1 Aprile 2025

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    Salute, Ipercolesterolemia: SIC E SIBioC presentano nuovo sistema di refertazione

    (Teleborsa) – Un cambio di paradigma nel sistema di refertazione dei profili lipidici, cruciali per identificare l’ipercolesterolemia, fattore causale della cardiopatia ischemica che in Italia colpisce circa 5 milioni di persone. A segnare un punto di svolta è il documento congiunto presentato oggi dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC) e dalla Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio (SIBioC), in occasione della conferenza stampa “Il ruolo strategico dei laboratori nella prevenzione cardiovascolare”, tenutasi oggi al Senato su iniziativa di Elena Murelli, promotrice dell’Intergruppo parlamentare per le malattie cardio, cerebro e vascolari e componente della Commissione Affari sociali, Sanità, Lavoro e Previdenza Sociale, in collaborazione con Meridiano Cardio, la piattaforma di TEHA Group focalizzata sulle malattie cardiovascolari. L’iniziativa rientra nelle attività di Meridiano Cardio, la piattaforma di TEHA Group – società di The European House Ambrosetti – sulle patologie cardiovascolari, sostenuta dal contributo non condizionante di Sanofi e Amgen.Gli ultimi dati dell’Italian Health Examination Survey indicano una prevalenza di ipercolesterolemia superiore al 25% – maggiore nelle donne rispetto agli uomini –, mentre la percentuale di individui che dichiara di essere ipercolesterolemico è pari al 18,3% secondo i dati dell’Osservatorio Passi, evidenziando una limitata consapevolezza del fenomeno. Quasi 1 italiano su 2 non ritiene il colesterolo LDL dannoso per la salute e 1 italiano su 3 ritiene che il rischio di mortalità legato all’ipercolesterolemia debba preoccupare solo chi ha problemi cardiaci pregressi.A questo dato va aggiunto che i pazienti ipercolesterolemici rientrano di default tra i soggetti caratterizzati da un livello di rischio cardiometabolico medio-alto che secondo una recente analisi di TEHA rappresentano il 50,1% della popolazione in età l avorativa (40-69 anni). L’ipercolesterolemia è una patologia rilevante anche da un punto di vista economico, generando sul SSN costi sanitari diretti per circa 1,14 miliardi di euro.”L’ipercolesterolemia rappresenta un problema sanitario di grande rilevanza, con conseguenze gravi sulla salute pubblica. Il colesterolo alto, infatti, – spiega Murelli – favorisce la formazione di placche aterosclerotiche, aumentando il rischio di infarto miocardico, ictus e malattie delle arterie periferiche. Migliorare la refertazione e rendere più chiaro il quadro di rischio cardiovascolare per ogni paziente significa non solo intervenire tempestivamente, ma anche ridurre il numero di eventi cardiovascolari, con benefici per la salute e per la sostenibilità del SSN. Si stima che il peso dei trattamenti delle malattie cardiovascolari legate all’ipercolesterolemia sia pari a 1,14 miliardi di euro all’anno, tra ricoveri ospedalieri, farmaci e interventi chirurgici. Affrontare l’ipercolesterolemia in modo efficace significa quindi ridurre il peso delle malattie cardiovascolari, migliorare la salute pubblica e rendere il sistema sanitario più sostenibile”.”Una recente analisi di TEHA – sottolinea Rossana Bubbico, senior consultant dell’Area Healthcare di TEHA Group e Project Coordinator di Meridiano Cardio – ha rivelato che un italiano su 2 in età lavorativa presenta un rischio medio-alto di incorrere in un rischio cardiovascolare maggiore, come ictus o infarto nei prossimi 10 anni. I pazienti con ipercolesterolemia, riconosciuta quale fattore causale della cardiopatia ischemica, sono senza dubbio tra questi. La prevenzione primaria e la diagnosi precoce, l’avvio tempestivo al trattamento e la prevenzione secondaria, sono elementi essenziali per garantire a questi pazienti la migliore presa in carico possibile, contribuendo a ridurre il burden socio-economico di questa patologia che riguarda più di 1 italiano su 4″.”La terapia ospedaliera dell’infarto acuto – afferma Ciro Indolfi, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia – FIC – è oggi efficace ed ottimale mentre, purtroppo, più del 50% dei pazienti, in modo imprevisto ed imprevedibile con infarto STEMI muore, prima di arrivare in ospedale. Pertanto, un significativo aumento della vita può essere ottenuto riducendo i fattori di rischio. Tra questi, è ormai confermato che livelli elevati di colesterolo LDL hanno un ruolo causale nell’infarto miocardico acuto, una delle principali cause di morte in Italia. Ridurre il colesterolo LDL significa ridurre il rischio di eventi cardiovascolari. Per questo è fondamentale rafforzare la prevenzione, promuovendo campagne di screening capaci di identificare precocemente le persone a rischio medio-alto e avviarle tempestivamente a un trattamento. Allo stesso tempo, è essenziale sfruttare al meglio le numerose opzioni farmacologiche oggi disponibili per abbassare i livelli di colesterolo, promuovendo l’aderenza terapeutica tra i pazienti”.”Occorre far capire ai cittadini e ai pazienti – dichiara Pasquale Perrone Filardi, presidente della Società Italiana di Cardiologia – SIC – che non esiste un valore di colesterolo LDL che vada bene per tutti: il livello target dipende dal profilo di rischio cardiovascolare di ciascun paziente: più alto è il rischio, più basso dovrà essere il valore da raggiungere per ridurre la probabilità di eventi cardiovascolari. Per questo motivo è sbagliato che molti referti di analisi riportano ancora valori di riferimento basati sulla media della popolazione, senza considerare il rischio cardiovascolare del singolo paziente, quando invece è fondamentale adottare un approccio personalizzato, basato sulle caratteristiche cliniche di ogni individuo. In questo contesto nasce anche il documento congiunto SIC-SIBioC che presentiamo oggi e che contiene una proposta di adeguamento del sistema di refertazione”. “Il Documento congiunto tra la Società Italiana di Cardiologia e la Società Italiana di Biochimica Clinica – Medicina di Laboratorio – rileva Marcello Ciaccio, presidente Società Italiana Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio – SIBioC – rappresenta un passo fondamentale verso una refertazione di laboratorio accurata, efficace e clinicamente utile. Il documento sottolinea l’importanza di una stretta integrazione tra Medicina di Laboratorio e Medicina Clinica per garantire che i risultati degli esami di laboratorio non siano solo dati numerici, ma strumenti interpretativi contestualizzati nella realtà clinica del Cittadino/Paziente. Il ruolo dei Laboratorio Clinici ha, infatti, subito un’importante evoluzione passando da semplici erogatori di analisi a partner attivi nei processi decisionali, guidando il Clinico in tutte le fasi del percorso diagnostico terapeutico assistenziale, dalla prevenzione, alla diagnosi, alla prognosi ed al trattamento. Il Protocollo, inoltre, pone attenzione alla qualità dell’intero processo diagnostico, dalla fase preanalitica alla refertazione, evidenziando il valore strategico della collaborazione e della formazione condivisa come elementi centrali per una Medicina Personalizzata di Precisione e Preventiva”.Gestione dell’ipercolesterolemia: ancora lontani da un controllo ottimale della patologiaGestire in modo efficace i livelli di colesterolo LDL non è solo una questione di salute, ma anche di sostenibilità economica. Ogni anno, il costo dell’assistenza per un paziente con ipercolesterolemia non controllata varia tra 4.200 e 5mila euro, mentre per chi raggiunge i livelli terapeutici raccomandati si aggira intorno ai 2.900 euro. Circa il 60% di questa spesa è legato ai ricoveri per complicanze ed eventi cardiovascolari evitabili. Inoltre, gli eventi successivi al primo risultano ancora più onerosi (+7,1%), principalmente a causa delle ri-ospedalizzazioni. In aggiunta, con riferimento ai pazienti in prevenzione secondaria – che hanno già subito un evento cardiovascolare, più dell’80% dei pazienti ancora non raggiunge il target di colesterolo LDL (inferiore a 55mg/dL) previsto dalle più recenti linee guida EAS/ESC. L’aderenza alle terapie ipolipemizzanti rimane un nodo critico: solo il 44% dei pazienti segue correttamente il trattamento, con una tendenza decrescente con l’età. Eppure, una maggiore aderenza si traduce in una riduzione fino al 38% dei costi complessivi, grazie alla prevenzione di eventi cardiovascolari maggiori come ictus e infarto.Non esiste un livello di colesterolo LDL target uguale per tuttiSecondo le più recenti evidenze scientifiche, una riduzione anche modesta dei livelli di colesterolo LDL, ottenuta attraverso una diagnosi tempestiva e un trattamento mirato, può tradursi in una significativa riduzione del rischio di infarto miocardico e morte cardiovascolare. Il problema attuale, spesso sottovalutato, è che molti referti riportano ancora “valori di riferimento” standardizzati sulla media della popolazione, e non i “valori decisionali” legati al rischio cardiovascolare individuale. Questo approccio può risultare fuorviante: un valore “nella norma” per il laboratorio può essere, in realtà, critico per un paziente ad alto rischio. In alcuni casi, ciò ha portato alla sospensione inappropriata di terapie ipolipemizzanti o alla sottovalutazione di condizioni gravi come l’ipercolesterolemia familiare.L’urgenza di un adeguamento del sistema in una logica di cooperazioneIn questo contesto SIC e SIBioC propongono un nuovo approccio in linea con le nuove linee guida europee (ESC/EAS) per adeguare il sistema di refertazione e fornire al clinico e al paziente un quadro chiaro, leggibile e integrato dei valori lipidici. Il Documento congiunto SIC–SIBioC propone una refertazione integrata con: la segnalazione automatica di valori critici (come C-LDL > 190 mg/dL o trigliceridi > 890 mg/dL) quali quelli indicativi di ipercolesterolemia familiare o rischio di pancreatite; l’introduzione di parametri aggiuntivi (colesterolo non-HDL, remnants, Lp(a), Apo B) per una valutazione più fine del rischio, in linea con le nuove raccomandazioni scientifiche; l’integrazione nei referti dei valori target di colesterolo LDL specifici per ciascuna categoria di rischio cardiovascolare; la possibilità di effettuare il profilo lipidico senza digiuno, facilitando così l’accesso agli esami con screening diffusi anche in contesti non ospedalieri LEGGI TUTTO

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    ENAV, Monti: notizie a breve su M&A, interessati a una realtà più piccola

    (Teleborsa) – Sul fronte dell’M&A “siamo in una fase avanzata di negoziazione su alcune operazioni e credo che avrete nostre notizie a breve”. Lo ha detto Pasqualino Monti, amministratore delegato di ENAV, durante il Capital Markets Day 2025 della società che gestisce il traffico aereo civile in Italia e quotata su Euronext Milan. Le operazioni saranno finanziate tramite nuova emissione di debito, sempre guardando a preservare la solidità finanziaria e la sostenibilità.”Confermiamo la strategia M&A presentata l’anno scorso – ha spiegato – Il nostro approccio sarà selettivo, sempre nel rispetto del nostro obiettivo di preservare la solidità e la sostenibilità finanziaria. Abbiamo fino a 350 milioni di euro da utilizzare fino al 2029″.”Il fatto che nel 2024 non siano arrivati closing su M&A è un segno di serietà – ha detto l’AD – Avevamo detto che avemmo chiuso operazioni solo se avessero portato valore agli azionisti. Le trattative esistono, ma le fondamenta di queste trattive si basano su questi punti”.”A breve sentirete certamente di una operazione che vedrà Enav interessata ad una realtà più piccola, quindi non un’operazione da 350 milioni, ma una azienda più piccola, che può integrarsi facilmente con la nostra e può svolgere quelle funzioni per garantire lo svolgimento di quei servizi ad alto valore aggiunto che hanno delle marginalità e presentano delle marginalità incredibili”, ha detto Monti.”Quindi il valore per i nostri azionisti deve essere dato dalla nostra capacità di deliverare, da un lato, ma anche di svolgere con attenzione queste analisi – ha aggiunto – Se mi fossi presentato a voi con l’acquisizione di un’azienda nel giro di otto mesi, come qualcuno all’inizio diceva per altri settori, oggi forse non avrei fatto un buon servizio, invece l’analisi c’è, è concreta, è costante, ma arriveremo alla chiusura solo quando sapremo di non andare a intaccare nulla del valore della nostra azienda creata attraverso il mercato regolato, ma portando invece un valore aggiunto”. LEGGI TUTTO

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    Powersoft, finanziamento di 20,2 milioni di euro da UniCredit con garanzia SACE

    (Teleborsa) – Powersoft ha realizzato con successo l’acquisizione del 51% delle quote sociali di K-Array attraverso la strutturazione di due linee di finanziamento con UniCredit per un totale di 20,2 milioni di euro, entrambe assistite al 50% da Garanzia di SACE.”L’acquisizione di K-Array rappresenta per noi non solo un passaggio strategico fondamentale, ma anche un esempio virtuoso di come la collaborazione tra industria e sistema finanziario possa generare valore concreto – dichiara Luca Lastrucci, CEO di Powersoft – Siamo grati a UniCredit per aver creduto nella nostra visione e per averci affiancato come partner in questa operazione, strutturando una soluzione finanziaria che ha reso possibile l’integrazione di una realtà straordinaria come K-Array nel nostro Gruppo”.”Questa operazione conferma il nostro ruolo di partner strategico per le imprese del territorio – ha detto Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit – Il nostro obiettivo è affiancare le aziende per creare valore e favorirne la crescita, supportandole nel rafforzamento del loro posizionamento su un mercato in continua evoluzione. Siamo orgogliosi di aver sostenuto Powersoft nell’acquisizione di K-Array Srl, manovra destinata a generare importanti risultati in ambito di innovazione. Un passaggio rilevante del piano di sviluppo strategico del Gruppo toscano, eccellenza del Made in Italy nel campo tecnologico dell’Audio-pro a livello globale”.”Siamo orgogliosi di supportare un’operazione finalizzata all’innovazione produttiva, che rafforza ulteriormente la competitività del settore pro-audio – ha commentato Alessio Cerini, Relationship Manager di SACE – L’acquisizione di K-Array da parte di Powersoft è un chiaro esempio di come le imprese italiane possano crescere attraverso investimenti strategici in innovazione e sviluppo industriale. Noi di SACE, come partner per la crescita delle imprese, continuiamo a sostenere operazioni che valorizzano le eccellenze del Made in Italy e ne favoriscono l’espansione globale”. LEGGI TUTTO

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    USA, a febbraio le offerte di posti di lavoro scendono più delle attese

    (Teleborsa) – Il numero di offerte di lavoro negli Stati Uniti è diminuito a 7,57 milioni nell’ultimo giorno lavorativo di febbraio 2025, rispetto ai 7,76 milioni del mese precedente e ai 7,69 milioni attesi dagli analisti. È quanto rilevato dal Report JOLTS dell’U.S. Bureau of Labor Statistics americano, che misura le posizioni di lavoro aperte (Job Openings) e altre metriche del mercato del lavoro. Il tasso di posti vacanti, al 4,5 percento, è cambiato poco nel corso del mese. Il numero di posti vacanti è diminuito in finanza e assicurazioni (-80.000).A febbraio, il numero di dimissioni è cambiato poco a 3,2 milioni, ma è sceso di 273.000 nel corso dell’anno. Nel corso del mese, il tasso di dimissioni è rimasto invariato al 2,0 percento. Le dimissioni sono aumentate nell’istruzione statale e locale (+28.000).Sempre a febbraio, il numero di licenziamenti è cambiato poco a 1,8 milioni. Il tasso di licenziamenti è rimasto invariato all’1,1 percento. I licenziamenti sono aumentati nel commercio al dettaglio (+67.000), immobiliare e noleggio e leasing (+24.000) e governo federale (+18.000). I licenziamenti sono diminuiti nei trasporti, magazzinaggio e servizi di pubblica utilità (-42.000).(Foto: seventyfour74 | 123RF) LEGGI TUTTO

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    USA, ISM manifatturiero marzo scende più delle attese a 49 punti

    (Teleborsa) – Si modera l’attività manifatturiera negli Stati Uniti a marzo 2025, passando in fase di contrazione. Lo segnala l’ISM – Insitute for Supply Management sulla base del consueto sondaggio mensile.L’indice dei direttori di acquisto del settore manifatturiero si è attestato a 49 punti, rispetto ai 50,3 punti del mese precedente, risultando inferiore alle attese degli analisti che stimavano una discesa fino a 49,5 punti.L’indicatore, che viene usato per valutare lo stato di salute del settore manifatturiero statunitense, si porta dunque sotto la soglia chiave di 50 punti, che fa da spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività.Fra le varie componenti dell’indice, quella sui nuovi ordini scende a 45,2 punti da 48,6, mentre quella sull’occupazione cala a 44,7 da 47,6 e la componente relativa ai prezzi sale a 69,4 da 62,4 punti (contro attese per 64,6). LEGGI TUTTO

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    Euro digitale, garanzia contro “dollarizzaizne digitale” e frammentazione

    (Teleborsa) – L’UE è in un momento cruciale nell’evoluzione dei pagamenti transfrontalieri. Lo ha ricordato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, in occasione di un incontro con i governatori delle banche centrali, cui ha ricordato che “l’attuale panorama geopolitico minaccia di frammentare i sistemi di pagamento globali, portando potenzialmente a inefficienze e a una ridotta trasparenza”.Negli ultimi decenni, il mondo ha assistito a un aumento significativo dei pagamenti transfrontalieri, guidato dalla globalizzazione del commercio, dei capitali e dei flussi migratori. Si prevede che i flussi di pagamenti transfrontalieri raddoppieranno fino a raggiungere i 268 trilioni di euro entro il 2030. Nonostante questa significativa espansione e i miglioramenti derivanti dagli sforzi internazionali, i pagamenti internazionali rimangono troppo spesso proibitivi e inefficienti. Ciò ha creato un vuoto che operatori alternativi, in particolare nel settore delle criptovalute, sono ansiosi di colmare. Tuttavia, molte di queste soluzioni comportano rischi significativi che non possono essere trascurati. Le criptovalute non garantite, ad esempio, sono altamente volatili e di natura speculativa, creando rischi per famiglie e imprese.Il ruolo del sistema SEPA per l’integrazione europeaCipollone ha messo in luce il ruolo del sistema SEPA, l’area unica dei pagamenti in euro, spiegando che riduce notevolmente i costi delle transazioni, che altrimenti potrebbero rivelarsi 12 volte superiori a quelli praticati all’interno della SEPA. Questo sottolinea l’importanza di espandere la SEPA, per ridurre i costi, guidare lo sviluppo economico e garantire l’integrazione. Ma la possibilità di ridurre i costi sulle operazioni transfrontaliere è importante anche per altre economie, poiché le crescenti tensioni geopolitiche hanno stimolato iniziative per creare alternative alle infrastrutture globali esistenti. Ciò potrebbe portare alla frammentazione del sistema finanziario globale in blocchi multipli e non comunicanti, il che ostacolerebbe ulteriormente l’efficienza dei pagamenti transfrontalieri e contribuirebbe alla frammentazione del commercio e degli investimenti. Dalle stablecoin all’Euro digitale L’emergere delle stablecoin, che gli Stati Uniti intendono promuovere in tutto il mondo, per a mantenere il predominio globale del dollaro – spiega Cipollone – comporta i suoi rischi, tra cui il tentativo di sostituire le valute ufficiali per giungere ad una “dollarizzazione digitale”, considerando che il 99% delle stablecoin è denominata in dollari. Ciò comprometterebbe l’efficacia della politica monetaria interna e aumenterebbe i rischi per la stabilità finanziaria, amplificando i deflussi di capitale in risposta a shock negativi. Ma l’UE sta rispondendo in modo proattivo a queste sfide, da un lato, cercando di sfruttare il potenziale dei sistemi di pagamento rapidi per migliorare l’efficienza e ridurre i costi, dall’altro, studiando la creazione di un euro digitale. L’l’interconnessione dei sistemi di pagamento rapidi consente di superare la frammentazione ed estendere i vantaggi della digitalizzazione ai pagamenti transfrontalieri, riducendo i costi, aumentando la velocità e la trasparenza dei pagamenti transfrontalieri e accorciando le catene di transazioni. Ne è u esempio il servizio TARGET Instant Payment Settlement (TIPS), la cui caratteristica fondamentale è quella di essere una piattaforma multivaluta, che opera all’interno dello schema SEPA Instant Credit Transfer, disciplinato da regole, standard e protocolli uniformi, evitando il rischio di frammentazione.La seconda iniziativa che l’UE sta esplorando è la creazione di un euro digitale e il suo utilizzo nei paesi terzi. Un euro digitale sarebbe una valuta digitale della banca centrale, un equivalente elettronico del denaro contante. Funzionerebbe sia online che offline nei negozi o quando si effettuano transazioni tra persone, ma si sta studiando anche il suo possibile utilizzo internazionale.Garanzia della sovranità valutariaL’euro digitale nei paesi terzi verrebbe introdotto gradualmente e con le opportune garanzie per assicurare che venga utilizzato principalmente come mezzo di pagamento e non alimenti la sostituzione della valuta. Inoltre, la progettazione dell’euro digitale include funzionalità abilitanti multivaluta simili a quelle dei TIPS. In pratica, i paesi non appartenenti all’Area Euro potrebbero utilizzare l’infrastruttura dell’euro digitale per cambiare le proprie valute digitali, facilitando le transazioni a livello internazionale e fungere da piattaforma per l’innovazione nei pagamenti transfrontalieri. Così facendo, potrebbe facilitare i pagamenti e le rimesse transfrontalieri, rendendoli più efficienti e convenienti. LEGGI TUTTO

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    USA, spese costruzioni febbraio crescono più delle attese a +0,7% su mese

    (Teleborsa) – Aumenta più delle attese la spesa per costruzioni in USA a febbraio 2025. Il dato, comunicato dal Dipartimento del Commercio americano, si attesta a 2.195,8 miliardi di dollari, registrando una crescita dello 0,7% su base mensile, rispetto al +0,3% delle stime degli analisti e dopo il -0,5% di gennaio.Su base annua si è visto invece un incremento del 2,9%.Tra le costruzioni private, le cui spese sono salite dello 0,9% a 1.686,4 miliardi di dollari, quelle di tipo residenziale sono salite dell’1,3% a 928,9 miliardi di dollari. La spesa in ambito pubblico ha segnato un incremento dello 0,2% a 509,3 miliardi di dollari. LEGGI TUTTO

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    USA, PMI manifatturiero marzo rivisto al rialzo a 50,2 punti

    (Teleborsa) – Peggiora l’attività manifatturiera degli Stati Uniti a marzo 2025. Lo conferma l’indice dei direttori acquisto delle aziende elaborato da S&P Global. Nel terzo mese dell’anno, l’indice PMI manifatturiero si è portato a 50,2 punti, contro i 52,7 di febbraio. Si tratta di una lettura superiore ai 49,8 della stima preliminare e attesi dal consensus.L’indice si mantiene così sopra la soglia chiave di 50 punti che fa da spartiacque tra espansione (sopra 50 punti) e contrazione (sotto 50 punti) dell’attività.”Il forte inizio d’anno per i produttori statunitensi ha vacillato a marzo – ha detto Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence – Una combinazione di un maggiore ottimismo nei confronti della nuova amministrazione e la necessità di anticipare i dazi avevano sostenuto il settore della produzione di beni nei primi due mesi dell’anno, ma ora stanno iniziando ad apparire delle crepe. La produzione è diminuita per la prima volta in tre mesi a marzo e i portafogli degli ordini si stanno esaurendo sempre di più”.”Mentre la fiducia delle aziende sulle prospettive rimane relativamente elevata rispetto agli standard osservati negli ultimi tre anni, ciò si basa sulla speranza delle aziende che l’interruzione a breve termine causata dai dazi e da altre politiche verrà superata man mano che si accumuleranno i benefici a lungo termine delle politiche della nuova amministrazione – ha aggiunto – Tuttavia, a marzo un numero maggiore di produttori ha messo in dubbio questa convinzione. L’ottimismo delle aziende sull’anno a venire si è ulteriormente deteriorato rispetto al massimo di quasi tre anni di gennaio ed è calato drasticamente negli ultimi due mesi, costringendo le aziende a interrompere l’aumento dei conteggi delle buste paga per la prima volta da ottobre”. LEGGI TUTTO