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    Toscana, ABI: “Sospensione rate mutui nei territori colpiti dal maltempo”

    (Teleborsa) – L’ABI ha appena diffuso una lettera circolare agli Associati nella quale segnala che è stata pubblicata, sul sito del Dipartimento della Protezione Civile, l’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile con cui è stata adottata una misura di sospensione del pagamento delle rate dei mutui, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi il 18 settembre 2024 nel territorio dei comuni di Marradi e di Palazzolo sul Senio della Città Metropolitana di Firenze ed il 23 settembre 2024 nel territorio dei comuni di Castagneto Carducci, San Vincenzo e Bibbona in provincia di Livorno e di Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Pomarance e Guardistallo in provincia di Pisa.Tale Ordinanza, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, recepisce i contenuti dell’accordo sottoscritto da ABI, Protezione Civile e dalle Associazioni dei consumatori per assicurare tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali.Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sarà possibile per le banche dare immediata attuazione alla sospensione dei mutui per questi territori. LEGGI TUTTO

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    Banche, Buch (BCE): modelli di business ed erogazione prestiti impattati da rischi climatici

    (Teleborsa) – “I rischi legati al clima sono altamente rilevanti per le banche già oggi. I rischi di transizione come quelli legati alle decisioni sulle politiche climatiche o agli aumenti dei prezzi del carbonio possono influenzare la valutazione delle attività delle banche. Le catastrofi naturali legate al clima, come incendi e inondazioni, influenzano direttamente le operazioni e le condizioni finanziarie delle banche e dei loro clienti”. Lo ha affermato Claudia Buch, presidente del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea (BCE), a un evento in Lussemburgo.”Se le banche non tengono conto di questi rischi, i loro modelli di business e la loro capacità di concedere prestiti potrebbero essere compromessi”, ha sottolineato.Secondo Buch, “l’esposizione delle banche ai rischi legati al clima sarebbe attenuata se fosse disponibile e utilizzata una protezione assicurativa sufficiente. Tuttavia, eventi di rischio climatico più frequenti e gravi stanno rendendo più difficile assicurare le proprietà. Solo circa un quarto delle perdite per catastrofi legate al clima sono attualmente assicurate nell’UE. In alcuni paesi, la cifra è inferiore al 5% e in alcune parti del mondo è già praticamente impossibile ottenere un’assicurazione”. “Si prevede che il cambiamento climatico causerà un ampliamento di questo divario di protezione assicurativa – ha aggiunto – Ciò aumenterebbe l’onere per i governi, sia in termini di rischi macroeconomici che di spesa fiscale per coprire i danni non assicurati”.Secondo Buch, “un divario di protezione assicurativa in crescita potrebbe avere implicazioni negative per il sistema finanziario e la disponibilità di credito. Gli istituti finanziari potrebbero ridurre l’offerta di credito in regioni materialmente esposte al rischio fisico. I rischi per la stabilità finanziaria potrebbero aumentare se molti istituti finanziari fossero simultaneamente colpiti da shock avversi”. LEGGI TUTTO

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    Consiglio UE esorta Commissione ad agire per combattere desertificazione

    (Teleborsa) – Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato conclusioni che affrontano le urgenti sfide poste dalla desertificazione, dal degrado del suolo e dalla siccità (desertification, land degradation, and drought, DLDD), sottolineando la necessità critica di un approccio coeso e integrato alla gestione ambientale in tutta l’UE. Evidenziando la crescente frequenza e gravità delle siccità, insieme all’esacerbazione della desertificazione e del degrado del suolo sia a livello globale che in Europa, il Consiglio esorta la Commissione europea a proporre un piano d’azione completo a livello di UE volto a combattere la DLDD, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza alla siccità e raggiungere la neutralità del degrado del suolo (Land Degradation Neutrality, LDN) entro il 2030.FinanziamentiLe conclusioni riconoscono la necessità di strategie di finanziamento coerenti per supportare la gestione e il ripristino sostenibili del territorio. Il Consiglio chiede una revisione degli strumenti di finanziamento esistenti e l’esplorazione di fonti di finanziamento alternative private e miste, in particolare per rendere operative le azioni DLDD e implementare azioni di ripristino degli ecosistemi attraverso soluzioni basate sulla natura.Trasformazione dei sistemi agricoli e alimentariPer raggiungere LDN entro il 2030, il Consiglio sottolinea la necessità di trasformare i sistemi agricoli e alimentari verso la sostenibilità, la resilienza alla siccità e le pratiche intelligenti dal punto di vista climatico. Questa trasformazione dovrebbe essere guidata dai 13 principi dell’agroecologia come definiti dal Gruppo di esperti di alto livello della FAO sulla sicurezza alimentare e la nutrizione. LEGGI TUTTO

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    Autostrade per l’Italia, pubblicato il Climate Transition Plan 2024

    (Teleborsa) – Traguardi da raggiungere e verifica dei risultati sulla strada della transizione ecologica. Autostrade per l’Italia ha pubblicato il “Climate Transition Plan 2024” che definisce strategie, obiettivi e azioni concrete per ridurre le emissioni climalteranti e adattare le infrastrutture ai fenomeni climatici estremi. “L’impegno climatico – afferma Piergiorgio Peluso, CFO del Gruppo – non è una generica dichiarazione d’intenti, ma un elemento centrale nella strategia delle aziende. Oggigiorno, le aziende vengono valutate sulla base del loro impegno per il clima, non solo dagli stakeholder ma anche dall’opinione pubblica. Per questo, è fondamentale esplicitare ciò che si intende fare per mitigare gli impatti del climate change rendicontando in modo trasparente e analitico quanto si è fatto. Con questo documento, Aspi conferma il proprio impegno e l’assunzione di responsabilità nel rendere le proprie infrastrutture resilienti e sempre più efficienti dal punto di vista energetico. Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere nel contrastare il cambiamento climatico”.Il Piano – spiega Aspi in una nota – consolida l’impegno del Gruppo nella transizione climatica, delineando un approccio integrato che include la trasformazione del modello di business, la mitigazione dei rischi, la pianificazione finanziaria, la strategia di coinvolgimento degli stakeholder, la governance, gli obiettivi e le metriche rilevanti. Il tutto in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, tesi a contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Il Climate Transition Plan di Aspi, redatto secondo le linee guida della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e ispirato al Transition Plan Taskforce (TPT) del 2023, pone il Gruppo tra le società “best in class” in Europa.I principali indicatori climatici e i progressi raggiunti – fa sapere Aspi – saranno aggiornati e riportati annualmente nei Report di Sostenibilità e nella Relazione Finanziaria Annuale integrata di Gruppo. Il Piano sarà aggiornato in linea con gli indirizzi strategici e l’assetto del Gruppo, con una frequenza almeno quinquennale, e si basa su tre driver: ambizione, azioni lungo tutta la catena del valore e rendicontazione. L’attenzione rivolta alla questione climatica viene concretizzata tramite due obiettivi principali: da una parte l’adattamento e la resilienza ai cambiamenti climatici già in essere, dall’altra la mitigazione degli impatti climatici futuri attraverso decarbonizzazione e sviluppo della mobilità sostenibile. Il sito web della società verrà inoltre periodicamente aggiornato nella sezione dedicata alla sostenibilità, con le novità più rilevanti relative alle iniziative sul climate change. LEGGI TUTTO

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    Caldo, ancora picchi poi una breve pausa

    (Teleborsa) – Dopo un lungo periodo di caldo africano da Ferragosto le temperature scenderanno. Anche se si tratterà di un calo minimo. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, come riporta Ansa, la diminuzione delle temperature sarà al più di 2-3°C, ma dovrebbero diradarsi l’afa e le notti tropicali. Intanto, però, nelle prossime ore, dopo i 41°C registrati a Firenze sia domenica sia lunedì, ci saranno ancora picchi simili nelle zone interne della Sardegna e si sfioreranno anche al Nord i 40°C (Forlì), mentre Ferrara, Firenze, Foggia, Lecce, Oristano, Prato, Reggio Emilia, Siracusa, Trento e Verona si fermano a 38-39°.Non andrà meglio la vigilia di Ferragosto con picchi di 39°C al Sud, 38° a Ferrara e Forlì, mentre a Firenze 37°C.(Foto: © Aleksandr Papichev/123RF) LEGGI TUTTO

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    Siccità, l’allarme dell’Anbi: “Fra 3 settimane niente acqua per campi al centrosud”

    (Teleborsa) – “Tre settimane ancora e non ci sarà più acqua per l’agricoltura nel Centrosud”. È l’allarme che lancia l’Anbi, l’associazione dei consorzi di bacino, nel suo bollettino settimanale sulla situazione delle risorse idriche in Italia. Il report descrive una situazione particolarmente grave per Puglia, Abruzzo e Sicilia, dove gli invasi sono quasi vuoti, ma grave anche in Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. Il Norditalia viene descritto invece come “sovrabbondante d’acqua”, con laghi e fiumi al di sopra delle portate medie. Tra il 21 ed il 22 luglio scorsi in Italia ci sono stati ben 54 eventi meteorologici estremi.L’invaso di Occhito, tra le Molise e Puglia, a servizio dell’agricoltura del Tavoliere e dell’Acquedotto Pugliese, in soli 8 giorni ha visto ridursi i propri volumi di oltre 15 milioni di metri cubi. La diga sul fiume Fortore d’ora in poi servirà quasi esclusivamente per l’uso potabile. Per la metà di agosto, la Capitanata non avrà più risorsa per irrigare i campi. “È reale il rischio di vedere inaridita la pianura foggiana, così come ampie porzioni di territorio salentino” spiega Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi. In Abruzzo, dopo il prosciugamento del bacino di Penne, anche l’acqua dell’invaso di Chiauci si esaurirà entro metà agosto. Stessa sorte per i territori della valle Peligna. Ai minimi le sorgenti della Maiella. In Sicilia, a fine giugno, le precipitazioni cumulate in 12 mesi sono state mediamente mm. 414, cioè 1 solo millimetro in più rispetto a quanto registrato durante la grande siccità del 2002. Su larga parte della Sicilia Orientale il deficit pluviometrico supera il 60% su base annua. Gli invasi regionali trattengono 267 milioni di metri cubi, il 38,21% del volume di riempimento autorizzato e 42% in meno sulla media del periodo nello scorso quindicennio. Di questi, solamente 122 milioni di metri cubi sono realmente utilizzabili, al netto dei volumi utili alla fauna ittica, dell’interrimento e del cosiddetto “volume morto”. Sull’isola, 6 bacini su 29 non hanno più acqua utilizzabile, altri 6 hanno disponibile meno di un milione di metri cubi e 4 meno di due milioni. Gela non potrà ricevere alcun genere d’irrigazione, tutti i comuni della provincia di Caltanissetta stanno subendo riduzioni nella distribuzione idrica. Ad Enna l’acqua potabile viene erogata un giorno sì e due no. Nell’Agrigentino si sta cercando di salvare gli agrumeti, operando trasferimenti di risorsa irrigua. Nel Ragusano le sorgenti sono quasi prosciugate, come pure a Messina. L’acqua è razionata anche a Palermo. Le piogge dei giorni scorsi hanno solo lambito l’estremo lembo nord-orientale dell’isola, lasciando però a secco il resto dei territori siciliani. (Foto: © Andrey Kryuchkov /123RF) LEGGI TUTTO

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    Ivass: rapporto 2024 su catastrofi naturali e sostenibilità

    (Teleborsa) – A fine 2022, i premi lordi per le assicurazioni contro i rischi da catastrofi naturali hanno raggiunto il 6,6% del totale, in crescita rispetto al 6% del 2021. L’86% di questi premi, pari a 2,12 miliardi, riguarda la copertura da eventi climatici, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal secondo Report sui rischi da catastrofi naturali e di sostenibilità, che ha coinvolto tutte le imprese del mercato assicurativo italiano, pubblicato oggi dall’Ivass.L’Ivass ha reso noto che gli investimenti delle compagnie assicurative nei combustibili fossili sono stimabili tra 5 e 14 miliardi di euro. La maggior parte delle coperture assicurative per rischi climatici riguarda la grandine (65%), seguita da tempeste e inondazioni. I premi per i rischi da terremoto sono aumentati del 22% rispetto al 2021, raggiungendo 336 milioni di euro.Il rapporto evidenzia una disomogeneità tra le compagnie assicurative in termini di consapevolezza e preparazione sui fattori ESG. Le grandi compagnie stanno adottando strategie per integrare questi fattori, mentre le piccole e medie sono ancora indietro. Il 77% delle imprese ha integrato i fattori ESG nelle proprie strategie o ha pianificato di farlo.Infine, le compagnie investono circa 60 miliardi di euro in settori economici esposti al rischio di transizione, con un valore medio delle emissioni carboniche finanziate di circa 427 tonnellate di CO2 equivalenti per milione di euro di investimento. LEGGI TUTTO

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    Eni, da Greenpeace e ReCommon chiesta sospensione della causa sul clima

    (Teleborsa) – “Eni prende atto del fatto che Greenpeace e ReCommon, che lo scorso anno avevano avviato nei confronti di Eni un’azione legale totalmente infondata relativa ai temi climatici, hanno chiesto la sospensione del procedimento a seguito della presentazione, da parte degli stessi, di un ricorso per regolamento di giurisdizione. Giurisdizione che peraltro era già stata esclusa nella nota causa ‘Giudizio Universale’, promossa dal mondo dell’associazionismo contro lo Stato italiano sempre in merito ai temi climatici”. È quanto chiarisce Eni in una nota in merito all’azione legale avviata da Greenpeace e ReCommon.”Eni – prosegue la nota – esprime la propria perplessità su questa iniziativa, evidentemente finalizzata a ottenere la sospensione della causa in realtà avviata dalle organizzazioni stesse, per la quale il Giudice, si ricorda, aveva invece già fissato l’udienza per la decisione al 14 settembre 2024. Vi è il rischio, pertanto, che – proprio su iniziativa di Greenpeace e ReCommon – si apra un lungo periodo di sospensione della decisione prevista invece a breve, ciò che consentirà alle due associazioni di continuare nella propria campagna di disinformazione, perseguendo obiettivi mediatici che consentono maggiori slogan e minore rigore in termini di studio, analisi e valutazione, e la cui verifica da parte del Giudice di ciò investito viene così procrastinata proprio a iniziativa di chi aveva preteso di promuoverla. Si ricorda che Eni non si è peraltro mai sottratta, nonostante la strumentalità dell’azione stessa, a fornire in giudizio, nel merito, tutti gli elementi a supporto della bontà del proprio operato e della propria strategia di trasformazione e decarbonizzazione, pubblicando sul proprio sito tutto il materiale”. LEGGI TUTTO