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    Nexi corre in Borsa, in pole nel FTSE MIB

    (Teleborsa) – Seduta vivace oggi per Nexi, protagonista di un allungo verso l’alto, con un progresso dell’1,95%, ma sotto i massimi intraday.A fare da assist al titolo sono le indiscrezioni stampa, riportate dal Corriere della Sera, secondo cui il fondo di investimento statunitense Tpg avrebbe presentato al gruppo dei pagamenti un’offerta da circa 850 milioni per la divisione Digital Banking Solutions. Comparando l’andamento del titolo con il FTSE MIB, su base settimanale, si nota che il gruppo attivo nel settore dei pagamenti digitali mantiene forza relativa positiva in confronto con l’indice, dimostrando un maggior apprezzamento da parte degli investitori rispetto all’indice stesso (performance settimanale +4,42%, rispetto a +1,87% del principale indice della Borsa di Milano).L’esame di breve periodo di Nexi classifica un rafforzamento della fase rialzista con immediata resistenza vista a 5,485 Euro e primo supporto individuato a 5,259. Tecnicamente ci si attende un ulteriore spunto rialzista della curva verso nuovi top stimati in area 5,711. LEGGI TUTTO

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    Eurozona, frena la produzione nelle costruzioni a gennaio

    (Teleborsa) – Frena il mercato delle costruzioni nella Zona Euro a gennaio. Secondo l’Eurostat, la produzione nel settore delle costruzioni è risultata in aumento dello 0,2% su base mensile, dopo il +0,4% registrato a dicembre.Nell’Europa dei 27, il settore ha riportato un decremento della produzione dello 0,2%, contro il +0,7% registrato il mese precedente. Rispetto ad un anno prima, la produzione registra una salita dello 0,4% nell’Eurozona e dello 0,7% nell’UE allargata. LEGGI TUTTO

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    CNEL, Mercato del Lavoro 2024: crescita occupazionale e disparità di genere

    (Teleborsa) – Nel 2024, il numero complessivo degli occupati in Italia ha raggiunto 23 milioni e 932 mila, con un incremento di 352 mila unità rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è in calo, soprattutto tra le donne, sebbene persista una significativa differenza di genere nei tassi di occupazione. Le donne italiane sono in media indietro di 16,8 punti percentuali rispetto agli uomini, mentre per le donne straniere la differenza sale a 26,5 punti. Questo è quanto emerge dal primo bollettino del CNEL sul mercato del lavoro, redatto in collaborazione con l’ISTAT per migliorare la diffusione delle statistiche ufficiali. La pubblicazione, che avrà cadenza trimestrale, segna l’inizio di un percorso in cui il CNEL metterà in evidenza dati su occupati, disoccupati e inattivi, per focalizzare aspetti rilevanti alla propria attività istituzionale.Nonostante il titolo di studio terziario migliori le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro per le laureate, con una differenza di -6,9 punti percentuali rispetto agli uomini laureati, il bollettino sottolinea la necessità di politiche più efficaci per promuovere la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Queste politiche dovrebbero facilitare la conciliazione tra vita privata e professionale e garantire una parità retributiva effettiva.L’analisi territoriale evidenzia anche disparità tra le diverse aree del Paese. Il Mezzogiorno, pur registrando un miglioramento annuale (+1,1%), presenta tassi di occupazione tra i più bassi dell’Unione Europea. Il lavoro dipendente resta la forma prevalente, ma la percentuale di donne in part-time supera il 28%, rispetto al 7% degli uomini. Il contratto a tempo indeterminato riguarda oltre l’86% dei lavoratori dipendenti maschili, con uno scarto positivo di circa 3 punti percentuali in tutte le regioni, ad eccezione del Mezzogiorno, dove la differenza raggiunge i 4,3 punti.Le evidenze sui NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano a attività di formazione) mostrano segni di miglioramento, ma il numero complessivo rimane elevato. Nel 2024 sono 1,34 milioni, con una diminuzione del 4,8% rispetto al 2023. Per il 33,9% di questi giovani, che non cercano attivamente lavoro o non sono disposti a intraprenderlo, politiche attive più mirate potrebbero facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro.(Foto: Carrie Allen www.carrieallen.com on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    e-Novia cede quota in Blubrake per 2,3 milioni di euro. Controllata Blimp in CNC

    (Teleborsa) – e-Novia, società quotata sul segmento professionale di Euronext Growth Milan e attiva sulle tecnologie della robotica e AI per il mercato della mobilità sostenibile, ha sottoscritto un accordo vincolante per la cessione dell’intera partecipazione detenuta nel capitale sociale di Blubrake, pari al 53,57% del capitale sociale.L’accordo, che si inerisce nel contesto di una più ampia operazione di ricapitalizzazione di Blubrake, prevede la cessione della partecipazione a favore di un pool di investitori, oltre al rimborso di un credito vantato da e-Novia nei confronti di Blubrake. Il closing dell’operazione è previsto entro il primo semestre 2025. L’operazione consentirà a e-Novia di incassare risorse per complessivi 2,3 milioni di euro.Blubrake è un’azienda specializzata nello sviluppo di sistemi di frenata antibloccaggio (ABS) per biciclette elettriche (e-bike) e cargo bike elettriche. Al 31 dicembre 2023 Blubrake ha registrato ricavi per 1.639.395 euro, un EBITDA pari a -1.618.330 euro e una PFN pari a 5.676.310 euro.”La cessione di questa partecipazione si inserisce nel più ampio percorso di Composizione Negoziata della Crisi (CNC) intrapreso da e-Novia, consentendoci di ottimizzare le risorse, rafforzare il nostro focus su soluzioni ad alto valore aggiunto e accelerare il nostro percorso di sviluppo nel campo della mobilità intelligente e della robotica – ha commentato l’AD Massimiliano Benci – Questa operazione rappresenta un ulteriore passo verso la sostenibilità e il rilancio del nostro modello industriale in un mercato altamente competitivo”.Separatamente, e-Novia ha comunicato che la società controllata al 66,4% Blimp ha depositato l’istanza di accesso alla composizione negoziata della crisi (CNC). Tale scelta si è resa necessaria in ragione della situazione di squilibrio economico-finanziario e patrimoniale di Blimp, e lo strumento della CNC rappresenta la soluzione più adatta al risanamento della società. Al 31 dicembre 2023 Blimp ha registrato ricavi per 1.418.619 euro, un EBITDA pari a -557.453 euro, con una perdita netta di -938.767 euro e una Posizione Finanziaria Netta (debito netto) pari a 1.778.744 euro. Ai soli fini del deposito è stata allegata al Piano una situazione economico-patrimoniale al 30 dicembre 2024, di natura gestionale e non sottoposta a revisione contabile, da cui emerge una perdita di circa 1,9 milioni di euro. Il credito vantato da e-Novia nei confronti di Blimp, pari a 1,2 milioni di euro al 30 dicembre 2024, è stato considerato ai fini della manovra finanziaria contenuta nel progetto di piano di risanamento di Blimp che prevede la conversione del credito di e-Novia a capitale sociale della controllata, condizionatamente rispetto al buon esito della CNC. LEGGI TUTTO

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    Wall Street accelera dopo la Fed. Powell: rischi recessione aumentati ma non elevati

    (Teleborsa) – Wall Street ha accelerato al rialzo dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse e ha continuato a prevedere tagli per 50 punti basi nella restante parte dell’anno. Il presidente Jerome Powellha riconosciuto che una “buona parte” della maggiore inflazione prevista dalla banca centrale ha a che fare con i dazi imposti o minacciati da Trump. “Parte di essa, la risposta è chiaramente una parte, una buona parte, deriva dai dazi – ha detto durante la conferenza stampa post-riunione – Ma lavoreremo con altri analisti per separare l’inflazione non tariffaria da quella tariffaria”. I rischi di recessione, ha osservato, sono “aumentati, ma non sono elevati”.Tra chi ha pubblicato i risultati prima della campanella, General Mills ha tagliato la guidance sull’intero esercizio con il rallentamento della domanda nelle categorie degli snack.Sul fronte macroeconomico, le domande di mutui settimanali negli Stati Uniti sono diminuite con i tassi sui mutui trentennali che sono saliti al 6,72% dal 6,67% precedente.Guardando ai principali indici della Borsa New York, il Dow Jones mostra una plusvalenza dell’1,12%; sulla stessa linea, performance positiva per l’S&P-500, che continua la giornata in aumento dell’1,39% rispetto alla chiusura della seduta precedente. Su di giri il Nasdaq 100 (+1,78%); sulla stessa tendenza, in denaro l’S&P 100 (+1,49%).In luce sul listino nordamericano S&P 500 i comparti informatica (+2,10%), beni di consumo secondari (+1,98%) e telecomunicazioni (+1,83%).Al top tra i giganti di Wall Street, Boeing (+6,52%), American Express (+2,63%), JP Morgan (+2,31%) e IBM (+1,87%).Le peggiori performance, invece, si registrano su Intel, che ottiene -7,16%. Pensosa Johnson & Johnson, con un calo frazionale dello 0,94%. Tentenna Amgen, con un modesto ribasso dello 0,91%. Giornata fiacca per Nike, che segna un calo dello 0,90%.Tra i protagonisti del Nasdaq 100, Atlassian (+5,23%), Warner Bros Discovery (+4,57%), Tesla Motors (+4,12%) e CrowdStrike Holdings (+3,92%).Le peggiori performance, invece, si registrano su Intel, che ottiene -7,16%. Gilead Sciences scende del 3,16%. Calo deciso per Kraft Heinz, che segna un -1,51%. Piccola perdita per Moderna, che scambia con un -1,39%. LEGGI TUTTO

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    Fed, Powell: incertezza è insolitamente elevata, aumento inflazione da dazi

    (Teleborsa) – “Non dobbiamo avere fretta di modificare la nostra posizione di politica monetaria e siamo ben posizionati per attendere una maggiore chiarezza”. Lo ha affermato il presidente della Fed, Jerome Powell, nella conferenza stampa che ha seguito la decisione di lasciare i tassi invariati all’all’intervallo 4,25-4,50% e di rallentare il ritmo del quantitative tightening a partire da aprile.”I partecipanti (al FOMC, ndr) hanno espresso le loro valutazioni individuali di un percorso appropriato per il tasso in base a ciò che ogni partecipante ritiene essere lo scenario più probabile per il futuro – ha raccontato – E, lo ammetto, è un esercizio impegnativo in questo momento. Alla luce di una notevole incertezza, il partecipante mediano prevede che il livello appropriato del tasso sarà del 3,9 percento alla fine di quest’anno e del 3,4 percento alla fine dell’anno prossimo, invariati rispetto a dicembre. Mentre queste previsioni individuali sono sempre soggette a incertezza, l’incertezza oggi è insolitamente elevata”.”E naturalmente, queste proiezioni non sono pianificate dal comitato – ha aggiunto – La politica non è su un percorso preimpostato. Man mano che l’economia evolve, modificheremo la nostra posizione politica in un modo che promuova al meglio i nostri obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi. Se l’economia rimane forte e l’inflazione non continua a muoversi in modo sostenibile verso il due percento, possiamo mantenere la moderazione politica più a lungo. La nostra attuale politica è ben posizionata per affrontare i rischi e le incertezze che affrontiamo nel perseguire entrambi i lati del nostro doppio mandato”.Powell ha anche parlato dei cambiamenti nel quantitative tightening: “Nella riunione odierna, abbiamo anche deciso di rallentare il ritmo del declino del nostro bilancio. Da quando abbiamo iniziato il runoff del bilancio, i titoli in portafoglio sono diminuiti di oltre 2 trilioni di dollari. Gli indicatori di mercato continuano a suggerire che la quantità di riserve rimane abbondante, ma abbiamo visto alcuni segnali di maggiore rigidità nei money market. A partire da aprile, il limite mensile sul rimborso dei titoli del Tesoro sarà abbassato da 25 miliardi a 5 miliardi. Stiamo lasciando invariato il limite sui titoli di Agenzia. Questa azione non ha implicazioni per la nostra posizione prevista di politica monetaria e non dovrebbe influenzare le dimensioni del nostro bilancio nel medio termine”.Guardando avanti, “la nuova amministrazione è in procinto di attuare cambiamenti politici significativi in ??quattro aree distinte: commercio, immigrazione, politica fiscale e deregolamentazione. È l’effetto netto di queste politiche che avrà importanza per l’economia e per il percorso della politica monetaria”.A una domanda se la revisione delle previsioni di inflazione è dovuta ai dazi, ha risposto che è difficile analizzare quanto dell’inflazione sia guidato dai dazi, ma “chiaramente una parte, una buona parte, deriva dai dazi”. Anche se il caso base è che i dazi non porteranno a un’accelerazione sostenuta dell’inflazione, Powell dice che “non possiamo saperlo davvero. Dovremo vedere come andranno effettivamente le cose”. “Pensiamo che l’inflazione abbia iniziato a salire ora, in parte in risposta ai dazi e potrebbe esserci un ritardo in ulteriori progressi nel corso di quest’anno”, ha detto in un altro passaggio.”La Fed non fa previsioni sulla probabilità di recessione, ma se si guarda alla previsioni esterne, i forecaster hanno generalmente aumentato la possibilità di recessione in un certo senso, ma ancora a livelli relativamente moderati, nella media storica, anche perché erano estremamente bassi soltanto due mesi fa – ha detto Powell – Si diceva che la probabilità di una recessione era estremamente bassa, quindi ora è aumentata, ma non è alta”. LEGGI TUTTO

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    ADQ ed Energy Capital Partners, partnership da 25 miliardi di dollari sui data center

    (Teleborsa) – ADQ, società di investimento di Abu Dhabi, ed Energy Capital Partners (ECP), il più grande proprietario privato di produzione di energia e fonti rinnovabili negli Stati Uniti, hanno stipulato un accordo per stabilire una partnership 50-50 nella nuova generazione di energia e infrastrutture energetiche.Combinando l’esperienza di ADQ negli investimenti infrastrutturali con la principale piattaforma di investimento energetico di ECP nell’elettrificazione e nella generazione di energia e fonti rinnovabili, la partnership mira a soddisfare le crescenti esigenze energetiche di data center, aziende cloud su larga scala e altre industrie ad alta intensità energetica.L’attenzione geografica principale della partnership saranno gli Stati Uniti. Una parte del capitale potrebbe anche essere destinata a opportunità in mercati internazionali selezionati. I partner pianificano di effettuare investimenti di capitale totali per oltre 25 miliardi di dollari in progetti per un valore di 25 GW. Si prevede che il contributo di capitale iniziale combinato dei partner ammonterà a 5 miliardi di dollari. LEGGI TUTTO

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    Fed, tassi fermi. Taglia stime sul PIL e aumenta quelle su inflazione

    (Teleborsa) – La Federal Reserve ha lasciato i tassi di interesse fermi all’intervallo 4,25-4,50%, affermando che l’attività economica ha continuato a espandersi a un ritmo sostenuto, il tasso di disoccupazione si è stabilizzato a un livello basso negli ultimi mesi e le condizioni del mercato del lavoro rimangono solide, mentre l’inflazione rimane “piuttosto elevata”.”L’incertezza sulle prospettive economiche è aumentata – si legge nello statement rilasciato al termine della riunione – Il Comitato è attento ai rischi per entrambe le parti del suo doppio mandato”.Nel considerare l’entità e la tempistica di ulteriori aggiustamenti all’intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali, la Fed valuterà attentamente i dati in arrivo, le prospettive in evoluzione e l’equilibrio dei rischi. Inoltre, continuerà a ridurre le sue partecipazioni in titoli del Tesoro e titoli di debito e titoli garantiti da ipoteca delle agenzie. In particolare, a partire da aprile, rallenterà il ritmo del declino dei suoi titoli azionari riducendo il limite di rimborso mensile sui titoli del Tesoro da 25 miliardi a 5 miliardi di dollari; manterrà il limite di rimborso mensile sul debito delle agenzie e sui titoli garantiti da ipoteca delle agenzie a 35 miliardi di dollari.Insieme alla decisione sui tassi, i funzionari della Fed hanno aggiornato le proiezioni economiche, declassando le prospettive per la crescita economica e aumentando quelle sull’inflazione. I funzionari ora vedono l’economia accelerare a un ritmo di appena l’1,7% quest’anno, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto all’ultima proiezione di dicembre. La crescita del PIL è vista all’1,8% nel 2026 e 2027 (rispetto alla stima precedente di 2% e 1,9%). Per quanto riguarda l’inflazione, si prevede che i prezzi Core PCE cresceranno a un ritmo annuo del 2,8%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto alla stima precedente. Le stime per 2026 e 2027 sono invariate, rispettivamente a 2,2% e 2%.Il cosiddetto “dot plot” della Federal Reserve, che la banca centrale statunitense utilizza per segnalare le sue prospettive per il percorso dei tassi di interesse, suggerisce che quest’anno i tagli saranno pari a 50 punti base. In particolare, nove decisori hanno previsto due tagli, rispetto ai 10 di dicembre; otto decisori ora prevedono uno o nessun taglio, rispetto ai quattro di dicembre; due decisori affermano che ci saranno tre tagli e nessuno ne prevede di più, rispetto ai cinque che avevano dichiarato tre o più tagli a dicembre. LEGGI TUTTO