dal Premier Meloni ci fanno ben sperare. Confidiamo che si vada verso una negoziazione che difenda la qualità dei prodotti made in Italy e tuteli il reddito delle nostre imprese. Auspichiamo il medesimo approccio alle negoziazioni in corso con India e Thailandia, che rischiano di mettere in difficoltà gli stessi comparti interessati dal Mercosur”, ha concluso Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura. LEGGI TUTTO