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    USA: Russia e Ucraina hanno concordato di evitare attacchi nel Mar Nero

    (Teleborsa) – La Russia e l’Ucraina hanno concordato, separatamente durante i colloqui in Arabia Saudita, di evitare attacchi militari alle navi nel Mar Nero. Lo si legge in due resoconti degli incontri rilasciati dalla Casa Bianca. Difatti, si tratta di un accordo per un cessate il fuoco in mare “per garantire una navigazione sicura, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero”.Nel resoconto specifico per l’Ucraina, la Casa Bianca ha anche affermato che gli Stati Uniti hanno confermato di “restare impegnati ad aiutare a raggiungere lo scambio di prigionieri di guerra, il rilascio di detenuti civili e il ritorno dei bambini ucraini trasferiti forzatamente”.Nel documento specifico per la Russia, viene spiegato che gli Stati Uniti avrebbero aiutato a “ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale per le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti, ridurre i costi delle assicurazioni marittime e migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento per tali transazioni”.In entrambi i documenti viene citato lo sviluppo di misure per implementare gli accordo per vietare gli attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina. Viene ribadito l’impegno a “lavorare per raggiungere una pace duratura e duratura”. LEGGI TUTTO

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    Exprivia, ricavi 2024 salgono a 217 milioni di euro. EBITDA +9%

    (Teleborsa) – Exprivia, società attiva delistata da Borsa Italiana l’anno scorso e attiva nello sviluppo di tecnologie software innovative e di prestazione di servizi IT, ha chiuso il 2024 con ricavi del Gruppo pari a 217 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto ai 203 milioni del 2023. L’EBITDA raggiunge i 29 milioni di euro (+9%), con un margine EBITDA del 13,4%, in miglioramento rispetto all‘anno precedente. L’EBIT ammonta a 22,7 milioni di euro (+9%), mentre il rapporto di leverage è stabile a 1,2x, influenzato dall’investimento in Balance. Nei numeri riportati a bilancio 2024 sono incorporati i risultati di Balance dal secondo trimestre 2024, mentre non ha impatti l’acquisizione del Gruppo Present, in quanto l’operazione è stata completata nel febbraio 2025.”I risultati del 2024 confermano la solidità del nostro percorso di crescita – dichiara l’AD Domenico Favuzzi – portato avanti anche attraverso operazioni strategiche che stanno dando nuovo impulso allo sviluppo del Gruppo. Continueremo a investire in innovazione e competenze per consolidare la nostra posizione nel panorama ICT a livello nazionale e internazionale, offrendo servizi e soluzioni sempre più all’avanguardia per i nostri clienti”. LEGGI TUTTO

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    USA, indice manifatturiero Fed Richmond -4 punti a marzo

    (Teleborsa) – Peggiora l’indice Fed di Richmond sullo stato del settore manifatturiero. L’indicatore che sintetizza lo stato dell’attività del distretto si porta a marzo 2025 a -4 punti dai 6 di febbraio e contro i 8 punti delle aspettative. Il dato, pubblicato dal Distretto Fed della capitale della Virginia, evidenzia un peggioramento anche della componente delle consegne che si porta a -7 punti dai 12 del mese precedente, mentre quella dei servizi diminuisce a -4 da +11 punti. LEGGI TUTTO

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    USA, vendite case nuove febbraio rimbalzano dell’1,8%

    (Teleborsa) – Torna a crescere la vendita di case nuove negli Stati Uniti nel mese di febbraio 2025. Il dato ha evidenziato un incremento dell’1,8% a 676 mila unità rispetto alle 664 mila unità di gennaio, quando si era registrato un calo del 6,9%. Lo ha comunicato il Census Bureau degli Stati Uniti. Le attese degli analisti erano per un aumento più accentuato fino a 682 mila unità.Rispetto alle 643 mila unità di febbraio 2024 si registra una crescita del 5,1%.(Foto: Mirko Kaminski / Pixabay) LEGGI TUTTO

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    USA, fiducia consumatori marzo scende più delle attese a 92,9 punti

    (Teleborsa) – Diminuisce più delle attese la fiducia dei consumatori americani. Il sondaggio del Conference Board degli Stati Uniti sul sentiment dei consumatori ha segnalato un decremento dell’indice a 92,9 punti nel mese di marzo 2025, rispetto ai 100,1 punti del mese di febbraio (rivisto da un preliminare di 98,3 punti) e contro una discesa più contenuta a 94,2 punti attesa dal consensus. Nello stesso periodo l’indice sulla situazione presente cala di 3,6 punti e si porta a 134,5 punti, mentre l’indice sulle attese scende di 9,6 punti a 65,2 punti (il livello più basso in 12 anni).”La fiducia dei consumatori è diminuita per il quarto mese consecutivo a marzo, scendendo al di sotto dell’intervallo relativamente ristretto che aveva prevalso dal 2022 – ha affermato Stephanie Guichard, Senior Economist, Global Indicators presso The Conference Board – Delle cinque componenti dell’indice, solo la valutazione dei consumatori sulle attuali condizioni del mercato del lavoro è migliorata, anche se leggermente. Le opinioni sulle attuali condizioni aziendali si sono indebolite, quasi neutrali. Le aspettative dei consumatori erano particolarmente cupe, con un pessimismo sulle future condizioni aziendali in aumento e una fiducia sulle future prospettive occupazionali in calo al minimo degli ultimi 12 anni. Nel frattempo, l’ottimismo dei consumatori sul reddito futuro, che aveva retto abbastanza bene negli ultimi mesi, è in gran parte svanito, il che suggerisce che le preoccupazioni per l’economia e il mercato del lavoro hanno iniziato a diffondersi nelle valutazioni dei consumatori sulla loro situazione personale”.(Foto: Saulo Mohana su Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Fondo di fondi, AMF Italia: “Soddisfazione per nuove disposizioni Cdp”

    (Teleborsa) – AMF Italia – Associazione Intermediari Mercati Finanziari accoglie con grande soddisfazione le nuove disposizioni che consentiranno a Cassa Depositi e Prestiti di sottoscrivere fino al 49% delle quote emesse da OICR di nuova costituzione che investono in PMI italiane, quotate o quotande in mercati regolamentati o MTF italiani, con il restante 51% delle quote di tali OICR sottoscritto da investitori istituzionali privati italiani. In particolare, tali norme prevedono che un importo tra i 35 e i 50 milioni di euro del Patrimonio destinato gestito da CDP possa essere investito in ciascun OICR di nuova costituzione e, da questi, in PMI italiane, anche con fatturato inferiore a 50 milioni di euro.AMF Italia ha contribuito fattivamente al dibattito lungo e articolato che ha portato a questo importante passo, che consentirà di rilanciare la liquidità degli scambi sul mercato e il sistema produttivo italiano, caratterizzato da ampissima presenza di piccole e medie imprese e, quindi, di supportare ulteriormente l’occupazione e la competitività del sistema imprenditoriale nonché il benessere collettivo. “Siamo felici che sia stato raggiunto un traguardo così importante, che certamente porterà benefici tangibili per le piccole-medie imprese e, in generale, per il mercato. L’Associazione, che ha contribuito fattivamente al dibattito per raggiungere questo importante risultato, – ha dichiarato Marco Ventoruzzo, presidente di AMF Italia – attende ora che il Governo approvi anche un sistema di incentivi per rilanciare la ricerca finanziaria sulle PMI”. LEGGI TUTTO

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    Fitto: “Difesa fondi agricoltura è priorità in Ue”

    (Teleborsa) – “Bisogna coordinarsi sulle risorse, questo è il tema del futuro bilancio della Ue: ci sono nuove priorità che prima non c’erano, come la difesa. E l’organizzazione deve quadrare”. È quanto ha affermato il vicepresidente della commissione europea, Raffaele Fitto, nel corso del dibattito svoltosi oggi ad “Agricoltura È”, il villaggio-evento dedicato al mondo agricolo italiano, ospitato a Roma nell’area riqualificata di Piazza della Repubblica e dei Giardini di Dogali. Al centro del dibattito l’ipotesi che i fondi Pac e quelli per la coesione ricadano su un’unica gestione. Nel corso della discussione in Consiglio Ue Agricoltura e Pesca sul futuro della Politica agricola comune, molti paesi si sono, infatti, detti contrati alla proposta della Commissione europea di voler integrare in un’unica “cassa nazionale” gli oltre 500 programmi che fanno parte dell’attuale bilancio, dalla Coesione ai fondi per l’agricoltura. Per il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida “l’accorpamento dei fondi Pac con altre risorse sarebbe devastante. L’agricoltura deve mantenere dei fondi specifici”. “Questa – ha detto Fitto – è una delle prime questioni da esaminare che interessano da vicino l’agricoltura. Di fronte abbiamo un futuro importante con diverse priorità. Tra queste c’è la difesa dei fondi per l’agricoltura”.”Il dibattito sul bilancio europeo è fondamentale – ha proseguito Fitto – un terzo del bilancio è sulle politiche di coesione e un terzo è sulle politiche agricole. Difendere questo in modo tradizionale potrebbe essere un errore, ma incidere sulla qualità della spesa potrebbe essere un’arma vincente, evitando di correre il rischio che in un fondo unico si perda la specificità di queste risorse che vanno salvaguardate”. Fitto ha spiegato che bisogna “creare sinergie tra i diversi programmi, i quali devono parlarsi” e ha sottolineato che in questo senso tra le priorità europee c’è anche il piano sull’acqua, che “immaginando una strada”, potrebbe “essere finanziato dalle politiche di coesione”. Il commissario ha anche garantito che verranno date “risposte che tengono conto delle esigenze di ogni Stato membro” e che saranno fatte “scelte comuni discusse per tempo e non imposte dall’alto senza un confronto preventivo”. “C’è tutta la volontà di lavorare insieme per questo settore fondamentale per l’Italia e per l’Europa” ha aggiunto il vicepresidente della commissione europea. Fitto ha citato il lavoro di revisione svolto sul Pnrr “anche con le rappresentanze di categoria, grazie al quale abbiamo ottenuto 3 miliardi di risorse aggiuntive per il reparto agricolo” e ha sottolineato che il proprio ruolo di coordinamento tra diversi Commissari Ue vuole essere “un messaggio chiaro di una visione d’insieme e di dialogo” che ha già portato al documento sulla nuova visione europea per l’agricoltura che rappresenta “un netto cambio di approccio”. “L’elemento centrale – ha proseguito – è che l’agricoltore non è un problema, ma è parte della soluzione”. Tra le priorità della Ue, ha poi spiegato Fitto, ci sono le aree interne e rurali, di cui va contrastato l’abbandono “e per le quali servono politiche strutturate che mettano insieme interventi in diversi ambiti, come le infrastrutture materiale e immateriali e la creazione di servizi che incentivino il ritorno e la permanenza in quelle aree”. È necessario – ha detto Fitto – “rivedere l’attuale politica di coesione già con l’attuale Programmazione non solo con quella futura”. Secondo Fitto i nodi da sciogliere sono “oltre alla capacità di spesa molto bassa anche il fatto che i programmi non hanno la flessibilità necessaria. Sono stati programmati 3-5 anni fa e bisogna creare le condizioni per adeguare i programmi alle attuali necessità”. Una lavoro, ha concluso, che “potrà trovare a partire dalle prossime settimane le prime risposte”. “Abbiamo apprezzato le dichiarazioni di Raffaele Fitto rispetto alla difesa dei fondi Pac. Non si può correre il rischio di un fondo unico, serve garantire la singola dimensione economica di ogni settore. Bene anche l’attenzione dedicata alle aree interne e al tema delle risorse idriche. Bisogna approfittare della revisione della politica di coesione e utilizzare i fondi anche per rispondere alle esigenze della gestione dell’acqua, sia in termini di infrastrutture che di approvvigionamento” ha commentato il presidente di Cia-Agricoltori, Cristiano Fini. Per Cia è, dunque, importante il no di Fitto all’ipotesi di Fondo unico nazionale per il finanziamento della Pac, che segnerebbe lo stop a una politica economica di settore. In merito alle aree interne, Cia ha apprezzato la volontà del vicepresidente Fitto di contrastarne l’abbandono e lo spopolamento con risorse e misure dedicate, attraverso la sinergia fra i fondi di coesione e le politiche agricole comunitarie, al fine di creare servizi per aumentare la qualità della vita in quelle zone. “Ogni ipotesi di far confluire le risorse della Pac in un unico contenitore rappresenterebbe un colpo mortale al futuro dell’agricoltura europea” affermano Coldiretti e Filiera Italia . “È di vitale importanza per il futuro dell’Europa che le scelte in materia di bilancio comune salvaguardino l’eccezionalismo agricolo, tenendo separati i fondi della Pac al di fuori di ogni ambiguità – afferma Coldiretti –, poiché solo in questo modo sarà possibile difendere la sovranità alimentare del continente in un momento di grandi tensioni e incertezze a livello globale. La via giusta sarebbe, invece, quella di trovare sinergie adeguate tra i fondi della Politica agricola e quelli strutturali per colmare il gravissimo deficit infrastrutturale e idrico che pesa sulla produzione di cibo”. LEGGI TUTTO

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    Private Banking: crescita a due cifre nel 2024, +14,1% sul 2023

    (Teleborsa) – Il Private Banking italiano chiude il 2024 con un nuovo record per le masse in gestione, che raggiungono quota 1.257 miliardi di euro, consolidando così i risultati di un’annata molto positiva, che già nel corso dei primi sei mesi aveva superato le previsioni per fine dicembre (pari a 1.242 miliardi). La crescita registrata durante l’anno passato è stata infatti pari a +14,1% sul 2023 (+156 miliardi complessivi), grazie a una combinazione di effetto mercato (+69 miliardi; +6,3%), raccolta netta (+49 miliardi; +4,5%) e cambiamenti organizzativi che hanno portato un impatto positivo di +37 miliardi (+3,3%), confermando il trend di continuo sviluppo dell’intero settore. È quanto emerge dai dati consuntivi al 31 dicembre 2024 del mercato servito, rilevati dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB).”Un’industria che cresce sa intercettare i bisogni ed è in grado di fornire risposte adeguate: il Private Banking prosegue il suo trend di crescita grazie al connubio di questi elementi che poggiano su un modello di consulenza patrimoniale in grado di supportare i clienti nella pianificazione e nella protezione dei loro progetti di vita; consulenza professionale sempre più centrale, in un contesto di bassa natalità e di un’aspettativa di vita sempre più lunga ed attiva – ha commentato Andrea Ragaini, presidente AIPB –. La fiducia degli investitori nel valore degli investimenti è la leva per favorire la crescita della ricchezza Private, anche con uno sguardo al ‘dopo di noi’: uno dei compiti dell’industria del Private Banking sarà anche quello di supportare i clienti in questo percorso, indicando la strada verso scelte filantropiche in grado di creare valore artistico e sociale per il Paese”.L’analisi trimestrale mostra come ogni periodo abbia contribuito positivamente alla crescita annuale delle masse: +6,3% nel primo, +2,2% nel secondo, +3,3% nel terzo e +1,7% nel quarto. Tralasciando i primi due trimestri già esaminati, nel terzo e quarto periodo i risultati positivi sono stati guidati sempre da raccolta netta (+ 9 miliardi nel terzo e +11 nel quarto) e dall’effetto mercato (+22 miliardi nel terzo e +10 nel quarto), seguiti dai cambi perimetro avvenuti solo nel terzo trimestre (+9 miliardi).Nel 2024 continua la ricomposizione dei portafogli Private verso l’amministrato (+0,6pp in termini di asset mix sul 2023) che, assieme al gestito (+0,2pp), guadagna peso a scapito della raccolta diretta (-0,3pp) e dei prodotti assicurativi (-0,5pp). L’andamento positivo dei mercati sostiene tutti i comparti, soprattutto la raccolta gestita (+8,7%). L’amministrato registra la miglior performance di raccolta netta (+6,6%). I cambi di perimetro intervenuti nell’anno incidono soprattutto sulla raccolta diretta (+7,3%). Anche in questo caso, l’analisi trimestrale della composizione dei portafogli testimonia una sostanzialmente stabilità. Nel quarto trimestre la crescita è stata trainata dalla raccolta diretta (+3,6%) e dai prodotti assicurativi (+3%). Il comparto diretto ha beneficiato maggiormente della raccolta netta (+2,6%), mentre l’assicurativo dell’effetto mercato (+1,4%). L’amministrato è rimasto pressoché stabile (+0,3%) ed è l’unico ad aver ottenuto un contributo negativo dalla raccolta netta (-0,7%). Il gestito è cresciuto moderatamente (+1,4%), nonostante l’impatto negativo derivante dai cambi di perimetro (-1,2%).Relativamente ai prodotti, l’asset mix a fine 2024 privilegia i fondi comuni d’investimento (22,9%, cresciuti di 0,9pp in termini di asset mix sul 2023), seguiti dalla liquidità (13,3%, calata di 0,2pp) e dalle gestioni patrimoniali individuali (12,3%, in calo di 0,8pp). I prodotti obbligazionari (titoli di stato e altre obbligazioni) pesano complessivamente per il 22,1% (in leggera crescita sul 2023 quando erano al 21,7%). Stabile sia l’azionario (11,1% nel 2024 contro l’11,3% del 2023) che i prodotti assicurativi (Multi-ramo, Ramo III e Ramo I; dal 19,5% del 2023 al 19,1% del 2024). LEGGI TUTTO