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    Banche europee, Barclays ancora ottimista per potenziale re-rating. Taglia TP su italiane

    (Teleborsa) – Barclayscontinua a credere che le banche europee siano attraenti, anche se – a prima vista – il contesto attuale sembra impegnativo, considerando la lenta crescita del PIL in Europa, con il rischio politico che potenzialmente si aggiunge al rischio di ribasso e i tassi ora in discesa.Dall’inizio del 2022 (appena prima dell’inizio degli aumenti dei tassi in Europa), il settore (SX7P) ha sovraperformato lo Stoxx 600 Europe (SXXP) ed è stato il settore con le migliori prestazioni, guadagnando il +45% rispetto al +6% dell’SXXP. Su base di rendimento totale (inclusi i dividendi) la performance è ancora più sorprendente, con SX7P in rialzo del 77% rispetto all’SXXP in rialzo del 18%. Il motore della sovraperformance della banca è stata la forte revisione positiva dell’EPS a livello di settore, con l’EPS del settore rivisto al rialzo di circa l’80% nello stesso periodo (dalla fine del 2021).Tuttavia, “il settore ha subito un de-rating mentre l’EPS è stato rivisto al rialzo e gli attuali livelli di valutazione sono ancora lontani dal riflettere i cambiamenti strutturali (positivi) ottenuti dalle banche europee in termini di redditività e rendimenti per gli azionisti”, si legge nella ricerca. Ad esempio, il ROTE è passato da circa il 9% nel 2021 al 13,6% nel 2024 per le banche coperte da Barclays; si prevede che scenderà rispetto ai massimi attuali, ma rimarrà in doppia cifra. Insieme a un livello di capitale che è ora pari o superiore all’obiettivo per la maggior parte delle banche, ciò sosterrà le capacità di distribuzione e ci aspettiamo che la banca europea media offrirà un rendimento del 10,3% all’anno nel 2025-26 (rendimento dei dividendi del 6,9% e rendimento del riacquisto del 3,4%).Barclays aggiorna le previsioni per riflettere un tasso della BCE all’1,5% a fine 2025, in linea con la visione dei propri economisti. Ciò porta a rivedere le previsioni EPS al ribasso in media del -1% nel 2025 e del -2% nel 2026. Il taglio NII è parzialmente mitigato a livello EPS da un moderato aumento dei prestiti (in Spagna) o delle commissioni (in Italia) o da altre modifiche specifiche dell’azienda (ad esempio la nuova imposta in Spagna). Ora prevede che l’EPS del settore diminuirà del -3% nel 2025 e aumenterà del +9% nel 2026 (principalmente guidato dalle banche francesi, del Benelux e del Regno Unito).Barclays preferisce le banche con bilanci di duration più lunga, con operazioni incentrate sulle commissioni e flussi di entrate diversificati, oltre che caratterizzate da riduzione dei costi/storie di self-help, come Lloyds, BNP Paribas, Julius Baer, KBC e Deutsche Bank. I nomi meno preferiti sono SEB, Bankinter e CaixaBank.Per quanto riguarda le banche italiane, Barclays taglia il target price su UniCredit a 46,1 euro da 47,8 (Overweight confermato), su Mediobanca a 15,6 euro da 16 (Equal Weight confermato), a Intesa Sanpaolo a 4,5 euro da 4,7 (Overweight confermato), su Credem a 10,6 euro da 10,8 (Equal Weight confermato), a BPER a 6,7 euro da 7,2 (Overweight confermato). LEGGI TUTTO

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    UniCredit rispetta ampiamente i requisiti di capitale fissati dalla BCE

    (Teleborsa) – A seguito della comunicazione ricevuta dalla Banca Centrale Europea (BCE) in relazione al completamento del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) del 2024, il requisito patrimoniale Pillar 2 Capital Requirement (P2R) di UniCredit rimane fissato a 200 punti base.Dal 1 gennaio 2025 UniCredit rispetterà quindi i seguenti requisiti complessivi di capitale su base consolidata: 10,27 per cento CET1 ratio, 12,14 per cento Tier 1 ratio, 14,64 per cento Total Capital ratio.I coefficienti di capitale sopra riportati includono il Combined Buffer Requirement, da soddisfarsi con strumenti di capitale primario CET1, composto da: 2,50 per cento di Capital Conservation Buffer (CCB), 1,50 per cento di O-SII buffer, 0,44 per cento di Countercyclical Capital Buffer (CCyB) e 0,20 per cento di Systemic Risk Capital buffer (SyRB).Al 30 settembre 2024, i coefficienti patrimoniali di UniCredit su base consolidata erano pari a: 16,13 per cento CET 1 ratio fully loaded, 16,24 per cento CET 1 ratio transitorio, 18,02 per cento Rapporto Tier 1 transitorio, 20,68 per cento Total Capital ratio transitorio. LEGGI TUTTO

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    Bankitalia, spese di gestione conti correnti in calo. Online a quota 28,9 euro

    (Teleborsa) – Nel 2023 la spesa di gestione dei conti correnti riferibili agli sportelli bancari in Italia è diminuita di 3,3 euro rispetto al 2022, attestandosi a 100,7 euro. La diminuzione è attribuibile per l’80 per cento alle spese fisse e per la parte restante alle spese variabili; le prime sono a loro volta diminuite in ragione dei più bassi canoni, le seconde per una minore operatività che ha riguardato soprattutto i prelievi di contante; le commissioni sui pagamenti e sui prelievi di contante sono rimaste pressoché invariate. Lo afferma la Banca d’Italia nella consueta indagine sulla spesa dei conti correnti delle famiglie italiane.Dal 2011 al 2023 la variazione delle spese fisse ha contribuito in modo determinante all’andamento delle spese di gestione sia nel periodo di contrazione sia in quello di crescita; in particolare, considerando quest’ultima, iniziata nel 2016 e interrottasi nel 2023, la somma delle variazioni della spesa, prese in valore assoluto, ammonta a 30,8 euro, delle quali 24,6 riconducibili alle spese fisse.La spesa di gestione dei conti correnti online è diminuita di 4,8 euro attestandosi a 28,9 euro; il calo della spesa è legato alle minori spese fisse e in particolare alla minore proporzione di clienti assoggettata al pagamento del canone di base.La spesa di gestione dei conti postali è cresciuta per il secondo anno, passando da 59,6 a 67,3 euro; vi ha concorso la maggiore operatività della clientela; l’aumento è in larga parte attribuibile alle spese variabili, cresciute di 6,5 euro per effetto di un generalizzato aumento dell’operatività.La stima complessiva della spesa di gestione di un conto corrente, ottenuta ponderando la spesa riferibile agli sportelli bancari, ai conti bancari online e ai conti postali con i rispettivi pesi nella popolazione dei conti correnti, si attesta a 87,8 euro.La spesa di gestione mostra un’ampia variabilità tra i raggruppamenti della clientela: è meno elevata per i clienti con un profilo di operatività semplificato (giovani, famiglie e pensionati a bassa operatività), maggiore per i profili di consumo più sofisticati.La commissione per la messa a disposizione dei fondi (MDF) applicata nei contratti di apertura di credito in conto corrente è rimasta invariata e pari all’1,7 per cento del credito accordato; la commissione unitaria di istruttoria veloce (CIV) applicata sugli sconfinamenti e sugli scoperti di conto corrente è diminuita da 16,4 a 13,7 euro. LEGGI TUTTO

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    Bankitalia, prestiti ancora in calo a ottobre. Accelera crescita depositi

    (Teleborsa) – A ottobre 2024 i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono diminuiti dell’1,1 per cento sui dodici mesi (-0,9 nel mese precedente). Lo comunica la Banca d’Italia nella pubblicazione mensile “Banche e moneta”.I prestiti alle famiglie si sono ridotti dello 0,2 per cento sui dodici mesi (-0,4 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 3,1 per cento (-2,4 nel mese precedente). I depositi del settore privato sono aumentati del 2,5 per cento (0,5 per cento a settembre); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 9,5 per cento (10,6 in settembre).A ottobre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati al 3,74 per cento (3,82 in settembre); la quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 6 per cento (7 per cento nel mese precedente).Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,42 per cento (10,47 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 4,73 per cento (4,90 nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 5,21 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 4,42 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,96 per cento (0,99 nel mese precedente). LEGGI TUTTO

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    Banco BPM, Credit Agricole ha costruito posizione con derivati “total return swap”

    (Teleborsa) – Crédit Agricole è salita al 15,104% di Banco BPM tramite due contratti derivati di tipo “Total return swap” con regolamento in contanti ma con diritto di Delfinance SAS di richiedere, previo ottenimento delle autorizzazioni necessarie, che il regolamento avvenga con consegna fisica delle azioni sottostanti ai contratti derivati.È quanto emerge dalle comunicazioni della CONSOB relative alle partecipazioni rilevanti, dove viene segnalato che l’operazione risale al 2 dicembre 2024. I diritti di voto riferibili ad azioni valgono il 9,904%, mentre i derivati valgono il 5,200%.L’operazione è stata finanziata da Delfinances SAS mediante risorse di cassa disponibili, secondo quanto emerge dal documento in cui il gruppo francese ha spiegato alla CONSOB le proprie intenzioni, avendo superato la soglia rilevante del 10%.Come già comunicato venerdì, Crédit Agricole presenterà istanza – presso le competenti autorità di vigilanza – per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie a incrementare la propria partecipazione diretta o indiretta in Banco BPM al di sopra del 10% e fino a un massimo del 19,99% del capitale sociale. L’operazione è pienamente coerente con la strategia di Crédit Agricole quale investitore e partner di Banco BPM; rafforza le partnership industriali in essere tra il Gruppo Agricole e Banco BPM nel settore del credito al consumo e della banca -assicurazione (ramo danni), nonché testimonia l’apprezzamento di Crédit Agricole per le qualità intrinseche di BBPM, come una solida posizione di mercato e positive prospettive finanziarie.Nei prossimi sei mesi, Crédit Agricole: (i) valuterà eventuali incrementi della partecipazione in Banco BPM ulteriori rispetto a quella che conseguirà dall’esecuzione dei contratti derivati, sempre subordinatamente all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni e, comunque, entro la soglia del 19,99% del capitale sociale; e (ii) non intende acquisire o esercitare il controllo sulla banca. Crédit Agricole, anche per il tramite di Delfinances, eserciterà i diritti sociali e le prerogative societarie ad essa spettanti nella qualità azionista diretto o indiretto di Banco BPM in conformità alla legge e allo statuto. LEGGI TUTTO

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    UniCredit, Goldman Sachs ha quota potenziale dell’1,13%

    (Teleborsa) – Goldman Sachs ha una quota potenziale dell’1,13% in UniCredit. È quanto emerge dalle comunicazioni della CONSOB relative alle partecipazioni rilevanti, dove viene segnalato che l’operazione risale al 2 dicembre 2024.Scendendo nei dettagli, lo 0% sono diritti di voto riferibili ad azioni, lo 0,35% è una partecipazione potenziale, lo 0,77% sono altre posizioni lunghe con regolamento fisico e in contanti. LEGGI TUTTO

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    Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, utile di 38,7 milioni di euro nei 9 mesi

    (Teleborsa) – Il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti ha chiuso i primi 9 mesi del 2024 con un utile consolidato pari a 38,7 milioni di euro, mentre l’utile della Banca di Asti ammonta a 39,3 milioni di euro. In termini di redditività, il ROE consolidato annualizzato è pari al 4,1% e quello individuale pari al 4,4%.Il margine di interesse si attesta a 226,4 milioni di euro, in crescita rispetto ai 202,1 milioni di euro del 30 settembre 2023 e migliore anche rispetto alle aspettative del gruppo, riflettendo gli effetti dell’andamento dei tassi di mercato nonostante il riprezzamento della raccolta.Il totale dell’attivo si attesta a 13,1 miliardi, in crescita rispetto al 31 dicembre 2023 (12,7 miliardi di euro), mentre la massa fiduciaria è in sensibile aumento rispetto al 31 dicembre 23 (+670 milioni di euro), con un totale complessivo di 17,2 miliardi di euro, sostenuta in particolare dall’aumento (+9,2%) del risultato della raccolta indiretta, con 5,2 miliardi di euro di raccolta gestita e 3,1 miliardi di raccolta amministrata.La raccolta diretta è sostanzialmente in linea rispetto al 31 dicembre 2023 e si attesta a 10,8 miliardi di euro. Anche i crediti verso la clientela restano invariati rispetto al dato di fine anno precedente a 7,4 miliardi di euro.Si confermano in crescita e ampiamente al di sopra dei minimi regolamentari tutti gli indicatori di solidità patrimoniale e di liquidità al 30 settembre 2024: CET 1 ratio consolidato al 15,6% (14,9% al 31/12/23), Tier 1 ratio al 17,3% (16,5% al 31/12/23) e Total Capital ratio al 17,7% (17,4% al 31/12/23).Il cost/income gestionale risulta in linea con le aspettative di periodo del gruppo (pari al 56,6%). LEGGI TUTTO

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    BCE valuta qualità degli asset di J.P. Morgan SE: nessuna carenza di capitale

    (Teleborsa) – La Banca centrale europea (BCE) ha completato una revisione della qualità degli asset (asset quality review, AQR) di J.P. Morgan SE, controllata tedesca del colosso bancario statunitense, che è stata classificata come significativa e pertanto ora è direttamente supervisionata dalla BCE.I supervisori eseguono le AQR per esaminare le valutazioni degli asset delle banche da una prospettiva prudenziale, aumentare la trasparenza in merito alle loro esposizioni e valutare l’adeguatezza dei loro livelli di capitale.L’AQR per J.P. Morgan SE si è concentrata sul rischio di mercato e di credito. I risultati dell’AQR mostrano che J.P. Morgan SE “non affronta un deficit di capitale”, poiché il suo coefficiente Common Equity Tier (CET1) non scende al di sotto della soglia dell’8% mantenuta dagli esercizi precedenti. Il punto di partenza è stato un CET1 ratio del 19,10%, l’impatto dell’AQR è stato di -67 punti base, per un AQR adjusted CET1 ratio del 18,43%. LEGGI TUTTO