3 Aprile 2025

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    USA, balzo dei licenziamenti a marzo con taglio dipendenti federali di DOGE

    (Teleborsa) – In aumento i licenziamenti negli Stati Uniti nel mese di marzo 2025. Secondo il rapporto Challenger, Gray & Christmas, le principali società statunitensi hanno rilevato un taglio di 275.240 posti di lavoro. Il dato rivela una crescita del 60% rispetto al mese precedente, quando si erano registrati 172.017 licenziamenti, e un aumento del 205% rispetto allo stesso periodo del 2024 (90.309).Da inizio anno si sono registrati 497.052 licenziamenti (+93% rispetto al pari periodo del 2023), il valore year-to-date e trimestrale più alto dal primo trimestre del 2009, quando erano stati annunciati 578.510 tagli di posti di lavoro.”Gli annunci di tagli di posti di lavoro sono stati dominati il ??mese scorso dai piani del Department of Government Efficiency (DOGE) per eliminare posizioni nel governo federale. Altrimenti sarebbe stato un mese abbastanza tranquillo per i licenziamenti”, ha detto Andrew Challenger, Senior Vice President ed esperto di posti di lavoro per Challenger, Gray & Christmas.Negli ultimi due mesi, le azioni di DOGE sono state attribuite a 280.253 piani di licenziamento di dipendenti federali e appaltatori che hanno avuto un impatto su 27 agenzie, secondo il monitoraggio di Challenger. Altri 4.429 tagli di posti di lavoro sono derivati ??dall’effetto a valle del taglio degli aiuti federali o della fine dei contratti, che hanno avuto un impatto principalmente su organizzazioni non profit e sanitarie.Il totale di marzo è il terzo totale mensile più alto mai registrato. Il totale mensile più alto si è verificato ad aprile 2020, quando sono stati registrati 671.129 tagli, seguito da maggio 2020 con 397.016. Si tratta del totale più alto mai registrato per il mese di marzo, da quando Challenger ha iniziato a riferire sui piani di tagli di posti di lavoro nel 1989.(Foto: elleaon | 123RF) LEGGI TUTTO

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    UE autorizza acquisizione di HPS da parte di BlackRock

    (Teleborsa) – La Commissione europea ha approvato, ai sensi del Regolamento sulle concentrazioni dell’UE, l’acquisizione del controllo esclusivo di HPS Group Adviser Holdings e HPS Partners Investment Holdings da parte di BlackRock, tutte negli Stati Uniti. La transazione riguarda principalmente i servizi di gestione patrimoniale.La Commissione ha concluso che la transazione notificata non solleverebbe preoccupazioni in materia di concorrenza, date le limitate posizioni di mercato delle società derivanti dalla transazione proposta. La transazione notificata è stata esaminata ai sensi della procedura di revisione semplificata delle concentrazioni. LEGGI TUTTO

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    Guardia di finanza, rinnovato il protocollo d’intesa con SACE

    (Teleborsa) – È stato rinnovato il protocollo d’intesa che disciplina i rapporti di collaborazione tra la Guardia di finanza e SACE. A sottoscriverne i contenuti, il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di finanza, Giuseppe Arbore, e l’Amministratore Delegato della società, Alessandra Ricci.Si consolida così una sinergia già da tempo in essere tra il Corpo e SACE: l’attuale protocollo allarga e rafforza infatti lo spettro d’azione con l’obiettivo di garantire il corretto utilizzo di tutte le soluzioni gestite dalla società a supporto della crescita delle imprese italiane in Italia e nel mondo.Secondo uno schema ormai collaudato, l’intesa troverà concreta attuazione in costanti scambi informativi che permetteranno alla Componente Speciale della Guardia di finanza di approfondire dati, notizie e altre informazioni qualificate, sviluppare progetti operativi e attivare i Reparti territoriali del Corpo per l’esecuzione di riscontri investigativi “sul campo”.L’accordo, ora rinnovato, contempla anche iniziative volte alla crescita professionale del personale di entrambe le Istituzioni, prevedendo la possibilità di organizzare momenti di confronto per lo scambio di best practice e specifici corsi di formazione e aggiornamento reciproco. LEGGI TUTTO

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    UE vende all’asta 3,25 milioni di quote di emissione a 65,75 euro/t

    (Teleborsa) – L’Unione europea ha venduto quasi 3,25 milioni di quote di emissione (EUA) sull’European Energy Exchange (EEX) a 65,75 euro per tonnellata nella giornata odierna, secondo il resoconto dello stesso exchange.L’European Union Allowance (EUA) è il nome ufficiale delle quote di emissione europee; ognuna di esse consente al possessore di emettere una tonnellata di CO2 o di altro gas serra equivalente. LEGGI TUTTO

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    Amplifon sale con titoli difensivi, spunti da passaggio generazionale in CdA

    (Teleborsa) – Il profilo difensivo di Amplifon, società leader nelle soluzioni uditive che fa parte del FTSE MIB, attira gli acquisti degli investitori in una giornata di forti perdite per i mercati europei, dopo l’annuncio di dazi più alti del previsto da parte dell’amministrazione Trump ieri sera.Spunti sul titolo arrivano anche dal deposito delle liste per il rinnovo del CdA in vista dell’assemblea del 23 aprile 2025. La prima lista, proposta da Ampliter (azionista di riferimento con il 42,01% delle azioni), include consiglieri esistenti e i nuovi candidati Nina Cortese, Nicola Bedin e Francesca Fiore. La seconda lista, presentata da investitori istituzionali con l’1,9% delle azioni, propone due candidati indipendenti: Lorenza Morandini e Marco Francesco Mazzù.”La conferma di Enrico Vita per un quarto mandato come AD di Amplifon garantisce continuità manageriale e strategica – scrivono gli analisti di Intermonte – L’ingresso di Nina Cortese (36), figlia della presidente Susan Carol Holland (68) e attiva nella ricerca scientifica, conferma l’impegno della famiglia fondatrice nei confronti dell’azienda e potrebbe rappresentare il primo passo di un passaggio generazionale nella governance aziendale”.Il CdA uscente, composto da 9 membri, nominato nel 2022, era composto da 8 consiglieri tratti dalla lista Ampliter e 1 dalla lista presentata dai fondi, in base ai risultati della votazione (71,96% per Ampliter, 27,25% per i fondi).A meta seduta migliora l’andamento di Amplifon, che si attesta a 18,69 euro, con un aumento dell’1,08%. Operativamente le attese sono per un proseguimento della giornata in senso positivo con resistenza vista a quota 18,9 e successiva a 19,46. Supporto a 18,34. LEGGI TUTTO

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    Equita, De Bellis: dazi più aggressivi del previsto, focus si sposta sulle negoziazioni

    (Teleborsa) – Le nuove tariffe annunciate dagli USA sono “più aggressive ed estese rispetto al previsto”. Lo ha scritto Luigi De Bellis, Head Research Team di EQUITA, dopo che ieri sera il presidente Donald Trump ha introdotto: dazi base del 10% su tutte le importazioni negli USA; dazi aggiuntivi per regione come misura di reciprocità (incrementali rispetto alle esistenti): Cina 34%, Taiwan 32%, India 26%, Giappone 24%, Corea 25%, Europa 20%, Svizzera 31%, UK 10%; Canada e Messico manterranno una tariffa del 25% (e 0% per prodotti USMCA compliant); previste ulteriori tariffe settoriali, oltre a un’imposta del 25% sulle auto, che entrerà in vigore il 3 aprile.L’import complessivo degli Stati Uniti è pari a circa 3,300 miliardi di dollari, e le entrate fiscali massime derivanti da queste misure potrebbero raggiungere i 600-800 miliardi di dollari o circa 2,5% del PIL USA. La riduzione dell’import e la potenziale rilocalizzazione della produzione in USA ridurranno il gettito effettivo. Per quanto riguarda l’economia USA, l’aspettativa è che questi dazi, se mantenuti, contribuiscano a un’inflazione più elevata nel breve e almeno fino al prossimo anno (spingendo l’indice CPI vicino al 3,5% vs. inflazione attesa a 2Y ora al 3,37%). Il rischio principale è che uno shock tariffario di questa portata comporti un rallentamento economico più forte del previsto, in particolare sui consumi. “L’annuncio incrementa le probabilità di recessione, riteniamo che da qui in avanti possa aprirsi una fase di negoziazione volta a migliorare lo scenario attuale e non si tratta di un vero e proprio shock – scrive De Bellis – Nel nostro scenario di base, questa dovrebbe essere la stima massima dei dazi, che dovrebbe essere negoziata verso il basso. Sarà importante monitorare anche le dinamiche politiche interne alla maggioranza di governo, che potrebbero favorire un’evoluzione più positiva della situazione. Ci sarà volatilità, ma vediamo opportunità di investimento selettive su alcuni settori e titoli specifici”.”Lo scenario più favorevole, e quello che riteniamo più probabile, è che le aree più colpite eviteranno di adottare contromisure drastiche nel breve termine – viene aggiunto – L’Unione Europea, a nostro avviso, punterà a una riduzione delle tariffe attraverso il dialogo, mentre la Cina potrebbe intensificare le misure di stimolo interno per contrastare gli effetti economici negativi”.Secondo l’Head Research Team di EQUITA, dopo una fase di debolezza dei mercati, che potrebbe protrarsi per qualche giorno, è probabile che si inizino a vedere margini di ripresa, sostenuti dalle prospettive di negoziazione e dalle risposte delle banche centrali. La maggior parte delle banche centrali, infatti, potrebbe vedere questa situazione come un ulteriore incentivo a tagliare i tassi d’interesse (ma non in maniera rilevante considerando i piani di stimoli in EU/Germania). A livello settoriale, i consumi sono chiaramente il segmento più impattato, a causa dei dazi elevati sui paesi asiatici e dell’introduzione del 20% sulle importazioni dall’Europa. Per Campari, tariffe al 20% da EU sono leggermente migliorative rispetto alle simulazioni iniziali. I semiconduttori sono stati esplicitamente esentati dai dazi reciproci più alti e dunque, a nostro avviso, saranno soggetti solo al dazio base del 10%. Al margine si tratta di uno scenario meno negativo delle attese, che riflette la valenza strategica del settore e gli impegni di investimento di lungo termine presi da alcuni player di rilievo come TSMC. Per il settore, resta comunque un impatto negativo indiretto sulla domanda finale, in particolare nei settori dell’elettronica di consumo (supply chain largamente integrata con forniture cinesi) e nei settori più esposti al ciclo economico (auto/industrial). Sulle auto, confermata da oggi l’applicazione di dazi del 25% su tutte le auto importate in USA, ma resta da chiarire esenzioni USMCA per Messico e Canada. L’esenzione per componenti e auto prodotte in Messico e Canada che rispettino i criteri USMCA renderebbe l’impatto meno negativo per le società più esposte (Stellantis, Eurogroup, Brembo e Pirelli). Per il settore energy, l’impatto risulta marginalmente negativo per la combinazione di due effetti: 1.) l’esclusione dei prodotti energetici dal nuovo round di dazi e 2.) l’impatto negativo sul GDP globale dalle nuove misure che ridurrebbe la domanda di prodotti energetici. Tenaris è al margine quella meno impattata, grazie alla sua significativa produzione negli USA. Il settore farmaceutico è stato per il momento escluso dalle tariffe e sarà oggetto di una negoziazione a parte. Tenuto conto dell’esperienza passata, viene ritenuto che il segmento della strumentalizzazione medica, sia stata inclusa nei settori oggetto di una negoziazione separata. LEGGI TUTTO

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    Barclays: dazi peggiori del previsto, rischi per Euro Stoxx 50 da recessione

    (Teleborsa) – Le tariffe reciproche annunciate dagli USA sono state “più alte del previsto”. Lo scrivono gli analisti di Barclays, ricordando che il presidente Trump ha annunciato una tariffa minima del 10% su tutti gli esportatori negli USA, e in particolare tariffe del 20% e del 10% sulla maggior parte delle esportazioni di beni dall’UE e dal Regno Unito. La tariffa su acciaio e alluminio e sulle importazioni di auto negli USA rimane al 25%, il che potrebbe in qualche modo essere un sollievo per le azioni delle società automotive europee, mentre alcune categorie di prodotti sono esentate dalle tariffe.”Queste nuove tariffe e la persistente incertezza della politica commerciale smorzano le prospettive economiche globali, sia a livello globale che in Europa – si legge in una ricerca – Tuttavia, le dichiarazioni delle autorità e il modo in cui sono state stabilite le tariffe finali suggeriscono che potrebbe esserci spazio per i negoziati. Quindi è possibile che i dazi annunciati possano essere visti come un limite massimo e possano scendere da qui, anche se potenziali ritorsioni da parte dei partner commerciali degli Stati Uniti aumenterebbero i rischi di crescita al ribasso. È anche prevedibile un sostegno politico da parte delle banche centrali e del governo, che potrebbe mitigare parte del peso della guerra commerciale. Ma nel complesso, i nostri economisti vedono rischi al ribasso per le loro previsioni di crescita”.Sebbene gli esportatori di beni statunitensi rappresentino solo il 12% dei ricavi totali dell’indice STOXX Europe 600, l’impatto di secondo ordine della crescita più debole del PIL porterà probabilmente gli utili dell’UE a una crescita piatta/piccola negativa nel 2025, prima di riprendersi nel 2026. Secondo Barclays, dazi di circa il 20% rappresenterebbero un peso “mid-high single digit” sulla crescita dell’EPS.Gli analisti fanno notare che le azioni stavano già scontando un certo rischio di dazi, con gli indici principali fuori dai massimi e una significativa rotazione a livello di settore. “Un calo dell’8% dell’indice S&P 500 implica che circa il 25% della recessione è già stato scontato, ma si può sostenere che l’Euro Stoxx 50, ancora in rialzo dell’8% anno su anno, potrebbe avere ancora una maggiore capacità di catch-up al ribasso se una recessione diventasse realtà”, viene sottolineato. LEGGI TUTTO

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    Investindustrial, closing Fondo VIII a 4 miliardi di euro: sopra il target

    (Teleborsa) – Investindustrial, società di private equity fondata da Andrea Bonomi, ha annunciato il closing finale a 4 miliardi di euro di Investindustrial VIII, al di sopra del target di 3,75 miliardi di euro.Il Fondo VIII continuerà a operare attraverso la strategia di successo di Investindustrial che consiste nell’individuare opportunità di investimento nel mid-market, con particolare attenzione alle aziende di alta qualità del Sud Europa con ricavi globali e potenziale di crescita. Circa il 57% del capitale raccolto proviene da investitori europei, il 23% dal Nord America e il restante 20% dal resto del mondo.Con il Fondo VIII, Investindustrial supporterà le imprese nella loro trasformazione strategica e globale attraverso il suo team di oltre 200 professionisti in 8 uffici e 3 continenti. La strategia di buy-and-build con 217 add-on realizzati fino ad oggi – circa 2 al mese – evidenzia la capacità di Investindustrial di sviluppare piani complessi di creazione di valore e di ottenere rendimenti costanti per i suoi partner migliorando la qualità delle aziende. “Il successo del closing del Fondo VIII e gli investimenti costanti nella nostra struttura globale e nel nostro team rafforzano la nostra posizione di Gruppo leader nel mid-market – ha detto Andrea Bonomi, Presidente dell’Advisory Board di Investindustrial – Le aziende ambiziose di questo segmento hanno bisogno di un partner che le sostenga per realizzare il loro potenziale. Investindustrial ha le dimensioni, il focus e il team necessari per aiutare le aziende a raggiungere i loro obiettivi, soprattutto grazie ai nostri manager che lavorano al miglioramento operativo del business. Investindustrial è più concentrata ed efficiente che mai nel creare valore per i nostri partner, guidando la crescita e migliorando le aziende posizionate per un successo sostenibile e di lungo termine”. LEGGI TUTTO