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    USA, richieste sussidi disoccupazione aumentano oltre attese

    (Teleborsa) – Aumentano e più delle attese le richieste di sussidio alla disoccupazione negli USA. Nella settimana al 23 maggio 2025, i “claims” sono risultati pari a 240 mila unità, contro le 229 mila unità attese e sopra ai 226 mila della settimana precedente (dato rivisto da 227 mila).La media delle ultime quattro settimane – in base ai dati del Dipartimento del Lavoro americano – si è assestata a 230.750 unità, in calo di 250 unità rispetto nella settimana precedente (231.000). La media a quattro settimane viene ritenuta un indicatore più accurato dello stato di salute del mercato del lavoro, in quanto appiana le forti oscillazioni osservate settimanalmente.Infine, nella settimana al 16 maggio, le richieste continuative di sussidio si sono attestate a 1.919.000, in aumento di 26.000 unità rispetto alle 1.893.000 unità della settimana precedente e superiori alle 1.890.000 attese. LEGGI TUTTO

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    USA, PIL 1° trimestre cala meno del previsto

    (Teleborsa) – Confermata in rallentamento la crescita dell’economia americana nel 1° trimestre 2025, con il dato del PIL che nella seconda lettura è stato indicato a -0,2% su base trimestrale rispetto al -0,3% della stima preliminare. Il dato, diffuso oggi dal Dipartimento del Commercio americano, si confronta con il +2,4% del trimestre precedente. Le spese personali reali, motore principale della crescita americana, sono attese in crescita dell’1,2% rispetto al +4% precedente e al +1,8% stimato dal consensus. Frenano, a sorpresa, i profitti delle imprese che riportano un -3,6% dal -0,4% del trimestre precedente (+5,9% le attese). L’indice PCE price (PCE price index), che dà un’approssimazione sulla misura dell’inflazione ed è monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l’andamento dei prezzi, segna un +3,6%, centrando le stime degli analisti e si confronta con il +2,4% precedente. L’indice PCE core, che esclude cibi freschi ed energia, registra un +3,4%, rispetto al +3,5% delle attese e al +2,6% precedente. LEGGI TUTTO

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    Giappone, fiducia consumatori maggio sale più delle attese a 32,8 punti

    (Teleborsa) – Migliora più delle attese il sentiment dei consumatori giapponesi. Secondo quanto comunicato dall’Istituto di ricerca economica e sociale del Cabinet Office giapponese, l’indice di fiducia si è attestato a maggio 2025 a 32,8 punti dai 31,2 di aprile, risultando superiore alle attese degli analisti che erano per una salita fino a 31,8 punti. All’andamento dell’indice hanno concorso l’aumento delle intenzioni di spesa di beni durevoli (+1,2 punti), l’aumento delle attese sui redditi (+0,8 punti) e quelle sullo stile di vita (+2,9 punti). In aumento anche le attese sull’occupazione (+1,6 punti). L’indice resta ancora al di sotto della soglia di 50 punti, evidenziando la persistenza di un clima negativo fra le famiglie del Sol Levante.(Foto: Photo by Andre Benz on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Ucraina, Zelensky incontra Merz: sì a cooperazione su produzione di armi. Lavrov: negoziati il 2 giugno a Istanbul

    (Teleborsa) – Il presidente dell’Ucraina, VolodymyrZelensky, ha incontrato a Berlino il cancelliere, Friedrich Merz. “Continueremo a prestare ed aumenteremo il nostro sostegno militare agli ucraini”, ha sottolineato Merz. “Non ci saranno restrizioni e gli ucraini potranno difendersi”, ha aggiunto, “continueremo ad aumentare la pressione su Mosca. Lo facciamo anche per aprire le strada ai negoziati”.”Vogliamo rendere possibile che gli ucraini abbiano armi a lungo raggio”, ha poi affermato annunciando la volontà di avviare “produzioni comuni”. “Faremo in modo che l’esercito ucraino possa essere equipaggiata di tutto quello che serve per combattere con successo”, ha infatti spiegato Merz. “Oggi abbiamo fatto un primo passo verso una cooperazione tra la Germania e l’Ucraina nella produzione di armi a lungo raggio, e questa sarà anche una cooperazione a livello industriale, che potrà avvenire sia in Ucraina sia qui in Germania. Non forniremo ulteriori dettagli per il momento, ma potete presumere che il rifiuto della parte russa di tenere colloqui, il rifiuto di osservare un cessate il fuoco, avrà ora conseguenze reali”, ha dichiarato il cancelliere.Le parole di Merz sono state commentate dal ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, che ha definito “inquietanti” le affermazioni del cancelliere in merito alla volontà di dotare la Germania dell’esercito convenzionale più forte d’Europa. Secondo l’esponente del Cremlino, citato dalla Tass, le dichiarazioni del cancelliere tedesco “hanno ricordato a molti i periodi del secolo scorso quando la Germania è diventata per due volte la prima potenza militare d’Europa”. “E cosa è venuto da questo? – si è chiesto – Quanto dolore ha portato ai popoli, e non solo del continente europeo?”.Lavrov ha annunciato che la Russia propone un secondo round di negoziati diretti con l’Ucraina il 2 giugno a Istanbul per presentare il suo memorandum sul processo di pace. “La nostra delegazione, guidata da Vladimir Medinsky – ha dichiarato in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri – è pronta a presentare il memorandum e a fornire tutte le necessarie spiegazioni”. “Vorrei ancora una volta esprimere la mia gratitudine ai nostri partner turchi per avere offerto una piattaforma ospitale” per l’incontro, ha aggiunto.”Speriamo che tutti coloro che sono sinceramente, e non solo a parole, interessati al successo del processo di pace, sostengano la tenuta di un nuovo round di negoziati diretti russo-ucraini a Istanbul”, ha concluso Lavrov. LEGGI TUTTO

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    Tassi USA: Fed conferma approccio cauto

    (Teleborsa) – I funzionari della Federal Reserve sono ampiamente concordi che l’accresciuta incertezza economica giustifichi un approccio cauto, fino a quando l’effetto delle modifiche delle politiche del governo sarà più chiaro.E’ quanto emerge dai verbali della riunione del 6 e 7 maggio dell’istituzione guidata da Jerome Powell in cui si sottolinea che la “crescita economica e il mercato del lavoro restano solidi e l’attuale politica monetaria moderatamente restrittiva. Siamo ben posizionati per attendere una maggiore chiarezza sulle prospettive per l’inflazione e l’attività economica”. Il board ha ritenuto che i rischi di un aumento della disoccupazione e dell’inflazione fossero aumentati rispetto alla precedente riunione di marzo, principalmente a causa del potenziale impatto dei dazi. Un simile scenario potrebbe mettere in contrapposizione gli obiettivi della Fed di prezzi stabili e massima occupazione.I verbali hanno sottolineato la volontà dei funzionari della Fed di mantenere i tassi di interesse invariati per un certo periodo, poiché i cambiamenti di politica monetaria a Washington offuscano le prospettive economiche. I banchieri hanno mantenuto il tasso di riferimento della banca centrale in un intervallo tra il 4,25% e il 4,5%, durante la riunione di maggio, per la terza volta consecutiva.Le volatili politiche commerciali del presidente Donald Trump sono tra i principali fattori che determinano l’incertezza delle prospettive. La riunione della Fed, di questo mese, si è tenuta pochi giorni prima che Stati Uniti e Cina annunciassero un accordo temporaneo per ridurre i dazi sui rispettivi prodotti. LEGGI TUTTO

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    Auto, le Case tedesche trattano con gli Usa un accordo sui dazi

    (Teleborsa) – Bmw, Mercedes-Benz e Volkswagen stanno trattando direttamente con l’amministrazione Usa per trovare un accordo sui dazi. È quanto sostiene Reuters che ha riportato come le principali Case automobilistiche tedesche stiano provando a convincere Washington a ridurre le tariffe per le loro importazioni mettendo sul piatto investimenti e potenziali esportazioni dagli Usa e puntando ad un accordo già per giugno.Una delle fonti citate dall’agenzia di stampa ha riferito infatti che le case automobilistiche tedesche potrebbe ottenere dei crediti per le auto che esporteranno dagli Stati Uniti, crediti che potrebbero essere poi dedotti dai dazi doganali. LEGGI TUTTO

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    BTP Italia, gli ordini raggiungono quota 5,28 miliardi di euro in due giorni

    (Teleborsa) – Gli ordini per il nuovo BTP Italia, il titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione italiana, hanno raggiunto quota 5,28 miliardi in due giorni. Nella sola seduta di oggi sono stati raccolti 2,14 miliardi, con 63.946 contratti. Nella prima giornata il BTP Italia ha raccolto 3,14 miliardi.L’ultima emissione del BTP Italia (su un titolo a 5 anni) di marzo 2023 ha registrato una raccolta complessiva di quasi 10 miliardi di euro (di cui 8,6 miliardi al retail). Quella di novembre 2022 ha raccolto 12 miliardi di euro (di cui 7,3 miliardi al retail), mentre quella di giugno 2022 ha totalizzato raccolto 9,4 miliardi di euro (di cui 7,3 miliardi al retail).Il titolo di Stato in collocamento ha una durata di 7 anni e un premio finale extra pari all’1% per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza, il 4 giugno 2032. Come per le precedenti emissioni, sarà collocato sul mercato in due fasi: la prima fase si svolge da martedì 27 a giovedì 29 maggio, salvo chiusura anticipata, ed è riservata esclusivamente ai risparmiatori individuali e affini (il cosiddetto mercato retail); la seconda fase avrà luogo nella mattinata del 30 maggio e sarà riservata solo agli investitori istituzionali.I tassi minimi garantiti comunicati lunedì 26 maggio sono fissati all’1,85%. La cedola definitiva sarà stabilita con successiva comunicazione nella mattinata di venerdì 30 maggio, all’apertura della quarta giornata di emissione, e potrà essere confermata o rivista al rialzo. Anche per questo titolo la tassazione è agevolata al 12,5%. È esente dalle imposte di successione, e, come previsto dalla legge di bilancio 2024, concorre all’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.I risparmiatori retail possono sottoscrivere il BTP Italia attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli. Il collocamento avviene sulla piattaforma elettronica MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso tre banche dealers: Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco BPM. Il codice ISIN del titolo per la prima fase è IT0005648248. LEGGI TUTTO

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    Ponte sullo Stretto, Cgil scrive a Ue: “Blocchi l’autorizzazione”

    (Teleborsa) – “Gentile commissaria, la Cgil desidera sottoporre alla sua attenzione le gravi criticità tecniche, ambientali, normative e sociali connesse all’iter di approvazione del progetto relativo al ‘Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria’ (Ponte sullo Stretto di Messina), recentemente trasmesso alla Commissione mediante la relazione IROPI approvata dal Consiglio dei Ministri. Relazione che non soddisfa le condizioni necessarie e sufficienti previste dal diritto comunitario e, pertanto, a nostro avviso, non può costituire base giuridicamente ammissibile per autorizzare l’opera”. È quanto si legge nella lettera inviata questa mattina dalla Cgil alla commissaria Europea per l’Ambiente Jessika Roswall, a firma del segretario confederale Pino Gesmundo.Nella lettera la Cgil chiede “un apposito incontro per meglio chiarire tutti gli aspetti della materia in oggetto” ed evidenzia i motivi per i quali, a giudizio della Confederazione, l’iter del progetto del Ponte non sarebbe conforme alle disposizioni europee. Nel dettaglio – rileva la Cgil – il progetto “non soddisferebbe le stringenti condizioni” previste per la deroga alla Direttiva Habitat in materia ambientale e infrastrutturale. Deroga che permetterebbe l’autorizzazione di progetti o piani che possono causare danni alle zone speciali di conservazione della rete Natura 2000, ovvero alle aree di interesse comunitario destinate alla conservazione della biodiversità. È mancata – sottolinea la Cgil – “un’adeguata analisi delle alternative meno impattanti sull’integrità dei siti Natura 2000 interessati”, e non vi sono, come richiesto per la deroga alla Direttiva, “motivi riguardanti la salute umana, la sicurezza pubblica o effetti ambientali positivi di primaria importanza”. Inoltre, il progetto riporta una valutazione ambientale “incompleta e viziata”, con lacune non conformi alla normativa europea e in contraddizione con la strategia europea per una mobilità a zero emissioni. Infine, sono trascurati “rischi strategici e di sicurezza”. Nella lettera si evidenza che “la dichiarazione del ponte come infrastruttura di rilevanza militare, oltre a non essere suffragata da documenti ufficiali UE o NATO, espone l’area dello Stretto a rischi specifici in caso di conflitti, aggravando le condizioni di sicurezza per oltre un milione di residenti nelle aree metropolitane coinvolte”. “Riteniamo – scrive Gesmundo – non siano soddisfatte le condizioni per l’applicazione della deroga, che, come già evidenziato da soggetti pubblici competenti come l’ISPRA, la procedura risulti viziata da carenze metodologiche sostanziali, e che la Commissione sia tenuta ad esprimere un parere formale vincolante”. Per il segretario confederale “la via scelta dal Governo delle deroghe alle regole nazionali ed europee in nome di un ‘imperativo interesse pubblicò è completamente sbagliata per un intervento infrastrutturale di questa rilevanza. Solo pochi giorni fa – sottolinea – è dovuto intervenire il presidente della Repubblica per respingere un provvedimento di deroga alle norme sui controlli antimafia per il Ponte di Messina, chiarendo che per esso valgono le regole ordinarie per le opere strategiche di interesse nazionale”. Confidando nell’autorevolezza e nella vigilanza delle istituzioni europee nel garantire l’applicazione corretta e rigorosa delle normative ambientali comuni – conclude il segretario confederale – sollecitiamo la sospensione dell’iter autorizzativo e l’apertura di una procedura formale di verifica di conformità del progetto alle disposizioni europee”. LEGGI TUTTO