More stories

  • in

    Nasce il Family lndex

    (Teleborsa) – Contrastare la crisi demografica italiana richiede un’azione collettiva. Non bastano più le politiche pubbliche: servono anche imprese capaci di essere protagoniste del cambiamento, adottando misure concrete a sostegno della natalità. È in questo contesto che nasce il Family lndex, il primo strumento in Italia pensato per misurare quanto “un’azienda sia davvero family and natality friendly”. Il progetto è promosso dalla Fondazione per la Natalità, dal Forum delle Associazioni Familiari e dall’Osservatorio Ethos della Luiss e rappresenta un passo innovativo per valutare l’impatto reale delle politiche aziendali su natalità, genitorialità e benessere familiare. Prevede un’indagine nazionale, la creazione di un modello di valutazione scientificamente validato, e la raccolta delle migliori pratiche aziendali, che verranno valorizzate in un dossier pubblico. Il modello di calcolo non è pensato per fare una classifica fine a sé stessa, ma per attivare un circolo virtuoso di consapevolezza, miglioramento e condivisione delle buone pratiche. Questo progetto risponde a un’esigenza chiara: creare uno strumento scientifico e misurabile, un coefficiente in grado di valutare l’effettivo impatto delle politiche aziendali sulla genitorialità. È uno strumento utile per i lavoratori, che potranno orientarsi meglio nel mercato del lavoro, ma anche per le aziende, che potranno migliorare la loro capacità attrattiva e contribuire alla tenuta sociale del Paese. La situazione attuale evidenzia, infatti, l’urgenza di agire. I dati mettono in evidenza con chiarezza l’impatto della genitorialità sull’occupazione femminile, tanto che tra le donne con figli piccoli il 30% è fuori dal mercato del lavoro(Fonte lstat, 2024). Secondo il Child Penalty Atlas del 2023, dopo il primo figlio, le donne italiane perdono in media il 33% del reddito rispetto agli uomini. Un crollo progressivo che evidenzia quanto, ancora oggi, la maternità sia un fattore penalizzante nella partecipazione femminile al mercato del lavoro. Alla presentazione, che si è tenuta oggi alla Luiss, hanno partecipato Rita Carisano, Direttore Generale Luiss; Sebastiano Maffettone, professore di Filosofia politica Luiss e Direttore dell’Osservatorio Ethos di etica pubblica; Adriano Bordignon, Presidente Forum delle Associazioni Familiari, e Federico Eichberg, Capo di Gabinetto Ministero delle Imprese e del Made in ltaly. “Questa iniziativa nasce da un dialogo concreto e costruttivo avviato con le imprese, sempre più consapevoli che la denatalità non è solo un tema demografico o sociale, ma un vero e proprio fattore di rischio per la sostenibilità economica del nostro Paese. Se oggi un’azienda vuole attrarre e trattenere giovani talenti, deve avere il coraggio di investire seriamente nel benessere familiare dei propri dipendenti. Il welfare aziendale non può limitarsi a essere un insieme di benefit generici: deve diventare una leva strategica capace di sostenere concretamente chi desidera mettere al mondo dei figli. Se non interveniamo ora, il rischio concreto è quello di un crollo strutturale del PIL legato alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione. Il futuro dell’Italia passa anche da qui: dalla capacità di coniugare sviluppo economico e natalità”, ha dichiarato Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità. Per Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari: “La denatalità non è un semplice fatto statistico, ma la cartina di tornasole della capacità di un Paese di garantire futuro alle persone e solidità al proprio sistema economico. Il Family lndex nasce proprio per colmare il vuoto di strumenti di valutazione scientificamente strutturati delle politiche aziendali in favore delle famiglie e della natalità. Con questo progetto facciamo un passo concreto verso una maggiore attenzione al benessere familiare innescando un circolo virtuoso di consapevolezza, miglioramento e condivisione delle buone pratiche. L’obiettivo è quello di definire criteri in grado di misurare l’impatto di interventi mirati – dal congedo parentale potenziato alla flessibilità oraria, dalla copertura dei servizi educativi alla tutela delle madri al rientro dalla maternità – e soprattutto di attivare processi di innovazione. Il ruolo delle imprese è centrale nel promuovere un welfare aziendale realmente a misura di famiglia, capace di integrare la cura delle persone e la sostenibilità sociale con la crescita e la competitività”. Per Sebastiano Maffettone, Direttore dell’Osservatorio Ethos sull’etica pubblica della Luiss: “La crisi demografica italiana non è solo un problema statistico o economico: è una sfida culturale e morale che investe l’intera collettività. Ripensare la natalità come bene comune riguarda la società nel suo insieme, non solo le scelte individuali. Servono politiche pubbliche e aziendali in grado di sostenere chi sceglie di generare futuro. Come ci ha insegnato Adriano Olivetti, le imprese possono essere protagoniste civili, supportando concretamente le famiglie: promuovere la natalità non è solo giusto, è anche intelligente”. LEGGI TUTTO

  • in

    USA, scorte petrolio settimanali calano di 11,5 milioni di barili

    (Teleborsa) – Sono scese più delle attese le scorte di greggio in USA nell’ultima settimana. L’EIA, la divisione del Dipartimento dell’Energia americano, ha segnalato che gli stocks di greggio, negli ultimi sette giorni al 13 giugno 2025, sono diminuiti di circa 11,5 milioni di barili a 420,9 MBG, contro attese per un decremento di 2,3 milioni.Gli stock di distillati hanno registrato un aumento di 0,5 MBG, arrivando a 109,4 MBG, mentre le scorte di benzine hanno registrato un aumento di 0,2 milioni a quota 230 MBG.Le riserve strategiche di petrolio sono aumentate di 0,2 milioni a 402,3 MBG. LEGGI TUTTO

  • in

    Casa, MIT: primi 660 milioni per un piano contro il disagio abitativo

    (Teleborsa) – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha ospitato il quinto Tavolo Casa, presieduto dal vicepresidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini. L’incontro, che ha visto la partecipazione di enti e associazioni di categoria, ha confermato un approccio collaborativo nella definizione delle politiche abitative nazionali.Durante la riunione – fa sapere il Mit in una nota – sono state illustrate le novità del Piano Casa Italia, un programma strategico volto a contrastare il disagio abitativo, rilanciare le politiche abitative e riorganizzare l’offerta esistente. Per la fase di avvio e sperimentazione del Piano sono stati destinati i primi 660 milioni di euro.Gli obiettivi chiave del Piano Casa Italia includono: riorganizzazione del sistema di social housing e delle Aziende Casa; promozione di modelli innovativi di finanziamento dei progetti di social housing, fondati sulla integrazione tra risorse pubbliche e private; creazione di soluzioni abitative flessibili, fondate sulla commistione di edilizia residenziale e sociale, e integrate nella città; definizione di modelli edilizi di social housing idonei a fornire una risposta alle esigenze di gestione dei bisogni sociali anche da parte del Terzo Settore.Inoltre, sono stati presentati gli esiti della consultazione sulla revisione del Testo Unico dell’Edilizia. L’obiettivo – si legge nella nota – è semplificare e chiarire le norme edilizie attraverso una legge delega che mira a: integrare la disciplina edilizia e delle costruzioni, in coordinamento con la disciplina dei beni culturali e urbanistica; adeguare il testo unico al riparto di competenze tra Stato e Regioni; semplificare i procedimenti amministrativi anche grazie alla digitalizzazione; riordinare gli interventi edilizi e i relativi procedimenti, tenuto conto del relativo impatto sul territorio; garantire certezza ai tempi di rilascio o formazione dei titoli abilitativi; semplificare le modalità di attestazione dello stato legittimo dell’immobile; sostenere e accompagnare la rigenerazione urbana con semplificazioni e incentivi regolatori.Salvini ha ribadito “l’impegno del Governo a modernizzare il settore edilizio e a proseguire il dialogo con tutti gli attori per un’attuazione rapida ed efficiente delle riforme, a favore di cittadini e famiglie”. LEGGI TUTTO

  • in

    Mattarella: giovani all’estero arricchimento e sfida permanente perchè Italia sia attrattiva

    (Teleborsa) – “La partecipazione al voto da parte dei nostri connazionali all’estero – espressione di ‘cittadinanza attiva’ – concorre all’energia che fa vivere la nostra società democratica e allo stesso modo vi contribuisce la scelta dei componenti di organismi quali i Comitati degli Italiani all’Estero e dello stesso Cgie, che rafforzano la concezione di una democrazia libera e aperta a tutti i cittadini, ovunque essi abbiano scelto di vivere”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’incontro con il segretario generale Maria Chiara Prodi e i componenti del consiglio generale degli Italiani all’estero, in corso al Quirinale.Il Capo dello Stato ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale svolto dalle donne” emigrate. “Sin dalle prime ondate migratorie, le nostre connazionali sono state le autentiche custodi della lingua, della cultura e delle tradizioni, trasmettendo valori alle successive generazioni e mantenendo vive le radici con l’Italia, finanche in contesti difficili. Perno della famiglia in ogni contesto. Educatrici, scienziate, imprenditrici, operatrici culturali: la loro presenza ha rappresentato la struttura portante delle nostre collettività all’estero, contribuendo in modo decisivo alla loro coesione e, al tempo stesso, all’integrazione nelle comunità d’accoglienza”. Particolarmente significativo il passaggio sugli italiani all’estero – “A lungo si è dibattuto sull’impoverimento avvenuto con il trasferimento all’estero di tante energie. Oggi, nel contesto multilaterale globale, sempre più spazio ha acquisito la cosiddetta ‘nuova mobilità’, composta da energie in movimento di ogni appartenenza sociale e categoria professionale, fra cui naturalmente molti giovani. Tra di essi si contano circa mezzo milione di laureati che negli ultimi 15 anni sono partiti da ogni parte d’Italia verso mete quali Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia, Spagna e Stati Uniti, per investire sul proprio futuro, portando con sé talento, passione e tanta determinazione, contribuendo – una volta di più – allo sviluppo dei Paesi che li ospitano”, ha detto il Presidente della Repubblica. “Per le generazioni più giovani – soprattutto quando non è una scelta resa necessaria da mancanza di adeguate prospettive nel nostro Paese – l’esperienza all’estero costituisce sovente parte di un percorso di arricchimento, che può preludere al rientro, con una dinamica diversa dal passato, in cui partenza e ritorno disegnano una realtà di vasi comunicanti in grado di arricchirsi vicendevolmente, oltre a rappresentare una sfida permanente per l’Italia perché sappia essere attrattiva”, ha concluso. LEGGI TUTTO

  • in

    Clima e Ambiente, Pichetto Fratin: “Servono obiettivi e misure credibili, allineare decarbonizzazione a competitività”

    (Teleborsa) – “Oggi discuteremo di possibili soluzioni che consentano all’UE di trasmettere il proprio Contributo determinato a livello nazionale (NDC) entro la COP 30. Ma il contesto geopolitico e le condizioni eccezionali che attraversiamo ci obbligano ad alzare lo sguardo più in avanti e discutere in maniera franca di ciò che serve per essere credibili quando assumeremo impegni comuni. Non possiamo permetterci di farlo in assenza di un progetto che tenga conto di tutte le condizioni abilitanti, delle specifiche circostanze nazionali e dei necessari meccanismi di flessibilità. Restiamo convinti che l’UE debba proseguire su un percorso ambizioso verso il 2050. Credo però che possiamo essere tutti d’accordo che non siamo più nel 2020. Qualsiasi approccio ambizioso deve essere quindi anche realistico e pragmatico, basato sulla neutralità tecnologica, coniugando sostenibilità, semplificazione, competitività delle imprese e tutela dei nostri cittadini. È con queste premesse che, in vista di Belem, ci sediamo al tavolo pronti a dare il nostro convinto contributo, con spirito di coesione, per definire un NDC in linea con il Global Stocktake e con il ruolo di leadership dell’UE nel processo multilaterale”. È quanto ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin nel suo intervento al Consiglio Ambiente in corso a Lussemburgo.”Quanto all’obiettivo 2040, – ha proseguito Pichetto Fratin – ribadisco che non è accettabile separare il negoziato sul livello di ambizione del target da quello sulla flessibilità e sulle condizioni abilitanti. Ed è essenziale conoscere con chiarezza gli strumenti di cui potremo disporre per dare attuazione a tale impegno. In questo il Clean Industrial Deal e il pacchetto Omnibus vanno nella direzione giusta: quella di allineare la decarbonizzazione alla competitività industriale. È ora però necessario tradurre questi principi in atti concreti, definire come saranno integrati nel quadro legislativo europeo e progettare l’architettura normativa e politica del post-2030″.”In particolare, – ha aggiunto il ministro – vorrei indicare alcune misure che per l’Italia rappresenterebbero quelle garanzie di efficacia e credibilità del target che richiamavo prima: accompagnare il target con adeguate flessibilità sia rispetto al suo valore che all’anno di raggiungimento; consentire di realizzare e contabilizzare le riduzioni riconducibili a progetti di decarbonizzazione realizzati in paesi terzi con costi più efficienti; identificare l’obiettivo di decarbonizzazione quale unico target dell’Unione e degli Stati membri, eliminando ogni sotto target e lasciando il massimo di flessibilità agli Stati per il suo raggiungimento. È evidente al tempo stesso – ha concluso – che non solo servono misure concrete per rendere credibile ed efficace il target. Servono anche strumenti finanziari specifici che rendano realizzabili queste misure senza escludere forme di impegno finanziario comune, considerata la natura eccezionale della sfida”. LEGGI TUTTO

  • in

    Scuola, insegnanti di religione cattolica: diminuiscono i posti in organico per il 2025/26

    (Teleborsa) – Si è appena conclusa al MIM l’informativa sulle dotazioni organiche degli insegnanti di religione cattolica e del personale educativo, per l’anno scolastico 2025/2026. Per quanto riguarda l’organico degli insegnanti religione cattolica i posti totali autorizzati ammontano a 23792 di cui 16654 da concorso, con una diminuzione di 108 posti rispetto al precedente anno scolastico a seguito della diminuzione sia del numero delle classi e sia delle richieste delle famiglie. Lo fa sapere il sindacato Anief in una nota. La delegazione Anief, formata dalla segretaria nazionale, Daniela Rosano, la referente nazionale IRC, Pattuglia Moira, e da Vittorio Forgione, ha ribadito il proprio impegno a tutela dei diritti degli idr e del personale educativo, sottolineando come le domande inoltrate per il concorso straordinario degli insegnanti di religione, superino ampiamente i posti messi a bando. “Lo scorrimento delle graduatorie, fino al loro totale esaurimento, – sottolinea il sindacato – costituisce un impegno che il sindacato Anief vuole perseguire e monitorare con massima sollecitudine. La delegazione Anief chiede al MIM l’immissione in ruolo per tutti gli insegnanti di religione, come previsto dagli emendamenti sostenuti di Anief”. Pattuglia, ha ribadito la necessità di accelerare anche i tempi per la pubblicazione delle graduatorie regionali degli idr, laddove gli USR non abbiano provveduto, come in Lombardia, in cui la graduatoria provvisoria della scuola secondaria di primo e secondo grado non è stata ancora pubblicata e lo svolgimento delle prove orali didattico-metodologiche del primo settore sta subendo dei rallentamenti e alcuni candidati non hanno ancora calendarizzata la data dell’esame orale, sottolineando anche la possibilità di retrodatazione giuridica per i colleghi che rischiano di essere gli ultimi dimenticati.Anief ricorda che al momento dell’immissione in ruolo in cui lo stipendio ritorna alla base, “per compensare questa riduzione sarà erogato un assegno ad personam, che rappresenta la differenza tra lo stipendio percepito come incaricato con le fasce stipendiali (9-15-21 anni di servizio, ecc.) e lo stipendio iniziale da docente di ruolo”.”L’azione del sindacato Anief a favore della tutela dei diritti degli insegnanti di religione cattolica – prosegue la nota – procede incessantemente e con determinazione, affinché il percorso per la stabilizzazione dei docenti e delle loro famiglie, che aspettano da oltre vent’anni la trasformazione dei loro contratti da contratti a tempo determinato a contratti a tempo indeterminato, giunga finalmente a termine. Anief continuerà a perseguire e affermare il totale riconoscimento professionale della categoria con azioni concrete e incisive, per sostenere e tutelare diritti degli insegnanti precari di religione cattolica”. LEGGI TUTTO

  • in

    Enac, Assaeroporti e Aeroporti 2030 celebrano la Festa della Musica 2025

    (Teleborsa) – Con lo spirito di rinnovare il connubio tra musica, arte e volo, anche quest’anno l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) e le associazioni dei gestori aeroportuali, Assaeroporti e Aeroporti 2030, aderiscono alla 31esima Festa Internazionale della Musica. “I mestieri della musica” è il tema dell’edizione 2025. In occasione di questo evento culturale internazionale, il prossimo 21 giugno, 12 scali ospiteranno iniziative ed esibizioni musicali, esaltando la vocazione all’interazione degli aeroporti con quella artistica e culturale della musica.L’elenco delle manifestazioni e degli eventi in programma sarà consultabile attraverso i canali informativi e social dell’Enac, delle società di gestione degli scali aderenti e delle associazioni aeroportuali. Il repertorio musicale spazierà tra i vari generi, integrando, attraverso le esibizioni di orchestre, cori, ensemble bandistici, DJ set, gruppi musicali e solisti, le diverse espressioni della musica, da quella classica al jazz, dall’opera alle colonne sonore, dal pop al gospel, fino alla canzone popolare e d’autore, con un’attenzione particolare al lavoro e ai mestieri della musica.All’iniziativa, rivolta sia ai passeggeri, sia alla numerosa comunità di lavoratori del settore aeronautico, hanno aderito gli aeroporti di: Alghero, Bergamo, Catania, Cuneo, Genova, Milano Malpensa, Olbia, Torino, Trapani e Trieste, associati ad Assaeroporti; e gli aeroporti Roma Fiumicino e Bari associati ad Aeroporti 2030.”Lo spirito di contaminazione tra culture e popoli diversi, che si riflette sia nella musica sia nel viaggio in aereo – ha commentato il presidente Enac Pierluigi Di Palma – rende gli aeroporti dei luoghi ideali per celebrare questa festa: il viaggio e la musica sono duestrumenti che uniscono culture e Paesi, creando un ponte tra le diversità. Buon viaggio e buona musica a tutti i partecipanti, ai passeggeri, al mondo aeroportuale e agli artisti attraverso i quali si diffonde un messaggio culturale di integrazione, universalità e armonia”. LEGGI TUTTO

  • in

    Bioeconomia, Intesa Sanpaolo: in Italia nel 2024 generato output pari a 426,8 miliardi di euro

    (Teleborsa) – Nel 2024 il valore dell’output della Bioeconomia, intesa come insieme di attività che utilizzano materie prime di origine biologica e rinnovabile, si è attestato a 3.042 miliardi di euro nell’UE27. Si tratta dell’8,7% del totale economia, occupando oltre 17 milioni diaddetti. In Italia, la Bioeconomia ha generato nel 2024 un output pari a 426,8 miliardi di euro, in sostanziale stabilità rispetto al 2023 a prezzi correnti (-0,4%): sintesi del buon andamento della filiera agro-alimentare e del calo registrato in alcuni comparti di forte specializzazione italiana come la moda, i prodotti in legno ed i mobili. Queste le stime contenute nel Rapporto “La Bioeconomia in Europa”, redatto dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster Spring con il contributo di SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), presentato oggi a Roma presso l’Università Luiss – Guido Carli.La Bioeconomia in Italia – rileva il rapporto – rappresenta circa il 10% del valore della produzione complessiva ed il 7,7% considerandol’occupazione. L’Italia risulta specializzata in questo meta-settore, rappresentando il 14% dell’UE27, una percentuale superiore rispetto a quella che si osserva per il totale delle attività economiche (12,4%).L’analisi del panorama europeo evidenzia una maggiore rilevanza della Bioeconomia per i paesi del Mediterraneo (10,3%) e nei paesi Nordici (9,7%). Il dettaglio settoriale evidenzia come in tutte le aree considerate la filiera agroalimentare rappresenti oltre la metà del valore della Bioeconomia. Nel Sistema Moda bio-based spiccano i paesi dell’area Mediterranea, influenzati dall’Italia, mentre nei comparti del legno e mobili bio-based, e nella carta emergono i paesi Nordici. Il segmento dei prodotti in plastica bio-based, pur con un peso ancora limitato nella maggior parte dei paesi europei, presenta un elevato potenziale di crescita, in particolare per quanto riguarda il packaging, tassello chiave per uno sviluppo sostenibile in ottica circolare. Un’indagine condotta presso 171 imprese clienti di Intesa Sanpaolo attive nel settore della produzione diimballaggi in plastica, conferma il ruolo che i prodotti bio-based già ora giocano nel contesto italiano: quasi la metà delle imprese intervistate utilizza già input di origine naturale e di queste circa il 40% presenta un peso superiore al 30% di tali materie prime. Si tratta di imprese fortemente vocate all’innovazione, che hanno scelto di utilizzare materie prime bio-based spinte soprattutto da motivi di competitività e di richieste del mercato. In prospettiva, il 23% delle aziende che non utilizzano materie prime bio-based intende introdurre tali input nei propri processi produttivi, mentre ben il 68% delle imprese che utilizzano input bio-based in maniera marginale dichiarano di voler ampliare l’utilizzo di tali risorse.La Bioeconomia, sintesi di produzioni tradizionali, fortemente radicate a livello locale, e di innovazioni di frontiera, – sottolinea il rapporto – rappresenta una opportunità straordinaria di sviluppo inclusivo delle Aree Interne, ovvero quei territori con minore accesso ai servizi essenziali, in particolare nel Mezzogiorno. Tali aree, secondo l’analisi condotta da SRM e pubblicata nel Rapporto, posseggono un capitale ecologico e produttivo che le rende naturalmente vocate a sostenere la transizione verso la bioeconomia. La ricchezza in biodiversità, la prevalenza di colture stabili, la diffusione di pratiche biologiche, la presenza di sistemi agro-silvo-pastoraliintegrati e la relativa assenza di agricoltura intensiva configurano questi territori come aree strategiche per l’Italia, non solo in termini produttivi, ma soprattutto come custodi di servizi ecosistemici e innovazione sostenibile. “Per innescare un cambiamento duraturo – conclude il report – è necessario un salto di qualità nelle politiche pubbliche, sia in Italia che a livello europeo, dove la Commissione, nel Clean Industrial Deal, ha riconosciuto il carattere strategico della Bioeconomia come pilastro fondamentale lungo la strada della costruzione di un sistema economico e produttivo competitivo e sostenibile. La revisione della Bioeconomy Strategy, attesa per la fine del 2025, potrà rappresentare un passo importante per promuovere le potenzialità dei materiali bio-based e ridurre le dipendenze dall’estero”.”L’ampliamento dell’analisi della Bioeconomia all’UE 27, presentata nell’undicesimo Rapporto, – ha commentato Stefania Trenti, responsabile Industry and Local Economies Research di Intesa Sanpaolo – è sicuramente un importante passo avanti nel comprendere la rilevanza di questo meta-settore in Europa. In considerazione anche della nuova revisione della Strategia europea, avere stime aggiornate per i diversi paesi europei costituisce un utile strumento per fare scelte di policy mirate. La Bioeconomia si conferma un settore rilevante per l’economia italiana, rappresentando un’occasione per la crescita e lo sviluppo sostenibile anche delle aree Interne, territori marginali a rischio di spopolamento. Ma la Bioeconomia può rappresentare un’occasione per innovare anche per settori altamente competitivi come quello del packaging in plastica. L’originale indagine su imprese attive in questo settore, presentata nel report, conferma il ruolo che i prodotti bio-based già ora giocano nel contesto italiano grazie all’impegno di imprese fortemente innovative e proattive di fronte alle sfide del mercato”.”In un contesto globale profondamente trasformato, la Bioeconomia – afferma Catia Bastioli, presidente Cluster SPRING – si conferma una leva strategica per coniugare sostenibilità ambientale, competitività industriale e coesione territoriale. È ora necessario che l’Europa riconosca pienamente il contributo dei prodotti bio-based alla transizione ecologica, integrandoli nel quadro legislativo e regolatorio europeo. Occorrono azioni concrete: introdurre sottocodici NACE per le bioraffinerie, valorizzare il contenuto bio-based nei prodotti, e promuovere una nuova Lead Market Initiative dedicata al settore. SPRING, attraverso il proprio impegno nella EU Bioeconomy Clusters’ Alliance – che oggi riunisce 14 cluster di 11 Paesi – lavora attivamente per costruire sinergie europee e rafforzare un ecosistema capace di scalare l’innovazione sul territorio. Insieme a partner provenienti da tutta Europa collaboriamo in numerosi progetti europei, tra cui Terrific e BioinSouth, e alla partnership pubblico- privata del Bio-based Industries Consortium, promuovendo una visione industriale della bioeconomia, fondata sull’integrazione delle filiere, sull’efficienza delle risorse e sullo sviluppo di modelli produttivi più resilienti. Trasformare la Bioeconomia in una vera e propria strategia industriale europea è fondamentale per garantire prosperità duratura, autonomia strategica e benessere condiviso”. LEGGI TUTTO