More stories

  • in

    Unione bancaria, Bankitalia chiede completamento

    (Teleborsa) – La Banca d’Italia torna a chiedere il completamento dell’Unione bancaria che porterebbe “alla rimozione effettiva di ogni barriera in materia di fusioni e acquisizioni transfrontaliere” fra isitututi di credito. Lo afferma il direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini in un convegno a Palermo sottolineando come l’integrazione bancaria stia venendo meno, “le operazioni di fusione e acquisizione” mostrano “un trend discendente. Quelle domestiche sono sempre più numerose di quelle transfrontaliere”. Benché non vi siano restrizioni legali, poche banche operano nel mercato al dettaglio di altri Stati membri”. Signorini ha sottolineato “come La crescita della concorrenza bancaria in Italia è un dato di fatto, il risultato di decenni di innovazioni normative e di sviluppi di mercato” ma “non possiamo fermarci qui” e “la prospettiva deve ormai spostarsi dall’ambito nazionale a quello europeo”. Il dg ha ricordato come negli scorsi anni in Italia “le operazioni di fusione tra banche, contrariamente a quello che si potrebbe superficialmente pensare, di fatto accrebbero il tenore concorrenziale del mercato bancario, grazie al superamento della segmentazione dei mercati locali” e “incentivarono un miglioramento della qualità dei servizi offerti alla clientela”. Ora, ha rimarcato “è necessario un deciso colpo di acceleratore”. “Il caso della supervisione bancaria, pur con tutti i miglioramenti che ancora crediamo necessari, è lì a dimostrarlo: data una ferma volontà politica, specie se rafforzata dalla minaccia rappresentata dagli effetti di gravi eventi (all’epoca, la crisi finanziaria globale), certi obiettivi che parevano irraggiungibili si possono invece realizzare”.Signorini ha anche chiesto più vigilanza Ue per la gestione del risparmio e le assicurazioni che operano in più paesi spiegando che “la creazione di un’unione dei risparmi e degli investimenti richiederà anche di rendere più uniformi ed efficaci la regolamentazione e la supervisione negli altri comparti della finanza, in primis i mercati dei capitali e le assicurazioni”.”Per l’industria della gestione del risparmio, in particolare, è necessario definire un “single rulebook” e fare passi avanti verso un modello di vigilanza più accentrato a livello europeo, soprattutto con riferimento agli operatori di maggiore dimensione” ha sottolineato.Nel settore assicurativo, “è auspicabile un rafforzamento della supervisione a livello europeo sulle compagnie con operatività transfrontaliera, anche per realizzare una protezione uniforme ed efficace degli assicurati”. LEGGI TUTTO

  • in

    PNRR, Foti: amministratori rispettino tempi, non c’è proroga

    (Teleborsa) – “Abbiamo da conseguire tra ottava, nona e decima rata, 284 obiettivi che saranno indubbiamente una sfida importante e in relazione a questa sfida prendiamo la comunicazione della Commissione europea coma base per vedere se e come intervenire sulle singole misure del piano. Ma l’obiettivo di fondo, perché questo piano potrebbe anche essere ridimensionato se seguissimo una delle opzioni della commissione, è invece mantenere l’ambizione del piano così come è stato pensato”. Lo ha detto il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il PNRR, Tommaso Foti, nel corso del question time al Senato. “Noi – ha spiegato – stiamo analizzando con tutte le amministrazioni la situazione reale del Pnrr con le relative misure per vedere se e quali modifiche poter introdurre in quella che è l’ultima occasione per poter definire un quadro diverso dall’attuale”.”Non vi è stata nessuna penalizzazione delle aree del Sud. Faccio solo un appello agli amministratori perché rispettino i termini dei progetti perché oggi è chiaro, dopo la decisione del 4 giugno della Commissione europea che non vi sarà proroga oltre il 30 agosto 2026″. Lo ha detto il ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il PNRR, Tommaso Foti, nel corso del question time al Senato. “Qindi – ha aggiunto – l’appello che rivolgo è quello di non mantenere solo la percentuale delle risoprse assegnate territorializzabili ma anche che queste risorse siano effettivamente spese e si passi ai progetti conclusi”. LEGGI TUTTO

  • in

    USA, stoccaggi gas ultima settimana +109 BCF

    (Teleborsa) – Aumentano più delle attese gli stoccaggi settimanali di gas negli USA. Secondo l’Energy Information Administration (EIA), divisione del Dipartimento dell’Energia americano, gli stoccaggi di gas nella settimana terminata il 6 giugno 2025 sono risultati in crescita di 109 BCF (billion cubic feet).Il dato si rivela superiore al consensus (+108 BCF). La settimana prima si era registrato un incremento di 122 BCF.Le scorte totali si sono dunque portate a 2.707 miliardi di piedi cubici, risultando in calo dell’8,6% rispetto a un anno fa (quando erano pari a 2.963) e in crescita del 5,4% rispetto alla media degli ultimi cinque anni di 2.568 BCF. LEGGI TUTTO

  • in

    Bozza dl fisco, stop cumulo bonus per chi rientra in Italia

    (Teleborsa) – Arriva il divieto di cumulabilità tra i benefici per i lavoratori impatriati e gli incentivi per i ricercatori che rientrano dall’estero e per i neo-residenti. Lo prevede una norma contenuta in una bozza del decreto fisco atteso oggi in consiglio dei ministri.La norma, all’articolo 6 della bozza, stabilisce che gli effetti dell’imposta sostitutiva da 200mila euro sui redditi prodotti all’estero realizzati dalle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia non siano “cumulabili” con gli incentivi per il rientro in Italia dei ricercatori residenti all’estero e con il nuovo regime agevolativo a favore dei lavoratori impatriati.La disposizione si applica dal periodo d’imposta 2024.E’ infatti convocato per oggi, intorno alle 15.30 una nuova riunione del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno del Cdm, tra le altre cose, un decreto legge con “misure urgenti di sostegno a comparti produttivi” che dovrebbe contenere le annunciate misure per l’ex Ilva e anche la Cig per La Perla, e un decreto legge con “misure urgenti in materia fiscale” che, tra le altre cose, potrebbe prorogare di nuovo l’entrata in vigore della sugar tax. Indispensabile una proroga alla scadenza del 30 giugno dei versamenti d’imposta. Lo scrivono Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti, in una lettera inviata al ministro dell’Economia e finanze Giancarlo Giorgetti, al vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo e al direttore dell’Agenzia delle entrate Vincenzo Carbone. “La richiesta – si legge in una nota – è motivata dalle numerose novità che sono state introdotte in materia fiscale, molte delle quali, ampiamente apprezzate dalle Organizzazioni, hanno tuttavia determinato ingenti interventi nelle procedure di liquidazione dei tributi”. “Uno dei principali interventi – concludono gli artigiani – è frutto della complessa gestione del nuovo concordato preventivo biennale che ha subito modifiche, anche pochi giorni fa, per effetto del decreto legislativo correttivo della riforma fiscale, varato dal Governo lo scorso 4 giugno. Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti, valutate le difficoltà operative di rispettare il termine del 30 giugno da parte delle imprese che applicano gli Isa e per gli intermediari che sono chiamati ad assisterle, auspicano la proroga di un mese della scadenza”. LEGGI TUTTO

  • in

    Lavoro, Calderone: “Priorità sicurezza: a breve altri 700 milioni”

    (Teleborsa) – “Quando la nostra Costituzione proclama che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro ci consegna anche il dovere di fare in modo che ogni posto di lavoro sia sicuro e dignitoso. Un dovere che al di là dei rispettivi ruoli, degli specifici ruoli dei soggetti coinvolti, può essere assolto efficacemente solo se tutta la società avverte questo dovere come proprio e come prioritario”. È quanto ha affermato la ministra del Lavoro, Marina Calderone, nell’informativa alla Camera sulla sicurezza sul lavoro. “Gli obiettivi della sicurezza possono essere efficacemente raggiunti solo se i lavoratori e le imprese, i soggetti pubblici e privati, ognuno per la sua parte, collaborano e interagiscono nell’intento comune di rendere il lavoro sempre più sicuro – ha detto Calderone – quello che il governo si è proposto è prima di tutto di promuovere la cultura della salute e della sicurezza sul lavoro, sostenendo la consapevolezza che tutelare la sicurezza è una responsabilità di ciascuno. Comporta avere cura della vita e della salute di tutti. Sicurezza significa anche azionare una leva di sviluppo economico e sociale, creare occasioni di sviluppo, di rinnovamento delle imprese e di crescita del benessere dei lavoratori”. Il ministero del Lavoro – ha aggiunto Calderone – “ha elaborato una strategia chiara, ambiziosa, che si snoda lungo quattro direttrici che sono complementari tra di loro: sensibilizzazione e formazione dei giovani e dei lavoratori; sostegno alle imprese nell’implementazione di procedure di sicurezza sempre più incisive; rafforzamento delle tutele in ambito lavorativo; attuazione di controlli mirati e coordinati. Questa strategia è stata formalizzata con il decreto ministeriale 195 del 17 dicembre del 2024 nel quale abbiamo adottato il piano integrato per la salute e la sicurezza”. “Quando si parla di denunce di infortunio” sul lavoro, “di malattia professionale” e “di incidente mortale credo che tutti quanti insieme abbiamo la stessa sensibilità nel dire che anche un solo morto è una sconfitta – detto la ministra del Lavoro –. Sono abituata a chiedermi sempre se ho fatto abbastanza, se posso fare di più. Sono certa, con il supporto del Parlamento, di poter fare di più e meglio. Voglio assumere un impegno: utilizzare tutte le risorse che abbiamo a disposizione per per migliorare l’incisività della nostra azione di vigilanza e indirizzare le azioni di tutela e salvaguardia delle persone. Il mio obiettivo, così come quello del Governo, è nei prossimi tempi, molto brevi, di liberare altri 700 milioni da mettere a disposizione delle politiche per la sicurezza”. Sul fronte dell’occupazione – ha detto Calderone – c’è “un milione di persone in più al lavoro”, raggiungendo una quota di “oltre 24 milioni” e “abbiamo un incremento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, una riduzione progressiva del numero dei giovani che non lavorano, non studiano e non si formano (neet). Non sono qui per dire – ha aggiunto la ministra – che tutte le soluzioni sono state trovate e che i nostri numeri non debbano essere migliorati certamente abbiamo un tasso di disoccupazione che è nella media europea. Bisogna lavorare e, soprattutto, sostenere l’ingresso al lavoro di giovani e donne e migliorare le condizioni di lavoro affinché ci siano interventi ancora più efficaci sul fronte del contrasto allo sfruttamento e all’utilizzo improprio delle forme di lavoro”.Dal 1 ottobre del 2024, data in cui la patente a crediti in edilizia è entrata in vigore, “sono più di 454mila le imprese che si sono registrate, hanno iniziato il percorso, hanno avuto la patente. Esattamente al 3 giugno sono 454.447 – ha detto Calderone –. Di queste il 99,5% è stato rilasciato ad attività registrate in Italia e costituite sotto forma di imprese. Non è un documento simbolico, qualcuno ha detto anche questo, ma invece voglio dire che si tratta di una strategia importante che il Governo vuole estendere ad altri settori produttivi dove c’è una particolare condizione di alto rischio. Mi riferisco, ma solo a titolo esemplificativo, a settori come logistica e agricoltura, settori in cui l’incidenza del rischio è anche testimoniata dall’entità dei tassi di premio che la tariffa Inail assegna. Per noi rappresenta un cruscotto dinamico che registra comportamenti virtuosi e violazioni”. Nel solo settore edilizio, nel corso del 2024 “sono state effettuate 41.106 ispezioni – ha aggiunto Calderone – il 73% in più rispetto al 2023 anche per effetto dell’entrata in servizio del primo contingente di ispettori tecnici. Il tasso di irregolarità riscontrata è significativo, ma questo è dato anche dal fatto che tutta l’attività ispettiva che stiamo sviluppando sul territorio è preceduta da un’analisi attenta e puntuale delle informazioni che ci vengono dalle banche dati che sono in condivisione in tempo reale per tutto il personale ispettivo e, quindi, dagli indici di pericolosità e rischiosità che ci portano ad andare in taluni casi in una situazione in cui il controllo è mirato e l’ipotesi di rischio poi si verifica”. LEGGI TUTTO

  • in

    USA, richieste sussidi disoccupazione invariate a 248 mila unità

    (Teleborsa) – Non calano come atteso le richieste di sussidio alla disoccupazione negli USA. Nella settimana al 7 giugno, i “claims” sono risultati pari a 248 mila unità, in linea con quelle registrate la settimana precedente (dato rivisto da un preliminare di 247.000 mila). Il consensus indicava una discesa a 242mila unità.La media delle ultime quattro settimane – in base ai dati del Dipartimento del Lavoro americano – sale a 240.250 unità, in aumento di 5.000 unità rispetto al dato della settimana precedente. La media a quattro settimane viene ritenuta un indicatore più accurato dello stato di salute del mercato del lavoro, in quanto appiana le forti oscillazioni osservate settimanalmente. Infine, nella settimana al 31 maggio, le richieste continuative di sussidio si sono attestate a 1.956.000, in aumento di 54.000 unità rispetto alle 1.902.000 unità della settimana precedente (dato rivisto da un preliminare di 1.904.000 unità) e superiore a 1.910.000 attese.(Foto: Nik Shuliahin on Unsplash ) LEGGI TUTTO

  • in

    Bankitalia, Panetta: “Maggiore impegno pubblico e privato per rilanciare l’innovazione”

    (Teleborsa) – “L’innovazione è il pilastro su cui costruire un nuovo modello di crescita per l’Europa. La produttività stagnante e il ritardo tecnologico rappresentano le principali fragilità dell’economia europea rispetto a quella degli Stati Uniti. Il contesto globale impone un cambio di passo deciso. Occorre riportare l’innovazione al centro del sistema economico europeo. L’intervento pubblico è essenziale per finanziare la ricerca di base, stimolare la domanda di tecnologie avanzate e orientare gli investimenti in settori strategici. Ma l’intervento pubblico, da solo, non basterà”. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, alla conferenza “Competitività e innovazione: la risposta europea” organizzata dalla Banca d’Italia e dalla Banca europea degli investimenti. “La spesa pubblica europea in ricerca e sviluppo – ha sottolineato Panetta – è comparabile a quella americana, ma spesso meno efficace. Deve essere rafforzata e soprattutto meglio indirizzata. In questo quadro, l’Italia deve colmare il divario con il resto d’Europa. Spendiamo per l’università solo l’1 per cento del PIL, circa un terzo in meno della media UE, e con infrastrutture di trasferimento tecnologico limitate rispetto ai principali poli europei. Occorre investire meglio: rafforzando i centri di eccellenza e valorizzando quelli minori attraverso reti di collaborazione. Nei prossimi anni l’Europa dovrà affrontare sfide decisive – dalla transizione verde e digitale alla difesa – che richiederanno uno sforzo innovativo senza precedenti. È urgente completare la costruzione di un mercato europeo dei capitali pienamente integrato, in grado di canalizzare il risparmio verso progetti imprenditoriali ad alto potenziale. Solo una rinnovata spinta all’innovazione potrà rilanciare la produttività, garantire la crescita e assicurare all’Europa un ruolo di leadership stabile nel tempo”.Secondo Panetta “il settore pubblico può sostenere l’innovazione lungo almeno tre direttrici: finanziando la ricerca di base e il trasferimento tecnologico, orientando la propria domanda verso tecnologie avanzate e facilitando la mobilitazione di capitali privati”.Sempre più spesso, infatti, – ha spiegato Panetta – “le innovazioni più significative nascono dall’incontro tra ricerca di base – generalmente pubblica – e ricerca applicata, svolta dalle imprese. Negli Stati Uniti, la quota di brevetti legata alla ricerca finanziata dal pubblico è salita dal 3 per cento nel 1945 al 30 nel 20105. Questa proficua interazione è particolarmente importante per le start-up innovative, che giocano un ruolo cruciale nel dinamismo economico. I brevetti fondati su pubblicazioni scientifiche, prodotte soprattutto da università e centri di ricerca pubblici, tendono a generare maggiori ritorni economici e a essere più commerciabili, in quanto il linguaggio scientifico ne facilita la valutazione tecnica. Il settore pubblico può intervenire anche sul lato della domanda, acquistando direttamente beni e servizi ad alto contenuto tecnologico, oltre che erogando sussidi diretti. Un esempio efficace è quello delle agenzie statunitensi Advanced Research Projects Agencies (ARPA), che finanziano progetti ad alto rischio e potenziale, spesso ignorati dal venture capital, come nel caso del deep tech. In Europa, esperienze analoghe sono ancora limitate. I programmi Pathfinder e Transition dello European Innovation Council rappresentano un primo passo, ma con risorse – meno di 400 milioni di euro annui – ancora molto inferiori ai circa 7 miliardi di dollaridestinati alle agenzie americane. Infine, – ha concluso Panetta – il settore pubblico può attivare investimenti privati, soprattutto in settori con ritorni altamente incerti e in contesti con minore propensione a investire in capitale di rischio, come in Europa12. Il coinvolgimento di agenzie pubbliche altamente qualificate riduce le incertezze e incoraggia i privati a partecipare. Quando l’intervento pubblico all’innovazione è ben progettato e ben eseguito, i suoi effetti non si esauriscono nel breve periodo. L’impulso iniziale può innescare un circolo virtuoso: la diffusione di nuove idee, l’attrazione di nuove imprese e di lavoratori qualificati creano economie di agglomerazione che rendono l’ecosistema innovativo sempre più forte nel tempo”. LEGGI TUTTO

  • in

    Dazi, Bessent apre al possibile slittamento dei negoziati oltre il 9 luglio

    (Teleborsa) – Gli Stati Uniti potrebbero decidere per una proroga della sospensiva dei dazi per i Paesi partner che stiano negoziando “in buona fede” un accordo commerciale. Lo ha annunciato il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent, all’indomani dell’accordo raggiunto fra Stati Uniti e Cina. Bessent ha dunque anticipando la possibilità di estendere la sospensione oltre i 90 giorni concessi dal Presidente Donald Trump, che scadono il 9 luglio, a beneficio dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, purché dimostrino “buona fede” nei negoziati commerciali in corso.Gli Stati Uniti – ha ricordato in un’audizione davanti alla Commissione Affari e Finanze della Camera – hanno 18 “importanti” partner commerciali, e l’amministrazione Trump sta “lavorando per raggiungere accordi” con questi Paesi, come l’Unione Europea, che sta portando avanti i negoziati finalizzati a regolare l’interscambio in futuro. “Se qualcuno non sta negoziando, allora non lo faremo neanche noi”, ha dichiarato lapidario.I funzionari di Trump hanno ripetutamente affermato di essere prossimi a siglare accordi commerciali con una mezza dozzina di paesi, ma finora la Casa Bianca ha portato a casa solo un accordo commerciale formale con il Regno Unito e un accordo quadro con la Cina, i cui non si conoscono ancora i dettagli. In precedenti occasioni, i funzionari USA avevano espresso la disponibilità a rinviare la sospensiva solo nei confronti di quei partner con cui c’era già un accordo di massima.Frattanto, il segretario al Commercio USA Howard Lutnick si è detto “ottimista” riguardo la possibilità di giungere ad un accordo con l’Europa, ma ammette che “sarà probabilmente alla fine”. “L’Europa è stata più che spinosa nei colloqui commerciali”, ha ammesso il titolare al commercio, ricordando che in UE non c’è una chiara leadership e che, per ottenere un’offerta, si è dovuti arrivare a minacciare dazi al 50% su tutti i prodotti. LEGGI TUTTO