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    Giappone, leading indicator agosto sale a 107,4 punti

    (Teleborsa) – In miglioramento le condizioni economiche del Giappone ad agosto 2025. Secondo la stima preliminare del Cabinet Office, il leading indicator (superindice) si sarebbe portato a 107,4 punti, in crescita dell’1,2% rispetto ai 106,1 punti di luglio. Il dato è superiore anche alle stime degli analisti (107,1 punti). Nello stesso periodo, l’indice coincidente che sintetizza la situazione attuale dell’economia, è indicato in calo dello 0,6% a 113,4 punti (+0,3% il dato del mese precedente). L’indice differito, che invece cattura le prospettive per i prossimi 12 mesi (lagging index), è visto in discesa a 112,0 punti da 113,6.(Foto: Stefan Yang – stock.adobe.com (ex Fotolia.it)) LEGGI TUTTO

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    Giappone, spese famiglie agosto +2,3% su anno

    (Teleborsa) – La spesa media mensile per consumi per nucleo familiare in Giappone ad agosto 2025 è stata di 313.977 yen, in aumento del 2,3% in termini reali rispetto all’anno precedente (in aumento del 5,5% in termini nominali), dopo il +1,4% previsto e del mese precedente.Il dato è stato comunicato l’Ufficio statistico nazionale nipponico, secondo cui il dato congiunturale si attesta al +0,6%, in rallentamento dal +1,7% della rilevazione di luglio ma superiore al +0,1% atteso dagli analisti.(Foto: Stefan Yang – stock.adobe.com (ex Fotolia.it)) LEGGI TUTTO

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    Trump annuncia dazi al 25% sui camion importati in USA

    (Teleborsa) – Il Presidente americano Donald Trump ha annunciato nuovi dazi del 25% sui veicoli pesanti (Tir) e su quelli di taglia intermedia a partire dal prossimo 1° novembre. Le nuove tariffe erano state preannunciate dal leader statunitense il mese scorso, con data di inizio il 1° ottobre, con l’obiettivo di proteggere i produttori statunitensi dalla “concorrenza sleale” dei competitor esteri. L’applicazione dei dazi sicuramente favorirà produttori statunitensi come i marchi Peterbilt e Kenworth, che fanno capo a Paccar Inc. e Freightliner di proprietà della Daimler Truck, mentre potrebbe danneggiare ad esempio Stellantis, che tramite Chrysler produce i camion Ram in Messico, o la svedese Volvo, che produce camion pesanti a Monterrey (Messico).Non è chiaro se questi dazi al 25% si applicheranno anche ai camion importati dall’Unione Europea e dal Giappone, verso i quali Trump ha applicato dazi al 15% per i veicoli leggeri, o se invece questa categoria di veicoli farà eccezione. Il Presidente ha previsto anche meccanismi di aggiustamento, che prevedono la detrazione della componentistica prodotta in USA sul valore dei veicoli leggeri importati dal Canada e dal Messico e addirittura l’esenzione totale dai dazi con almeno il 64% del valore del veicolo di produzione americana (componentistica).Il Dipartimento del Commercio aveva sollecitato l’amministrazione Trump a non imporre nuovi dazi sui veicoli pesanti, che includono veicoli molto diversi, dai camion per il trasporto ai bus e perfino mezzi di servizio come i camion per la spazzatura e le navette, in gran parte importati da paesi partner degli Stati Uniti come Messico, Canada, Giappone, Germania e Finlandia. Il Messico, che oggi conta almeno 14 produttori esteri di veicoli pesanti e due produttori di motori, è il maggiore esportatore di camion medi e pesanti in USA per un quantitativo che oggi si aggira sui 340mila veicoli. Ma il paese dell’America Latina ha anche affermato che almeno il 50% del valore dei veicoli esportati in USA fa riferimento a componentistica proveniente dal Nordamerica. LEGGI TUTTO

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    Calabria, Occhiuto fa il bis. Tridico: mio impegno continua

    (Teleborsa) – Fa il bis in Calabria Roberto Occhiuto che porta a casa un largo consenso con quasi il 60% confermandosi governatore. Niente da fare per l’avversario di centrosinistra Pasquale Tridico che si ferma a 18 punti di distacco, senza toccare il 40%. Uno scarto importante, tanto più considerata l’affluenza al 43% ed un astensionismo che di nuovo non riflette l’indignazione delle piazze.Il dato fotografa ancora, come già nelle Marche, l’insufficiente attrattività del campo largo. Premiata invece la scelta del candidato del centrodestra Occhiuto, gravato da un avviso di garanzia, di dimettersi e ricandidarsi per non essere logorato dall’accusa di corruzione. “E’ stato sconfitto chi voleva batterci per via giudiziaria, ora bisogna pacificare questa regione dopo una campagna elettorale anche violenta”, sono le prime parole che sceglie il governatore. “Dura sconfitta” – parole del dem Nico Stumpo – del campo progressista, anche stavolta che candidato era un 5stelle. Allo schieramento che va dal Pd al M5s, Avs, Iv e 2 liste civiche non basta dirsi unito con la formula del campo largo, nè rinviare il bilancio politico alla fine di questo ‘mid term’ d’autunno.”Ho telefonato a Occhiuto per congratularmi”, le prime parole di Tridico dopo che i risultati delle urne hanno confermato la rielezione di Occhiuto. Tridico, ex presidente dell’Inps, europarlamentare del M5s promette: “Continueremo a lavorare per la Calabria”. Poi spiega: “Il campo progressista ha fatto la sua battaglia, ringrazio tutte le forze progressiste, ringrazio la casa riformista ringrazio tutti i candidati della mia lista che ad agosto in poco tempo hanno accettato la candidatura” ha detto. Poi riguardo alla politica in genere spiega: “Io invece penso che la politica debba fare di più. E su questo continuerò a estendere il mio impegno in Calabria”. Sulle 7 regioni in corsa presumibilmente finirà con un 3 a 3, se si conferma la pronosticata vittoria del centrosinistra in Toscana, Campania e Puglia. Ma il progetto politico non decolla ed il Pd non nasconde l’entità della debacle: “Pd e Democratici Progressisti insieme sono intorno al 20% ma di fronte alla sconfitta questo dato non basta” dice il responsabile organizzazione Igor Taruff LEGGI TUTTO

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    Appuntamenti macroeconomici del 7 ottobre 2025

    (Teleborsa) – Martedì 07/10/202501:30 Giappone: Spese reali famiglie, mensile (atteso 0,1%; preced. 1,7%)07:00 Giappone: Leading indicator (atteso 107,1 punti; preced. 105,9 punti)08:00 Germania: Ordini industria, mensile (atteso 1,3%; preced. -2,9%)08:45 Francia: Bilancia commerciale (atteso -5,2 Mld Euro; preced. -5,6 Mld Euro)08:45 Francia: Partite correnti (preced. -2,5 Mld Euro)14:30 USA: Bilancia commerciale (atteso -61,2 Mld $; preced. -78,3 Mld $)(Foto: Silkstock – stock.adobe.com (ex Fotolia.it)) LEGGI TUTTO

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    Palazzo Chigi: “Sbloccato il 99,2% delle risorse stanziate dal governo”

    (Teleborsa) – “Il terzo trimestre del 2025 è stato caratterizzato da un numero particolarmente basso di nuovi decreti attuativi in ingresso (61). Nei primi nove mesi dell’anno, i nuovi decreti in ingresso sono stati complessivamente 267, il valore minimo dall’inizio della legislatura”. È quanto si legge nella dodicesima Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi del Governo Meloni con aggiornamento al 30 settembre 2025, pubblicata sul sito di Palazzo Chigi.”Raggiunge il 70% – si legge nella relazione – la percentuale dei provvedimenti legislativi di iniziativa governativa entrati in vigore nel trimestre che non prevedono il rinvio a successivi decreti attuativi. Emerge, quindi, il costante e sempre maggiore impegno del Governo a rendere immediatamente efficaci le misure introdotte. Il tasso di adozione dei decreti attuativi è salito al 65,3%, il valore più alto dall’inizio della legislatura. Lo stock totale dei decreti ancora da adottare è sceso a 531. Ancora più alto (75,4%) il tasso di attuazione dei decreti che sbloccano fondi pari o superiori a 10 milioni di euro, contro il 59,4% di quelli che non prevedono risorse finanziarie. Al 30 settembre 2025, il Governo Meloni ha reso disponibili il 99,2% delle risorse stanziate per gli anni 2022-2025, per un totale di circa 288,7 miliardi di euro, a cui si aggiungono 9,3 miliardi sbloccati mediante l’adozione di provvedimenti della scorsa legislatura. In totale, le risorse rese utilizzabili ammontano a circa 298 miliardi” LEGGI TUTTO

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    Orsted, collocate tutte le azioni dell’AuCap. CEO: molto soddisfatto del forte sostegno

    (Teleborsa) – Orsted, colosso danese delle energie rinnovabili, ha reso noto che l’emissione di diritti di nuove azioni si è chiuso con un rapporto di sottoscrizione di 15:7 e un prezzo di sottoscrizione di 66,60 DKK per nuova azione.Un totale di 894.298.680 nuove azioni (equivalenti a circa il 99,3%) sono state sottoscritte dagli azionisti esistenti tramite l’esercizio dei diritti di opzione loro assegnati o da altri investitori tramite l’esercizio dei diritti di opzione acquisiti, di cui 451.522.164 nuove azioni (equivalenti a circa il 50,1%) sono state sottoscritte dallo Stato danese in conformità al suo impegno. La domanda per le azioni rimanenti è stata “straordinariamente elevata”, si legge in una nota, e ha superato il numero di nuove azioni non sottoscritte tramite l’esercizio dei diritti di opzione. Su questa base e per venire incontro all’ampia e diversificata base azionaria, il board ha deliberato di allocare le azioni rimanenti come segue: tutti gli ordini per le azioni rimanenti fino a 22.446 nuove azioni riceveranno l’assegnazione completa. Gli ordini per le azioni rimanenti superiori a 22.446 nuove azioni riceveranno un’assegnazione di 22.446 nuove azioni. A seguito della domanda di azioni rimanenti, il consorzio bancario non sottoscriverà nuove azioni in base al proprio impegno di sottoscrizione.”Sono molto soddisfatto del forte sostegno che abbiamo ricevuto per la nostra emissione di diritti da parte di piccoli e grandi investitori danesi e stranieri, incluso il nostro azionista di maggioranza, lo Stato danese – ha detto il CEO Rasmus Errboe – L’emissione di diritti rafforza la base finanziaria di Orsted, consentendoci di concentrarci sulla realizzazione dei nostri sei parchi eolici offshore in costruzione, di continuare a gestire l’incertezza normativa negli Stati Uniti e di consolidare la nostra posizione di leader di mercato nell’eolico offshore”.”Continueremo a lavorare sodo per attuare la nostra strategia e raggiungere risultati trimestre dopo trimestre – ha aggiunto – Sarà un percorso lungo e impegnativo e nei prossimi anni ci aspetta molto lavoro per garantire il progresso dei nostri progetti in costruzione, migliorare la nostra competitività e concentrare l’attività sull’eolico offshore, soprattutto in Europa”. LEGGI TUTTO

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    MEF, entrate tributarie in crescita del 2,2% nei primi otto mesi. Cala il gettito IRPEF

    (Teleborsa) – Nel periodo gennaio-agosto 2025, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 388.688 milioni di euro, con un aumento di 8.348 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2,2%). È quanto emerge dai dati del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).Le entrate totali ammontano a 388.688 milioni di euro (+8.348 milioni di euro, pari a +2,2%). Le imposte dirette si attestano a 220.968 milioni di euro (+1.352 milioni di euro, pari a +0,6%) e le imposte indirette risultano pari a 167.720 milioni di euro (+6.996 milioni di euro, pari a +4,4%).Imposte dirette Il gettito IRPEF, che si è attestato a 154.210 milioni di euro (-3.030 milioni di euro, pari a -1,9%). L’IRES è risultata pari a 29.482 milioni di euro (-872 milioni di euro, pari a -2,9%). Dall’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale sono affluiti 14.827 milioni di euro (+1.735 milioni di euro, pari a +13,3%). L’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze evidenzia un gettito pari a 2.634 milioni di euro (+1.456 milioni di euro, pari a +123,6%) , mentre il gettito affluito all’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione 1.505 milioni di euro (+1.238 milioni di euro, pari +463,7%).Imposte indiretteLe entrate IVA sono risultate pari a 116.173 milioni di euro (+3.268 milioni di euro, pari a +2,9%). Il gettito delle imposte sulle transazioni presenta i seguenti andamenti: l’imposta di registro ha generato entrate per 4.002 milioni di euro (+174 milioni di euro, pari a +4,5%); l’imposta di bollo per 8.230 milioni di euro (+2.005 milioni di euro, pari a +32,2%); le tasse e imposte ipotecarie per 1.223 milioni di euro (-10 milioni di euro, pari a -0,8%); i diritti catastali e di scritturato per 476 milioni di euro (-7 milioni di euro, pari a -1,4%).Tra le altre imposte sugli affari, l’imposta sulle assicurazioni ammonta a 467 milioni di euro (-110 milioni di euro, pari a -19,1%). I canoni di abbonamento radio e TV risultano pari a 1.123 milioni di euro (+235 milioni di euro, pari a +26,5%), le concessioni governative a 533 milioni di euro (+19 milioni di euro, pari a +3,7%) e le tasse automobilistiche a 206 milioni di euro (-18 milioni di euro, pari a -8,0%). L’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attesta a 16.376 milioni di euro (+393 milioni di euro, pari a +2,5%), l’accisa sull’energia elettrica e addizionali ammonta a 1.862 milioni (+222 milioni, pari a +13,5%), mentre l’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 1.594 milioni di euro (+445 milioni di euro, pari a +38,7%). Composizione per tipologia di impostaL’analisi della composizione percentuale rispetto al totale per tipologia di imposta, presenta una diminuzione dell’IRPEF pari a 1,6 punti percentuali rispetto al 2024, mentre le imposte che rientrano nella categoria “altre dirette” presentano un aumento pari a 0,8 punti percentuali. Nella categoria delle imposte indirette si evidenziano l’aumento dell’IVA di 0,2 punti percentuali, l’invarianza degli oli minerali di 0,0 punti percentuali e delle “altre indirette” di 0,6 punti percentuali. LEGGI TUTTO