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    Sport, al via Indice di trasparenza

    (Teleborsa) – Durante un evento a Bruxelles la Sport Integrity Global Alliance (SIGA) – coalizione indipendente e neutrale composta da oltre 70 membri internazionali appartenenti a diversi settori – attraverso SIGA EUROPE e un consorzio di partner istituzionali, ha lanciato ufficialmente lo Sport Transparency Index (Sport T Index) Cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+, lo Sport T Index è il primo strumento di benchmarking indipendente e basato su prove concrete per valutare la trasparenza e la buona governance nell’ecosistema sportivo europeo.Sviluppato da SIGA Europe, in collaborazione con EPSI , Institute for Sport Governance , Universidad de Castilla-La Mancha , ICSS Europe , Brussels School of Governance , FEDAS , European Multisport Club Association , International Olympic Truce Centre e la FederazionePortoghese di Nuoto , lo Sport Transparency Index mira a promuovere una cultura di responsabilità e integrità. Valuta le informazioni rese disponibili da club, leghe, federazioni nazionali e organi di governo internazionali sulla base di 15 indicatori di trasparenza universali cheabbracciano tre ambiti principali: organizzativo, operativo e finanziario. Tutte le valutazioni si basano esclusivamente su informazioni disponibili al pubblico sui siti web ufficiali degli stakeholder.L’evento di lancio ha riunito leader istituzionali, politici, accademici e dirigenti sportivi provenienti da tutta Europa. I discorsi di apertura sono stati tenuti da Emanuel Macedo de Medeiros, CEO globale di SIGA; Sven Van Kerckhoven, Vice Preside della Brussels School of Governance; Yves Le Lostecque, ex Capo dell'Unità Sport della Commissione Europea; e Mohammed Hanzab, Presidente dell’ICSS e Vice Presidente del Consiglio di SIGA. Insieme, hanno sottolineato l’urgente necessità di trasparenza, controllo e riforma nello sport. LEGGI TUTTO

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    GDF, crediti fiscali fittizi per Bonus facciate e autoriciclaggio: sequestro da 9 milioni di euro

    (Teleborsa) – Al termine di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Pistoia, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste stanno dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, nei confronti di due responsabili, residenti nelle province di Pistoia e Massa Carrara, per un importo complessivo di circa 9 milioni di euro, relativi a fittizi crediti di imposta per “bonus facciate”, e al loro, successivo, auto-riciclaggio.I provvedimenti costituiscono l’epilogo di complesse investigazioni, avviate a partire dal 2022, che hanno riguardato inizialmente una società avente sede nel territorio triestino, partendo dalla quale e risalendo la filiera della cessione dei crediti d’imposta fittizi, si è pervenuti a una persona giuridica, con sede nel pistoiese, implicata nell’odierna vicenda. Quest’ultima, nella veste di “general contractor”, ovvero di un soggetto giuridico a cui il committente appalta la realizzazione di un’opera, ha indebitamente ottenuto il riconoscimento di ingenti crediti di imposta da “bonus facciate”, mediante fittizie comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.Le indagini hanno consentito di disvelare la simulazione del possesso dei requisiti per accedere all’agevolazione fiscale (ovvero l’esecuzione fittizia del pagamento del 10% dell’opera) nonché una sovrafatturazione abnorme degli interventi edìli concretamente eseguiti, in molti casi, addirittura totalmente inesistenti. In alcune circostanze, infatti, i proprietari degli immobili, le cui facciate sarebbero state, asseritamente, oggetto di ristrutturazione, hanno dichiarato di non aver mai sostenuto alcun lavoro edilizio sulle proprie abitazioni. I crediti di imposta sono stati poi “monetizzati”, mediante la cessione a diversi istituti di credito e ad aziende private. A conclusione degli approfondimenti svolti, è emerso che i responsabili hanno reinvestito le provviste illecite, dissimulandone la provenienza delittuosa, in beni o attività lucrative, quali lingotti d’oro, polizze vita, orologi di pregio, nonché in uno stabilimento balneare, con annesso ristorante, ubicato nella località della Versilia. LEGGI TUTTO

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    Svizzera, nascite in calo per il terzo anno consecutivo nel 2024

    (Teleborsa) – In Svizzera il 2024 è stato caratterizzato da un calo dei nati vivi per il terzo anno consecutivo. Anche il numero di matrimoni è diminuito, ma in questo caso per il secondo anno consecutivo. Il numero di decessi è rimasto complessivamente stabile, sebbene le tendenze varino a seconda del sesso e della fascia di età. Dal canto suo, invece, il numero di divorzi è aumentato. Sono alcuni dei risultati annuali definitivi relativi al 2024 della statistica del movimento naturale della popolazione realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST).I risultati definitivi confermano le tendenze osservate al momento della pubblicazione dei dati provvisori nell’aprile 2025. In termini di nascite, i Paesi vicini (Francia, Italia, Austria e Germania) mostrano andamenti simili.Nel 2024 la Svizzera ha registrato 78.300 nati vivi, ovvero 1800 (2,2%) in meno rispetto al 2023. Tale calo è inferiore a quelli osservati nel 2022 (-8,1%) e nel 2023 (-2,8%). Sempre nel 2024 il numero medio di figli per donna si attestava provvisoriamente a 1,29, un dato in costante diminuzione dal 2021.Nel 2024 in Svizzera sono decedute 71.900 persone, ovvero circa cento persone (0,2%) in più rispetto al 2023. Tra il 2023 e il 2024 il numero di decessi di uomini è leggermente aumentato (+0,3%), mentre quello di donne è rimasto stabile (0,0%).Nel 2024 in Svizzera sono state celebrate 36.800 unioni, ovvero 1000 (2,6%) in meno rispetto al 2023, segnando il secondo anno consecutivo di calo. Ad eccezione degli anni 2020 e 2021, caratterizzati da restrizioni dovute alla pandemia, il numero di matrimoni non era così basso dal 1981 (35.800). Nel 2024 i matrimoni tra persone di sesso diverso sono stati 35.600 (-1,1%). Questi rappresentavano il 97% del numero totale di matrimoni.(Foto: Marco Pregnolato su Unsplash) LEGGI TUTTO

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    GDF, scoperto giro di fatture false da oltre 26 milioni a Treviso. Irregolarità in appalti pubblici

    (Teleborsa) – La Guardia di Finanza di Treviso ha scoperto la presenza – nel territorio della Castellana – di 4 società “cartiere”, prive di sedi operative, beni strumentali e dipendenti, totalmente inadempienti rispetto agli obblighi tributari ed attive solamente per “vendere” fatture relative a lavorazioni mai realmente svolte.Questi elementi, unitamente all’analisi dei dati rilevati dalle movimentazioni bancarie, hanno permesso di fare piena luce su un più ampio meccanismo che vedeva il coinvolgimento di altre imprese “cartiere” operanti, oltre che nella Marca trevigiana, nelle province di Verona, Vicenza, Ferrara, Padova, Rovigo e Roma. Tale meccanismo, ideato per realizzare frodi fiscali e indebite percezioni di erogazioni pubbliche, consentiva ad altri imprenditori di ottenere illeciti risparmi d’imposta, quantificati in oltre 26 milioni di euro.Le fatture false avevano ad oggetto la fittizia effettuazione di prestazioni edili e la vendita di materiale di vario genere a beneficio di 24 società operanti in primo luogo nel Nord Est (e, nello specifico, oltre che nel trevigiano, nelle province di Vicenza, Verona, Padova, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo, Parma e Modena), ma anche nel resto della penisola (nelle province di Teramo, Macerata, Napoli e Barletta-Andria-Trani). La “compravendita” delle fatture serviva anche a drenare liquidità dai conti bancari delle aziende che acquistavano i documenti fiscali mediante il trasferimento di denaro all’estero o agli altri attori della frode.Quantificati in oltre 1 milione di euro i proventi illeciti relativi all’emissione delle predette fatture, è stata richiesta e ottenuta dall’Agenzia delle Entrate la chiusura delle partite IVA coinvolte nel disegno criminoso, al fine di impedire l’emissione di ulteriori fatture false, mentre è stata sospesa, nei confronti di una delle ditte coinvolte, la garanzia pubblica per il rilascio di un finanziamento bancario per un importo di circa 70.000 euro, concessa in ragione del volume d’affari fittizio connesso alle fatture false.Nel prosieguo delle attività di indagine, l’attenzione dei finanzieri della Compagnia di Castelfranco Veneto si è poi spostata sugli utilizzatori delle fatture false, individuando, nella Marca trevigiana due società operanti nel settore dell’edilizia, destinatarie di fatture a fronte di operazioni inesistenti per circa 1 milione di euro, una delle quali vincitrice di gare di appalto con Pubbliche Amministrazioni del Veneto e della Lombardia del valore di oltre 2.600.000 euro. Questa società è stata segnalata all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) che ora potrà escluderla dalla partecipazione a gare pubbliche per un periodo, massimo, di due anni.All’esito delle attività, sono stati complessivamente denunciati 6 soggetti per reati tributari legati all’utilizzo e all’emissione di fatture false, mentre uno degli stessi è stato anche deferito all’Autorità Giudiziaria in ragione dell’indebito accesso a erogazioni pubbliche rappresentate dalla garanzia pubblica di finanziamenti bancari. LEGGI TUTTO

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    FED verso 2 tagli nel 2025. Trump attacca (ancora) Powell

    (Teleborsa) – Come previsto, la Fed lascia i tassi di interesse invariati nell’intervallo 4,25-4,50% e resiste al pressing di Trump che mentre la riunione della banca centrale era in corso, definisce il presidente Jerome Powell uno “stupido”. Pur non toccando il costo del denaro, la banca centrale conferma la sua intenzione di voler ridurre quest’anno i tassi di complessivi 50 punti base, con due sforbiciate da un quarto di punto.Le incertezze però sono molte e, anche solo rispetto a marzo, la convinzione di poter procedere con due riduzioni si va dileguando: ben sette componenti della Fed stimano infatti che non ci sarà nessun allentamento quest’anno rispetto ai quattro dello scorso marzo. Altri due puntano invece a una sola riduzione del costo del denaro. A prevedere due sforbiciate sono in otto, meno dei nove di qualche mese fa. “L’economia è in una posizione solida”, ha detto Powell assicurando l’impegno della Fed a perseguire il raggiungimento dei suoi due obiettivi, quelli della stabilità dei prezzi e della massima occupazione. Gli effetti dei “cambi nelle politiche commerciali e di bilancio restano incerti” e la politica monetaria della Fed resta “ben posizionata” per attendere ulteriori informazioni prima di decidere le prossime mosse, ha aggiunto.Decisamente calmo, il presidente della Fed non è apparso toccato dagli attacchi di Trump che, dopo averlo definito uno “stupido”, ha ironizzato: “posso nominarmi da solo alla Fed? Farei di sicuro un lavoro migliore””La riunione odierna del FOMC ha avuto un tono accomodante, con il dot plot che continua a segnalare due tagli dei tassi quest’anno, nonostante le revisioni al rialzo delle previsioni d’inflazione a breve termine da parte dei membri. Implicitamente, i membri del FOMC continuano ad aspettarsi che l’inflazione più alta nel breve periodo si riveli in gran parte transitoria, e la loro tolleranza verso un aumento della disoccupazione rimane bassa. Ci aspettiamo che la Fed mantenga i tassi invariati alla riunione del prossimo mese, ma riteniamo che si possa aprire un percorso verso la ripresa del ciclo di allentamento più avanti quest’anno, qualora il mercato del lavoro si indebolisse”, sottolinea Simon Dangoor, head of Fixed Income Macro strategies di Goldman Sachs Asset Management.”La decisione della Fed di mantenere invariati i tassi sottolinea il delicato equilibrio che deve affrontare in un contesto caratterizzato da inflazione persistente, rallentamento della crescita statunitense e maggiore incertezza politica”, spiega Robert Lind, Economista di Capital Group. “Sebbene i dazi e le tensioni geopolitiche abbiano pesato sul sentiment e sull’attività economica, riteniamo che questo sia il momento di rimanere concentrati sui fondamentali a lungo termine. La storia dimostra che i mercati sono in grado di adattarsi e riprendersi, anche di fronte a perturbazioni significative. In questo contesto, continuiamo ad adottare un approccio misurato, privilegiando il tempo e non il market timing, e rimaniamo ancorati a un’analisi disciplinata e bottom-up per navigare attraverso la volatilità e identificare opportunità durature”. LEGGI TUTTO

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    newcleo, Andrea Ruben Levi nominato presidente. Fatturato 2024 a 70 milioni di euro

    (Teleborsa) – newcleo, azienda francese che sviluppa una tecnologia innovativa per la produzione di energia nucleare, ha comunicato che Andrea Ruben Levi è stato nominato presidente. La decisione di separare le funzioni di presidente e CEO riflette la maturità dell’azienda e l’adozione di pratiche di governance best-in-class, in linea con l’ambizioso piano di crescita della società, si legge in una nota.”La nomina di Andrea Ruben Levi a presidente giunge in un momento chiave dell’evoluzione della nostra azienda, dopo aver compiuto grandi progressi nei processi di autorizzazione alla progettazione di reattori sia in Francia che nel Regno Unito, nonché nell’acquisizione di siti e nella presentazione di dossier di opzioni di sicurezza per il nostro impianto francese di assemblaggio del combustibile MOX”, ha commentato il fondatore e CEO Stefano Buono.Inoltre, Anne-François de Bourdoncle de Saint Salvy e Adrienne Kelbie entrano in CdA al posto di Florence Parly e Corine Raoux-Fontanet..Il board ha approvato il bilancio 2024. Nell’ultimo anno, l’azienda ha registrato un fatturato totale di 70 milioni di euro, di cui quasi 50 milioni di euro derivanti dalle vendite delle società del gruppo (Rutschi, SRS e Fucina Italia). Gli investimenti dell’azienda in attività a lungo termine, tra cui le attività di sviluppo presso il centro di ricerca e sviluppo di Brasimone in Italia, la creazione di brevetti e altre voci di proprietà intellettuale, hanno portato a un aumento di 41 milioni di euro di attività materiali e immateriali nel bilancio di Newcleo. Le sole attività materiali sono raddoppiate nel corso del 2024, raggiungendo i 59 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    TerraPower, round da 650 milioni di dollari. Partecipa il VC di NVIDIA

    (Teleborsa) – TerraPower, azienda statunitense di progettazione di reattori nucleari, ha chiuso un nuovo round da 650 milioni di dollari. La raccolta ha coinvolto sia nuovi investitori, tra cui NVentures, la divisione di venture capital di NVIDIA, sia investitori attuali, tra cui il fondatore di TerraPower Bill Gates e HD Hyundai, leader del settore della cantieristica navale.La tecnologia di punta di TerraPower è Natrium: un reattore nucleare avanzato abbinato a un sistema di accumulo di energia su scala gigawatt. Il primo impianto Natrium di TerraPower sarà la prima centrale nucleare commerciale avanzata degli Stati Uniti e presenterà innovazioni in termini di sicurezza, affidabilità, efficienza dei costi e semplificazione della costruzione, sostiene l’azienda. TerraPower ha avviato le attività di costruzione non nucleare sul sito del primo impianto lo scorso anno e prevede l’approvazione normativa per il reattore nucleare il prossimo anno.”TerraPower è stata fondata sull’idea che l’innovazione nella scienza nucleare potesse avere un impatto positivo a livello globale. Questo round dimostra ulteriormente che le nostre tecnologie rappresentano le soluzioni che l’industria sta cercando – ha dichiarato Chris Levesque, CEO di TerraPower – Siamo orgogliosi di avere NVIDIA nel nostro visionario gruppo di investitori”.UBS ha agito in qualità di placement agent esclusivo per TerraPower. TerraPower continuerà a essere una società privata. Ulteriori termini della raccolta fondi non sono stati resi noti. LEGGI TUTTO

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    Energia, Pichetto: costo costantemente a centro azione Governo

    (Teleborsa) – “Il tema del costo dell’energia è costantemente al centro dell’azione governativa, le costanti tensioni internazionali e i possibili impatti sui mercati energetici ci impongono di mantenere alta la guardia e di continuare lungo la linea intrapresa da tempo per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, lo sviluppo di nuova capacità di generazione da fonti e il disaccoppiamento dei prezzi dell’energia elettrica dal prezzo del gas naturale”. Lo ha detto il ministro per l’ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al Question Time rispondendo a un’interrogazione sul prezzo dell’energia. “In ottica futura – ha aggiunto -, si mira a creare un assetto di mercato basato più su contratti di approvvigionamento a lungo termine, quali i ppa e i contratti per differenza, che possono contribuire in modo significativo a sostenere il processo di decarbonizzazione dei consumi energetici dell’industria, anche attraverso l’autoproduzione, e a promuovere una maggiore stabilizzazione dei costi delle forniture, con una minore esposizione alla volatilità dei prezzi dei mercati spot”.”Ulteriori misure di carattere strutturale sono in fase valutazione, sempre nell’ottica di facilitare l’accesso dei consumatori ai benefici della generazione da fonti rinnovabili e di sganciare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas – ha poi detto pichetto -. pertanto, occorrerà incrementare l’integrazione dei mercati all’ingrosso del gas, ridurre il peso dell’ets sulla generazione elettrica e adottare misure di sostegno ai settori hard to abate”.”I costi di generazione indicati, decrescenti nel tempo, non considerano i potenziali benefici derivanti dall’integrazione efficiente delle differenti tecnologie nel sistema energetico”, ha detto Fratin rispondendo a un’interrogazione sui costi della ripresa del programma nucleare in Italia, citando un rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia. “In un rapporto più recente della stessa Agenzia, pubblicato lo scorso gennaio 2025 – ha aggiunto -, si individua un costo previsto dell’energia prodotta da fonte nucleare anche potenzialmente inferiore ai 100 dollari per megawatt ora. Bisogna considerare che si tratta di costi stimati associati a tecnologie innovative e in via di sviluppo, pertanto potenzialmente soggetti a ulteriori revisioni al ribasso che potrebbero derivare dalla produzione in serie dei reattori modulari avanzati. Si consideri inoltre, che il nucleare sta diventando più attrattivo per il settore privato grazie anche a nuovi modelli di business, volti a ridurre il rischio per gli investitori e a garantire la stabilità dei ricavi”. “In una valutazione complessiva del riavvio del programma – ha proseguito Pichetto -, bisogna considerare, inoltre, anche i benefici economici attesi nel breve termine e legati agli investimenti indotti nella filiera e alla creazione di posti di lavoro qualificati; nel lungo termine, invece il nucleare contribuirà a calmierare i prezzi e a ridurne la relativa volatilità”. “Come Governo, stiamo monitorando con attenzione le scelte operate a livello internazionale in relazione ai finanziamenti e ai contributi pubblici destinati al settore nucleare – ha concluso LEGGI TUTTO