1 Aprile 2025

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    Auto, Elkann incontra Trump alla Casa Bianca: “Serve chiarezza”

    (Teleborsa) – Il presidente di Stellantis John Elkann ha incontrato ieri Donald Trump alla Casa Bianca. Come riportato dai media Usa, nel corso dell’incontro – e come conferma un portavoce di Stellantis – Trump ha dichiarato, tra l’altro, di voler ripristinare standard meno rigidi sulle emissioni delle auto. Elkann era presente in qualità di responsabile di uno dei maggiori produttori automobilistici degli Usa, con l’obiettivo di proseguire il dialogo con il presidente e la sua amministrazione in questo momento cruciale per il futuro dell’industria automobilistica statunitense. Tra i temi dell’incontro la competitività del sistema automotive nordamericano, oltre all’accessibilità economica dei prodotti fabbricati negli Stati Uniti e le implicazioni sulla domanda. “Come per altri produttori automobilistici statunitensi, la cosa più importante per il mercato è la chiarezza” ha ribadito il presidente di Stellantis. ). Sui dazi Usa sulle auto “stiamo dialogando con l’amministrazione Trump per rivendicare l’importanza della competitività del settore auto Usa e dell’accessibilità dei prodotti realizzati in Usa. Con i dazi il rischio è creare incertezza nella domanda” aveva detto la scorsa settimana Elkann durante la call con gli analisti sui conti 2024. Gli Usa rivestono particolare importanza per Stellantis: nel Paese Stellantis impiega circa 75mila dipendenti, per un fatturato annuo di circa 63,5 miliardi di euro e consegne pari a circa 1,4 milioni di veicoli. LEGGI TUTTO

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    Powersoft, closing dell’acquisizione del 51% di K-Array per 22,3 milioni di euro

    (Teleborsa) – Powersoft, gruppo quotato su Euronext Growth Milan e attivo nei sistemi di amplificazione audio, trattamento del segnale e sistemi di trasduzione per il settore pro-Audio, ha comunicato che è avvenuto il closing dell’operazione annunciata a febbraio e relativa all’acquisizione da H.P. Sound Equipment del 51% di K-Array, società specializzata nella progettazione e produzione di sistemi audio innovativi ad elevate prestazioni e design compatto per una vasta gamma di applicazioni. “Sono soddisfatto per la positiva conclusione di questa operazione e veramente felice di accogliere K-Array all’interno del nostro Gruppo – ha detto l’AD Luca Lastrucci – Questa acquisizione rappresenta un passo strategico di grande rilievo per Powersoft, che così consolida ulteriormente la sua posizione nel mercato globale dell’audio professionale. L’innovazione e le competenze distintive di K-Array rafforzeranno il nostro ecosistema tecnologico e contribuiranno positivamente alla nostra trasformazione da Product Company a Solution Provider. Potremmo così accelerare lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia, in grado di rispondere con maggiore efficacia alle mutevoli esigenze di un mercato che diventa sempre più esigente e selettivo. Si tratta di un traguardo fondamentale nel nostro percorso di crescita e innovazione, che ci proietta verso nuove sfide e maggiori opportunità, con una visione – ritengo – ancora più ambiziosa per il futuro”.Il corrispettivo per l’acquisizione della partecipazione K-Array è pari a circa 22,3 milioni di euro, calcolato su un Enterprise Value del 100% di K-Array pari a 50 milioni, aggiustato per una Posizione Finanziaria Netta stimata al closing pari a circa 6,3 milioni. In esecuzione di quanto previsto dagli accordi, le 300.000 azioni Powersoft di nuova emissione che HP Sound si è impegnata a sottoscrivere mediante reinvestimento di parte del corrispettivo sono state valorizzate, ai fini degli accordi, ad un valore pari a 16,6976 euro per azione (ossia la media aritmetica del prezzo ufficiale del titolo Powersoft nei 30 giorni antecedenti la data del closing).Come già anticipato, gli accordi prevedono, inoltre, la concessione a Powersoft di una opzione call sul restante 49% del capitale sociale di K-Array esercitabile entro 60 giorni dall’approvazione del bilancio di K-Array al 31 dicembre 2030; e la concessione a HP Sound di una opzione put sul medesimo 49% del capitale sociale di K-Array esercitabile dal 61° al 120° giorno successivo all’approvazione del bilancio di K-Array al 31 dicembre 2030, qualora Powersoft non abbia esercitato l’opzione call. LEGGI TUTTO

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    Wall Street, il secondo trimestre parte in rosso in attesa di maggiore chiarezza sui dazi

    (Teleborsa) – Wall Street si muove in ribasso, mentre proseguono l’incertezza e la preoccupazione sui nuovi dazi reciproci che saranno imposti dagli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump è pronto a svelare i dazi domani, 2 aprile, dopo che domenica ha detto che le nuove imposte includeranno tutti i paesi, ma i dettagli specifici sono scarsi.Secondo quanto scritto dal Washington Post, gli assistenti della Casa Bianca hanno redatto una proposta per imporre tariffe di circa il 20% sulla maggior parte delle importazioni negli Stati Uniti. L’annuncio formale è previsto per le 15:00 ET di mercoledì (le 21 italiane), ha detto a Fox News il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent.L’impatto completo dell’atteso annuncio di domani deve ancora essere scontato dai mercati, secondo gli analisti di Wolfe Research. Nonostante le persistenti speranze che Trump possa usare i dazi come merce di scambio e che alla fine saranno di breve durata, le mosse potrebbero rivelarsi più durature, hanno sostenuto gli analisti: “Trump è determinato a orchestrare una ristrutturazione dell’economia statunitense e del sistema commerciale globale, e vede i grandi dazi come il suo strumento più forte per raggiungere quella visione, non solo una fonte di leva negoziale”.Tra i singoli titoli, occhi puntati su Johnson & Johnson, dopo che un giudice fallimentare degli Stati Uniti ha respinto la proposta da 10 miliardi di dollari della società per porre fine a decine di migliaia di cause legali che sostenevano che il suo talco per bambini e altri prodotti a base di talco causano il cancro alle ovaie; su PVH, dopo che le previsioni di utili annuali del produttore di abbigliamento hanno superato le stime degli analisti.Guardando ai principali indici di Wall Street, il Dow Jones lima lo 0,49%; sulla stessa linea, in lieve calo l’S&P-500, che continua la giornata sotto la parità a 5.597 punti (-0,37%). Consolida i livelli della vigilia il Nasdaq 100 (-0,12%); leggermente negativo l’S&P 100 (-0,27%). LEGGI TUTTO

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    Banche, Fitch: ondata di consolidamento potrebbe essere credit-positive per settore

    (Teleborsa) – L’ondata di attività di consolidamento tra le banche italiane potrebbe essere credit-positive per il settore, rafforzando potenzialmente i profili aziendali e finanziari delle banche se gli accordi andassero a buon fine. Lo afferma Fitch Ratings in un nuovo rapporto sul tema. Tuttavia, le banche dovranno superare significative sfide di integrazione prima di poter realizzare appieno qualsiasi vantaggio strategico.Le potenziali fusioni e acquisizioni che coinvolgono diverse delle più grandi banche italiane, che promettono di aumentare la scala, diversificare i flussi di entrate e migliorare l’efficienza dei costi, “fanno parte di una risposta strategica al calo del reddito netto da interessi e alle limitate opportunità di crescita organica”, viene sottolineato. Cinque delle otto più grandi banche italiane fanno attualmente parte di potenziali transazioni di M&A (Banco BPM su Anima, UniCredit su Banco BPM, Banca Ifis su illimity, MPS su Mediobanca, BPER su Banca Popolare di Sondrio).Secondo Fitch, il consolidamento potrebbe portare a un mercato più concentrato, con le cinque più grandi banche che potenzialmente detengono circa la metà delle attività del settore, rispetto a poco più del 40%. Una maggiore scala potrebbe consentire alle banche di supportare meglio i grandi investimenti aziendali, compresi quelli legati alle iniziative del settore della difesa europeo e italiano. Tuttavia, il settore sarebbe ancora più frammentato di quelli in Francia o Spagna, il che suggerisce ulteriore spazio per il consolidamento.”Tuttavia, potrebbero esserci rischi di integrazione significativi, in particolare con offerte indesiderate o ostili – scrive Fitch – I rischi includono disallineamenti culturali, integrazione IT legacy complessa e potenziale abbandono del personale o dei clienti. Transazioni fallite o revisioni significative delle offerte potrebbero minare la credibilità degli offerenti. Nessuna delle offerte attuali è stata concordata, lasciando incerti i risultati. Un’integrazione di successo sarà fondamentale per realizzare sinergie e mantenere la qualità del credito. Le banche più grandi potrebbero emergere più forti dopo il consolidamento, ma il processo potrebbe anche offrire opportunità alle banche regionali più piccole di espandere le loro posizioni di mercato capitalizzando qualsiasi abbandono dei clienti da parte di istituzioni più grandi”. LEGGI TUTTO

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    Giappone, indice PMI manifattura marzo scende a 48,4 punti

    (Teleborsa) – Scende meno delle attese l’attività della manifattura in Giappone a marzo pur rimanendo in zona contrazione. L’indice PMI manifatturiero, pubblicato da Markit ed elaborato da Jibun Bank, indica un valore di 48,4 punti, rispetto ai 49 punti di gennaio. Il dato è migliore delle stime degli analisti che si fermavano a 48,3 punti. L’indicatore resta ancora al di sotto della soglia critica dei 50 punti, denotando contrazione dell’attività.(Foto: © Engdao Wichitpunya / 123RF) LEGGI TUTTO

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    Cina, PMI Caixin manifatturiero marzo sale a 51,2 punti

    (Teleborsa) – In crescita l’attività manifatturiera in Cina, che batte le attese degli analisti. Secondo il sondaggio mensile di Caixin/S&P Global, il PMI manifatturiero è sceso a marzo 2025 a quota 51,2 punti dai 50,8 precedenti, sopra quindi la soglia critica dei 50 punti, tra fase di espansione (valori superiori ai 50 punti) e di contrazione (valori inferiori ai 50 punti). Gli analisti si aspettavano 50,6 punti.”Il Caixin China General Manufacturing PMI è arrivato a 51,2 a marzo, in aumento di 0,4 punti rispetto al mese precedente. Ciò ha segnato il sesto mese consecutivo di crescita nel settore, al ritmo più veloce da novembre – ha sottolineato Wang Zhe, senior economist di Caixin Insight Group -. Sia l’offerta che la domanda hanno continuato ad aumentare. I produttori hanno visto i loro sforzi promozionali dare i loro frutti con il miglioramento del mercato. A marzo, la produzione è cresciuta per il 17° mese consecutivo e al ritmo più veloce in quattro mesi, mentre il sottoindice per i nuovi ordini totali è rimasto in territorio espansivo per il sesto mese consecutivo. Lo slancio di crescita della domanda estera registrato a febbraio è stato esteso, con l’indicatore per i nuovi ordini all’esportazione che è salito al punto più alto da aprile scorso”. LEGGI TUTTO

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    Giappone, variazioni contrastate per l’indice Tankan nel primo trimestre

    (Teleborsa) – Andamento contrastato per il sentiment tra le impresegiapponesi. È quanto emerge da sondaggio trimestrale dalla Bank of Japan.Nel quarto trimestre del 2024, l’indice Tankan relativo alle grandi imprese della manifattura è sceso a 12 punti, in linea con le attese degli analisti.Quello delle grandi imprese non manifatturiere si è portato invece a +35 punti da +33 (attese per 33), mentre quello delle piccole imprese manifatturiere passa da 1 punto a 2 (attese per -1).Da rilevare che un valore inferiore allo zero segnala che le imprese pessimiste sono più numerose di quelle ottimiste. LEGGI TUTTO

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    Verso il d-day. Casa Bianca, da dazi reciprocità e fine a pratiche sleali

    (Teleborsa) – I riflettori di tutto il mondo sono puntati su domani, mercoledì 2 aprile – il Liberation Day – come lo chiamano alla Casa Bianca, quando entreranno in vigore i nuovi dazi del 25% sull’export di merci in USA. Si partirà con tutti i Paesi e vediamo che succede”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “I dazi metteranno fine alle pratiche commerciali sleali”, ha rincarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt in un’intervista a Fox, sottolineando che con le tariffe il “resto del mondo proverà quello che gli americani hanno provato finora. I dazi assicureranno reciprocità”. “Ogni paese che ha trattato in modo scorretto gli Stati Uniti dovrebbe attendersi dazi”, ha detto Leavitt, sottolineando che sulle tariffe che saranno annunciate il 2 aprile Donald Trump si è consultato con il segretario al Tesoro, Scott Bessent. “Il presidente annuncerà un piano tariffario che annullerà le pratiche sleali che hanno derubato il nostro paese per decenni. È tempo di reciprocità ed è tempo che un presidente intraprenda un cambiamento storico per fare ciò che è giusto per il popolo americano”, ha sottolineato.Il Tycoon annuncerà i suoi nuovi dazi con un evento nel Rose Garden della Casa Bianca al quale parteciperà la sua amministrazione al gran completo. La paura per i dazi americani ha contribuito a far affondare le Borse asiatiche e, poi, quelle europee, nella giornata di ieri, spingendo gli investitori a rifugiarsi nell’oro che ha toccato un nuovo massimo storico. L’avvio di settimana è stato negativo anche per Wall Street, che ha chiuso contrastata, ma meno sofferente degli altri listini mondiali. Bankitalia richiama alla cautela su taglio tassiIl governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nella sua relazione tenuta in occasione dell’assemblea ordinaria dei partecipanti dell’istituto di via Nazionale, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di essere cauti sul taglio dei tassi. “La debolezza dell’economia UE, le tensioni geopolitiche e gli annunci di Donald Trump sui dazi richiedono cautela nel percorso di diminuzione dei tassi ufficiali della BCE”. Le decisioni di politica monetaria “dovranno bilanciare due fattori”. Da un lato, “la debolezza dell’economia europea e le tensioni geopolitiche stanno frenando consumi e investimenti, contribuendo a contenere l’inflazione. Dall’altro lato, l’aumento dell’incertezza, dovuto soprattutto agli annunci, talora contraddittori, sulle politiche commerciali degli Stati Uniti impone cautela nel percorso di diminuzione dei tassi ufficiali”, ha detto Panetta. LEGGI TUTTO