Febbraio 2025

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    Sostenibilità, Intesa Sanpaolo: al via da Torino il programma dedicato a 120 piccole aziende

    (Teleborsa) – Intesa Sanpaolo incontra e premia 120 piccole aziende che si sono distinte in progetti di sostenibilità ambientale, sociale e di governance e alle quali dedica CresciBusiness Progettiamo Sostenibile, la nuova edizione del programma rivolto alle aziende artigiane, del commercio, del turismo e della ristorazione che si articolerà da oggi ad aprile in un percorso a tappe attraverso tutta l’Italia. Aziende che costituiscono il segmento imprenditoriale più numeroso del Paese, 4 milioni di attività che pesano circa il 95% sul totale, ciascuna con meno di 10 dipendenti ed un fatturato che non supera 2,5 milioni di euro. Circa il 25% di esse – quasi un milione di aziende – sono clienti della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo guidata da Stefano Barrese.I numeri di CresciBusiness Progettiamo Sostenibile: seconda edizione del programma CresciBusiness di Intesa Sanpaolo, dedicata all’obiettivo della sostenibilità; oltre 2mila le aziende che si sono candidate a questa edizione; scelte da Intesa Sanpaolo 120 realtà autocandidate con progetti dedicati alla sostenibilità; dal 28 febbraio al 9 aprile quaranta giorni tra le città e i piccoli borghi d’Italia per incontrare ciascuna di queste aziende presso la loro sede; “Progettiamo Sostenibile” rientra nel piano CresciBusiness lanciato dal Gruppo a fine 2022 che mette a disposizione 5 miliardi di euro per investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo commercialelegati alle iniziative del PNRR.Tutte le aziende che partecipano al programma – che si tratti di artigiani, micro-imprese, commercianti o professionisti – sono caratterizzate da una dimensione ridotta, si misurano con la sfida della crescita e riconoscono agli obiettivi ESG un valore non solo etico ma anche di business: grazie ad iniziative attente all’ambiente, all’inclusione ed alla comunità sociale in cui operano, migliorano il proprio profilo finanziario e accrescono il proprio potenziale di crescita e competitività.Il viaggio, che parte oggi da Torino, farà conoscere 120 realtà esemplari come i ristoranti plastic-free attenti alla gestione dei rifiuti e agli sprechi alimentari, o le strutture ricettive realizzate con materiali edili sostenibili e che usano impianti fotovoltaici e pannelli solari per un minor impatto ambientale ed energetico. O ancora, le attività che sostengono l’occupazione femminile, che dimostrano una forte attenzione verso il benessere dei propri dipendenti, che hanno adottato pratiche per una buona governance determinando ilsuccesso e la continuità aziendale.Una delegazione della Banca, insieme al direttore regionale, visiterà queste aziende una ad una nelle grandi città come Milano, Roma, Firenze, Genova, Cagliari, Lecce, Reggio Calabria, Messina, ma anche nei centri minori tra cui Santa Maria Capua Vetere (CE), Monterotondo (RM), Busto Arsizio (VA), Tempio Pausania (SS), Capannori (LU), Eraclea (VE), Comezzano Cizzago (BS) e Giussago (PV). Per ciascuna azienda sono previsti percorsi di crescita nei tre ambiti ESG – ambientale, sociale e di governance – oltre ad attività di formazione e workshop grazie al contributo di partner di prestigio quali il Gruppo Cerved, Intrum, Regalgrid e alla collaborazione con Monitor Deloitte. Pensata per loro anche la nuova linea di soluzioni di investimento S-Loan Progetti Green, per pianificare e realizzare investimenti in sostenibilità anche supportati dal Fondo di Garanzia.L’avvio di “CresciBusiness Progettiamo Sostenibile in Tour” è stato presentato oggi presso il Grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, in un evento realizzato in collaborazione con Visa. Nel corso dell’incontro sono intervenuti Barrese e Anna Roscio, executivedirector Sales & Marketing Imprese, insieme a Gregorio De Felice, chief economist della Banca.”Oggi confermiamo il nostro impegno nell’accompagnare la crescita sostenibile di tutte le imprese, che siano PMI, startup o piccole realtà a gestione individuale e famigliare. Per ascoltare le esigenze di queste ultime abbiamo azzerato per tutto il 2025 le commissioni da micropagamenti pos fino a 10 euro, al contempo continuiamo a mettere al centro della nostra strategia la sostenibilità, leva di sviluppo anche in piccole aziende virtuose – spiega Barrese –. Un processo che promuoviamo e al quale abbiamo contribuito con quasi 10 miliardi di credito fino a dicembre scorso, erogati a realtà imprenditoriali di ogni dimensione”.La sfida della sostenibilità In Italia le imprese con meno di dieci addetti – rileva il Research Department di Intesa Sanpaolo – sono più di 4 milioni, il 95% del totale delle imprese industriali e dei servizi. Il loro peso è molto elevato anche in termini occupazionali: impiegano 7,5 milioni di addetti, il 42,3% del totale. È la classe dimensionale di maggiore rilevanza in Italia. Si tratta di un fenomeno soprattutto italiano: in Germania il peso delle microimprese in termini di addetti è pari al 20%; in Francia arriva al 27%. La Spagna è l’economia che si avvicina di più con il 34%, otto punti percentuali in meno rispetto all’Italia. È buona la capacità delle microimprese italiane di creare valore, grazie a un buon posizionamento in termini di qualità e flessibilità: nel 2022 hanno registrato un fatturato pari a 901 miliardi di euro (il 21,5% del totale) e un valore aggiunto che ha sfiorato i 272 miliardi (27,2%). Si tratta di un tessuto produttivo ricco e variegato che rappresenta laspina dorsale del sistema economico e sociale italiano. Grazie ai dati del censimento permanente è possibile avere una fotografia del posizionamento strategico delle microimprese italiane. Sono ampi i margini di miglioramento: il 32,6% di queste aziende ha realizzato attività di innovazione nel biennio 2021-2022; si scende al 29,4% quando si considera l’utilizzo di software per la gestione aziendale. Lo stesso vale per gli impegni assunti in termini di sostenibilità: la percentuale di microimprese che hanno realizzato azioni per migliorare la sostenibilità ambientale è pari al 34,5%, con punte del 43,6% nell’industria in senso stretto. Tra le attività introdotte, spicca il trattamento dei rifiuti, compresa la raccolta differenziata (27,3%); seguono a distanza l’uso di materiali riciclati (13,7%), il monitoraggio dei consumi idrici (8,4%) e i piani di miglioramentodell’efficienza energetica (8,2%). L’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili si ferma al 4%. Quando, invece, si considerano le azioni per migliorare la sostenibilità sociale, la percentuale è pari al 29,3%; anche in questo caso l’attivazione è maggiore nell’industria in senso stretto dove si raggiunge il 35,9%. La salute e la sicurezza dei lavoratori è la principale attività realizzata dalle microimprese (24,3%). Seguono il monitoraggio sulla sicurezza dei prodotti (14,4%), le pratiche per il benessere lavorativo (9,2%) e la collaborazione con associazioni del territorio che promuovono iniziative di carattere sociale, benefico, culturale e ricreativo (7,1%). Un maggiore impegno sui temi della sostenibilità può tradursi in vantaggi importanti anche in termini di competitività. Tra le microimprese manifatturiere con impianti di autoproduzione di energia la quota di aziende ad alta marginalità è quasi doppia rispetto a chi non ha puntato sulle rinnovabili. Conferme vengono anche dalla prima Ricerca nazionale sulle società benefit, champion nell’ESG: tra il 2021 e il 2023 le microimprese benefit, nel confronto con aziende di pari dimensioni e simile specializzazione settoriale, hanno mostrato una maggiore crescita del fatturato (+37,7% vs +16,4%) e del valore aggiunto (+32,6% vs +17,5%) e una migliore capacità di creare occupazione, con ricadute positive sul territorio in cui sono attive. 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    AATech, finanziamenti per 2,5 milioni di euro da BCC Roma e BCC Centropadana

    (Teleborsa) – AATech, venture tech builder italiano quotato su Euronext Growth Milan, ha annunciato la sottoscrizione di finanziamenti bancari pari a 2,5 milioni di euro per sostenere i nuovi investimenti in AI. Tale operazione consentirà al Gruppo di rafforzare ulteriormente i propri investimenti in innovazione e in particolare nell’ambito delle applicazioni e infrastrutture per l’intelligenza artificiale nei financial services, si legge in una nota.I finanziamenti derivano da contratti sottoscritti, a normali tassi di mercato, con Banche di Credito Cooperativo facenti parte del gruppo ICCREA, e nello specifico: con Banca BCC di Roma per 1,5 milioni di euro di cui: i) 1 milione di euro per finanziamenti a medio-lungo termine della durata di 84 mesi di cui 24 mesi di preammortamento; ii) e 0,5 milioni per un affidamento di cassa a breve termine di 18 mesi; con la Banca BCC CentroPadana per un finanziamento a medio-lungo termine per 1 milione di euro della durata di 84 mesi, di cui 24 mesi di preammortamento.”Questo di oggi è un passo decisivo per rafforzare la nostra presenza sul mercato e la nostra capacità di innovazione – ha dichiarato il CEO Alessandro Andreozzi – Grazie a queste ulteriori risorse AATech potrà continuare a essere tra i protagonisti dell”innovazione tecnologica italiana e perseguire il suo piano di investimenti”. LEGGI TUTTO

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    In Italia ci sono 8,5 badanti ogni 100 persone sole con più di 60 anni

    (Teleborsa) – In Italia 8,8 milioni di persone vivono in solitudine e il 55,2% ha 60 anni e più. Secondo il Rapporto 2025 Family (Net)work “La fatica delle famiglie: una difficile articolazione della domanda di cura”, realizzato dal Censis e promosso da Assindatcolf, le badanti che se ne prendono cura sono 8,5 ogni 100 persone sole over 60.L’indagine – condotta su un campione di più di 2.300 famiglie datrici di lavoro domestico – ha rilevato che il problema più sentito è quello della mancanza di assistenza immediata in caso di emergenza (50,5%), che sale al 52,2% tra gli over 75. Segue la gestione delle attività domestiche e la preparazione dei pasti (38,2%).La solitudine e l’assenza di relazioni di supporto preoccupano però solo il 31,6% delle persone. Questo dato è più alto tra gli under 50 (45,1%) rispetto agli over 75 (22%).(Foto: © Katarzyna Bialasiewicz/123RF) LEGGI TUTTO

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    Eni, Descalzi: soddisfatti del modello satellitare, ci ha permesso di aumentare cash-in

    (Teleborsa) – “Il modello satellitare è stato il modello che ci ha permesso di andare più veloci e aumentare il cash-in, aiutandoci nella gestione del leverage e nella resilienza del business”. Lo ha affermato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, rispondendo alle domande degli analisti sul piano strategico 2025-28.Eni ha spiegato nella presentazione del nuovo piano che l’accesso a nuove fonti di capitale supporta in modo efficiente la crescita sia nell’Upstream, come confermato da Var, Azule, Ithaca e ora Indonesia, sia nelle attività legate alla Transizione, come con Plenitude, Enilive e la società dedicata alla CCS.Nel 2025 Eni prevede di lanciare la nuova società satellite relativa al business della CCUS (Carbon, Capture, Utilisation and Storage), consolidando i propri progetti in un’unica entità e facendo leva sulla propria competenza tecnica e finanziaria, avviando così un nuovo e importante business dalla fine di questa decade.Eni ha incassato 12 miliardi di euro dal 2019 grazie ai cash-in dalle società satellite e ne aspetta altri 13 miliardi di euro circa nell’arco del nuovo piano.”Siamo chiamare soddisfatti dal modello satellitare, come testimonia anche l’interesse di soggetti di private market”, ha sottolineato Descalzi. LEGGI TUTTO

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    Salute, ENEA: supercalcolo per chiarire meccanismi alla base di malattie come il Parkinson

    (Teleborsa) – Un gruppo di ricercatori ENEA ha realizzato uno studio che mette in evidenza un possibile meccanismo molecolare alla base della malattia di Parkinson, una patologia ancora senza cure specifiche che colpisce i neuroni nel cervello. La ricerca si è avvalsa del supercalcolatore ENEA CRESCO per condurre simulazioni avanzate con le quali poter predire e comprendere l’impatto delle mutazioni genetiche sulla malattia e individuare i possibili bersagli terapeutici. Lo studio, pubblicato sulla rivista International Journal of Molecular Science, è stato coordinato dalla ricercatrice ENEA Caterina Arcangeli del Laboratorio Biotecnologie RED, affiancata da Barbara Benassi,Massimo Santoro e Claudia Consales (ENEA), Davide Pietrafesa (Università di Roma Tor Vergata), Jessica Rosati e Alessia Casamassa (Fondazione IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza), Massimo Marano (Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico).”I risultati che abbiamo ottenuto rappresentano un passo importante nella comprensione dei complessi meccanismi cellulari che sono alla base di molte gravi patologie, tra cui il Parkinson – spiega Arcangeli –. E tutto questo è stato possibile grazie all’impiego delle biotecnologie computazionali che, insieme all’Intelligenza Artificiale, stanno emergendo come una delle frontiere più promettenti per lo studio e la cura di malattie complesse”.Al centro dello studio vi è una specifica mutazione genetica di un enzima cruciale per il metabolismo dei lipidi (grassi) nelle cellule. “Si tratta di una mutazione che, attraverso meccanismi non ancora del tutto chiariti, contribuisce a danneggiare le cellule e in particolare quelle del cervello deputate al controllo del movimento. Quando questi neuroni sono danneggiati o muoiono, si sviluppano i sintomi della malattia di Parkinson come tremori, rigidità muscolare e difficoltà nei movimenti”, prosegue Arcangeli.Per superare le attuali lacune nella conoscenza di questa mutazione genetica, i ricercatori hanno utilizzato simulazioni di dinamica molecolare come “microscopio virtuale” per replicare su scala nanometrica l’ambiente cellulare che sperimenta l’enzima. Grazie a queste simulazioni è stato scoperto che la mutazione genetica altera la struttura dell’enzima, compromettendone la stabilità e le interazioni con altre biomolecole all’interno della cellula.”Gli approcci computazionali utilizzati sono capaci di riprodurre fedelmente i processi di interazione che avvengono nelle cellule – sottolinea Arcangeli –. Queste tecnologie non solo migliorano la comprensione dei meccanismi alla base delle patologie, ma si candidano a essere strumenti predittivi. Grazie al potere delle simulazioni al computer, come quelle realizzate in questo studio, sarà possibile approfondire il ruolo di specifiche mutazioni genetiche e progettare approcci terapeutici più efficaci”. LEGGI TUTTO

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    USA, ordini beni durevoli gennaio sopra le attese a +3,1%

    (Teleborsa) – Rimbalzano più delle attese gli ordinativi di beni durevoli americani nel mese di gennaio 2025. Secondo il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (Bureau of the Census), gli ordini hanno evidenziato una crescita del 3,1% su base mensile dopo il -1,8% del mese precedente. Le stime di consensus indicavano un aumento del 2%.Il dato “core”, ossia al netto degli ordinativi del settore trasporti, fa segnare un +0%, rispetto al +0,1% del mese precedente e rispetto al +0,2% atteso.Se si esclude il settore della difesa, gli ordinativi sono saliti del 3,5%, dopo il -1,8% precedente.(Foto: Photo by Adrian Sulyok on Unsplash) LEGGI TUTTO

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    Fiducia e diffidenza verso la politica: Italia a sorpresa meglio della Francia

    (Teleborsa) – All’indomani delle elezioni tedesche e della visita del Presidente francese Macron negli Stati Uniti, all’Università Luiss è stato presentato il nuovo Barometro sulla fiducia politica con focus su Francia e Italia, ma che tiene conto anche di Germania e Paesi Bassi. La tavola rotonda è stata organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss, il Centro Studi elettorali della Luiss (CISE), e la BNP-BNL Paribas Chair in French and Italian Relations in Europe. È la seconda volta – sottolinea la Luiss in una nota – che l’Ateneo intitolato a Guido Carli ospita la presentazione del rapporto, firmato dai ricercatori del Centro studi CEVIPOF dell’Università Sciences Po, con cui ha collaborato per realizzare l’indagine. Dopo il saluto di Luigi Gubitosi (Presidente Luiss), sono intervenuti Marc Lazar (BNP-BNL- Paribas Chair in French and Italian Relations in Europe, Luiss), Bruno Cautrès (CEVIFOP-Sciences Po), Lorenzo De Sio (Direttore del CISE – Centro italiano studi elettorali, Luiss) ed Elisabetta Mannoni (CISE e Università di Siena). I risultati del Barometro hanno rivelato che in Italia è leggermente cresciuta la fiducia nei confronti della politica, soprattutto verso le istituzioni nazionali. Dopo l’ultimo governo guidato da Mario Draghi, dalle elezioni politiche è scaturita una maggioranza chiaramente definita che conferisce stabilità al governo. Questa settimana si sono tenute in Germania le elezioni anticipate, con la più alta affluenza dalla riunificazione. I cittadini tedeschi guardano soprattutto a Bruxelles, verso cui cresce la fiducia nei confronti della politica. La Francia risulta, invece, il Paese con il più alto tasso di sfiducia nei confronti della politica. Si registra, inoltre, un deciso malcontento verso le istituzioni, da quelle nazionali a quelle europee. Dopo l’exploit alle ultime elezioni europee dell’estrema destra guidata da Marine Le Pen, il Presidente Macron aveva indetto elezioni nazionali anticipate. Il fragile sistema politico d’oltralpe continua a dipendere dalla coabitazione di un esecutivo di centro-destra, sostenuto da una maggioranza che non riflette il colore politico del Presidente della Repubblica e i vincitori delle elezioni. “Per la seconda volta presentiamo all’Università Luiss i risultati del Barometro sulla fiducia politica. L’Europa – ha spiegato Lazar –si trova in un momento di estrema vulnerabilità, divisa al suo interno e sottoposta a pressioni dall’esterno. Alla luca della nuova Amministrazione americana, questo studio pone le basi per approfondire cosa pensano i cittadini europei su come funziona la democrazia nei loro Paesi e nell’Unione europea. Contrariamente al passato, cresce la percentuale dei cittadini italiani che credono nel governo, nella politica nazionale e nell’UE, mentre crolla la fiducia nelle istituzioni dei francesi”. “Tendiamo a credere che l’Italia sia in fondo alle classifiche della fiducia verso la politica, ma in realtà – ha detto De Sio – registriamo alcuni valori in crescita. Una prima interpretazione è che, mentre in Francia c’è un governo con molte tensioni, in Italia, dopo la parentesi tecnocratica, l’elezione del 2022 ha dato un chiaro vincitore e un chiaro segno di un cambiamento di direzione politica in linea con il risultato elettorale. E questo è uno degli elementi chiave che danno fiducia nella democrazia. Quindi abbiamo registrato una lieve risalita dei livelli di fiducia rispetto a prima delle elezioni del 2022. Da ulteriori analisi condotte dal CISE, sugli stessi dati, risulta inoltre che i sentimenti negativi e la sfiducia nei confronti della politica sono maggiormente concentrati tra le persone in difficoltà economiche; un effetto che si estende a tutti e quattro i Paesi analizzati. Dietro questo risentimento per la politica sembra quindi esserci essenzialmente un disagio economico”. LEGGI TUTTO

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    Ue svela il Clean Industrial Deal: “Mobiliterà 100 miliardi. Tagli del 30% a emissioni industria”

    (Teleborsa) – Il Clean Industrial Deal mobiliterà nel breve termine oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione industriale pulita nell’Ue, di cui un’ulteriore garanzia di 1 miliardo di euro nell’ambito dell’attuale bilancio comune. È quanto ha annunciato la Commissione europea presentando il piano. Bruxelles, come anticipato, prevede di semplificare le norme sugli aiuti di Stato entro giugno per accelerare la transizione verso le energie pulite, promuovere la decarbonizzazione dell’industria e garantire una capacità manifatturiera adeguata per le tecnologie verdi in Europa. “L’obiettivo del Clean Industrial Deal è semplificare senza cambiare gli obiettivi climatici – ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando all’Industry Summit di Anversa –. La domanda di prodotti puliti è rallentata e alcuni investimenti si sono spostati in altre regioni. Dobbiamo invertire la tendenza. Questo è l’obiettivo centrale del Clean Industrial Deal. Vogliamo tagliare i legami burocratici che vi trattengono. Affinché l’Europa possa essere non solo un continente di innovazione industriale, ma anche un continente di produzione industriale”.Nel suo piano Bruxelles presenta una serie di proposte che saranno dettagliate nei prossimi mesi e – in attesa del fondo Ue per la Competitività di cui non si conosce ancora l’entità e che arriverà soltanto nel prossimo bilancio pluriennale comune – propone una Banca per la decarbonizzazione industriale, con l’obiettivo di raggiungere quota 100 miliardi di euro di finanziamenti. A contribuire alla realizzazione del nuovo meccanismo saranno i fondi già disponibili nel Fondo per l’Innovazione e le entrate aggiuntive derivanti da parte dell’Ets e dalla revisione di InvestEU, che prevede di mobilitare fino a 50 miliardi in investimenti pubblici e privati aggiuntivi destinati, tra l’altro, alle tecnologie pulite, alla mobilità sostenibile e alla riduzione dei rifiuti.Il Clean Industrial Deal si presenta come pilastro fondamentale della seconda legislatura di Ursula von der Leyen per permettere all’Europa di “cambiare passo” e colmare il gap di competitività con Stati Uniti e Cina e Stati Uniti. La strategia complessiva prevede anche un ampio piano di semplificazione, che prende il via con il primo di una serie di pacchetti Omnibus pensati per ridurre la burocrazia. La prima ondata di semplificazioni riguarderà quattro atti legislativi non ancora recepiti da tutti gli Stati membri, il cui rischio di applicazione disomogenea tra le diverse capitali europee ha sollevato preoccupazioni. Tra questi, la tassonomia degli investimenti sostenibili, che diventerà volontaria per le imprese al di sotto di una certa soglia di dipendenti. Anche la direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (Csrd) e la direttiva sulla due diligence per la responsabilità aziendale saranno semplificate, così come il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), dai cui vincoli saranno esentati i piccoli importatori.”Con il Clean Industrial Deal puntiamo a ridurre le emissioni industriali fino al 30%. È un chiaro segnale che facciamo sul serio – ha detto il commissario per il clima, Wopke Hoekstra,in conferenza stampa presentando il Clean Industrial Deal –. Stiamo mobilitando ogni risorsa disponibile e facendo leva su molteplici canali di finanziamento per stimolare un aumento senza precedenti degli investimenti nelle reti e nell’energia pulita a breve, medio e lungo termine”, ha assicurato il commissario, confermando l’intenzione di lanciare una Banca per la decarbonizzazione industriale, “basata in parte sul sistema di scambio delle quote di emissione” che secondo le stime di Bruxelles potrebbe raccogliere fino a 100 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. “Sulla base della nostra esperienza, – ha assicurato Hoekstra – questo potrebbe mobilitare fino a 400 miliardi di euro”.(Foto: © Iaroslav Danylchenko /123RF) LEGGI TUTTO