Febbraio 2025

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    Execus, firmata lettera d’intenti per acquisire la maggioranza di Vanilla Marketing

    (Teleborsa) – Execus, società quotata su Euronext Growth Milan e operante nel settore del social selling, ha firmato una lettera di intenti per la successiva definizione di accordi con i rispettivi soci, per l’acquisizione di una quota di controllo della società Vanilla Marketing. L’operazione, una volta perfezionata, consentirà di acquisire competenze e capacità di erogazione di servizi a valore aggiunto inerenti il business caratteristico.La società è una agenzia di marketing digitale, specializzata in soluzioni di marketing emozionale e produzione di contenuti ad alto impatto. Il team è attualmente composto da 10 persone di cui 8 dipendenti e 1 collaboratore e professionista che collabora stabilmente con la società oltre che la figura della founder. Le figure chiave di Vanilla sono: Carlotta Carucci (CO-CEO e fondatrice di Vanilla, al 70% del capitale) e Azzurra Fischetti (CO-CEO di Vanilla, al 30% del capitale). Vanilla ha chiuso il 2023 con ricavi pari a 311 mila euro, un EBITDA di 14 mila euro (EBITDA margin del 4,6%) e un utile di mille euro.Le sinergie attese riguardano in particolare la crescita della Top Line attraverso l’impiego delle competenze del team di Vanilla nell’ambito dei progetti dei clienti del Gruppo. Vanilla si rivolge ad una clientela B2B, rappresentata principalmente da piccole e medie aziende nazionali, per cui segue progetti di marketing digitale a carattere pluriennale.È prevista acquisizione da parte di Execus, di una quota di controllo pari al 51% del capitale sociale di Vanilla. Tale acquisizione avverrebbe: mediante la deliberazione di un aumento di capitale in Execus riservato ai soci Vanilla mediante emissione di nuove azioni Execus (mediante il conferimento in natura di una partecipazione in Execus pari al 17,85% del capitale sociale di Vanilla); e mediante la cessione da parte del socio Carlotta Carucci in favore di Execus, contestuale alla sottoscrizione dell’aumento di capitale riservato soci Vanilla, di una partecipazione pari al 33,15% del capitale sociale di Vanilla a fronte di un corrispettivo in denaro. LEGGI TUTTO

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    Piazza Affari maglia nera in Europa con crolli di Prysmian e Ferrari

    (Teleborsa) – Le borse europee hanno terminato la seduta in ribasso sui timori per i dazi annunciati dal presidente statunitense Trump nei confronti del Vecchio Continente. Dopo i massimi dei giorni scorsi, il FTSE MIB arretra maggiormente sotto la soglia dei 39 mila punti, zavorrato dal tonfo di Prysmian dopo i conti e di Ferrari dopo che Exor ha concluso la vendita di una partecipazione del 4% mediante Accelerated bookbuilding.Sul fronte macroeconomico, a febbraio l’indice composito di fiducia economica ESI dell’Unione europea è salito a 96,3 punti da 95,3, al massimo dallo scorso settembre. In Italia, le indagini Istat di febbraio hanno evidenziato, per il secondo mese consecutivo, un leggero miglioramento dell’indice di fiducia dei consumatori e delle imprese manifatturiere, mentre l’indice composito relativo al morale delle imprese è risultato in diminuzione.Dai verbali dell’ultima riunione della BCE, è emerso che – guardando al futuro – è stato ritenuto prematuro per il Consiglio direttivo discutere di una possibile zona di atterraggio per i tassi di interesse chiave, mentre è stata espressa l’opinione che il tasso naturale o neutro è probabilmente più elevato rispetto a prima della pandemia, anche se il dibattito in corso sul tasso naturale è stato definito “fuorviante” perché è difficilmente applicabile in un ambiente in rapido cambiamento, come quello attuale, con nuovi shock continui.L’Euro / Dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,67%. L’Oro è in calo (-1,38%) e si attesta su 2.876,5 dollari l’oncia. Forte rialzo per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mette a segno un guadagno dell’1,84%.Lo Spread peggiora, toccando i +110 punti base, con un aumento di 4 punti base rispetto al valore precedente, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,48%.Tra gli indici di Eurolandia sotto pressione Francoforte, che accusa un calo dell’1,07%, guadagno moderato per Londra, che avanza dello 0,28%, e piccola perdita per Parigi, che scambia con un -0,51%.A picco Piazza Affari in chiusura di seduta, con il FTSE MIB che accusa un ribasso dell’1,53%, interrompendo la serie di quattro rialzi consecutivi, iniziata venerdì scorso; sulla stessa linea, perde terreno il FTSE Italia All-Share, che si ferma a 40.905 punti, ritracciando dell’1,48%. Variazioni negative per il FTSE Italia Mid Cap (-0,83%); sulla stessa tendenza, in ribasso il FTSE Italia Star (-1%).Il controvalore degli scambi nella seduta del 27/02/2025 è stato pari a 4,67 miliardi di euro, in rialzo rispetto agli 4,47 miliardi della vigilia, mentre i volumi si sono attestati a 0,64 miliardi di azioni, rispetto ai 0,78 miliardi precedenti.Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, ottima performance per Pirelli, che registra un progresso del 4,64%. Exploit di Leonardo, che mostra un rialzo del 3,97%. Ben impostata Saipem, che mostra un incremento del 2,09%. Tonica A2A che evidenzia un bel vantaggio del 2,05%.I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Prysmian, che ha archiviato la seduta a -12,18%. Seduta negativa per Ferrari, che scende del 7,91%. Sensibili perdite per Stellantis, in calo del 5,21%. In apnea STMicroelectronics, che arretra del 4,01%.Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, Banco di Desio e della Brianza (+2,46%), Juventus (+2,34%), Lottomatica (+1,79%) e El.En (+1,74%).Le peggiori performance, invece, si sono registrate su MARR, che ha chiuso a -4,30%. Tonfo di Carel Industries, che mostra una caduta del 4,02%. Scivola Technoprobe, con un netto svantaggio del 3,78%. In rosso MFE A, che evidenzia un deciso ribasso del 3,43%. LEGGI TUTTO

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    TIM, accordo con ADIO per aprire un hub tecnologico negli Emirati Arabi Uniti

    (Teleborsa) – TIM e Abu Dhabi Investment Office (ADIO) hanno siglato una partnership strategica con l’obiettivo di supportare l’espansione del Gruppo italiano nella regione. L’iniziativa mira a rafforzare l’espansione internazionale di TIM e la posizione di Abu Dhabi come hub globale per la connettività digitale avanzata e le tecnologie di nuova generazione. L’intesa è stata ufficializzata a Roma, in occasione dell’Italy-UAE Business Forum, alla presenza della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sua Altezza Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan. L’accordo è stato firmato, per conto di ADIO, da E. Rashed Abdulkarim Al Blooshi, Sottosegretario del Dipartimento di Sviluppo Economico di Abu Dhabi (ADDED), e da Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM.La partnership prevede che TIM offra le proprie competenze in materia di comunicazioni sicure, cloud e applicazioni Internet of Things (IoT). Nell’ambito del progetto, il Gruppo sta valutando l’opportunità di sviluppare soluzioni avanzate di comunicazione cibernetica e quantistica per reti pubbliche e private sicure e resilienti. TIM sta inoltre esplorando la possibilità di implementare tecnologie a banda larga e di telecomunicazione per supportare il lancio di progetti 5G e 6G in collaborazione con partner locali e internazionali.Uno dei punti chiave della potenziale espansione di TIM ad Abu Dhabi è la creazione di un Centro di Eccellenza dedicato all’IoT e all’AI. Sfruttando le competenze di TIM, il centro promuoverà l’innovazione su fronti come le smart cities e case e sistemi energetici intelligenti. L’azienda sta inoltre valutando la possibilità di creare un servizio di edge computing nell’Emirato. La sede di Abu Dhabi diventerebbe una base strategica per la supervisione delle operazioni in Medio Oriente, Nord Africa e India.”La collaborazione con ADIO ci permetterà potenzialmente di introdurre le nostre soluzioni digitali e di telecomunicazione più all’avanguardia, creando opportunità sia per le imprese che per i governi – ha detto l’AD Pietro Labriola – Abu Dhabi è la sede della connessione internet più veloce a livello globale e la sua posizione strategica, le infrastrutture avanzate e l’impegno per l’innovazione rendono il Paese la base ideale per la nostra possibile espansione nella regione e per la collaborazione con i nostri partner su progetti di sviluppo in aree geografiche di reciproco interesse”. LEGGI TUTTO

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    Lista del CdA, Assogestioni: proporzionale puro sia appannaggio dell’autonomia statutaria

    (Teleborsa) – La previsione di un premio di maggioranza per la lista che ottiene più voti “appare non adeguata rispetto all’esigenza di garantire governabilità all’impresa e unitarietà della gestione aziendale da parte del consiglio”. Lo afferma Assogestioni (associazione italiana delle società di gestione del risparmio) nella consultazione dell’autorità sulla nuova normativa riguarda la lista del CdA introdotta con la Legge Capitali.Secondo l’associazione, infatti, può dirsi garantita la governabilità qualora il CdA sia messo nelle condizioni di poter esercitare stabilmente le proprie prerogative di gestione e di indirizzo strategico dell’azienda, in tutte le delibere che questi è chiamato ad assumere. La previsione di default di un meccanismo proporzionale con un premio di maggioranza minimo non è sufficiente: potrebbe infatti non permettere al board di assumere una delibera cruciale, ovvero quella sulla propria riproposizione attraverso la presentazione della lista del CdA uscente – delibera che, a esito della legge capitali, deve essere assunta con il voto favorevole dei 2/3 dei componenti. Alla luce di ciò, in ottica di garantire la più adeguata governabilità all’impresa, il numero di posti che dovrebbe essere riservato alla listadel CdA risultata prima in via di default dovrebbe essere almeno i 2/3 dei membri del CdA.Inoltre, viene osservato come gli stessi investitori istituzionali/azionisti di minoranza, proprio ai fini di preservare il più possibile l’equilibrio tra indirizzo e gestione da parte della maggioranza ed engagement e monitoraggio da parte delle minoranze istituzionali, in ottemperanza alle proprie prerogative di stewardship, di norma limitano la presentazione di candidati per l’elezione nei board ai posti riservati alle minoranze.Secondo Assogestioni, andrebbe chiarito che il criterio proporzionale di ripartizione dei posti in consiglio previsto dalla norma primaria non riguarda l’intero board (come invece attualmente previsto dall’articolato, sebbene con il correttivo del premio di minoranza), bensì solo la quota dei seggi “di competenza” della minoranza sulla base delle indicazioni statutarie. Tale quota, sulla base delle indicazioni della normativa primaria, non potrà essere inferiore al 20% dei componenti da eleggere. Coerentemente ai principi di flessibilità, proporzionalità e governabilità delle aziende, l’eventuale graduazione di ulteriori posti da assegnare alle liste di minoranza (ovvero la previsione, eventuale, di un sistema proporzionale puro) dovrebbe essere appannaggio dell’autonomia statutaria e non derivare dall’applicazione di meccanismi ex lege/regolamentari. LEGGI TUTTO

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    Banche, Banca d’Italia: da valutare nuovo diritto per imprese a ottenere un conto di pagamento

    (Teleborsa) – La Vice Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, IdaMercanti, ha dichiarato che l’istituto di via Nazionale condivide la finalità di “inclusione finanziaria” perseguita dalla proposta di legge in materia di obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente. Mercanti ha però notare che emergono “profili di attenzione” e “criticità” che andrebbero approfonditi per evitare di “pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo” e per giungere ad un “adeguato bilanciamento tra le istanze di inclusione della clientela, sana e prudente gestione delle banche, contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e libertà d’iniziativa economica delle imprese”. La dirigente della Banca d’Italia è stata ascoltata in audizione in commissione Finanze alla Camera sulla proposta di legge. In particolare, ha spiegato Mercanti, nella formulazione attuale, “l’introduzione in via generalizzata dell’obbligo legale a contrarre e del divieto di recesso potrebbero risultare in contrasto con alcuni principi fondamentali dell’ordinamento domestico ed europeo. Si fa riferimento alla libertà di iniziativa economica, al divieto d’imposizione di vincoli obbligatori perpetui e alla libera prestazione di servizi”.Secondo la Banca d’Italia potrebbe essere valutata l’ipotesi di “affiancare al vigente conto di base, un nuovo diritto a ottenere un conto di pagamento” da parte di imprese. In particolare, “tale diritto potrebbe applicarsi a categorie di professionisti o imprese maggiormente esposte al rischio di esclusione finanziaria e potrebbe prevedere l’accesso a una gamma di servizi limitata, escludendo ad esempio quelli che implicano un finanziamento, come carte di credito e fidi”. LEGGI TUTTO

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    Dazi, Orsini: Ue agisca con coraggio e visione di lungo termine

    (Teleborsa) – “È saltato un paradigma: serve coraggio e serve agire subito con una visione di lungo termine. L’Europa deve mettere al centro la competitività del sistema industriale e quindi la crescita sociale”. all’indomani dell’annuncio dei dazi sull’Ue da parte dell’amministrazione Trump, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ribadisce la necessità di agire.”La preoccupazione è innegabile. È un cambio di paradigma impensabile e tutti noi imprenditori europei confidavamo che non accadesse – ha spiegato Orsini che oggi ha ospitato al Consiglio Generale, il Presidente di BusinessEurope, Fredrik Persson -. Abbiamo solo una possibilità: cambiare subito con misure straordinarie per un momento straordinario”. “Con BusinessEurope stiamo costruendo un percorso che coinvolgerà le confindustrie europee. Siamo tutti europeisti, ma – ha aggiunto Orsini – quello che è uscito ieri da Bruxelles, sul pacchetto Omnibus e sul Clean Industrial Deal sono misure insufficienti. I tempi sono cambiati e le azioni dell’Europa devono sterzare decisamente per tutelare le imprese e le famiglie. Le democrazie occidentali si basano sul patto tra impresa e lavoro: mettiamoli finalmente al centro con azioni decise”.”Costo dell’energia, sburocratizzazione, transizione ambientale e credito sono aree su cui si deve intervenire – ha concluso il presidente di Confindustria – Chiediamo alle forze politiche e alle parti sociali un patto bipartisan per il Paese e per l’Europa. USA, Cina, India, si sono date una visione e la perseguono. Serve che l’Europa faccia lo stesso, subito” LEGGI TUTTO

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    CNP Assurances, utile 2024 in leggera crescita a 1,58 miliardi di euro

    (Teleborsa) – CNP Assurances, tra i principali gruppi assicurativi europei, ha chiuso il 2204 con un raccolta premi pari a 37,4 miliardi di euro (+6% cc rispetto al 31 dicembre 2023), un risultato netto pari a 1.582 milioni di euro (+2%), un Solvency Cover Ratio (SCR) pari al 237% (-16 punti).”CNP Assurances registra un’eccellente performance finanziaria ed extra-finanziaria nel 2024, che riflette il successo del nostro modello multi-partner – ha commentato Marie-Aude Thépaut, Direttrice Generale di CNP Assurances – Inoltre, l’attività con La Banque Postale rappresenta una parte significativa del fatturato del Gruppo. Complessivamente, la raccolta è in crescita in tutte le aree geografiche e abbiamo continuato attivamente la nostra strategia di espansione”. LEGGI TUTTO

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    Lista del CdA, Assonime: ripartizione proporzionale solo per le minoranze

    (Teleborsa) – La proposta per cui la ripartizione dei seggi in consiglio non può seguire un criterio di proporzionalità pura, ma deve rispettare un principio maggioritario, è “una posizione assolutamente condivisibile che crea un equilibrio ottimale tra rappresentanza dei soci in consiglio e necessaria unità di indirizzo dell’organo gestorio”. Lo afferma Assonime (Associazione fra le Società Italiane per Azioni) nella consultazione dell’autorità sulla nuova normativa riguarda la lista del CdA introdotta con la Legge Capitali.La questione centrale nella disciplina sul voto di lista del consiglio è quella dei criteri di ripartizione dei posti in consiglio tra le liste, nell’ipotesi in cui la lista del consiglio abbia ottenuto il maggior numero di voti e le prime due liste di minoranza abbiano raccolto voti in misura superiore al 20%.Assonime afferma che il tenore testuale del Regolamento potrebbe essere reso più aderente alla norma primaria, che, nell’articolo 147-ter.1, comma 3, lettera b), n. 2, riferisce il criterio di ripartizione proporzionale ai componenti del nuovo Consiglio di amministrazione di competenza delle minoranze, e non a tutte le liste, come previsto nella formulazione proposta.In considerazione di ciò, si potrebbe valutare di riformulare il testo nel seguente modo: “b) nel caso previsto dall’articolo 147-ter.1, comma 3, lettera b), n. 2, con riferimento ai componenti del nuovo consiglio di amministrazione di competenza delle minoranze, la ripartizione dei posti (cancellando le parole “fra tutte le liste”) avviene in misura proporzionale ai voti conseguiti da ciascuna lista che abbia conseguito una percentuale di voti non inferiore al tre per cento, fermo restando che la maggioranza degli amministratori da eleggere è tratta dalla lista del consiglio di amministrazione”.(Foto: Benjamin Child on Unsplash) LEGGI TUTTO